martedì 14 febbraio 2012

CARI UOMINI, ASSUMETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITA'

Un altro S.Valentino giunge alla porta portandosi appresso uno strascisco di sangue e violenza, dove l'amore è l'ultimo dei sentimenti ad essere stato celebrato.
Di fronte all'orrore dell'ennesima ragazza stuprata e alle ormai già troppe vittime di femminicidio dall'inizio dell'anno, non è per me una bella festa.
E' la tappa di un bilancio ingrato, orribile, vergognoso.

Sono arrabbiata e sono stanca di sentir dire "se l'è cercata" a chi tenta di addossare anche solo una minima parte di colpa alla vittima di uno strupro facendo riferimento al proprio abbigliamento, al suo atteggiamento o a qualsiasi altro presunto comportamento incoraggiante. Dimenticando che la violenza non si incoraggia: o si compie oppure la si subisce.

Cari uomini, con questo post mi rivolgo a voi con disperazione.
E' il momento che prendiate una posizione forte condannando la violenza sulle donne SENZA SE E SENZA MA.
Vorrei sentire, una volta tanto, un'assunzione di responsabilità corale da parte vostra in quanto uomini prima che cittadini perché la cosa vi riguarda. Vi riguarda tutti.
Il prossimo di voi che dirà "se l'è cercata", "però era in minigonna", "però è andata in discoteca" e tirerà in ballo altre presunte attenuanti ad un crimine contro una donna, lo riterrò moralmente corresponsabile e connivente con chi compie violenza.

Perché ogni volta che uno di voi fa apprezzamenti volgari o commenti sessisti su una donna e voi non dite niente, siete conniventi.  
Ogni volta che un vostro amico dice di andare a puttane senza rendersi conto che potrebbe usare violenza nei confronti di una schiava sessuale e voi non dite niente, siete conniventi.
Ogni volta che uno di voi dà della troia a una donna per insultarla e voi sorridete, siete conniventi.
Ogni volta che un vostro amico dice che avrebbe voglia di scopare ma che purtroppo le donne italiane sono tutte stronze e se la tirano eccessivamente e voi annuite, siete conniventi.

Non si nasce violenti, si diventa. La violenza di genere è una catena culturale che si può spezzare solo se smettiamo di mettere la testa sotto la sabbia.
Ma c'è bisogno di tutti per cambiare consapevolmente ogni singolo gesto, immagine e parola in cui la cultura dello stupro attecchisce.

Noi che ci occupiamo di stereotipi di genere sappiamo bene che in Italia esistono un'educazione e un contesto culturale e mediatico favorevoli alla visione della donna come un oggetto sessuale a disposizione dell'uomo e dunque favorevoli ad un contesto di possibile violenza.

"Era solo un gioco". "Era solo ironia". "Non volevamo offendere nessuno". Questo ci hanno quasi sempre risposto i destinatari delle nostre critiche ogni qual volta abbiamo fatto notare il sessismo di cui erano impregnate le immagini dei media più seguiti, invasivi e influenzatori del nostro Paese.
Ma non è un gioco alimentare con il proprio comportamento una cultura razzista (perché il sessimo è, di fatto,  una forma di razzismo) dunque violenta.
Non è un gioco quando uno dei due giocatori rappresenta il gioco stesso.
E' una forma di umiliazione a cui noi non vogliamo più assistere e a cui voi dovreste smettere di partecipare anche solo come spettatori, decidendo da che parte stare e assumendo il vostro impegno sia privatamente che pubblicamente.

Aiutateci, aiutiamoci.

71 commenti:

  1. Giorgia, non posso che condividere. E segnalare questo, dove da ieri cerco di dire la mia: http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=9804#comments

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    1. Grazie Amedeo. L'esperimento che sta facendo Lorella è forte. Sarebbe interessante analizzare tutti i commenti che stanno arrivando sia al suo blog che a il fatto quotidiano. Tu che impressione hai avuto degli uomini che commentano?

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    2. Interessantissimo ed utilissimo. Grande Lorella.

      Le impressioni, dici?
      Ci sono commentatori ormai svezzati, direi "i miei maestri": gasparrini, andrea, cesare, ecc. Sanno qual è il punto, sanno riconoscerlo, sanno guardarlo da molte angolazioni. Portano un contributo importante.
      (Tralascio i deliri di quattro o cinque non maschilisti, ma malati).
      Molti, ahimè, ancora troppi, non fanno che svilirsi: come uomini. Poiché maschio, faccio un'ottima figura nello svilirmi, nel vergognarmi del mio genere, nel biasimarmi, nel calcare sul senso di sdegno. E questo non è utile per niente, perché questi uomini non propongono alterntive, non pensano, non si mettono n discussione. Giudicano e basta. O al massimo affermano di volere la castrazione per gli stupratori. E non ci serve questo.
      Come ho scritto dillà: "Tagliare il cazzo non è tagliare il fallo."

