giovedì 15 novembre 2012

LA CARTA DI MILANO PER IL RISPETTO DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI NELLA COMUNICAZIONE

Quante volte abbiamo parlato di pubblicità svilenti per i bambini e le bambine? Quante volte abbiamo affrontato il problema della loro adultizzazione e sessualizzazione precoce nelle immagini mediatiche?
Tempo fa' in Rete era nata anche una campagna (Libera Infanzia) a cura di Un altro genere di comunicazione,  che di queste discutibili immagini ne aveva raccolte parecchie e per la quale Vita da streghe aveva contribuito con un manifesto poetico.

Le cose, nel frattempo, non sembrano affatto essere migliorate. L’immagine delle bambine e dei bambini troppo spesso si presta a un uso meramente strumentale, che non rispetta la dimensione dell'infanzia e rafforza stereotipi di genere discriminatori, influenzando negativamente lo sviluppo dei più piccoli.
Per questo motivo, Terres des Hommes, insieme ad altri, ha dato vita alla Carta di Milano: una sorta di codice etico della comunicazione che usa e/o si rivolge a bambini e bambine. Dedicata agli addetti ai lavori, l'auspicio della carta è quello di far nascere un dibattito intorno al tema.

Vita da streghe ha seguito con interesse e partecipato, nel suo piccolo, alla nascita della Carta di Milano. La cosa interessante è che questo strumento, pur essendo rivolto principalmente a chi si occupa di comunicazione, parla un linguaggio chiaro ed è sottoscrivibile da chiunque. Anzi, tante più saranno le firme, tanto maggiore l'attenzione nei confronti del problema.
Potete leggere e firmare la carta all'indirizzo www.cartadimilano.org.


CARTA DI MILANO
Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione

1 Le bambine e i bambini non sono oggetti, bensì soggetti attivi, con la loro dignità, i loro gusti, speranze, sensibilità, idee e valori di cui si arricchiscono e che con loro si rafforzano. Hanno diritti inalienabili e doveri. La rappresentazione delle bambine e dei bambini dovrebbe sempre tenere conto di questa grande ricchezza coinvolgendoli in modo attivo e coerente con gli obiettivi di comunicazione ed evitando l’uso meramente ostensivo, sensazionalistico e artificioso della loro immagine.

2 I bambini e le bambine sono tali indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla provenienza etnica, dalla loro fede religiosa e dalla loro condizione sociale. La comunicazione deve saper raccontare tutte le diversità etniche, religiose, sociali e geografiche evitando stereotipi e messaggi discriminatori.

3 La comunicazione deve tenere conto delle differenti età dei bambini e delle bambine coinvolti rispettandone la naturale evoluzione. Non bisogna rappresentarli in comportamenti, atteggiamenti e pose inadeguati alla loro età e comunque non corrispondenti al loro sviluppo psichico, fisico ed emotivo. Ogni precoce erotizzazione dei bambini e delle bambine va bandita dalla comunicazione.

4 La comunicazione dovrebbe rappresentare le bambine e i bambini in maniera veritiera, rifuggendo da ogni idealizzazione, buonismo o pietismo e bandendo, nel contempo, ogni promozione o incitamento di comportamenti devianti o violenti. La comunicazione dovrebbe rispettare la fantasia, la creatività e la curiosità dei bambini e delle bambine, così come quel delicato mondo di relazioni e interazioni in cui vivono ogni giorno.

5 I bambini e le bambine non devono essere rappresentati attraverso la raffigurazione adultizzata di stati d’animo negativi quali noia, depressione, rabbia, paura, o insoddisfazione che mirano solo a una loro strumentalizzazione a fini commerciali. Quando questi sentimenti negativi vengono rappresentati, lo devono essere secondo una modalità coerente, autenticamente corrispondente al significato che essi hanno per i bambini.

6 I bambini sono bambini. Sono femmine e sono maschi, con lo stesso diritto a essere rispettati come persone a tutto tondo. La comunicazione non deve rappresentare il genere in categorie fisse, esaltando attributi di virilità e forza, da un lato, di dolcezza e remissività dall’altro. La comunicazione non deve presentare continuamente i bambini e le bambine in attività convenzionalmente destinate a uomini o a donne, rafforzando le discriminazioni di genere.

7 Le bambine e i bambini hanno bisogno di punti di riferimento forti che trovano soprattutto nei loro familiari e nelle figure affettive a loro più vicine ovvero in chiunque si prenda cura del loro benessere psico-fisico. La comunicazione non dovrebbe sminuire nessuna di queste figure, togliendo ai bambini, specie i più piccoli, la fiducia nelle persone che sono fondamentali per il loro sviluppo psicologico, fisico e per la loro educazione.
8 La fragilità dei bambini e delle bambine e il loro bisogno di protezione non devono essere strumentalizzati per indurre negli adulti senso di colpa, inadeguatezza o allarmismo.

9 La rappresentazione di bambini e bambine affetti da patologie non deve ricorrere a immagini, descrizioni o discorsi che possano ledere la loro dignità.

10 Il benessere delle bambine e dei bambini è prezioso e la loro alimentazione è fondamentale perché possano crescere in modo sano ed equilibrato. La comunicazione dovrebbe promuovere un corretto stile di vita fisico e alimentare, cercando di rafforzare comportamenti che salvaguardino il benessere presente e futuro dei bambini.

www.cartadimilano.org
hashtag #cartadimilano

1 commento:

  1. Salve, è un piacere informarla che il suo blog è stato inserito su "Blog Importanti"!

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