lunedì 30 giugno 2014

"LIKE A GIRL" NON E' UN INSULTO

Un frame dello spot di Always
Notizie lette questa settimana:

#LikeAGirl non è un insulto! Ho trovato in rete un bello spot di Always che si propone un'impresa "epica": far riflettere e rivalutare l'espressione #LikeAGirl che purtroppo è solitamente portatrice di accezione negativa. Quante volte infatti anche da noi l'espressione "come una femmina" o "come una ragazza" (da noi si dice spesso anche "come una femminuccia") è usata in termini dispregiativi? E' ora di rivalutare le parole. In gioco c'è l'autostima di tante future donne. E' interessante infatti nel video notare come l'espressione assuma connotazione ridicola o negativa da una certa età in poi.

Sempre a proposito di spot, questa settimana ne ho visto un altro bellissimo di Verizon (qui la notizia pubblicata in un articolo su Radio Deejay) che intende far riflettere sull’impatto delle parole dei genitori nei confronti delle figlie. Nel video si sentono i commenti dei genitori nei confronti di una bambina del tipo “non sporcarti il vestito”, “stai attenta con quello (riferito a un attrezzo da lavoro) perché non lo fai maneggiare a tuo fratello?”. "Affermazioni e consigli apparentemente innocenti - si legge nell'articolo di Radio Deejay - ma che possono scoraggiare le ragazze dal seguire interessi scientifici, per tradizione più diffusi nell’universo maschile". 

"(Non) chiamateci bambini arcobaleno" è l'articolo di Vanity Fair che parla di bambine e bambini liberi dagli stereotipi di genere. E si parla anche di "Mi piace Spiderman...e allora?".

Tre mila euro l’anno per due anni: è quanto, secondo la rete Di.Re, il Governo intende assegnare a ognuno degli storici Centri antiviolenza e alle Case Rifugio che operano "con efficacia da decenni e in regime di volontariato". E il resto dei fondi? Se lo chiede la rete Di.Re Donne in Rete contro la violenza nel suo comunicato stampa.

1 commento:

  1. che giochi con la barbie, con spiderman o con entrambi una bambina può crescere comunque libera. Spero, l'ideale sarebbe che i genitori non avessero paranoie del tipo "se gioca con questo chissà cosa diventerà"

    RispondiElimina