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  2. Scusa ma il tuo discorso è così vago che te ne voglio fare uno io:

    Care donne, con questo post mi rivolgo a voi con disperazione.
    E' il momento che prendiate una posizione forte condannando il consumo di benzina SENZA SE E SENZA MA.
    Vorrei sentire, una volta tanto, un'assunzione di responsabilità corale da parte vostra in quanto donne prima che cittadini perché la cosa vi riguarda. Vi riguarda tutte.
    La prossima di voi che dirà "eh ma ho un SUV", "però pioveva", "le mie amiche mi aspettavano" e tirerà in ballo altre presunte attenuanti ad un crimine contro la terra e l'umanità, la riterrò moralmente corresponsabile e connivente con chi compie violenza consumando benzina.

    Perché ogni volta che una di voi va da sola al centro commerciale con un X6 voi non dite niente, siete conniventi.  
    Ogni volta che un vostro amico dice di andare a milano in Porche senza rendersi conto che potrebbe usare un mezzo pubblico e voi non dite niente, siete conniventi.
    Ogni volta che uno di voi paga la benzina da cui deriva il degrado delle risorse naturali dei paesi più poveri e voi sorridete, siete conniventi.
    Ogni volta che una vostro amica dice che avrebbe voglia di fare shopping ma che purtroppo i centri commerciali sono tutti lontani, siete conniventi.

    Non si nasce consumatori, si diventa. Il consumismo di genere è una catena culturale che si può spezzare solo se smettiamo di mettere la testa sotto la sabbia.
    Ma c'è bisogno di tutti per cambiare consapevolmente ogni singolo gesto, immagine e parola in cui la cultura dello stupro attecchisce.

    Noi che ci occupiamo di stereotipi di genere sappiamo bene che in Italia esistono un'educazione e un contesto culturale e mediatico favorevoli alla visione della benzina come un bene di consumo disponibile a soddisfare ogni nostro capriccio.
    "Era solo per cambiare un pullover". "Volevo solo andare alla Porte Franche". "Con il mio SUV non volevo offendere nessuno". Questo ci hanno quasi sempre risposto le destinatarie delle nostre critiche ogni qual volta abbiamo fatto notare il consumismo di cui erano impregnate le immagini dei media più seguiti, invasivi e influenzatori del nostro Paese.
    Ma non è un gioco alimentare con il proprio comportamento una cultura consumista e schiavista (perché il consumismo è, di fatto,  una forma di schiavismo) dunque violenta.
    Non è un gioco quando uno dei due giocatori rappresenta il gioco stesso.
    E' una forma di umiliazione a cui noi non vogliamo più assistere e a cui voi dovreste smettere di partecipare anche solo come spettatori, decidendo da che parte stare e assumendo il vostro impegno sia privatamente che pubblicamente.

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    1. Il discorso andrebbe anche bene se le donne fossero le principali responsabili del consumo di benzina in italia e se il consumo di benzina fosse un evento così disastroso da implicare la morte (del corpo o dell'anima) di molte persone del genere maschile.
      Cosa che invece, a parti inverese, succede con la violenza.

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    2. Stai davvero paragonando l'uso di benzina e lo stupro? Se volevi essere spiritoso hai ancora tanta strada da fare. Sicuramente pero' si puo' apprezzare la sicurezza e l'impegno con cui hai sparato una tale cazzata.

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    3. 200.000 morti tra soldati e civili, 1.000.000 morti tra soldati e civili. Solo in Nigeria. Tu con cosa tornerai a casa stasera ? Penso che uno si può attaccare ad ogni cazzata, ma se stuprano una donna in nigeria o se la mandano a prostituirsi in italia la colpa è anche tua che pompi benzina nella tua automobile. Il consumismo è assai peggio del maschilismo, che tutto sommato è un fenomeno arginabile e limitato nelle società occidentali. Aggiungerei che non solo ai maschi, ma anche la maggior parte delle donne sono maschiliste e fomentano il maschilismo consapevoli di quello che stanno facendo.

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    4. Partiamo dal principio che tutte le lotte per i diritti umani sono importanti ed è assurdo anche solo pensare ad una gerachia così come è assurdo dire che il razzismo (perché il maschilismo è razzismo) sia meno peggiore del consumismo. Ma sulla base di cosa lo dici?
      Ricordati che dove c'è morte e ingiustizia sociale, sono sempre le fasce deboli della popolazione ad avere la peggio. Di queste, le donne sono sempre in prima fila. La guerra, da che mondo e mondo, per le donne significa stupro.
      Detto questo, ti ripeto, il consumismo non è un fenomeno culturale dove conta come sei educato in quanto uomo e in quanto donna ma come sei educato in quanto individuo consumista. Non puoi metterli sullo stesso piano e non puoi celare il fatto che la violenza da parte degli uomini sulle donne non sia nemmeno lontanamente paragonabile al contrario. Se ti rendi conto di questo, fai qualcosa nel tuo piccolo per cambiarlo in quanto persona e in quanto uomo. Le donne faranno lo stesso ma, perdonami, alle donne e per le donne qui parliamo da anni. Adesso tocca un po' a voi.

