venerdì 30 novembre 2012

OPPURE CAMBIAMO COMUNICAZIONE, DASH

In Italia siamo abituati a vedere pubblicità dei prodotti per la pulizia con protagoniste donne, probabilmente perché rappresentano il target di riferimento di questo mercato. Il problema è che continuando a trasmettere immagini e messaggi di personaggi femminili che si occupano di faccende domestiche si finisce purtroppo anche con il cementificare e diffondere proprio quegli stereotipi di genere che andrebbero combattuti e demoliti in quanto principale ostacolo al diffondersi di una cultura paritaria e non discriminante.

Questa sera su Facebook mi fanno notare una foto postata sulla pagina di Dash Italia, questa:


Ora, abbiamo visto di peggio, per carità. La cosa però mi offre lo spunto per dare un consiglio di comunicazione a tutti brand di detersivi: provate a cambiare strategia e vedrete che la vostra notorietà probabilmente aumenterà in modo sensibile e, anziché perdere consumatrici, magari potreste acquistarne di nuovi. Per esempio, perché non realizzate (sempre che non esista già o non l'abbiate già fatto. Ma potreste sempre rifarlo in un modo tanto cool da farlo diventare quasi un cult) un sito per insegnare a fare il bucato agli uomini, agli studenti, ai ragazzi e alle ragazze giovani, ai principianti e a tutti coloro che nell'immaginario comune non si occupano di bucato? Immagino video tutorial divertenti, guide on line, fumetti e tutto ciò che possa svelare i trucchi di questa complicatissima attività appannaggio delle "mamme" anche ai profani...I video se fatti davvero in modo brillante sicuramente potrebbero diventare virali.

Provateci. Se lo farete, è facile che ne guadagnerete in popolarità e stima da parte di molti.
Perché i messaggi come quelli della sopracitata foto che sembrano tanto innocui (tutti chiediamo alla mamma, no?) in realtà contribuiscono a mantenere una situazione sociale retrograda, nella quale le faccende domestiche sono ancora per la maggior parte a carico delle donne e la percentuale di occupazione femminile è a livelli giurassici. Una situazione in cui le donne stanno ancora in casa a badare agli altri e mancano invece nei posti in cui si decidono le cose per gli altri (oltre che per loro stesse).

Capite cosa c'è in gioco? Ecco, voi avete il potere di farvi paladini di un grande cambiamento sociale anziché complici di un mancato progresso.
Pensateci.

10 commenti:

  1. Da mo che lo dico alla conoscente blog che lavora con Dash. Voglio il bonazzo in canottiera della coca cola con i bicipiti al vento a stender panni. E la raccolta punti per mandarti altro bonazzo a casa per insegnare a non stirare stendendo e pieganod bene i panni, tipo riunione tupperware a cui inviti gli amici, si magna, si beve e hai imparato una cosa. Ma figuriamoci..

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  2. Mi dicono che l'immagine forse non era di Dash ma poco importa. Quel che importa è che Dash Italia l'abbia pubblicata sulla sua pagina ufficiale e questo per me fa parte della sua comunicazione e dei messaggi che con essa il brand veicola.

    (Vita da streghe)

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  3. Il bonazzo della Cola, bei tempi... andati.
    E' vero le pubblicità ironiche e fuori dagli stereotipi se le ricordano un po' tutti. Anche secondo me guadagnerebbero più clienti.
    Temo però che abbiamo paura di perdere lo zoccolo duro, le anziane. Mia suocera (85) andava in brodo di giuggiole quando compariva lo spot delle sottilitte con la bimba adultizzata
    http://www.youtube.com/watch?v=xwqjr-ZRBp0
    Odiosa!
    M.

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  4. "Il problema è che continuando a trasmettere immagini e messaggi di personaggi femminili che si occupano di faccende domestiche..."

    dipende se l'immagine come nel caso della pubblicità serve solo a pubblicizzare un prodotto o a raccontare una storia on cui magari succede anche dell'altro.
    Certamente se Dash diversificasse la sua comunicazione pubblicitaria male non farebbe

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    1. cioè nel secondo caso, non è un problema, secondo me

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  5. In gran bretagna era uscita una cosa simile però su una marca di jeans con sopra scritto "falli lavare a tua moglie".
    Sempre peggio. Forse siamo talmente distratti a pensare alle altre culture che ci dimentichiamo di occuparci a far evolvere la nostra.
    Mary UAGDC

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  6. Perdonami Giorgia, ma il messaggio si rivolge chiaramente alle nuove generazioni: se si rivolge ai maschietti, sottintende che questi facciano il bucato, se è per le femminucce, premette che queste non siano più vittime di un certo tipo di educazione domestica (è possibile infatti che una ragazza esca di casa senza saper fare un bucato)… è in fondo un messaggio indicatore di una nuova condizione dei ruoli maschile/femminile in contrapposizione con le generazioni passate ancorate a dei modelli che, stando a questo messaggio, sono in dissoluzione. Io direi che si tratta di un messaggio per nulla scorretto o svilente nei confronti almeno delle donne di oggi, anzi, oserei dire beneaugurante!

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    1. Sono d'accordo con Peri. L'etichetta indica che le nuove generazioni si discostano dalla vecchia, la quale voleva il maschio fuori dalle faccende domestiche e la femmina in grado di farle già da molto piccola. Se la madre si occupa della casa non c'è niente di sbagliato, e la donna che vuole veramente emanciparsi deve farlo senza prendere esempio dagli uomini, ma tirando fuori le proprie qualità. Piuttosto, il messaggio, più che sessista, è proprio svilente da un altro punto di vista: dare ai giovani l'idea che c'è qualcuno che fa le cose per loro, togliere alla nuova generazione (la mia) ogni responsabilità.

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    2. Per l'intervento appena inviato (sono d'accordo con Peri. L'etichetta ecc...) ho scordato di firmarmi: Sabrina.
      Sembrava importante visto il tema!

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