mercoledì 15 febbraio 2012

LETTERA DI UN PAPA'

"Ciao Giorgia. Ho letto gli ultimi post sulla violenza (e anche i precedenti). La prima parola che mi viene leggendo è ...aiuto! E adesso ti chiedo aiuto. Ho due figlie di 11 e quasi 14 anni. Con loro si cerca di parlare di tutto, compatibilmente con i muri che a quell'età si alzano. In questo momento mi chiedo: come presentare loro il mondo reale (con la violenza che può arrivare inaspettata proprio da chi ti fidi) senza mettere loro addosso la paura di uscire di casa? Ok..è la classica domanda da un milione di dollari...ma ho imparato che chiedendo aiuto qualcosa si impara sempre :)"

(Lettera firmata)

Mi date una mano a rispondere a questo papà?

12 commenti:

  1. Caro collega papà, quello che posso dirti è: parla francamente e senza paura, non temere di mostrarti preoccupato, ma infondi loro l'idea che il mondo è bellissimo e con qualche cosa brutta, e non bruttissimo con poche cose da salvare. Fagli subito capire che le cose non stanno come si vede in TV, sui giornali o nel web; e che le cose importanti e preziose vanno cercate con un po' d'impegno - non arrivano mai da sole. Un piccolo trucco che con i miei funziona e non dire mai "No, è che..." ma "Senti, secondo me...". Ho visto con l'esperienza che se rispetto di più i miei figli, loro mi rispettano. Le imposizioni non giustificate mi hanno sempre ridato, in cambio, il silenzio e il sospetto. Dàje, non è facile per niente :)

    RispondiElimina
  2. peccato che abbia solo figlie femmine :) non sono loro che vanno educate, se non a difendersi, come da tante altre cose del resto. battute a parte, è veramente difficile insegnare a "cosa" stare attente, la cosa più importante nella mia esp...erienza è tenere saldo un grande rispetto di sè stesse, e in questo un buon rapporto con il padre può aiutare. credo che le donne abbianoi in genere un ottimo intuito, spesso non lo ascoltano per bisogno d'affetto, ecco credo sia questo da tenere presente: papà, falle sentire amate e importanti le tue figlie!

    RispondiElimina
  3. Ciao Papà di due figlie fortunate, vorrei solo dirti ciò che ho detto io alla mia, che oggi ha 17 anni, per spiegarle di fare attenzione senza per questo spaventarla. Le ho spiegato, più o meno verso i 10 anni, che il mondo è bellissimo ma non tutti stanno bene, ci sono persone molto malate che all'apparenza sembrano sane ma che si comportano in maniera pericolosa soprattutto nei confronti dei più deboli come bambini, donne e anziani. Per evitare che queste persone possano nuocere bisogna seguire due facili regole: la prima è la comunicazione (raccontare sempre a persone fidate (scuola, famiglia, ecc.) ciò che ci succede e che lì per lì non capiamo e poi di seguire sempre il nostro istinto, soprattutto quando questo ci suggerisce che qualcosa in una data persona non quadra. Fino ad ora è andata bene e spero continui così. Buona fortuna!

    RispondiElimina
  4. Mi associo ad Anna Chiara, l' esempio che dai da padre del tuo essere uomo aiuta le tue figlie a capire che tipo di rapporto vogliono dalla vita, e saperlo, o intuirlo, perché saperlo non o sai mai, aiuta a scartare gli standard diversi. Insomma, se riempi tua moglie di botte le tue figlie penseranno che uno che ti ama ti mena (detto proprio all' acqua di rose, ma è così se vai a vedere i grandi numeri). Sii per tua moglie il tipo di compagno che vorresti veder bene con le figlie, questa è l' età giusta.
    Se ti può aiutare la mia storia di pappy's girl: devo aver avuto un edipo difficile perchè mio padre era dio da piccola. Poi crescendo mi è rotolato giù perchè proprio non ero d' accordo con il modello di emancipazione che mi offriva in casa (cosa che per altro mi è servita a scegliermi un uomo un po' diverso. Che peraltro amo come no mai quando fa certe cose che amavo in mio padre, tipo svegliarsi a cuor contento certe mattine e cantare canzoni inventate lì per lì).
    Una cosa che non ho mai potuto dire a mio padre è stata quella di farmi fare da sola i miei sbagli. Come genitori vorremmo proteggere i figli da situazioni che noi con il nostro senno di poi già possiamo prevedere come finiranno, ma nn ci ascoltano fino a che non ci sbattono, e il nostro sennno di poi serve solo a preparargli un materasso per attutire la caduta. Come si fa non lo so, io me lo chiedo tutti i giorni con i miei figli maschi. Diciamo che lo si impara vivendo, basta essere aperti, onestamente disposti a rispondere alle domande difficili e a dire onestamente: non lo so, è una domanda difficile, fammici pensare o meglio, come risponderesti tu al mio posto? (È una faticaccia sappilo, ho provato a parlarne in Genitori Crescono in un post che si chiama: Aiuto, mio figlio non fa domande sul sesso, e mi tocca ammettere la mia inadeguatezza. Meno male che siamo in tanti a sentirci inadeguati, fa compagnia)

    RispondiElimina
  5. Io ho comprato un libro sull'educazione sessuale per bambini che tratta anche dell'argomento molestie da leggere insieme a mia figlia.
    Forse ci sono testi anche per gli adolescenti.