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    5. Il post di Giorgia parla di SESSISMO. Per te Andrea il sessismo non esiste o non è grave. Per noi invece lo è. Del consumismo possiamo parlare - e lo facciamo - su altri blog e in altri contesti. Qui il topic è SESSISMO.

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    6. Non c'e' nessuna relazione tra il traffico di umani, in particolare di donne, e l'uso di benzina. La Scozia ha riserve petrolio e non commercia in donne. Stai mettendo assieme delle cose che non hanno nessuna relazione.

      Comunque per rispondere alla tua prima domanda: io non guido, cammino se la distanza permette oppure prendo i mezzi publici.

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    7. Tutto è correlato, mi dispiace che voi diate tutta la colpa al genere maschile reo probabilmente di quel 10% ereditato dall'evoluzione e dalla società in cui sono stati cresciuti e invece ignorate il 90% della colpa che è distribuita equamente su tutta la società consumista/capitalista che fomentate ogni giorno quando andate al supermercato, quando comprate Vogue o spendete 200€ per un paio di scarpe o 2000 per una borsa di LV, quando comprate un iPhone e quando vi arrogate il diritto di decidere COSA è la causa di COSA e CHI è colpevole al di là di ogni dubbio. Il femminismo ad ogni costo è finito anni fa. Non si stupra una donna così come NON SI ABUSA DI UN BAMBINO (specialità femminile), questo al di là del maschilismo o del femminismo. Non lo sapete ma siete già estinti, e grazie a voi che guardate al grasso nella bistecca ma non pensate alla mucca macellata, ci estingueremo anche noi.

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    8. Il post è molto preciso e puntuale ed è una richiesta agli uomini di assumersi le proprie responsabilità in quanto appartenenti al genere che statisticamente attua il maggior numero di violenze sull'altro.
      Se uno straniero mi dicesse che gli Italiani sono razzisti e, in quanto Italiana, mi chiedesse di assumermi la responsabilità di modificare questa cultura impegnandomi in primis nel mio piccolo e nella mia quotidianità, io lo farei subito e non penserei affatto che mi stia colpevolizzando anche se io, nello specifico, non sono affatto razzista.
      Maschilismo e femminismo li hai tirati in ballo tu a sproposito così come trovo profondamente grave e infondata la tua accusa in merito all'abuso dei bambini come "specialità femminile".
      Ora, se hai da dire qualcosa sulla violenza sulle donne perfetto, altrimenti ti chiedo di andare a parlare di altri argomenti in altre sedi a loro dedicate perché qui è di questo stiamo parlando.

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    9. Mi spiace, per quanto sia d'accordo con te che il consumismo sia negativo ti stai arrampicando sui vetri. La tua tesi e' che siccome stiamo uccidendo il pianeta e questo lo stanno facendo sia uomini che donne consumando non ci dovremmo porre il problema di come fermare la violenza di genere. Io mi pongo entrambi i problemi tanto per cominciare ma la discussione qui riguarda la violenza di genere e non il consumismo e le sue conseguenze. La violenza di genere e' una realta' ben documentata ed e' radicata prettamente nella cultura maschile.

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    10. Andrea paragona "l'uso di un auto" ad abuso o meglio violenza sul corpo di una donna..... complimenti.... un altro della religione degli "utilizzatori finale"

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  3. il problema culturale sta secondo me nella chiave di lettura con cui leggiamo il rapporto io-altri: così come per razzismo e specismo, nel sessismo si vede l'altro come oggetto utile alla soddisfazione di una propria esigenza e non come un soggetto. Il problema secondo me proviene dalle fondamenta, dall'educazione. Nella società libertaria capitalistica ci insegnano che ognuno si deve occupare di sé (nei limiti di questo fantomatico rispetto per gli altri che in realtà non viene mai definito chiaramente) mentre io ritengo che ne siamo totalmente incapaci e che ci riuscirebbe molto meglio occuparci degli altri e lasciare che gli altri si occupino di noi in un quasi utopico circolo virtuoso di fiducia-responsabilità-virtù. Dall'altra parte ritengo anche che non voler pensare alla cosa sia una colpa, perché è facile rendersene conto. Dal canto mio, non avendo mai considerato la donna in questo modo, pensavo fosse un problema inesistente e spesso ridicolizzavo la situazione dando talvolta manforte a quel commento sessista che poteva sembrare innocente. Ma mi è bastato pensarci su 5 minuti con onestà per rendermi conto di quanto tragicamente fossi in errore. Ora però cerco sempre di essere un bravo stregone giuro :D

