lunedì 18 marzo 2013

DI MAMME, AMORE E DIRITTO ALL'IMPERFEZIONE: INTERVISTA A LOREDANA LIPPERINI

"Di mamma ce n'è più d'una", titola il nuovo libro di Loredana Lipperini, ma sembra che da qualche tempo i modelli di mamme preminenti nella "cultura pop" siano, in sostanza, due. Da una parte, la madre naturale ed ecologica, che in nome della decrescita e dell' "alto contatto" con la prole, tende a un nuovo ritorno in casa, fra confetture di marmellate e pannolini lavabili. Dall'altra, la mamma acrobata, che non rinuncia alla propria carriera o alla propria realizzazione personale - magari tramite un blog - ma alla quale è spesso ancora accollata la cura di casa e di figli, e che tutto riesce a seguire forte di un ironico ma pur sempre faticoso equilibrismo.

Nel mezzo, rimane la questione ancora irrisolta dei diritti delle donne, che rischia di ritrovarsi schiacciata dai nuovi trend, fra stereotipi mediatici insistenti e miti bucolici della decrescita. Nel mezzo, ancora, l'assenza narrativa del ruolo dei padri, e una serie infinita di mamme che faticano a rientrare in uno dei due modelli proposti, che sbagliano come tutti gli esseri umani e che spesso si sentono in colpa per averlo fatto, complice un crocevia di messaggi sociali che le spinge verso un'impraticabile perfezione.

Di questo e molto altro parla il libro di Loredana, edito da Feltrinelli e ultima fatica di un'ideale trilogia dedicata alle donne (i primi due libri rispettivamente dedicati a bambine e anziane).
In questo saggio la Lipperini riesce in un'impresa quasi impossibile, quella di trattare un argomento in Italia molto sentito, legato alla dimensione sacrale e tradizionale, con grande rispetto e delicatezza decostruendone, nel contempo, la sua nuova, implacabile, mistica.

Il resto lo faccio raccontare a Loredana.

Blog: Loredana, la prima domanda che ti faccio è un quesito da sempre all'origine di una serie infinita di dibattimenti, anche sul web: esiste o non esiste questo benedetto istinto materno? 

Loredana: Posso rispondere con le parole di due grandi filosofe, Simone de Beauvoir e Elisabeth Badinter. La seconda, in particolare, preferisce parlare non di istinto ma di amore: che è un sentimento umano, e dunque imperfetto. Credo che la stessa parola, istinto, riconduca a un'animalità e a una naturalità che sembrano essere diventate la nuova mitologia dei nostri tempi. Ma non esiste solo la natura: esiste la cultura. E nella cultura siamo cresciute, ed è la cultura che determina i nostri comportamenti. Che senso ha accapigliarsi su una parola? Non è meglio parlare, appunto, di amore?

Blog: Bambine sottoposte a una quantità di messaggi che le riconducono in ruoli tradizionali e stereotipati, sovente precocemente sessualizzate, anziane invisibili, mamme sottoposte all'esaltazione del proprio ruolo....che idea di donna si sta delineando in italia al termine della tua trilogia? 

Loredana: Una donna che deve ancora compiere un lungo cammino per infrangere gli stereotipi su cui il nostro immaginario è costruito. Non riguardano solo l'Italia, naturalmente, ma in altri paesi il cammino per riconoscerli e cambiarli è già iniziato da molto. Nè riguardano solo le donne: sarebbe importante e urgente che lo stesso lavoro venisse fatto sugli stereotipi del maschile.

Blog: Se dovessi indicarmi tre emergenze da affrontare subito per le mamme in Italia?  

Loredana: Congedo parentale per i padri all'ottanta per cento dello stipendio. Moltiplicazione degli asili nido. Fine della discriminazione delle madri sul lavoro.

Blog: Che fine ne è dei padri? Chi li racconta oggi? 

Loredana: Stanno provando, con enormi difficoltà, a raccontarsi da soli. I giovani uomini sono già cambiati molto: bisogna dar loro la parola e la possibilità di condividere fino in fondo il lavoro di cura. Senza rivendicarlo come esclusivo del femminile, come si continua a fare.

Blog: Un consiglio per chi è madre o per chi sta per diventarlo? 

Loredana: Non ascoltare troppi consigli. Le giovani madri sono subissate da manuali, esperti e programmi televisivi, per non parlare del web. Fidarsi di se stesse, e concedersi il diritto a essere davvero imperfette, e non "perfettamente imperfette" come le mamme acrobate amano rappresentarsi.

Ringrazio Loredana per la disponibilità e le faccio tanti complimenti per il suo libro che personalmente mi ha illuminato su tante cose e che consiglio di leggere a chiunque, non solo alle mamme, perché riguarda davvero tutti/e.

2 commenti:

  1. anch'io preferisco che si parli di amore, poi basta tenere presente che questo famoso istinto, materno o paterno, non ce l'hanno tutti..chi se lo scopre tardi, chi mai..ognuno ha la sua storia, e vive l'essere madre o genitore come crede, e merita rispetto. Quanto a poi alla natura-cultura non ha senso separale quando parliamo di esseri umani, natura cultura e storia sono intrecciate..la nostra natura è anche fare cultura

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  2. Il congedo parentale in Francia:
    http://italiadallestero.info/archives/18100

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