venerdì 25 maggio 2012

AMNESTY, PUBBLICITA' E FACEBOOK ACTION

E' uscito il rapporto Amnesty 2012 che dipinge una poco incoraggiante situazione di diritti negati e di mancate opportunità in seguito alle rivolte globali del 2011 nel mondo. Per quanto riguarda i temi trattati su questo blog, nella scheda relativa all'Italia il rapporto fa menzione del problema della rappresentazione delle donne e degli stereotipi di genere come segue:

"A luglio, il Comitato Cedaw ha reso pubbliche le proprie osservazioni conclusive, sollecitando l’Italia, tra le varie cose, a introdurre politiche per superare la rappresentazione delle donne come oggetti sessuali e per mettere in discussione gli stereotipi sul ruolo di uomini e donne nella società e nella famiglia".

Sul portale delle giornaliste Giulia, in particolare, vengono riportate le parole di Chistrine Weise, presidente di Amnesty International Italia, la quale avrebbe affaermato "che il problema degli stereotipi femminili e quello della violenza di genere, sono da considerare come priorità in Italia, e che l'elevato numero dei femmicidi che si stanno susseguendo giorno dopo giorno nel nostro Paese, dimostra la necessità di un intervento da parte delle Istituzioni e del Governo. "Per combattere la violenza di genere e i femmicidi, la prima cosa è il sostegno economico ai centri antiviolenza che devono essere finanziati e rafforzati - ha detto Weise - e lo dico non come opinione personale ma in quanto presidente di Amnesty in Italia. L'assenza di un'azione reale per contrastare il fenomeno, è da considerare come una delle violazioni dei diritti umani molto grave".

Insomma, oltre al Comitato CEDAW ora anche Amesty International ribadisce il concetto. Oh, ma questi sono certamente problemi secondari perché c'è la crisi, non c'è lavoro, il problema della finanza, etc etc etc...Tutto vero. Peccato che ogni mancanza di diritti umani, a mio avviso, sia sempre un'emergenza di cui è impossibile stilare una graduatoria perché tutte importanti e legate fra loro. Pensare di risolvere un problema dimenticandosi o abbandonando per strada qualche diritto umano penso sia davvero pericoloso. Il rischio è quello di creare una società civile senza le fondamenta incapace di cambiare davvero.

Altra indagine è quella segnalata da Loredana Lipperini dal titolo “La donna usata nella pubblicità televisiva” che viene presentata oggi a Roma e di cui sul blog di Loredana si può già leggere qualcosa come ad esempio il fatto che dalla ricerca emerga che le donne pubblicitarie continuano ad avere, come era emerso dalle ricerche degli anni Settanta, «un ruolo ancillare rispetto all’uomo e una funzione prevalente di esche comunicative». E quando non sono rappresentate in contesti domestici e nel ruolo di mamme/mogli/casalinghe e “consumatrici medie“, sono usate negli spot come testimonial famose e provocanti, mostrate anche “a pezzi“, enfatizzate nei dettagli del loro corpo.

Intanto ieri su Facebook la pagina FACEBOOK FAVORISCE IL CYBERBULLISMO CONTRO LE DONNE ha lanciato un'inziativa dedicata agli uomini per contrastare la violenza sessuale, proprio nello stesso giorno in cui qui riportavamo i risultati di un'indagine, piuttosto sconfortante, sui commenti inviati dagli uomini a un post della Zanardo che li invitava ad interrogarsi sul fenomeno della violenza sessuale. Ebbene, questa Facebook action chiede proprio agli uomini di farsi carico del problema in quanto uomini pubblicando la seguente immagine come copertina del proprio profilo Facebook:



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