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  4. Sai cosa penso a volte, Giorgia? Una parte degli uomini non assume posizione per pigrizia intellettuale o perché trova molto difficile riuscire a mettersi contro la massa, un'altra parte invece ha veramente sposato il modello dominante e questa parte non potrà mai cambiare atteggiamento. Sempre più per fortuna sono gli uomini che davvero soffrono per questo oppressivo modello di uomo violento, individualista e senza emozioni che viene ancora veicolato, ma spesso non lo sanno verbalizzare, attribuiscono le loro difficoltà ad altre cose, magari, o pensano di avere un carattere particolare, colpevolizzandosi. Pochi hanno capito che la questione del sessismo non solo li riguarda come responsabilità di genere - a cui tu giustamente li richiami in questo post - ma proprio per loro stessi come uomini ed esseri umani. Perché il sessismo ricade anche su di loro, sebbene in modo meno palese e violento, avvelena le vite e le relazioni, la propria sessualità e tante altre cose. Come dice Ciccone, rinunciare a un presunto potere in cambio delle libertà. La libertà di esseri umani, fuori dalle gabbie. Sono sicura che solo con l'unione di donne e uomini antisessisti, di streghe e stregoni, si cambieranno le cose. Da sole non ce la si fa. La battaglia è di tutt*. Gli uomini antisessisti sono bombardati tanto quanto le femministe e forse più. Li chiamano maschi pentiti quelli che vogliono conservare l'ordine esistente. Non deve essere facile per un ragazzo giovane, opporsi alla battutina per non essere complice. Ci vuole innanzitutto la capacità di elaborarlo e poi il coraggio di praticarlo, resistendo agli insulti omofobi e ai tentativi di ridicolizzazione. Ma io sono ottimista. Ad esempio l'articolo di Gabriele Lenzi su desiderio maschile e patriarcato ( http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=17560:desiderio-maschile-e-patriarcato&catid=34&Itemid=54 ) mi sembra un ottimo contributo teorico, veramente tocca questioni inedite che ci riguardano tutt*. Ci serve la loro riflessione, oltre che la loro azione al nostro fianco.

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  5. il problema culturale sta secondo me nella chiave di lettura con cui leggiamo il rapporto io-altri: così come per razzismo e specismo, nel sessismo si vede l'altro come oggetto utile alla soddisfazione di una propria esigenza e non come un soggetto. Il problema secondo me proviene dalle fondamenta, dall'educazione. Nella società libertaria capitalistica ci insegnano che ognuno si deve occupare di sé (nei limiti di questo fantomatico rispetto per gli altri che in realtà non viene mai definito chiaramente) mentre io ritengo che ne siamo totalmente incapaci e che ci riuscirebbe molto meglio occuparci degli altri e lasciare che gli altri si occupino di noi in un quasi utopico circolo virtuoso di fiducia-responsabilità-virtù. Dall'altra parte ritengo anche che non voler pensare alla cosa sia una colpa, perché è facile rendersene conto. Dal canto mio, non avendo mai considerato la donna in questo modo, pensavo fosse un problema inesistente e spesso ridicolizzavo la situazione dando talvolta manforte a quel commento sessista che poteva sembrare innocente. Ma mi è bastato pensarci su 5 minuti con onestà per rendermi conto di quanto tragicamente fossi in errore. Ora però cerco sempre di essere un bravo stregone giuro :D

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  6. Giorgio&Piero14 febbraio 2012 12:05

    C'è anche da dire che ogni tanto, un pò di violenza, viene implicitamente (talvolta esplicitamente) richiesta dal partner.

    A volte, addirittura, diventa elemento fondante di un rapporto..!

    Chiaramente mi riferisco a situazioni in cui chi subisce è in gran parte consenziente, o sente addirittura la necessità di un pò di nervo.

    Addirittura, nelle varie casistiche si trovano situazioni in cui gli uomini subiscono la predominanza femminile, oppure risultano inadeguati ad infondere abbastanza "passione".

    Quindi, secondo me la radice del problema è la frustrazione che deriva dal fatto che uno non ha ancora trovato un partner compatibile con i suoi gusti.

    Un uomo con attitudini poco fini non è il male in assoluto, purchè non attui violenza contro persone indifese e non consenzienti.

    Una donna "violenta" (e magari pure corpulenta) va benissimo, ma alle stesse condizioni di cui sopra.

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    1. E' chiaro che qui non stiamo parlando di patologie legate al comportamento sessuale ma di violenza attuata da parte degli uomini sulle donne le cui casistiche in italia sono spaventose.

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    2. Giorgio, amp Piero come tichiami, stai facendo confusione tra stupro e rapporto sadomaso oppure sesso "rustico" (quello con graffi, morsi ecc..), c'è una gran differenza. Se 'è consenso non c'è stupro

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    3. Giorgio&Piero14 febbraio 2012 12:23

      Forse il mio contributo è stato travisato: non era mia intenzione sminuire un problema grave per proporzioni e conseguenze sociali.

      Tuttavia, ritengo che il tema della violenza sia spesso ridotto alle, seppur tante e gravi, situazioni di stupro e/o violenza gratuita.

