venerdì 24 febbraio 2012

LE DONNE CHE FANNO NOTIZIA

L'articolo di Corriere.it
"E che siano anche queste in Italia le donne che fanno notizia" disse Geppi al termine di un vetusto Sanremo anni 50, dopo aver ricordato Rossella Urru, la volontaria italiana tuttora rapita in Algeria dai dissidenti di Al Quaeda.

Quanto appare già lontano l'augurio di Geppi di fronte, ora, alla pioggia mediatica calata sulla sexy barista di Bagnolo Mella, a pochi giorni dal tam tam della farfalla di Belen.

Quali sono, in questa vicenda, ancora una volta, le donne che fanno notizia? Da una parte quelle provocanti e sexy e dall'altra "le mogli e le fidanzate" che protestano in un'eterna dicotomia fra discinte e moraliste che ci rinchiude come al solito in due ruoli avversi.
Emblematico il titolo dell'articolo del Corriere: "Mogli e fidanzate contro Laura, la sexy barista - Clienti e affari triplicati e su Facebook sfiora i 4mila iscritti - La sindachessa: «Qui l'ordine pubblico è a rischio»". A parte che sindachessa non è corretto, al limite si dovrebbe dire sindaca (ma perché chi fa il mestiere del/della giornalista non conosce le raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana?), la contrapposizione dei due modelli femminili è decisamente evidente. Sul sito del Corriere.it c'è persino un sondaggio che ci chiede secondo noi chi abbia ragione!

Del ruolo degli uomini, invece, in questa vicenda, e del loro desiderio di fare la fila per andare a vedere una ragazza un po' scoperta mi pare ci si interroghi poco. E' come se lo si dia per scontato. D'altra parte, chi è quell'idiota che non si farebbe anche i chilometri per andare a vedere una sexy barista? Mah. Se fossi uomo, io qualche cosa da obiettare ce l'avrei.

Al di là di tutto, lascia l'amaro in bocca dover constatare ancora una volta il ruolo dei media che, probabilmente con la speranza di portare a casa un po' più di audience, si focalizzano su notizie non particolarmente fondamentali veicolate a mo' di gossip totalmente incuranti della loro responsabilità nel rafforzare gli stereotipi di genere e nel diffondere solo un certo (o certi tipi di) modello femminile. Non ho visto né credo vedrò i dibattiti in TV ma già m'immagino le fazioni di piazza fra chi sta con la barista e chi no.
 
Torno all'augurio di Geppi sperando che la stessa eco mediatica venga prodotta anche sulla vicenda di Rossella Urru e che in futuro siano anche altre le donne che faranno notizia, ma poi ripenso all'atteggiamento che ho trovato piuttosto impacciato di Gianni Morandi sul palco di Sanremo di fronte alla brillantezza della comica sarda e credo che i media non siano ancora pronti a dare spazio all'intelligenza e alla complessità delle donne. Per nulla.

17 commenti:

  1. Ieri a Ravenna, mia città e città dove Rossella Urru si è laureata, si è tenuto un sit-in.

    http://almacattleya.blogspot.com/2012/02/sit-in-per-rossella-urru-ravenna.html

    Noi non l'abbiamo mai dimenticata.

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    1. Grazie. Lo so che in tant* non l'hanno fatto.

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  2. Maria Chiaramonte24 febbraio 2012 15:19

    Brava Giorgia!
    Stessa irritazione, stesse osservazioni che ieri sera ho mandato al direttore della redazione bresciana, con una lettera. Vediamo se pubblicano. Se vuoi ti mando testo della lettera.

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  3. Bhè anche i signori uomini non si stancano di essere dipinti come degli idioti che perdono i neuroni davanti a due chiappe?
    All'italiano medio piacciono queste notizie, quindi i giornali le pubblicano, perchè l'uomo medio è così, esattamente così.
    Triste a dirsi.

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  4. Grazie Giorgia per questa bella riflessione. Puntuale.
    A volte credo che la società tutta non è ancora pronta all'intelligenza delle donne, che noi donne non siamo ancora pronte. E' ancora forte il nostro atavico senso di inadeguatezza che ci opprime e schiaccia. Ma spero di sbagliare... spero che si stia allontanando quella brutta pulce nel profondo che ci rammenta che "non lo meritiamo".

