venerdì 22 giugno 2012

#RAILIBERA

La RAI è un servizio pubblico e come tale dovrebbe appartenere a tutt*. Non ai partiti né a qualsivoglia interesse individuale. Per questo motivo credo che dovrebbe essere gestita da persone competenti, oneste e indipendenti. Soprattutto da chi, in questo particolare momento storico, sia in grado di farle compiere quel salto di qualità che possa ricondurla alla sua funzione educativa e di servizio, rendendola competitiva sul mercato. 

Per anni abbiamo permesso che la TV italiana mostrasse il peggio di sé nonostante essa sia, ancora ad oggi, uno dei mezzi d'informazione più seguiti in Italia. Pur essendone cambiato l'uso, la televisione determina per non dire sovente monopolizza i temi della cronaca influenzando la mentalità di un vastissimo numero di persone e, per tale motivo, quella pubblica, in particolare, dovrebbe essere affidata a manager capaci e attenti alle conseguenze dei messaggi con un occhio di riguardo soprattutto a chi, tramite la TV, costruisce oggi i propri modelli di domani.

Nelle scorse settimane in Rete - anche su questo blog l'abbiamo sostenuta - è rimbalzato un po' ovunque il nome di Lorella Zanardo che con il suo documentario - visto da oltre 5 milioni di persone - e con un incessante lavoro di media education sul web e nelle scuole ha sdoganato e affrontato l'avvilente panorama culturale raggiunto dall'offerta televisiva italiana. Una persona e una manager che ha portato al centro del dibatto l'importanza dei media nelle sorti di questo Paese in un confronto sul tema finalmente internazionale e che ha dato il via, di fatto, a un vero e proprio movimento di opinione.

Il curriculum di Lorella Zanardo è
on line ed è visibile a tutt*. Le persone che la vorrebbero sono molte, tanto da farla ritenere più volte una vera candidatura dal basso di cui si parla da tempo e non solo negli ultimi giorni. 

Questo non significa che si debba tener conto delle preferenze espresse in Rete per la nomina del cda della RAI. L'augurio, semmai, è che tutto questo dibattito abbia potuto e possa ancora generare una riflessione e un cambiamento di rotta nella selezione della sua dirigenza verso metodi che siano il più possibile trasparenti e che applichino il criterio della competenza prima che dell'interesse politico. 

Ora più che mai, dunque, e per quanto mi riguarda, 
#zanardoinrai ma anche e soprattutto #railibera!

1 commento:

  1. Che ne pensi?
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/25/donne-di-fatto-come-non-saremo-e-cosa-faremo/273804/

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