lunedì 26 marzo 2012

NO LITTLE LOLAS E ALTRE INIZIATIVE

Il 25° anniversario di TelefonoAzzurro
No little lolas è il titolo di una petizione, quella che Telefono Azzuro ha promosso contro la recente apertura di un centro estetico ("Little Lolas", per l'appunto) a Treviso dedicato alle bambine dai due ai dodici anni che nei giorni scorsi ha fatto molto discutere.

"Tutto - scrive sul suo sito Telefono Azzuro - dal nome tristemente allusivo, all'idea stessa che viene proposta alle bambine, sposta pericolosamente il limite della consapevolezza, della capacità critica che in un bambino sono in formazione, verso un mondo da cui, per la sua tenera età, deve essere preservato. Inoltre, il gioco è un'attività formativa che il bambino deve condurre seguito da personale esperto e appositamente formato".

Ancora dalla parte delle bambine titolava il libro di Loredana Lipperini, titolo ripreso nei giorni scorsi in un post da Lorella Zanardo che ha lanciato un appello in difesa delle ragazzine sempre più oggetto di violenza sessuale. La stessa Lipperini sul suo blog venerdì ci proponeva un impietoso confronto fra due pubblicità (una del 1981 e una di oggi) della Lego, gioco unisex per eccellenza che ha recentemente lanciato sul mercato il prodotto per bambine Lego Friends in una profusione di rosa, bellezza, amiche e caffé nel nome di una rinnovata genderizzazione. Sul tema, consiglio anche la video-analisi in due parti "Lego & Gender" realizzata da FeministFrequency. 

Infine, ho scoperto solo oggi che Laura Albano ha pubblicato sul suo blog le slides dei risultati piuttosto sconfortanti della ricerca Sessi e sessismo nei testi scolastici - La rappresentazione dei generi nei libri di lettura delle elementari a cura di Irene Biemmi che ha anche scritto un libro su questo lavoro di cui abbiamo parlato su Vita da streghe. Vale la pena leggere la ricerca in questa sua prima versione.

Ed ecco quindi che No little lolas da semplice nome di una petizione assume oggi un significato più ampio, quello di un simbolico slogan (#nolittlelolas) che andrebbe ripetuto ovunque si ingabbino le bambine in un ruolo stereotipato, adultizzato o sessualizzato che rischi di educarle ad una perfetta, estetica vita di subalternità.

Per approfondire sul tema, consiglio il documentario Ma il cielo è sempre più blu di Alessandra Ghimenti e la campagna Libera Infanzia di Un altro genere di comunicazione.

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