venerdì 15 febbraio 2013

"NON PAPI, NON PRESIDENTI, NON PIU' A NOME NOSTRO"

Chiariamolo subito: io sono contenta, molto contenta che ieri sera sul palco di Sanremo si sia parlato di One Billion Rising e di violenza sulle donne. Soprattutto sono contenta del fatto che la Littizzetto abbia parlato della visione distorta della donna che sta all'origine di questo tipo di violenza.
Perché è un fatto. Questo fino ad ora è stato un Sanremo, dal punto di vista culturale, decisamente sopra la media.
Indimenticabile la delicatezza poetica della coppia di Stefano e Federico. Immenso il breve monologo di Antony Hegarty sul ruolo dell'uomo e dalla donna che in due minuti ha detto quello che in Italia non si è riusciti a dire in due secoli.

Detto questo, permettetemi e non me ne vogliate, condivido l'opinione di Giulia su quel che sarebbe potuto essere il trattare l'argomento violenza sulle donne come si deve. E vi invito a leggere le sue riflessioni. Non c'è Sanremo, in fondo, senza un po' di polemica. In questo caso anche costruttiva.

Io penso che se volete capire davvero il significato di One Billion Rising credo che dovreste per un attimo dimenticarvi la perfetta coereografia plastica del...corpo di ballo? (non so chi fossero ma tale sembrava) che si è esibito ieri sul palco dell'Ariston insieme alla Littizzetto e andare a guardarvi i video che stanno girando in Rete sui vari flashmob di OBR organizzati un po' ovunque.
Io me ne sto vedendo parecchi.
Donne di tutte le età, di tutti i colori e di tutte le dimensioni che danzano, che sono presenti con anima piena e con una voglia di esserci commovente. Donne che attraverso la danza fanno sentire più che la propria grazia la loro forza. Eccole qui le "beautiful creatures"(donne ma anche uomini a volte) che "battono sul mondo" la propria voglia di non essere disposte a soccombere e che, attraverso il corpo, si rivendicano come tali dinnanzi a chi non le rispetta.

La violenza sulle donne, inoltre, non è solo femminicidio. E' anche violenza psicologica, è anche stupro, è sottomissione culturale e ideologica, a volte anche sottile e non sempre evidente. La violenza sulle donne è un fenomeno culturale ed è come tale che bisognerebbe affrontarla andando all'origine di quella mentalità diffusa che l'ha generata e di cui fa parte, io credo una piccola ma importante parte, anche il pensiero, ad esempio, di chi ritiene normale sentirsi in dovere di fare i "cascamorti" ogni qual volta si abbia a che fare pubblicamente con una donna avvenente o di perpetrare nei suoi confronti un linguaggio vecchio e volgarotto da cui sarebbe utile finalmente affrancarsi.

Cosa vuol dire affrontare con coraggio e puntualità la cultura che sta all'origine della violenza ce lo dice, qualche minuto dopo, Anthony Hegarty che ha offerto il momento a mio avviso più profondo e alto di tutta la serata e del quale ho trascritto di seguito la traduzione (o meglio quella dell'interprete di Sanremo).
Parole che credo meritino di essere diffuse.
Bisogna dare atto a Fazio di averle rese ascoltabili dal palco dell'Ariston.

"In tutto il mondo le donne vengono sottomesse, a volte invisibilmente, a volte brutalmente, e a volte anche dalle istituzioni pubbliche. 
Noi abbiamo creato il nostro mondo a immagine e somiglianza dell'uomo e abbiamo vissuto in questa sua visione di civiltà per migliaia di anni.
E tuttavia ora la nostra ecologia sta sull'orlo del crollo. 
E stiamo arrivando al termine della storia dell'uomo. 
Tutti i nostri vecchi metodi di sopravvivenza in quanto specie sono davvero la causa di questa caduta. 
Nella mia musica io cerco la speranza per me e per il resto del mondo. 
Per me adesso la speranza per il futuro sta in un movimento che sta dentro noi stessi, dentro tutti noi, e ci porta verso il femminile. 
E io penso che siano le donne che tengono la chiave in mano per la sopravvivenza della nostra specie e anche la chiave perché il nostro ambiente possa salvarsi.
E' arrivato il momento che le donne sollevino i loro compagni e i loro figli di questa responsabilità preistorica perché loro si comportano come chi le debba proteggere o essere addirittura i loro predatori. 
Non papi, non presidenti, non più a nome nostro. 
Nel mio sogno l'uomo troverà una nuova umiltà e farà un passo indietro dentro se stesso e le donne invece faranno un passo avanti in tutto il mondo e si faranno udire come comunità mondiale per cercare di forgiare una nuova strada in avanti per la nostra specie e per tutta la natura"

(Antony Hegarty a Sanremo)

8 commenti:

  1. molto bello questo post. mi sono persa la polemica....? forse il corpo di ballo di Sanremo? non ne vedo il problema. la cosa importante che ANCHE a Sanremo c'é stata la danza che ieri ha fatto ballare il pianeta! Se poi fossero troppo belle, troppo perfettine (e tra l'altro non hanno ballato la coreografia originale), non vedo davvero motivo su cui polemizzare. Il pubblico di Rai1 e di Sanremo ha visto e sentito "break the chain" e magari non ne avrebbe avuto l'occasione altrimenti!

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  2. Un bellissimo video di OBR Milano:
    http://youtu.be/0oQuO5Se9HA

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  3. ma "proteggere" può anche non voler dire "dominare" tutti possiamo aver bisogno di essere protetti da qualcosa

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  4. Giorgia condivido pienamente, e condivido anche la mancanza di aver descritto, anche brevemente per carità, One Billion Rising dando almeno un'idea della sua reale rilevanza planetaria. Questa è stata l'ennesima dimostrazione della poco attenzione sul fulcro dell'argomento da parte della TV, anche se ne ho comunque apprezzato i tentativi.
    Milano è stata elettrizzante!!!

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  5. Salve Giorgia! Apprezzo molto questo post e la traduzione delle parole di Hegarty. Condivido il giudizio sostanzialmente positivo sul nuovo Sanremo e la constatazione dei passi avanti, nonostante qualche condivisibilissima critica sui residui (alcuni anche piuttosto sostanziosi) di cliché e stereotipi.
    Ottimismo quindi.. e un sentito e gioioso addio anche al Sanremo alla Povia con le sue "guarigioni di gay"!

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  6. http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/02/22/fattotv-femminicidio-crimine-di-stato-diretta-alle-13-con-riccardo-iacona/222122/

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  7. http://www.jw.org/it/pubblicazioni/riviste/g201304/porre-fine-alla-violenza-domestica/

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