venerdì 27 luglio 2012

TUTTA COLPA DEL CALDO

Non postavo da oltre una settimana e mi sentivo già ufficialmente in vacanza.
Poi navigo, diamine, e incappo in una serie di fatti mediatici talmente allucinanti da non potermi esimere dal dire qualcosa.

Io voglio sperare che la Fornero quando l'altro giorno ha parlato di contrasto alle immagini sessiste perpetrate dai media, oltre alla pubblicità, abbia anche considerato tutta quella enorme massa di contenuti redazionali composta di articoli, talk show, gallery e videoservizi che in quanto a sessismo in Italia non hanno proprio nulla da invidiare alle pubblicità svilenti e che, proprio perché contenuti non commerciali e dunque per qualche anima ancora ingenua magari anche più autorevoli, potrebbero risultare ben più pericolosi.

Ecco l'elenco di notizie che mi è toccato leggere (= ingoiare) mio malgrado sui blog e che in una sola manciata di giorni sono accadute sui media italiani. E' interessante leggerle tutte insieme perché credo che restituiscano la misura del livello di maturità di un intero Paese:

- “Gli uomini di oggi sono indeboliti perchè le donne a causa dei modelli femminili della tv sono diventate troppo aggressive“ (Rai, Cominciamo Bene, frase riportata da Un altro genere di comunicazione. Ne parla anche Nadia Somma all'interno dell'articolo: "Femminicidio, se l'uomo uccide è colpa della donna")
- "Le belle dei giochi di Londra": fotogallery con culo costumato di un'atleta in primo piano pubblicata sul sito della Gazzetta dello Sport
- Il Direttore dell'Espresso - sarà anche per errore per carità - ma intanto definisce in un video "una storia con un ragazzo" quello che fu lo stupro di Franca Viola (da Un altro genere di comunicazione)
- Repubblica.it, tanto per non smentirsi, pensa bene di rinfocolare la polemica sui chili di troppo di un'atleta australiana (da Femminismo a Sud)
- Per Leggo.it, Mara Venier è "hard" solo perché mangia un calippo (roba che neanche alle medie inferiori)
- "Faccino biondo e occhi azzurri": stiamo parlando di una nuova velina? No, del nuovo CEO di Yahoo.
- Il tutto mentre "una pioggia di culi e tette" ci invade un po' in ogni dove.

Ma cosa volete. Sarà colpa del caldo criminale, quello che per qualcuno è ancora alla base di molti femminicidi, i quali tuttavia continuano, inesorabili, a verificarsi durante tutto l'anno.

Perdonatemi, sicuramente sto dimenticando qualcosa. O forse non lo voglio ricordare. Perché in un bombardamento può capitare di andare un po' in confusione.

Buone vacanze a tutti/e.

12 commenti:

  1. Le donne stanno perdendo il lavoro. I loro uomini stanno perdendo il lavoro. Noi italiani ed europei stiamo progressivamente perdendo la libertà. Non ci credo che il problema principale sono le tette e i culi nella pubblicità ed in televisione.
    Le donne potrebbero impiegare le loro risorse in battaglie più utili, a mio parere. Assieme agli uomini.

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    1. Vallo a dire ai media le tette e i culi non sono il problema principale così magari la smettono di trattarlo come tale e cominciano a parlare d'altro. Quanto a questo blog, appena ne apro uno che non tratta di comunicazione e stereotipi di genere te lo faccio sapere.

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    2. @Lameduck se l'impegno per contro la violenza sulle donne e la perdita dei diritti delle donne ti pare poco, se non hai ancora compreso che i diritti delle donne riguardano tutti anche gli uomini, se non comprendi che i processi di "femminilizzazione" e quindi di eprdita dei diritti di tutti, sono possibili proprio perchè la finanza e il potere sono costruiti tutti su una simbologia fallocentrica ...di che parliamo a fare? O per te i problemi delle donne sono quelli della scelta della marca migliore di assorbente?

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    3. Giorgia, è un bel modo per sviare il problema e proiettarlo sui media.
      Così, della crisi, siccome non è una questione di stereotipo di genere, non ti interessa parlare? Beh, a me sembrava carino sentire il tuo parere su una questione di così drammatica attualità.

      Anonimo, ecco, è sulla "femminilizzazione" che mi sei caduta/o. Simbologia fallocentrica della finanza??? Ma la Lagarde e la Merkel cosa sono, travestiti? I problemi delle donne secondo me, e per rispondere alla tua domanda, sono gli stessi degli uomini attualmente: tirare avanti.

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    4. Se volevi sapere la mia opinione sull'attuale crisi economica, bastava che mi mandavi una mail o un messaggio su fb invece di venire a criticare un post sul sessismo nei media pubblicato all'interno di un blog che parla di sessismo nei media. Per dire.
      Detto questo, non so se la risposta ti sarebbe comunque piaciuta dal momento che io vedo nella concentrazione e nella manipolazione dei media e dell'informazione praticamente la causa prima di quella generale inconsapevolezza che è all'origine di tutti i nostri mali, anche quelli legati all'attuale sistema economico finanziario. Baci.

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    5. Io non critico il post, critico l'approccio complessivo alla questione culturale, che si nutre di stereotipi a sua volta come le parole chiave sessismo e femminicidio e tende a deresponsabilizzare le donne (che pure, me lo concederai, hanno votato per quasi vent'anni in massa il nano). Le donne, secondo questo approccio legato alla questione di genere, non hanno colpe, non sono responsabili della situazione attuale ma solo vittime. Mi pare un atteggiamento comodo, irreale e un tantino ipocrita, visto che i maschilisti vengono cresciuti dalle madri e sono loro che potrebbero agire alla radice del problema insegnando ai figli il rispetto verso la donna fin da piccoli.

      Quando pongo queste questioni ricevo sempre solo o non risposte, o risposte gné gné o risposte piccate. Che c'entra la mail, e chi ci avrebbe lette? Le discussioni sono belle in pubblico.

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    6. Qui non combattiamo gli uomini deresponsabilizzando le donne, qui combattiamo una cultura con mezzi altrettanto culturali. Cultura dove, per altro, la visione della donna "vittima" che non ha colpe è uno solo uno dei tanti stereotipi che ogni giorno tentiamo di decostruire.
      Decostruzione di cui, evidentemente, c'è molto bisogno.

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  2. brava Giorgia....aggiungo che gli uomini potrebbero smettere di cliccare su certe pagine così i media capirebbero che sono più interessati ai veri problemi che elencati da Lameduck.

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  3. ehm c'era un "che" di troppo...:-)

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  4. Come si può scindere la crisi culturale che ci ammorba da quella economica?!

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  5. Grazie Giorgia, anche per il Supplemento :)

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  6. Oltre a sorridere e poi arrabbiarmi ogni volta che leggo critiche ai post sul sessimo su blog antisessisti (!), mi unisco ad Alessia: ma non capite che le due crisi esistono perché sono assolutamente complementari?

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