venerdì 6 luglio 2012

DI RAI, SNOQ E #DONNECOMPETENTI

Immagine di www.lavoraconnoi.rai.it 
Ieri sono stati nominati i 7 membri del CDA Rai.
Uno di questi era stato proposto nella rosa di nomi da SNOQ e non è quello di Lorella Zanardo.
Intendiamoci, non sono affatto stupita di queste nomine ma necessito di sapere pubblicamente perché e in che modo abbiamo perso questa opportunità.

Vorrei saperlo perché in molte e in molti, dopo anni di impegno sulla rappresentazione di genere e sulla sottocultura televisiva, in Rete abbiamo più volte sostenuto in queste ultime settimane Lorella Zanardo - una candidatura gettonatissima come testimoniato anche da diversi articoli usciti sui media - il cui CV, il cui documentario e soprattutto il cui impegno profuso nell'ambito della media education sono sotto gli occhi di chiunque.
Desidero saperlo perché ritengo che con lei se ne vada anche la possibilità di infondere un reale cambiamento di rotta nella storia televisiva e nella cultura del nostro Paese che avrebbe potuto liberarci dall'arretratezza proiettandoci verso la civiltà e il progresso.

Credo che le Istituzioni, le imprese e la società civile non debbano solo valutare la scelta di una donna a ruoli sensibili e determinanti per il nostro Paese (50 e 50 non basta) ma debbano anche farlo secondo un criterio di merito e di competenza e non secondo logiche di interesse o di partito. 

Per questo motivo vorrei chiedere a chiunque desideri sentire il parere dei movimenti delle donne di considerare SNOQ o altre associazioni solo come una delle tante voci e movimenti di donne in Italia e di lanciare la sua richiesta di opinione in Rete (i mezzi, ormai, ci sono per farlo) dove TUTTE le donne impegnate o interessate ai temi politici che le riguardano possano esprimersi liberamente e democraticamente.
In questo modo, alla valutazione delle candidature per competenze (derivante dai CV) verrebbe affiancata anche quella in base alla capacità di essere e stare in rete con le altre donne.

Sarebbe un metodo utile per far sì che agli interessi di associazioni, partiti, movimenti, lobby o di qualsivoglia altra organizzazione prevalga quello di avere  #donnecompetenti e capaci di essere in rete con le altre donne nei ruoli chiave della società.

2 commenti:

  1. Grazie Giorgia, abbiamo avuto una pessima conferma che le cose non cambieranno se non diventeremo abbastanza forti da imporre il cambiamento. Siamo tante, siamo consapevoli, ma ancora non abbiamo trovato gli strumenti per far pesare il nostro numero e la nostra consapevolezza. Hai mai sentito parlare della rete, intesa come web, e delle donne che la usano per comunicare e per esprimersi, in un qualsiasi contesto televisivo? No. Appunto, e non mi sembra casuale. Qualche volta, invece, molto raramente, si cita SNOQ quando si vuole parlare di donne organizzate. E anche questo non mi sembra casuale. Con tutto il rispetto per SNOQ, ovviamente, al cui appello iniziale io stessa ho aderito con convinzione. Ma ormai siamo ad un altro capitolo, e il punto di partenza è che chi detiene i poteri, veri, non fa nessuno sforzo per ignorarci, gli viene facilissimo.

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  2. La consapevolezza che, sebbene le intenzioni siano corrette, la modalità non lo sia, si sta facendo strada nella mia testa da un po' di tempo. Anche io ho aderito alla chiamata di SNOQ, ma dopo quella non ho trovato riscontri. HO cercato di entrare in contatto per un contributo attivo e non ho avuto risposta. Se non fosse per alcune iniziative di piazza, mi sembra un movimento che non cerca consensi... D'altra parte il web è ancora uno strumento di comunicazione poco usato dalle masse che si affidano a canali consueti come la televisione e i giornali. Come uscirne? In realtà c'è la possibilità: bisogna sfruttare alcuni vuoti che proprio la crisi sta creando, con la mancanza di possibilità economica e di lavoro e creare consapevolezza "on the road". La rete è utile per comunicare ma la comunicazione non è efficace se resta nella rete!

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