giovedì 13 marzo 2014

"LET TOYS BE TOYS" E ALTRE NEWS

Le segnalazioni della settimana:

La filosofia maschia lancia la rubrica dedicati a ragazze e ragazzi "Storie malEdette".  Il tentativo è quello di raccontare vissuti reali di adolescenti  per rispondere modo alternativo alla cosiddetta indagine di Beatrice Borromeo pubblicata sul FattoQuotidiano.it che ha suscitato diverse polemiche (qui il post, ad esempio, di Soft Revolution e qui quello di Lorella Zanardo).

A Milano nasce il centro di ricerca sulle culture di genere che vede coinvolte ben sei università. “C’è un gap tra le aspettative crescenti del mondo femminile, al cui interno sono cresciute delle vere e proprie eccellenze, e lo scarso riconoscimento di queste sul piano sociale – ha dichiarato Carmen Leccardi, docente di Sociologa della Cultura in Bicocca e presidente del nuovo Centro – I due mondi, quello femminile e quello maschile, comunicano poco e male. Per questo c’è bisogno di uno sforzo comune, di nuove forme di responsabilità e di pensiero critico capaci di coinvolgere donne e uomini”.

Il sito mamamò segnala, in un articolo che fa il punto su giocattoli & sessismo, la campagna Let Toys be Toys che invita produttori, editori e punti vendita a non promuovere giochi e libri come “adatti” a maschi o femmine, ma a organizzarli piuttosto per temi e funzioni. Il bellissimo post di mamamò elenca poi le varie iniziative in corso su questo argomento ricordandoci che le diseguaglianze delle donne adulte hanno radici anche nelle corsie dei negozi di giocattoli e nei giochi ai giardinetti.

Sempre più calda la questione legge 194 e obiezione di coscienza. Sul tema, fra le tante cose successe questa settimana, segnalo la proposta di Sabina Ambrogi lanciata in un articolo, durissimo, pubblicato su Micromega: iniziare a definire i casi di obiezione di coscienza con l'espressione anglosassone “rifiuto di assistenza medica” (refusal of medical treatment). Voi cosa ne pensate?
Per approfondimenti sul tema rimando all'inchiesta di Repubblica "Aborto. La legge negata".

Italicum. Respinti tutti e tre gli emendamenti a favore delle deputate: quello sull'alternanza di genere e i due sui capilista incassano il no della Camera (fonte: Repubblica.it). Lorella Zanardo nel suo ultimo post, una lettera alle Parlamentari, commenta invitando a superare  la paura di sentirsi dire: “non è il momento, ci sono questioni vitali per il Paese, il tema delle quote verrà dopo" ricordandoci che "Non c’è tema più urgente di questo".

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