      Non vorrei che passasse il concetto che la violenza è esclusivamente il male assoluto, quand'anche essa può rivelarsi uno dei tanti giochi a disposizione di 2 partner assolutamente SANI e consenzienti.

      Trovo infatti assolutamente offensivo bollare tali pratiche come "patologiche", solo perchè magari non rientrano nella propria sfera sessuale.

      Altrimenti si commette lo stesse errore degli omofobici..

      De gustibus. :)

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    4. @Paolo1984: ecco, l'hai detto meglio di me :)
      @Giorgio&Piero: quando è un gioco, semplicemente non è violenza. e qui noi stiamo parlando di violenza.

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  7. "C'è anche da dire che ogni tanto, un pò di violenza, viene implicitamente (talvolta esplicitamente) richiesta dal partner."
    Ma siamo ancora alla "vis grata puellae"?? Pensavo che certi stereotipi per giustificare lo stupro fossero superati, ma evidentemente - anche a giudicare da alcuni post sul blog di Lorella - non è così..

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  8. Sai cosa penso a volte, Giorgia? Una parte degli uomini non assume posizione per pigrizia intellettuale o perché trova molto difficile riuscire a mettersi contro la massa, un'altra parte invece ha veramente sposato il modello dominante e questa parte non potrà mai cambiare atteggiamento. Sempre più per fortuna sono gli uomini che davvero soffrono per questo oppressivo modello di uomo violento, individualista e senza emozioni che viene ancora veicolato, ma spesso non lo sanno verbalizzare, attribuiscono le loro difficoltà ad altre cose, magari, o pensano di avere un carattere particolare, colpevolizzandosi. Pochi hanno capito che la questione del sessismo non solo li riguarda come responsabilità di genere - a cui tu giustamente li richiami in questo post - ma proprio per loro stessi come uomini ed esseri umani. Perché il sessismo ricade anche su di loro, sebbene in modo meno palese e violento, avvelena le vite e le relazioni, la propria sessualità e tante altre cose. Come dice Ciccone, rinunciare a un presunto potere in cambio delle libertà. La libertà di esseri umani, fuori dalle gabbie. Sono sicura che solo con l'unione di donne e uomini antisessisti, di streghe e stregoni, si cambieranno le cose. Da sole non ce la si fa. La battaglia è di tutt*. Gli uomini antisessisti sono bombardati tanto quanto le femministe e forse più. Li chiamano maschi pentiti quelli che vogliono conservare l'ordine esistente. Non deve essere facile per un ragazzo giovane, opporsi alla battutina per non essere complice. Ci vuole innanzitutto la capacità di elaborarlo e poi il coraggio di praticarlo, resistendo agli insulti omofobi e ai tentativi di ridicolizzazione. Ma io sono ottimista. Ad esempio l'articolo di Gabriele Lenzi su desiderio maschile e patriarcato mi sembra un ottimo contributo teorico, veramente tocca questioni inedite che ci riguardano tutt*. Ci serve la loro riflessione, oltre che la loro azione al nostro fianco. http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=17560:desiderio-maschile-e-patriarcato&catid=34&Itemid=54

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    1. ho letto l'articolo. Posso solo dire che se Lenzi ha ascoltato De Andrè non ha capito nulla delle sue canzoni

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    2. Nell'articolo di Lenzi si legge"Ad esempio, in una relazione, nell’ossessione del “lei avrà goduto?” che per converso riduce miseramente il nostro piacere relazionale alla “meccanica eiaculatoria” (Amelia Rosselli)"

      Io direi che l'ossessione no ma avere cura che l'altro goda nel rapporto erotico (coito, sesso orale, masturbazione reciproca ecc..) mi pare una cosa molto positiva, bella e non riduttiva. Scusate l'OT

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  9. Giorgio&Piero14 febbraio 2012 12:28

    Beh, Valentina, magari non è grata a te.
    Non siamo tutti uguali (Per fortuna!)

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    1. Conosci donne grate di essere state stuprate?

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    2. GiorgioAndPiero14 febbraio 2012 12:54

      @Giorgia: nel modo più assoluto, no.
      Nemmeno stando a contatto con una persona che ha subito cose simili si riesce a comprendere la gravità della cosa, come del resto capita in altre situazioni della vita.

      Però in compenso conosco un nutrito campionario di "puelle" decisamente grate di un pò di sana Vis gratuita.
      Come altre che la pretenderebbero da soggetti che non ne hanno l'attitudine, ed alla fine o li riempiono di corna o (nel migliore dei casi) li mollano direttamente. :)

      Alla fine molte donne sposano i cosiddetti "bravi ragazzi", ma alla fine...

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    3. La tua affermazione è pericolosa perché una volta era usata nei processi per stupro per processare la vittima invece del carnefice. Ora finalmente nessun giudice si permetterebbe di fare passare un argomento simile. Non siamo più agli anni '50.

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    4. GiorgioAndPiero14 febbraio 2012 13:32

      @Valentina S:
      Lasciando fare a te, sarei da sbattere direttamente al banco degli imputati.

