mercoledì 17 aprile 2013

SESSISMO NEI MEDIA: NASCE LA RETE INTERNAZIONALE "WECAMS"

Si chiama WECAMS (the Women’s European Coalition Against Media Sexism) ed è una rete internazionale recentemente promossa dall'associazione italiana "DonneinQuota" insieme all'associazione francese "Chienned De Garde" e all'inglese "Object".
"Senza riunioni pompose e includenti, né dichiarazioni di intenti che saranno disattese - si legge sul comunicato di Donne in quota - il trio di associazioni si è messo subito all’opera e ha scritto all’Easa (Alleanza europea per l’etica in pubblicità), chiedendo di prendere la parola ai lavori che l’organismo tiene con cadenza biennale e che nel 2013 si riunisce proprio a Milano (dal 17 al 19 aprile)".
Per parlarci meglio di questa nuova realtà abbiamo fatto qualche domanda a Donatella Martini, presidente di Donneinquota:

Blog: Parliamo di WECAMS: come nasce e perché?

Donatella Martini: WECAMS nasce proprio dalla precisa volontà di DonneinQuota di uscire dalle realtà ristretta di Milano, dove almeno nella campagna elettorale di Pisapia il tema dell'immagine della donna era stato affrontato, e dell'Italia, dove il problema non viene riconosciuto come tale, e cioè discriminazione contro le donne.

In Europa la questione della "malarappresentazione" della donna è stata affrontata, con più Risoluzioni del Parlamento europeo, naturalmente disattese dal nostro Paese, ma anche da Francia e Inghilterra.Le mie colleghe di Chiennes de garde e Object sono state più che felici di rispondere alla nostra chiamata.

Blog: Sul comunicato di "Donne in quota" avete scritto che Milano vi ha deluso. In che senso?

D.M.: E' molto semplice: nonostante le prime dichiarazioni dopo la nomina della delegata del Sindaco alle P.O., Francesca Zajczyk, e l'organizzazione di un tavolo di lavoro sul tema - tavolo del quale facciamo parte anche noi - in realtà è stato solo perso tempo. Un anno e mezzo di incontri e di progetti che la delegata ha cancellato con la sua adesione al progetto di UDI del 2009. Insomma, la grande Milano, ha aderito come 104esima città italiana ad un progetto vecchio di tre anni e del quale si erano già riscontrati i limiti. Dalla mia città e da un Sindaco di sinistra che ne aveva fatto argomento della campagna elettorale, mi aspetto un progetto innovativo che porti alla radicale soluzione del problema del sessismo nei media, a partire dalla pubblicità. Un progetto che sia da esempio a tutti i comuni d'Italia.

Blog: Quali iniziative avete in programma?

D.M.: La cosa più pressante è arrivare ad ottenere dagli istituti europei di autodisciplina pubblicitaria - unici enti privati che funzionano in tema di pubblicità sessiste - un riconoscimento del problema e un adeguamento immediato alle Risoluzioni europee. E' chiaro però che l' aspirazione di WECAMS è un organismo indipendente e pubblico che si occupi esclusivamente di sessismo nei media, preferibilmente a livello europeo.


Blog: come vi ponete nei confronti delle altre associazioni e realtà che si occupano di sessismo nei media?

D.M.: La prima fase era la creazione di un'associazione europea formata da tre associazioni (DQ, CHienned de garde e Object) che lavorano da anni su questo tema. La seconda fase è la richiesta di adesioni alle altre associazioni e gruppi di donne ma non solo, che si riconoscano in questa battaglia di diritto. Associazioni e gruppi sia interni ad ognuno dei tre paesi, che nel resto d'Europa. Più saremo e più potremo incidere e portare a casa insieme il risultato.


Blog: Dove e come possiamo tenerci aggiornate su Wecams?

D.M.: Ciascuna delle tre associazioni è già impegnata con il proprio sito e profilo facebook. Nonostante ciò, è in lavorazione un sito comune. Vi terremo aggiornate.


Ringrazio Donatella Martini per l'intervista e attendo con ansia gli sviluppi e le iniziative di WECAMS perché sono convinta che abbiamo sempre più bisogno di confrontarci e collaborare insieme a realtà internazionali per un problema che di certo non riguarda solo noi e che, se affrontato insieme e a livello europeo, potrebbe dare un'ulteriore e efficace spinta verso una comunicazione che rispetti, finalmente, tutte e tutti.

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