martedì 27 gennaio 2015

EXTRATERRESTRE ALLA PARI

Nel 1979 avevo due anni. Nello stesso anno veniva pubblicata la prima edizione di un romanzo per ragazzi/e di Bianca Pitzorno dal titolo "Extraterrestre alla pari".
Io l'ho scoperto solo da poco, grazie a un'amica che me l'ha suggerito (grazie Lucia!), e ne sono rimasta estremamente colpita.
"Extraterrestre alla pari" è un libro attualissimo, moderno e, per certi versi, geniale.
Proporre oggi questa lettura parrebbe quasi rivoluzionario se non si sapesse che è stato scritto così tanti anni fa'.

"Extraterrestre alla pari" è la storia di Mo, abitante della stella Deneb venuto sulla Terra e accolto da una famiglia terrestre per una sorta di soggiorno alla pari. 
Ma le cose, per Mo, si fanno complicate fin da subito perché i Denebiani, a differenza dei Terrestri, non sviluppano differenze sessuali fino a circa 18 anni (che su Deneb corrispondono a circa 50 anni).
La cosa mette subito in imbarazzo e angoscia i genitori terrestri di Mo che non riescono proprio a interagire con lui (o lei?) senza saperne il sesso temendo di non poterlo educare nel modo corretto.
A quanto pare, infatti, sulla Terra questa cosa di sapere se un bambino è maschio o femmina è proprio fondamentale. 
Tant'è che, mentre su Deneb i genitori non si preoccupano della questione e attendono con serenità lo sviluppo dei figli, ogni cosa sul nostro pianeta sembra essere differente per un bambino o una bambina a seconda del sesso: dalla cameretta, ai giochi, ai vestiti, al modo di comportarsi. 
Anche il linguaggio impone di sapere questa differenza. Interessante, in questo senso, l'esperimento dell'autrice di una sorta di scrittura priva di genere nelle lettere che Mo invia al fratellino (o sorellina?) con le parole troncate nelle loro lettere finali quando si rivolge a lui o a lei!

Il libro mette in luce in modo ironico, e a volte crudo, l'assurdità di una rigida divisione educativa fra maschi e femmine basata su stereotipi che Mo, con la sua sola esistenza, scardina continuamente.
Mo è dolce e ubbidiente ma anche forte e coraggioso. Mo è ribelle ma anche paziente e bravo a svolgere i lavori domestici. Diventa il capo di una banda di ragazzini maschi e uno dei suoi giocattoli preferiti è una bambola.
Ma allora, di che sesso è Mo?

Lascio a voi scoprirlo per non rivelarvi il finale. Quello che di sicuro posso dirvi è che Mo è una persona (anzi un/a extraterrestre) libera e priva di pregiudizi.
Resisterà per dieci anni sulla Terra (che per Mo corrispondo a circa due o tre anni) in attesa della prossima congiunzione Terra-Deneb?

Potete leggere l'intera trama del libro sul sito di Bianca Pitzorno, da cui riporto un estratto dalla pagina in cui l'autrice spiega perché ha scritto questa storia:

"Quando nel 1973 venne pubblicato il saggio di Elena Gianini Belotti Dalla parte delle bambine, lo lessi con grande interesse e cominciai a riflettere sul peso dei condizionamenti dell’educazione su quello che invece viene considerato ‘istintivo’ nei maschi e nelle femmine della specie umana.
Mi interrogavo sulle responsabilità dei genitori e degli adulti in genere. Mi rendevo conto che certi pregiudizi sono radicati così profondamente che anche per le persone meglio intenzionate è quasi impossibile dare ai figli e alle figlie una educazione proprio uguale.
Per fare questo bisognerebbe che non conoscessero il sesso del bambino, bisognerebbe che proprio non sapessero se è un maschio o una femmina."

Questa è l'edizione del libro che ho acquistato io.

1 commento:

  1. oggi penso e spero che sia possibile anche conoscendo il sesso (che non si può non conoscere)

    RispondiElimina