      Per cosa?

      Per un'affermazione pericolosissima che suona più o meno così:
      "Ad alcune persone un pò di violenza piace."

      Secondo me è solo una questione di gusti, e se l'altro/a è consenziente non vedo il problema. Anzi.

      Da quanto ho capito invece qui ne fate un discorso di "patologia" o di "pericolo".

      Lascio agli altri l'onere di giudicare chi è il sessista / bigotto.

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    5. Comunque grata in latino significa "gradita". Lo stereotipo è che alle donne piaccia essere prese con un po' di forza, che siano "naturalmente ritrose" e vadano convinte con l'uso della forza, a loro gradita. Questo argomento falso e stereotipo è stato usato per secoli per giustificare lo stupro nella mentalità comune fino alle aule dei tribunali.

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    6. GiorgioAndPiero14 febbraio 2012 14:48

      Io sto parlando di situazioni in cui non c'è bisogno di convincere nessuno.

      Che ad alcune donne piaccia essere prese di forza non è uno stereotipo, è la realtà dei fatti :)

      Sessista è colui che, per le proprie battaglie personali, limita la libertà altrui.

      Se dall'altra parte il consenso c'è, ed è evidente, non vedo proprio il problema..

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    7. Giorgio o chi per te, seguendo la tua logica, ti auguro cordialmente di poter fare esperienza personale di violenza sessuale. Poi ne riparliamo.

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    8. GiorgioAndPiero14 febbraio 2012 15:08

      Paola o chi per te, mi sono sempre guardato bene di procurarne.

      E di certo non lo auguro a te :)

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    9. "Se dall'altra parte il consenso c'è, ed è evidente, non vedo proprio il problema.."

      Appunto. E allora non vedo cosa c'entri il tuo discorso con lo stupro. Solo a confondere le acque. Come appunto si faceva con lo stereotipo di cui ho parlato della presunta ritrosia femminile che voleva essere forzata. Capisco che è difficile restare in tema, quando il tema si fa difficile, ma qui si parla di STUPRO, non del modo in cui due fanno sesso.

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  10. Aggiungo che tutte queste difficoltà diffuse di comprensione e verbalizzazione e di acquisizione dell'antisessismo come qualcosa a proprio favore e non solo "a favore delle donne" derivano a mio parere semplicemente dal fatto che la riflessione maschile sul modello maschile dominante imposto è nata da molto poco rispetto a quella delle donne sui modelli femminili. Forse è più facile - e comunque non è automatico - per una donna o per un uomo omosessuale percepire i danni causati dal sessismo (vista la presenza diffusa di violenza di genere in molte forme anche feroci e di discrimazioni sociali tali da poter essere considerata una violenza del sistema e non di singoli uomini) che per un uomo eterosessuale, visto che per gli uomini eterosessuali i danni causati da una società sessista pur presenti e profondi, sono più sfumati. Penso anche che se non si approfondisce, se non si leggono testi fondamentali come ad esempio Il dominio maschile di Pierre Bourdieau (un uomo) può essere difficile trovare il bandolo della matassa.

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  11. scusate ma la storia della vis grata puellae non ha senso, infatti se la vis è grata e se la puella è adulta, in grado di decidere e consenziente non è stupro. Punto e basta, si mettono insieme cose che non c'entrano nulla

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    1. GiorgioAndPiero14 febbraio 2012 14:36

      Esatto.
      Non è stupro, ma in certi casi è difficile dire che non è violenza.. Delle volte ci sta!

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    2. Quella che chiami tu non è violenza. Se le persone sono davvero ma davvero consenzienti sarebbe meglio chiamarle, forse, pratiche di sadomasochismo?
      Dire che delle volte la violenza ci sta è assolutamente fuorviante.

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    3. http://it.wikipedia.org/wiki/Vis_grata_puellae
      Questo per un po' di infarinatura culturale. Scusate l'o.t. ma neanche troppo visto che si parla di stupro e questo è stato un argomento portato per troppi anni nei tribunali per difendere gli stupratori. E' chiaro che non è esattamente la stessa cosa che diceva Giorgio, ma me lo ha richiamato alla mente il suo primo post. Se di fronte a un post sullo stupro l'unica cosa che mi viene in mente sono "le donne a cui piace la violenza" è evidente la volontà di sviare il discorso. Lo stupro è stupro, la violenza è violenza e non gioco reciproco. Qui non si sta discutendo il comportamento sessuale consensuale delle singole persone, è totalmente off topic e fuorviante.

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    4. Scusatemi ancora. Metto anche questo, è bene rinfrescare la memoria storica: http://it.wikipedia.org/wiki/Tina_Lagostena_Bassi
      Giusto per ricordare che quando si parla di stupro troppo spesso si è spostato il discorso sulle donne (vittime dello stesso), invece di parlare degli uomini (autori dello stesso). Anche in questa discussione si è fatto questo, purtroppo. Lo hanno fatto in molti..