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  5. Quando capitano queste "cose" (scusate ma non trovo un parola per definirle) mi assale lo sconforto. Tengo anche io un blog per dare il mio contributo al dialogo e, se serve alla protesta, ma alle volte ho l'impressione che siamo uno sparuto gruppo, schiacciato da una pressione mediatica che, come in questo caso, rema contro.
    Eppure di donne intelligenti ne conosco tante, alcune inconsapevoli del proprio posto e di quello che subiscono, ma ci sono! Come convogliare questa energia "costruttiva" per avere risultati tangibili? Come trasmettere il contro-messaggio?

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  6. Ma poi cosa c'entra il moralismo? Io non ne posso più di questa idiozia. Moralismo dovrebbe attenere i "costumi sessuali", concetto vecchio e patriarcale, anni '50, che etichetta come poco di buono una donna per il semplice esercizio della sua privata sessualità. Questo episodio non ha alcuna attinenza con la sessualità femminile, è puro marketing in cui l'unica sessualità soggettiva in gioco è quella degli uomini "arrapati" o presunti tali. La barista impersona una figura meramente passiva, finge di essere oggetto a disposizione di ogni uomo sbavante anche sgradevole per un mero motivo di interesse economico. I guadagni più grandi poi li fanno i media e i vari affaristi che non aspettano altro che speculare sull'ennesimo finto "scandalo", utilizzando ciò che sempre utilizzano per provare a fare audience per i loro insulsi programmi: il corpo delle donne, rigorosamente a misura di canoni maschili, naturalmente. Lo scandalo vero, la vera trasgressione sarebbe se gli uomini scrivessero che non TUTTI gli uomini farebbero carte false per andare in quel bar, che questa visione del Corriere di uomini in cerca di mercato di carne femminile "per natura" è offensiva, che loro desiderano donne che li desiderano. Che non sono dei "consumatori" di donne.

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    1. la parola chiave è "finge",io non vedo "oggetti" in questa storia, vedo persone adulte e consapevoli, la barista Laura mi pare un adulta dotata di cervello, consapevole di ciò che fa e non fa nulla di male..chi fa la figura dei coglioni sono i maschi sbavanti ma anche loro sono grandicelli e in grado di decidere, l'unica cosa da stigmatizzare sono i giornali seri come il Corriere che si dedicano a queste "non notizie". Per conto mio, quando vado al bar voglio bere e mangiare e non altro, se voglio eccitarmi sessualmente mi basta penare ad una bella scena d'amore vista al cinema o in una soap o serie-tv e masturbarmi (ed è gratis!) e sì che sono single e vergine mentre questi hanno mogli e fidanzate...non capisco perchè non si rivolgano a queste ultime per soddisfare i loro legittimi desideri..inibizione? Cosa cercano questi uomini che non possono trovare nel loro rapporto di coppia? Queste sono le domande da farsi

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    2. "che loro desiderano donne che li desiderano."

      ma se è vero che gli uomini che frequentano questo bar sono sposati o fidanzati (quindi giovani con una regolare vita sessuale, suppongo) hanno GIA' donne che li desiderano..o no? Ripeto: se hai una vita amorosa e sessuale soddisfacente non vai da Laura..ci deve essere qualche problema e non è colpa della sexy barista

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  7. insomma, mi chiedo cosa cercano questi uomini che non possono trovare nelle loro compagne? cosa cercano che non vogliono, non possono o non hanno il coraggio di chiedere alle loro mogli o fidanzate?

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    1. forse cercano solo donne compiacenti, donne oggetto, magari alle mogli/fidanzate attribuiscono (per il momento) una coscienza e una identità ma in realtà per loro, forse per l'educazione ricevuta, le donne da desiderare sono quelle senza testa. è strano che molti vadano con le prostitute ma non hanno nessuna vita sessuale con le loro mogli, credo che sia una voglia di esprimere potere su individui oggettivizzati come sono certe donne per volontà propria o perchè il sistema le rende oggetto. è assurdo. molti uomini non hanno la capacità di costruire un rapporto paritario con le donne. non le vedono come individui perchè il sistema gli ha insegnato così, è assurdo e tristissimo

