lunedì 8 settembre 2014

UNO ZIO CONTRO GLI STEREOTIPI

Per il ciclo di storie "Sono diverso/a...e allora?" pubblichiamo il primo racconto ricevuto, quello di un giovane zio e del suo nipotino di quattro anni. Buona lettura!

"Avrà uno zio femminista, figuriamoci. Uno zio femminista e gay dichiarato! E che si occupa pure di studi di genere, suvvia: mio nipote, pensavo, sarà diverso dalla media, in certi tranelli non cadrà mai…Quanta presunzione! Quanto mi sbagliavo!
Mio nipote è, giustamente, una persona sociale, e come le altre, giustamente, capta, assorbe, incamera, a suo modo rielabora, non è di certo impermeabile. Per fortuna. 

Oggi ha quattro anni, e lo vedo crescere come un sanissimo ed intelligentissimo bambino di oggi sa fare. Di indole – c’è poco da fare – irruenta. 
Se per i suoi genitori è stato facile, fino ad ora, arginare e/o correggere atteggiamenti spiccatamente genderizzati – siamo per lo più sul livello di “sono un maschio e sono più forte di te” – negli ultimi tempi ho notato che l’opera si fa più dura: 
“No, zio! Non posso più giocare con la cucina perché è da femmina!”
“No, solo i maschi giocano a basket. Le femmine non ce la fanno”
“Ma sono tutte femmine, uffa! Io voglio giocare alla lotta!”
Se da una parte è lui a dettare le regole del bambino maschio = forte, dall’altra è sempre lui a pagarne lo scotto quando a dettarle, nel sistema “femmine”, è l’altra parte, facendomi non poca tenerezza, perché lì lo vedi vittima dei suoi stessi comportamenti.

Qualche sera fa, ad esempio, era con un gruppetto di bambine nel giardino. Adulti che chiacchierano, loro che giocano. Alcune delle bimbe erano pure belle aggressive style, avrebbe dunque trovato pane per i suoi denti, eppure no, nei momenti in cui loro si radunavano chissà a fare cosa, lo escludevano, lo tenevano fisicamente lontano, “stiamo facendo cose da femmine, non ci puoi stare”. 
E allora giù a piangere e disperarsi, perché lui diceva di voler fare “le cose da maschio”, ma in fondo ciò che voleva era divertirsi in compagnia.

Grande salto: stasera.

Stasera, 1 settembre 2014, al termine di un breve collegamento in diretta dallo Stadio Olimpico di Roma con lo studio del TG1 per dare avvio alla Partita interreligiosa per la pace, la presentatrice Antonella Clerici dice: «Naturalmente momenti di spettacolo … Per i maschietti una partita straordinaria, naturalmente, per le ragazze lo spettacolo con la star internazionale argentina Violetta!».

E allora io mi domando: perché ci stupiamo ancora se poi, nella realtà quotidiana, i bambini e le bambine non soltanto subiscono ordinari atteggiamenti di discriminazione, ma soprattutto se ne fanno, ahimè, portatori e portatrici? A me, giovane ragazzo che cerca di sviluppare e usare sempre al meglio gli strumenti critici di decodificazione e difesa dei messaggi, queste parole hanno fatto sobbalzare; ma quanti genitori, per mancanza di educazione (non solo al genere) e informazione sulle ormai ampie esigenze dei loro figli su cui da anni si dibatte, non re-agiscono di fronte a simili messaggi? Quanti non sono pronti – non sono stati preparati! – a re-agire per riparare al danno, magari spiegando subito dopo a figli e figlie che no, in fondo anche ai maschi può piacere una giovane adolescente col sogno della musica, e anche alle bambine può piacere, eccome!, fomentarsi davanti ad una bella partita di calcio?
Finché taglieremo col coltello preferenze, gusti, atteggiamenti, mode - che diventano sempre forma mentis – non saremo mai e non cresceremo mai persone libere."

(Amedeo Pagliaroli)

Hai una storia da raccontarci che abbia per protagonisti bambine/i e il tema della discriminazione che vuoi condividere sul blog? Inviala a vitadastreghe[at]gmail.com!

*PS: l'immagine del post è tratta dal libro "Mi piace Spiderman...e allora?", il cui illustratore è Massimiliano Di Lauro: l'ho adottata come filo conduttore della rubrica del blog!

1 commento:

  1. il bambino ha quattro anni, crescendo imparerà che pure le femmine possono fare "la lotta" e giocare a basket
    e se adesso non vuole più giocare con la cucina non forzatelo., imparerà che pure gli uomini cucinano (in tv non mancano uomini che cucinano). Se il bambino o la bambina vuole giocare con la cucina è ok, se vuole giocare con spiderman è ok e se vuole giocare con entrambi è ok lo stesso.

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