lunedì 25 novembre 2013

INTERVITA: QUASI 17 MLD I COSTI SOCIALI ED ECONOMICI DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE IN ITALIA

Oggi, nella giornata contro la violenza sulle donne, vorrei riportare i dati incredibili della recente ricerca di Intervita OnlusQuanto costa il silenzio?, la prima indagine nazionale sui costi economici e sociali della violenza contro le donne in Italia.

Dal comunicato di Intervita: "Accanto agli inaccettabili ed inestimabili costi umani di questo vero e proprio bollettino di guerra, ad aggravare il dramma di una condizione che rende impossibile una vita “normale” alle donne vittime di violenza, ci sono anche gli effetti in termini economici, sopportati sia dalle vittime che dalla società nel suo complesso. Una cifra allarmante. Quasi 17 miliardi di euro i costi economici e sociali della violenza: di cui quasi 2,3 riguardano i costi dei servizi e oltre 14 miliardi di euro quelli umani e di sofferenza. L’equivalente di una strage in cui perdono la vita 11.000 persone o il triplo degli incidenti stradali che avvengono in un anno in Italia. E questo a fronte di un investimento della società civile di circa 6,3 milioni di euro per cercare di contrastare e prevenire la violenza sulle donne (dati riferiti al 2012)".


Questi sono solo alcuni dei risultati emersi da Quanto costa il silenzio?” realizzata da Intervita Onlus – con il patrocinio del Dipartimento per le Pari Opportunità – con l’obiettivo di offrire uno stimolo per intervenire concretamente nel prevenire e contrastare ogni abuso sulle donne.
Potete leggere la ricerca completa qui.

E poiché credo che la violenza sulle donne si combatta anche e soprattutto a livello culturale, segnalo anche l'uscita del libro DI PARI PASSO della ottima e neonata casa editrice Settenove, che raccoglie l’esperienza del percorso educativo contro la violenza di genere intrapreso nelle scuole medie dal centro antiviolenza Soccorso Rosa, al quale ha aderito poi l’associazione umanitaria internazionale Terre des hommes.

1 commento:

  1. Ma ha ancora senso pensare ad un cammino comune per donne e uomini? L'esperienza degli ultimi vent'anni mi dice di no, mi suggerisce che solo separati e rispettosamente lontani si vive in pace e serenità. Ormai siamo giunti alla fine di un millenario percorso di delusioni ed amarezze per entrambi i generi fondato sull'idea che un'interazione costruttiva sia possibile. Ciò va ripensato in direzione di una sempre più ampia separazione dei due generi fondamentali, la cui incomunicabilità e le cui incomprensioni rendono impossibile qualunque collaborazione costruttiva.

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