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  12. bravissima giorgia! e sono felice di vedere tanti commenti maschili sotto questo post...grazie di esistere, con il tuo impegno e lavoro

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  13. Cara Giorgia, come al solito l'argomento violenza maschile contro le donne attira i commentatori deliranti come le mosche lo zucchero. Che fare in questi casi? Pubblicarli come documento e rispodergli pure, s'intende a vantaggio di chi legge, e non del commentatore, che non potrebbe mai giovarsene. Oppure eliminarli in quanto deviano, come è nel loro intento, la discussione spostando il focus dei discorsi? Non so, anche se apprezzo tutte le vostre risposte.

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    1. Diciamo che ogni singolo commento va giudicato (e moderato) a sè e, finché restano in tema e non offendono le altre persone, non li censuro.
      Certo questo discorso vale nella mia situazione dove i commentatori sono sempre stati piuttosto tranquilli e moderati, non so come risponderei in caso di attacco di troll. Probabilmente dovrei ricorrere a una forte moderazione.

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  14. Giorgioandpiero, ripeto andiamo sempre più ot: qui parliamo di stupro, se uno non capisce la differenza tra uno stupro e un rapporto sadomaso o bondage oppure un rapporto "normale" ma molto rustico cioè con graffi e morsetti e succhiotti o tipo due che in preda alla passione lo fanno sul tavolo con lui che la solleva con forza ecc....se non si capisce che la violenza vera ed esecrabile è solo nel primo caso e non negli altri allora siamo messi male.

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  15. E come si fa ad organizzare un coro di uomini "contro"? Leggendo i commenti maschili (presumibilmente uomini che cercano di riflettere quando non cazzeggiare) cascano le braccia. Sorvolando sulle ambizioni sadomaso di alcuni, collegare lo stupro al consumo di benzina, al consumismo o a qualsiasi altra entità che si configuri anche solo vagamente come sociale è la chiara testimonianza di un girare a vuoto. Un vuoto di idee che coinvolge molti uomini, anche intelligenti, trascinandoli nelle sabbie mobili di un cinismo ottuso, ottundente, a volte contagioso. E questo vale anche per molte donne. A voler vedere il mondo con gli occhi di queste persone tanto vale accarezzare l'idea che sia il big bang la causa degli stupri. Queste persone semplicemente non sanno di cosa parlano.

    Certo il mondo sarebbe diverso se tutti gli uomini almeno una volta nella vita fossero costretti a subire uno stupro o almeno fronteggiare una situazione di totale sopraffazione fisica. Imporla come costrizione civile tipo il servizio militare. Ma questa cosa non è plausibile. E allora cosa farne dell'opinione di chi forse vorrebbe condannare lo stupro ma ha le idee confuse?

    Una chiamata alle armi contro lo stato di cose presupporrebbe un movimento di opinione più o meno compatto e diffusamente consapevole. Esiste? Io vedo vari livelli di consapevolezza del problema e di conseguenza varie sensibilità. E vedo molto variegata anche la gamma di opinioni tra donne. Con un esercito così cosa si può fare? Per gli uomini comuni che dissentono realmente quale spazio c'è? Può bastare una palestra di idee come Internet con post come questo che generano discussioni affascinanti che crescono, si flettono, si attorcigliano? Può bastare votare un partito che si dichiara progressista? Chi non è parte in causa nella politica e nel ciclo di produzione della giurisprudenza potrà mai fare qualcosa di realmente incisivo? A parte educare i propri figli chiaro...

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    1. Capisco perfettamente. Certo però è che già prendere le distanze dai discorsi e dagli atteggiamenti quotidiani degli uomini che ci circondano, provando ad instillare anche un solo seme di dubbio in loro, significa molto. Perché alla fine facciamo la differenza dove siamo, con chi siamo, nel modo in cui possiamo.

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    2. Per carità, mai togliere fiato alla discussione e alla riflessione. Ma il mio punto è cercare di capire la strategia migliore per ottenere qualcosa a livello istituzionale. Metodi comunicativi per fare la giusta pressione sugli uomini e sulle donne che occupano nodi vitali del sistema.

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  16. non credo che l'uomo tema di mettersi contro la massa. non teme quel giudizio. molte volte teme se stesso, teme di guardare gli angoli più bui e spaventosi di se stesso.

    e così devia cambiando argomento, parlando degli asini che volano, del consumismo, di babbo natale e di zorro.

    complimenti per il post e per tante belle riflessioni che ho letto tra i commenti.

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  17. Vergognatevi.
    Prima avete gonfiato i dati sulla violenza sulle donne e ora la state strumentalizzando.
    E poi pure le donne sono violente e come se non lo sono.Solo che alla RAI sono degli OMERTOSI e si guardano bene da enunciare la violenza femminile.
    E poi perchè un uomo dovrebbe farsi carico della violenza che ha commesso un altro?
    Daltronde non mi sembra che voi donne facciate del mia culpa oltre a pretendere posti di potere a destra a manca.
    La situazione deve cambiare.Gli uomini devono capire di essere discriminati e devono ribbellarsi.Solo così avranno un pò di rispetto.

