lunedì 8 aprile 2013

STORIA DI ORDINARIO BULLISMO

Ieri, mentre aspettiamo che ci facciano il conto, assistiamo a una scena indegna. Due uomini seduti al bancone di un noto locale della nostra città attendono che il titolare del ristorante ultimi il loro take away.
Bevono birra e iniziano a fare battute a sfondo sessuale alla cameriera che in palese disagio sorride comunque ai clienti.

Dopo aver preso di mira la giovane cameriera passano a insultare, perché questo hanno fatto, il titolare del ristorante.
Lo deridono perché non parla bene l'italiano e il disgustoso siparietto si conclude con questa frase a cui per fortuna il titolare non risponde con indifferenza ma palese fastidio: "Guardalo com'è delicato ad arrotolare il riso... come un culattone arrotola. Ridi culattone, ridi".

Ecco, questa è una breve storia di ordinario razzismo, maschilismo e omofobia nel nord Italia.
Perché le tre cose sono tre facce della stessa ignoranza e vanno combattute insieme. Personalmente diffido sempre di chi ne sottovaluta una rispetto all'altra.

7 commenti:

  1. Quando leggo di simili episodi, mi domando: che rapporto c'è fra questo modo di comportarsi nei fatti e la morale teorica che sembrerebbe essere diffusa? Voglio dire: a parole, nessuno si sognerebbe mai di avallare le battutacce alla cameriera e gli insulti omofobi; eppure, essi vengono pronunciati DI FATTO, in una società che consideriamo "civile". Come possono stare insieme un certo modo di predicare e questo modo di razzolare? :-O

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    1. Probabilmente perché la "condanna" pubblica di simili atteggiamenti è più da "non si fa" e "non sta bene" piuttosto che una condanna verso una palese lesione di rispetto e di diritti. E di diritti in questo Paese si parla solo dei potenti o di casi singoli, quasi mai, seriamente, di chi i propri diritti li vede calpestati, spesso anche sottilmente, tutti i giorni.
      Almeno, questo il mio parere

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  2. Non sono sicura che nessuno avallerebbe le battutacce: è pieno di gente che minimizza questi episodi bollandoli come semplici "burle". Scherzetti da "Amici miei". "Ragazzate". E la recente cronaca che ci racconta come il comune di Montalto di Castro stia da anni difendendo degli stupratori "che hanno commesso una semplice bravata", lo dimostra. Temo che se quel locale fosse stato un po' più pieno, avrebbero sorriso in molti.

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    1. Sì, è vero, troppo spesso battutine varie sono lasciate correre, specialmente quelle sessiste e omofobe, come se fossero meno gravi.
      Spero che la gente si renda conto di quanto invece pericoloso sia questo atteggiamento.

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    2. un po' come quando capitano uccisioni in una relazione e dicono che è stato un delitto passionale.
      Non si parla solo tanto per dire oppure pensando "tanto che male vuoi che faccia? Sono solo parole."
      Quelle parole sono come delle pallottole.

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  3. Non so se la causa della mancanza di rispetto per gli altri sia l'ignoranza dei diritti. Il semplice "non si fa" definiva un limite costituito proprio dal rispetto per l'altra persona, quindi per quelli che oggi chamiamo i suoi diritti. Perché oggi emerge così facilmente la travalicazione di questi limiti? Sarò banale: perché ce ne sono stati inflitti innumerevoli esempi mediatici, sempre ed ovunque. Un bombardamento a tappeto di atti e detti prevaricatori e irrazionalmente insultanti, che ci si sono rovesciati addosso per qualche decennio. Rompendo l'argine (fragile) della buona educazione e passando sopra la nostra cultura come un'alluvione che ha lasciato un seminato di relitti inquinanti.

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  4. Ripenso al passato, a quando ero ragazza e bimba.
    Commenti simili li ho sentiti a quattr'occhi o in famiglia (purtroppo... anche se con termini più eleganti). Difficilmente erano espressi in pubblico. Ma di fatto non era ipocrisia? Il ragazzo considerato omosessuale (all'epoca pederasta) o la ragazza c.d. facile alla lunga erano evitati, esclusi dal gruppo, in molti casi faticavano a mantenersi un lavoro...
    La mentalità è la stessa, si perpetua e ha cambiato modo di agire. Un'agire aggressivo e violento, ahimè. M.

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