giovedì 14 giugno 2012

#SAVE194: COMUNICATO DI LAIGA

Copincollo di seguito il comunicato di LAIGA (Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l’Applicazione della legge 194).
Nel mentre l'hashtag #save194 continua a essere usato per parlare, ormai, di qualsiasi iniziativa a difesa della legge. Alcune donne stanno organizzando, ad esempio, presidi e incontri per il #20giugno, data in cui si discuterà dell’art. 4 della Legge194/78.
E' possibile coordinarsi attraverso l'evento fb #SAVE194 e/o seguire l'update delle iniziative su questo post.

"Il 14 giugno, presso l’ordine dei Medici di Roma si è svolta una Conferenza Stampa a cura di LAIGA (Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l’Applicazione della legge 194).
In un clima di attacco su più fronti alla legge 194 e in generale al diritto alla piena salute riproduttiva, che mette in campo l’uso strumentale dell’obiezione di coscienza, la presentazione in Parlamento di mozioni “bipartisan” che considerano prevalente e non bilanciabile il diritto all’obiezione di coscienza del medico, fino ad iniziative quali quella del Giudice Tutelare di Spoleto che interroga la Corte Costituzionale sulla liceità della legge, i ginecologi di LAIGA hanno deciso di denunciare l’estrema gravità della situazione attuale, sia per le donne che decidono di interrompere una gravidanza indesiderata, sia per gli operatori che le assistono in questa scelta.

Nella conferenza stampa sono stati resi noti i risultati di un attento monitoraggio dello stato di attuazione della legge nella Regione Lazio, emblematico della drammaticità della situazione in cui versa la gran parte delle Regioni italiane. È così emerso che la situazione reale è ben più grave di quanto riportato nella relazione annuale presentata in Parlamento dal Ministro della Salute:
  1. Nel Lazio in 10 strutture pubbliche su 31 (esclusi gli ospedali religiosi e le cliniche accreditate) non si eseguono interruzioni di gravidanza. Tra queste, 2 sono strutture universitarie (il Policlinico di Tor Vergata e l’Azienda Ospedaliera S. Andrea), che dunque disattendono anche il compito della formazione dei nuovi ginecologi, sancito dall’art.15 della legge 194.
  1. Nel Lazio ha posto obiezione di coscienza il 91,3% dei ginecologi ospedalieri. Se per gli aborti del I trimestre si può fare in parte fronte alla situazione ricorrendo a medici convenzionati esterni o a medici gettonati, così non è per gli aborti terapeutici, sui quali quel 91,3% pesa come piombo. Con il ricorso a medici convenzionati esterni e medici “a gettone” l’obiezione scende all’84%, dato comunque più grave dell’80,2% riferito dal ministro, che non considera nella sua relazione il fatto che una parte dei non obiettori in realtà non esegue IVG.
  1. In 3 Province su 5 (Frosinone, Rieti, Viterbo) non è possibile eseguire aborti terapeutici, che costringe le donne alla triste migrazione verso i pochi centri della capitale, sempre più congestionati, o all’estero. Gli stessi centri romani che assorbono anche la gran parte delle IVG entro il 90° giorno provenienti dal resto della Regione
  1. La drammaticità della situazione va considerata anche in rapporto al dato dell’età media dei medici non obiettori, molti dei quali sono alla soglia della pensione e non verranno rimpiazzati da nuovi ginecologi, per la totale assenza di formazione professionale, sia sul piano pratico che scientifico.
Considerata la gravità e la insostenibilità della situazione attuale, LAIGA:
  1. Chiede di poter incontrare in tempi brevissimi i rappresentanti della Regione Lazio, anche in considerazione dell’emergenza estate che vedrà molti degli ospedali che attualmente forniscono il servizio ridurre la propria attività.
  1. Comunica di stare studiando la possibilità di agire legalmente nei confronti delle direzioni sanitarie delle strutture inadempienti.
  1. Chiede che tutte le strutture, nell’obiettivo di assicurare tempi certi e di accorciare i tempi di attesa, applichino l’alternativa dell’aborto medico.
  1. Chiede che Università e Regioni si impegnino per la formazione dei giovani ginecologi e per l’aggiornamento di tutto il personale sanitario. Si impegna in tal senso a fornire le proprie competenze, promuovendo corsi ed incontri.


    (Fonte: BIOETICA)

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