lunedì 2 luglio 2012

DONNE E MEDIA: PRENDIAMO UNA DECISIONE CHIARA?

Immagine dal blog Ilcorpodelledonne
Scrive Maurizio Caprara sul Corriere.it in un articolo a proposito delle volgarità e grettezze sulla Merkel girate in questi giorni su alcuna stampa italiana (ne abbiamo parlato anche qui):

L'altra notte, in via del Corso a Roma, ragazzi figli di un'epoca nel nostro Paese educativamente modesta gridavano ritornelli su immaginari piaceri sessuali riservati dalla cancelliera al Papa, tedesco come lei. Direbbero tanti che si considerano moderni e scanzonati: sono ragazzi. Vero. Il punto è come vogliamo che diventino, questi ragazzi, e se vogliamo che le loro ragazze, e loro, vivano (e provino piacere) felici.

E ancora:

Non si tratta di essere moralisti o bigotti. Si tratta di capire come desideriamo essere: se intendiamo trarre gratificazione e stima in noi stessi da modi di affrontare le contese della vita, e di scherzare, equilibrati e sani o da miserabili.

Condivido il parere di Caprara e mi domando se non sia il caso però che anche il Corriere.it si faccia un esame di coscienza a proposito del suo modo, apparentemente innocente, di trattare le ministre francesi (chiamandole Hollandette e pubblicandone le immagini degli spacchi) o le deputate italiane (a cui è stata dedicata un'intera photogallery sul look estivo) evidenziando il loro aspetto fisico.
Perché, a meno che non si voglia considerare il fenomeno italico di sfottere (o di lodare per converso) personaggi pubblici femminili di un certo rilievo in base al loro appeal (o meno) come una cosa a sé in una logica "a compartimenti stagni", credo che ci dobbiamo tutti interrogare sulla responsabilità che ciascuno di noi, soprattutto i media, ha nel produrre o nel mantenere un sottostrato culturale che in qualche modo giustifica la considerazione delle donne in tale misura. 

Giusto oggi Lorella Zanardo pubblica nel suo post l'immagine della copertina di Panorama, ripresa anche in questo post. Ogni giorno assistiamo ormai a questi fenomeni. Su quotidiani e testate on line fanno mostra di sé photogallery improponibili. Il programma Veline è ritornato in TV come se niente fosse. Mi sembra chiaro che, senza un impegno da parte dei media in primis (autori, giornalisti, conduttori, responsabili di redazione e dei contenuti, etc etc...), le cose non cambieranno mai in Italia.
Non si tratta di essere moralisti o bigotti, per citare le parole di Caprara. Si tratta di capire come desideriamo essere. Appunto. 

5 commenti:

  1. grazie Giorgia, sapevo che ci sarebbe stato il tuo post da condividere :)

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  2. "Si tratta di capire come desideriamo essere: se intendiamo trarre gratificazione e stima in noi stessi da modi di affrontare le contese della vita, e di scherzare, equilibrati e sani o da miserabili."

    La questione è che su questo tema l'opinabilità è massima. Quali sono i modi di scherzare "equilibrati e sani"? Chi li decide? io? Maurizio Caprara? Non mi sembra che la scienza sia in grado di dimostrare cosa è decente e cosa no, è una questione di sensibilità personale e cultura. e poi per l'appunto un conto sono un gruppo di ragazzi che scherzano sulla Merkel e sul Papa, un altro sono dei titoli di quotidiani..il contesto fa la differenza e qua ci sono differenze grosse come case.
    Scusate ma nell'indignazione trattenuta e vagamente borghese (nel senso peggiore del termine) di Caprara nei confronti di questi ragazzi "figli di un'epoca educativamente modesta" che alla fine non facevano niente di più grave del cantare canzoni licenziose e volgarotte io un po' di moralismo ce lo vedo..e non c'è niente di male basterebbe ammetterlo. Farei ascoltare a Caprara certi stornelli e canzoni popolari della mia terra..chissà che direbbe...

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  3. ma poi davvero questo qua per aver sentito dei ragazzi che scherzavano in maniera volgare ne ha dedotto che diventeranno sicuramente teppisti o che renderanno infelici le loro ragazze? Mah..io ci vedo forse non indignazione borghese (mi correggo) ma un po' di paternalismo

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  4. ma non capisco tutto questo accanimento contro quella copertina alla fine parla solo di un libro che parla di una storia d' amore sadomaso.

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