mercoledì 25 febbraio 2015

NEL DUBBIO, TI AMO

Gustav Klimt,
via Wikimedia Commons
Mi scrive Emanuela. Mi dice che vorrebbe far sapere che esistono tanti modi di essere donna condividendo la sua storia sul mio blog. Le dico di scrivermi e lei non mi manda un racconto, bensì una lettera indirizzata al marito. Il suo è un toccante messaggio d'amore che, con gioia, condivido con voi insieme a un'immagine scelta da Emanuela.

NEL DUBBIO, TI AMO

Dolcissimo compagno di vita, si avvicina il nostro primo anno di matrimonio e ho sentito il bisogno di scrivere una lettera in cui condividere le mie emozioni e percorrere le tappe di questi cinque anni di vita condivisa.

Mi stupisco mentre ti guardo dormire accanto a me di pensare a come ero. Prima una bambina a cui era stata data una etichetta, la Palermitana con la Sindrome di Turner; una bambina rara strana. Poi di adolescente inadatta e non abbastanza femminile. Mai che si parlasse dei miei sogni e dei miei interessi; l'unico con cui ne ho parlato e con cui ne parlo tuttora sei tu e la mia famiglia.

Ho vissuto per anni nell'idea che crearmi una nuova etichetta fosse l'unico modo di ristabilirmi agli occhi del mondo, che sforzandomi di essere giusta avrei riacquistato il diritto di vivere non come invalida o persona con una psiche sofferente ma come essere umano.
Dopo delusioni, ti ho conosciuto e si è creato un rapporto in cui l'etichettare non aveva importanza.

Ti dissi che ero malata e tu mi dicesti: "Non importa, ti amo".
Iniziammo a vivere insieme e il tarlo e le sofferenze mentali si fecero sentire. Spaventata tra le tue braccia non riconoscevo niente. Dove andrò, cosa farò? La tua risposta era sempre la stessa: "Non importano i dubbi, nel dubbio ti amo".

Abbiamo litigato, ma questa è stata sempre l'unica risposta che ha segnato il nostro rapporto.
Siamo cresciuti insieme e ancora cresceremo.
Sorrido quando, iniziando a cucinare, tu corri in cucina da me con finta spavalderia e dici "Femmina, lascia fare a me" e tagli verdure e cipolle; non dici mai che il vero motivo è che mi vedi scoordinata nel movimento con la mano tremante. Hai troppo rispetto per farmelo notare e per te è più facile scherzare.

Scrivo perché sono fiera di potermi commuovere insieme a te davanti a un cartone o un bel pensiero e sentire che la sensibilità non ha sesso.
Le paure sono finite? Continuo a pensare troppo a dovere ricominciare le mie giornate come se dovessi ricominciare daccapo.
Nessuno può definire il futuro ma a me basta vedere il modo in cui mi accogli prima di dormire per dire: "Nel dubbio, ti amo".

Emanuela

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