mercoledì 6 giugno 2012

AAA CERCASI PARODIE DI "MAMMONI"

Perché l'ho fatto non lo so. Sarà per abitudine, avendo parlato di quasi tutti gli altri programmi di Italia Uno della Ercolani, sarà per disperazione, dal momento che la pubblicità di questa nuova trasmissione durava tipo mezza giornata e alla fine una era come se avesse già guardato tutta una puntata, sarà per perdita di lucidità dovuta al troppo lavoro, fatto sta che l'altra sera ho guardato ben 5 minuti di Mammoni, il nuovo programma di Mediaset in onda su Italia Uno.
Che dire.
Si vede che su Italia Uno il trash non passa mai di moda e gli stereotipi svilenti degli uomini e delle donne sono diventati un must irrinunciabile.

Lo so. Mi si dirà che si tratta di ironia, che i personaggi rappresentano chiaramente una caricatura di stereotipi portata volutamente all'estremo e pertanto fondamentalmente innocua (?), che la ridicolizzazione è talmente evidente da risultare fin quasi educativa (?) e bla bla bla....Sta di fatto che l'immagine dell'uomo e della donna che esce da questo programma mi fa davvero, ancora una volta, cadere le braccia. E sta di fatto che a questa immagine si sta dando, di nuovo, un sacco di visibilità.

Ma siccome sono stanca di scrivere sempre le stesse cose, vi rimando ai precedenti post pubblicati sugli altri programmi di Italia Uno (come, ad esempio, Tamarreide o La Pupa e il Secchione) in attesa che prima o poi qualcun@ mi spieghi il senso innocuo e ironico dei prodotti curati dalla Ercolani.

Però una cosa voglio dirla, anzi riportarla. Sono le parole di Annamaria Testa a proposito di cosa è l'ironia:

"Chi usa l'ironia compie un atto di fede nell'intelligenza contestuale dei suoi interlocutori stabilendo, con questi, un implicito patto di complicità. Ma il gioco funziona se la complicità è possibile perché le conoscenze contestuali sono condivise. Per questo, quando si vuole fare dell’ironia o del sarcasmo scrivendo, bisogna esser certi che gli elementi di contesto siano ben chiari al lettore. Se non lo sono, conviene suggerirli senza cancellare l’effetto paradossale. (...).
Le persone semplici e i bambini, di fronte a ironia e sarcasmo, sono indifesi perché non riescono a districarsi tra testo e contesto: niente Dark sarcasm in the classroom, dunque, come recita l’indimenticabile Another brick in the Wall dei Pink Floyd."


Perciò se avete qualcosa da dire su Mammoni, fatelo voi nei commenti (anche se sulla pagina fb del blog ormai vi siete già scatenat*) e, soprattutto, segnalatemi le parodie della trasmissione TV!!! Tipo questa.

7 commenti:

  1. la migliore risposta a Mammoni l'ha già data con decenni di anticipo, il compianto Massimo Troisi nel bellissimo ricomincio da tre (il filmato dura sei minuti ma ne vale la pena..quanto mi manca Troisi):
    http://www.youtube.com/watch?v=w895dH50qQ4&feature=related

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    1. Troisi era stupendo, purtroppo non ne è rimasto quasi niente.

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  2. io Italia 1 la guardo solo per le serie-tv (americane)

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    1. Io i 5 minuti di Mammoni me li sono imposta.

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  3. Meglio la parodia, così si ride un po'!
    Qualche reality carino si può trovare su Real Time, Cielo e MTV. Un esempio "Grassi contro magri" e simili, "Fuori menù (lo adoro!) "Ma come ti vesti?!" (idem!) e vari reality su abiti da sposa, da damigella ecc.Sono leggeri ma con molto meno trash. Mi piacevano anche due reality su La7, "SOS Tata" e "Adolescenti, istruzioni per l'uso".

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  4. Citazione azzeccatissima - mamma, mia quanto mi ha colpito! Grazie!
    D'ora in poi utilizzerò le parole di Annamaria Testa quando mi sentirò rispondere: "Ma è ironico!".
    Grande strumento.

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  5. Non ci posso credere! Anch'io l'altra sera mi sono piantata a guardare questa trasmissione e posso veramente garantire che non guardo mai la tv, non conosco un programma, neppure gli attori, niente. Ma il titolo, via, "mammoni"! E poi alla fine era effettivamente un mega spot, il vero programma non iniziava mai, così quando è iniziato, alla fine bastavano quei pochi minuti per rendersi conto che la televisione non fa neppure più trash, ma pura patologia. Sinceramente non c'era niente di ironico, casomai molto di patetico, a partire da uno che si presenta "sono un ragazzo di 46 anni".

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