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    2. ti confesso, il termine "donna-oggetto" inizia a crearmi dei problemi, penso che nessuna donna diventi oggetto neanche se si prostituisce..è una nostra proiezione mentale che la vede così ma se è obbligata è una vittima di chi la tratta come un oggetto, se è un'adulta che lo fa di sua sponte non è un oggetto, è una che ha preso una decisione che noi riteniamo sbagliata, immorale, degradante.
      Comunque la barista di cui parliamo non è una prostituta, questo è bene precisarlo.
      Quello che mi chiedo è perchè questi uomini non hanno il coraggio di chiedere alla loro compagna di vestirsi come la sexy barista? Se è un gioco erotico che vogliono perchè non lo fanno con la loro compagna? Di cosa hanno paura? di sentirsi dire di no? ma allora perchè non si sono trovati una compagna che condividesse le loro inclinazioni?

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    3. "se è un'adulta che lo fa di sua sponte non è un oggetto, è una che ha preso una decisione che noi riteniamo sbagliata, immorale, degradante."

      anche se io mi sforzo di non giudicare..(non è semplice)

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    4. Nessun giudizio sulla barista, Paolo, ma neanche sui clienti del bar. Io non giudico MAI le persone, parlo di fatti e fenomeni sociali che mi sforzo di analizzare. Una donna non è mai un oggetto, certo, e ci mancherebbe doverlo specificare! Ma è trattata da tale, ogni qualvolta la si considera un corpo su cui sfogare le proprie necessità e non una persona con cui entrare in relazione anche solo fisicamente, in un reciproco soddisfacimento. Ogniqualvolta la si considera un insieme di "curve". Ricordo un forum in cui questi parlavano di donne paragonandole senza alcuna ironia alle macchine (fuoriserie o utilitaria). La escort era una fuoriserie e se lui doveva andarci pagando ci andava volentieri. Ecco.Questa è l'idea che molti hanno delle donne. Cose. Purtroppo si deve dire che la cultura dominante non fa che veicolare questa idea, come vediamo giornalmente. In quanto a "fingere" cosa c'entra questo con la donna oggetto? Ho detto che la barista "finge" perché è ovvio che la sua è una trovata di marketing a quanto pare anche ben riuscita(per lei stessa se il bar è di sua proprietà). Non si tratta certo di un suo interesse sessuale per gli uomini che frequentano il suo bar.

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    5. "La escort era una fuoriserie e se lui doveva andarci pagando ci andava volentieri."

      bè tornando sulla prostituzione, là il doppio-senso è favorito dal fatto che c'è un modello della Ford che si chiama Escort..ma il punto non è questo, più che il loro (molto discutibile) linguaggio sono le motivazioni per cui un uomo sposato o fidanzato preferisce pagare per qualcosa che, in teoria, potrebbe avere gratis e, credo, con più soddisfazione (se i clienti fossero tutti uomini soli potrei capire al limite capire perchè lo fanno)sempre che sia sposato felicemente. Ho l'impressione che non ci si interroghi molto su questo.

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    6. Sì, in Italia se ne parla troppo poco. Lo hanno fatto i gruppi vicini a Isoke e gli uomini di Maschile plurale. C'è un libro tutto sui clienti "The johns" di Victor Malarek, canadese, che da noi non è mai stato tradotto. Ora qui non mi dilungo sul tema se no andiamo o.t. però condivido molte delle cose che dice anonimo, che coincidono con quanto da me letto. E di sicuro il cliente non è un'anomalia, ma alla fine c'è tutta la nostra cultura dominante a promuovere per il sesso maschile il ruolo del "consumatore" e la reificazione della donna. Nella prostituzione conta solo il desiderio del cliente che si limita a "usare" un corpo per la propria soddisfazione. Non gli è richiesto altro, mentre fuori dal sesso commerciale c'è in gioco il desiderio della donna.

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  8. Per chi ha tempo ed e' a Milano credo ch questo sia un interessante "contro-messaggio" come chiede Alessandra (Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, martedi' 28 febbraio dalle 17,30 sala Alda Merini il film documentario, Per la mia strada):

    http://www.tzetze.it/tzetze_news.php?url=http%3A%2F%2Fwww.linkiesta.it%2Femanuela-giordano-per-la-mia-strada-documentario&key=4b433ab56215f7f400c523f8a43ee38cd7715c3f

    http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=7416
    Buona settimana a tutte!
    Paola

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