giovedì 22 marzo 2012

QUARTO POTERE...MASCHILE

Copincollo il post pubblicato oggi su Ipaziaè(v)viva e altri blog:

Questi sono i numeri delle presenze femminili in Rai (dati CPO FNSI):
33,7 per cento: giornaliste Rai.
4 per cento: donne dirigenti Rai.
2: donne direttore Rai.
3: donne vicedirettore Rai (a fronte di 33 uomini).
63: donne caperedattore Rai (236 gli uomini).

Questi sono i numeri delle presenze femminili nelle notizie Rai (dati Osservatorio di Pavia):
58 per cento: conduzione di Tg da parte di donne.
10 per cento: opinioniste autorevoli.
66 per cento: opinioniste “volanti”, cioè donne interpellate per strada (senza che di loro si sappia nulla: professione, età, scelte politiche).
16 per cento: donne “notiziate” in quanto vittime (contro il 6 per cento degli uomini). 11 per cento: donne “notiziate” per questioni politiche o economiche.
In Rai le italiane non fanno notizia, anche se raccolgono, diffondono, scrivono notizie. Quasi mai potendo scegliere quali notizie, come impaginarle, e in quale gerarchia.

Questa è invece la situazione della stampa nazionale italiana (dati FNSI):
5: donne direttore di quotidiani (113 gli uomini).
5: donne vicedirettore di quotidiani (99 gli uomini).
67: donne redattore-capo nei quotidiani (477 gli uomini).
65 per cento: donne giornaliste rimaste dentro le aziende editoriali a seguito di stati di crisi. Tra queste, solo il 30 per cento ha un contratto. Tutte le altre sono precarie.
Fino al 40 per cento: gap di stipendio tra giornalisti uomini e donne.

Tirando le somme: in Italia il quarto potere è in mano agli uomini in percentuali addirittura superiori a quelle che ci sono in politica. Questo giornalismo è mutilato, è un giornalismo a metà. Non a caso, le donne italiane si stanno allontanando dalla lettura dei quotidiani:
Corriere della Sera: donne che leggono il quotidiano: 25 per cento in meno.
La Repubblica: donne che leggono il quotidiano: 15 per cento in meno (fonte Audipress, Audipress II).

Proposta:
Le giornaliste tedesche si sono unite per ottenere almeno il 30 per cento dei posti di direttore e caporedattore nelle testate giornalistiche entro i prossimi 5 anni.
Facciamolo anche noi, coordinandoci con loro.
Gabor Steingart, direttore del quotidiano economico Handelsblatt, si è impegnato a riservare a una donna un posto su tre nei vertici del giornale: invitiamo direttori ed editori a seguire il suo esempio.
Chiediamo alle rappresentanze sindacali, alle CPO, di agire concretamente affinché l’informazione rappresenti donne e uomini, e non solo uomini.

Postato in contemporanea da Giovanna Cosenza, Loredana Lipperini, Ipaziaè(v)viva, Marina Terragni, Vita da streghe, Un altro genere di comunicazione.
Le blogger che condividono questo post pubblicano periodicamente thread comuni, in particolare sul tema della rappresentazione pubblica della donna e su quello della rappresentanza politica.

Traduzione a cura di Jane Dolman: 

These figures represent the number of women working in RAI (Italian State Radio and Television) source CPO FNSI http://www.fnsi.it/Pub_cpo/Pag_cpo_notizie.asp
33.7 percent: female journalists in Rai
4 percent: female executives in Rai
2: female directors in Rai
3: female assistant directors in Rai (cfr 33 male)
63: female editor-in-chiefs in Rai (cfr. 236 male)


These figures represent the number of women working in Rai news (data Monitoraggio OERG Osservatorio di Pavia www.osservatorio.it/download/ChiFaNotizia_Sintesi.pdf):
58 percent: female newsreaders
10 percent: female columnists
68 percent: randomly chosen women giving their opinions (’women-in-the-street’)
16 percent: women in the news, as victims (cfr 6 percent men)
11 percent: women in the news for political or economic issues


In Rai women do not make news, even though they gather, broadcast and write news. Very rarely can they choose which news, its layout or hierarchy.

This, instead, is the situation of the Italian national press (source FNSI (www.fnsi.it/ArchivioPdf/marzo2011_povere_donne2.pdf)
5: female newspaper editors (cfr 113 male)
5: female newspaper deputy editors (cfr 99 male)
67: female newspaper news editors (cfr 477 male)
65 percent: women journalists remaining on the editorial staff during economic crises, only 30 percent of them having a contract. The rest are considered temporary.
Up to 40 percent: the difference in wages between male and female journalists.


Summing up:
In Italy the press is in the hands of men at a percentage superior even to that of politics. This journalism is mutilated, it’s a half-way journalism.
It’s no coincidence that Italian women are reading the daily papers less and less:
Corriere della Sera: women who read the daily - 25 percent fewer.
La Repubblica: women who read the daily: 15 percent fewer (source Audipress periodo II/2011,http://www.audipress.it/news.asp e www.audipress.it/upload/File/Intro_nota_quest_2011_II.pdf).

Proposal:
The German women journalists have united in order to obtain at least 30 percent of the positions as chief editor and news editor of the newspapers over the next 5 years.
Let’s do the same, co-ordinating with them:
www.primaonline.it/2012/02/27/102597/germania-giornaliste-chiedono-quote-rosa-a-vertici-1-su-3
.
Gabor Steingart, chief editor of the economic newspaper Handelsblatt, is committed to reserving one executive position out of three for a woman : we invite our executives and editors to follow his example.

1 commento:

  1. Io mi faccio una domanda e la faccio anche a voi. Ma non è possibile creare una alternativa? Mi spiego. Se siamo esclusi da QUESTA informazione, non se ne può creare una indipendente e non sessista? Quelle donne che non leggono più le grandi testate, leggerebbero più volentieri un giornale nuovo creato con altri canoni? Alle volte non basta ristrutturare... Mi sembra che i numeri ancora non siano sufficienti per scardinare questo status quo.

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