    RispondiElimina
  6. "come presentare loro il mondo reale"
    Intanto guarda (e scegli) in youtube/newsexology alcuni (molti!) video (tra cui anche un video sull'amore tra adolescenti: è una lettera di un padre come te...clicca sul mio nome!) che ti saranno utilissimi... (poi ci sarebbe anche il mio libro per adolescenti e non)...

    RispondiElimina
  7. non ho ancora esperienza di quell'età, i miei figli sono ancopra troppo piccoli (e maschi). ho letto però sull'argomento che è molto importante sicuramente spiegare come stanno le cose facendogli capire che per qualunque cosa possono contare sui genitori e possono fidarsi di loro. insomma metterle in guardia sui pericoli ovviamente mostrando che non esistono solo quel tipo di persone ma soprattutto dicendo che devono sempre parlarne apertamente con i genitori. tanti molestatori specie con i piccoli fanno leva sul fatto che loro si vergognano a parlarne a casa, li convincono che i genitori si arrabbieranno e quindi non devono parlarne con nessuno... finchè non diventiamo davvero adulti i genitori sono la nostra vera forza e devono accompagnarci e fornirci un sostegno. l'argomento mi interessa e continuerò a leggere i suggerimenti.

    RispondiElimina
  8. anche se riguarda bambini e non adolescenti, penso possa essere utile a tutti i genitori questo:
    http://www.quinonsitocca.it/Default_it.asp

    RispondiElimina
  9. io non ho figli, ma mi sono occupata di educazione, metto qualche consiglio di proposte di lettura alternativa: tutto quello che ha scritto Roald Dahl e Bianca Pitzorno per la piccola e un manualetto carino che si chiama "La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro" per la più grande.

    http://www.ibs.it/code/9788838445545/grad-powers-marcia/principessa-che-credeva.html

    RispondiElimina
  10. Caro Papà di due figlie, la tua domanda è ben difficile.
    Ma mi viene voglia di rispondere perché sono stata figlia e ho amato molto mio padre, che continua ad essere presente nel mio cuore con le sue virtù, le sue debolezze e tutto l'assurdo che gli era proprio: era il mio UNICO padre, e grazie a lui e a mia madre ora sono unica anch'io e posso riconoscerlo.
    E' bello che tu chieda aiuto confidando nel fatto che chi chiede riceve: e già questo le tue figlie lo avranno colto di te. Il loro cuore sarà aperto perché il tuo lo è: e già questo basta.
    Puoi aiutarle essendo così come sei e chiedendoti le cose insieme a loro, senza dare risposte, ma osservandole insieme. Basta un tg e si può parlare insieme delle cose che accadono e che possono accadere a tutti; ma non drammatizzare: ricorda loro la storia di Cappuccetto Rosso ridendoci su per dire che comunque i lupi ci sono stati sempre; e prova a parlare dell'"altra parte", cioè di come mai si diventa lupi. Del fatto che chi non sa abbracciare e fa violenza spesso non è mai stato abbracciato e ha subito violenza: è come una malattia, e si deve e si può curare, anche se qualche volta no.
    Caro Papà, è difficile essere padri e anche essere figli, ma si impara, e tu oggi ci fai un dono grandissimo: quello di poterlo dire.
    Samina

    RispondiElimina
  11. Sulla base della mia esperienza, risolta felicemente:

    raccontare la verità, senza minimizzare senza enfatizzare

    ma poi, abituarsi in casa a un dialogo continuo, trovare sempre il tempo per parlare con loro secondo i loro tempi, tendere a non rimproverarli, ma a costruire insieme un percorso più giusto, studiarli a fondo e con altissima attenzione per essere sensibili a ogni minima variazione di umore o di atteggiamento. Insomma antenne molto dritte, sensibilissime, e messaggi subliminali continui di amore, vicinanza, osmosi

    buona fortuna

    RispondiElimina
  12. Visto che Giorgia ha citato i libri sull'educazione sessuale, ho appena trovato un sito che ne presenta diversi: http://www.sbt.ti.ch/dep/cdbe/bibliografia_gles.pdf

    RispondiElimina