venerdì 27 aprile 2012

ERA MIA FIGLIA

La stanza è chiusa, la luce spenta. Non è in casa.
Poggio la borsa sul tavolo. Mi levo le scarpe. Sono stanca.
Mi metto a cucinare. Prima o poi arriverà.
Vado in bagno. L'ha lasciato in disordine ancora. Dopo mi sente.
Torno in cucina. Spengo i fornelli.
Chiamo. Telefono spento.
La cena si fredda. Va beh, io comincio.
Richiamo. Telefono spento.
Non mangio più perché sono incazzata. Mando un messaggio e glielo dico, che sono incazzata.
Buio.
Chiamo una sua amica. Non c'è. Chiamo la mamma della sua amica. Non lo sa. Chiamo un amico. Niente.
Chiamo mia madre. Non l'ha vista. Chiamo suo padre all'estero?
Chiamo il 112. Spiego. Non mi sento meglio dopo.

Aspetto.
Esco, la cerco e mi porto il cellulare. E se torna?
Aspetto.
Mi risolvo a chiamare mio marito.
Aspetto.
Mi richiama mio marito. Vuole tornare. Aspetta, magari non è niente. Richiamo i carabinieri.
Aspetto.
Mi faccio una tisana, tanto non dormo.
Aspetto.
Richiamo mio marito. Sta prendendo l'aereo.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.
La stanza è chiusa, la luce spenta.


In Italia dal 2005 al 2011 sono state uccise 776 donne secondo i dati raccolti dalla Casa delle Donne di Bologna.
E' dal 2006 che l'elenco dei femminicidi aumenta costantemente, superando la media di 120 l'anno, come afferma Cristina Karadole dell'associazione Casa Delle Donne Per Non Subire Violenza.
Dall'inizio dell'anno sono già 54 le vittime di violenza maschile su donne e bambini secondo il blog Bollettino di guerra. L'ultima è questa.
In Argentina il femminicidio è diventato reato.

7 commenti:

  1. Non è giusto, e cambiare una mentalità è un lavoro lunghissimo in cui ogni passo indietro implica una forza ancora più forte per fare il prossimo passo avanti, e gli ultimi 15 anni non hanno fatto certo bene alla situazione italiana....

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  2. Concentriamo la nostra attenzione a come sono stati gestiti i casi di denuncia di queste donne crudelmente uccise dai loro denunciati; e mirare in due punti:
    • tempestività degli interventi della forze dell'ordine,
    • come sono state seguite davanti ai maltrattanti, quando le stesse chiedevano a loro aiuto?
    • Sono stati redarguiti i maltrattanti davani a queste donne?

    Potremmo solo così censire i casi di incuria e intervenire con aggiornamenti continui e costanti alle forze dell'ordine, per poter questi intervenire con competenza e probità.
    Sono convinta che si abbasserà di molto il tasso di mattanza sulle donne, perché per la sopravvivenza è importante il cambiamento culturale.

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  3. Quando si tratta di cambiare in peggio una mentalità il "lavoro" è molto veloce... Migliorare la nostra mentalità è un lavoro duro solamente perchè non iniziamo mai a farlo! E non succederà fin tanto che le pubblicità non smetteranno di mostrarci questa immagine di donna, fino a che la legge non punirà veramente gli stalker e gli uomini che maltrattano le donne, fino a quando l'opinione pubblica non inizierà ad interessarsi quotidianamente del problema (e non solo l'ottomarzo). Cambiare la "nostra" mentalità è un lavoro duro, MA DOBBIAMO INIZIARE A FARLO! Domani il prossimo nome potrebbe essere di una nostra figlia, non dimentichiamocelo!

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  4. Grazie Giorgia per ricordarci sempre la forza dei "poetry attack"!

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  5. Sono incazzata nera.
    B A S T A.

    Ale

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  6. Bella poesia. Hai espresso bene i sentimenti di una mamma, quale tu sei. Interessante anche il post di Lorella Zanardo,che riporto qui:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/cronaca-femminicidio/210436/

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  7. Vorrei segnalare questo episodio: www.sassarinotizie.com/mobile/articolo.aspx?id= 10656 Non si è concluso in tragedia per fortuna, ma credo sia inammissibile che oggi in un paese "civile " vengano perpetrate violenze di tale gravità, e che sopravviva una mentalità che non so come definire .. Davvero, sono senza parole.

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