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  18. scusa Anonimo ma nessuno dice che le donne non possano essere violente, donne e uomini sono moralmente e intellettualmente pari nel bene e nel male. Ma qua si parla di stupro, se hai qualcosa da dire su questo dilla altrimenti taci

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    1. Non si sta parlando di stupro ma di violenza e femminicidio.

      "donne e uomini sono moralmente e intellettualmente pari nel bene e nel male."

      Peccaato però che gli uomini vengono etichettati come i mostri e le donne sono le povere vittime indifese.
      E poi guarda che i dati sulla violenza sono falsificati.
      Almeno fossero più intelligenti:chi ci crede che 1 donna su 3 è vittima di violenza.
      Si capisce che è folle.
      Leggiti un pò questo così ti chiarisci le idee.
      http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=5QmGaHqbjBU

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    2. @Anonimo: massì, è ovvio, in Italia non esiste il problema della violenza sulle donne. Si sono sbagliati tutti. Si è sbagliato anche l'ONU_ http://www.linkiesta.it/situazione-femminile-in-italia
      Ma per piacere.

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  19. Vi divertite così tanto voi femministe a girare la frittata?
    Io non sto dicendo che la violenza sulle donne non esiste.
    Sto dicendo solo che la violenza sulle donne viene strumentalizata per sparare fango sugli uomini e i dati vengono gonfiati.
    E poi che c' entrano le prostitute?
    Per fare sesso vengono pure pagate.

    "Ogni volta che un vostro amico dice che avrebbe voglia di scopare ma che purtroppo le donne italiane sono tutte stronze e se la tirano eccessivamente e voi annuite, siete conniventi."
    Perchè non è la verità?
    Adesso dovrei sentirmi in colpa perchè un mio amico ha dato della troia a un "intoccabbile donna"
    Ma non sparate stronzate.

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  20. Leggendo i commenti qui e dalla Zanardo,c’è un elemento proprio spiacevole.
    Emerge limpidamente, da molti post, un astio e un’ostilità per le donne impressionante. La cosa, che in realtà non sorprende, appare comunque singolare nella sua dimensione; m’aspettavo di leggere commenti che avallassero (esplicitamente o tra le righe) azioni violente in nome di una presunta supremazia maschile, dell’istinto insopprimibile istigato da donne provocatrici; insomma quella summa di ipocrisia e idiozia che sembra non morire mai, che vorrebbe la donna “angelo del focolare” e ancora incarnante quella che Virginia Woolf disse di dover “uccidere per poter scrivere”.
    Si assiste invece al ripetersi, come una giaculatoria, su come i maschi siano oggetto di violenza, vessazioni, afflizioni, come siano le madri responsabili in primis di questi atteggiamenti prevaricatori dei figli maschi, di come insomma le colpe (anche degli stupri) siano in fondo responsabilità di donna. Trasuda un’avversione che ha il sapore e il linguaggio della guerra di religione.
    Non mi dilungo sul perché di questo risentimento verso le donne perché c’è da scriverne un’enciclopedia, però sarebbe interessante avviare fra uomini dotati di capacità d’ autocoscienza una riflessione a partire proprio da questa specificità,(a dire il vero sarebbe necessario anche un po’ di materia cerebrale in buone condizioni ma ciò falcerebbe via il 50% dei commentatori).
    Tralasciando di commentare i post al limite della follia (anzi no, che ben oltrepassano quel limite) e per i quali, forse con una punta di presunzione, non mi sento di sciupare il mio pensiero, mi soffermo sul fatto di aver notato una sfumatura che un po’ mi ha colpito in alcuni uomini.
    Uomini i cui interventi ho molto apprezzato e che sempre apprezzo e che sebbene siano massimamente lontani da mentalità sessista, respingano la violenza e si pongano in clima di dialogo molto positivo, hanno premesso di non essere femministi essendo (si dice), oltretutto anche ovvio poiché essendo uomini come si potrebbe essere femministi?. Mi sembra di vedere che il definirsi un “non femminista” divenga “condicio sine qua non” per poter dibattere fra maschi, per poter come dire, sedersi allo stesso tavolo e dialogare.
    Per poter essere portatore del pensiero maschile devo prescindere giocoforza da quello femminile?.
    Io penso che: la vastità del pensiero femminista non sia conosciuta forse da nessuno, che la ricchezza, la complessità, le declinazioni di questo pensiero trasversale che ha conosciuto innumerevoli correnti e suddivisioni, non possa che arricchire la personalità, la vita, il dialogo, la capacità di articolare pensieri e lo scambio comunicativo di noi uomini. Cosa significa “non sono femminista” per maschi che sanno stare insieme alle donne in una dialettica in cui si è esseri umani che condividono l’accettazione totale dell’idea di non prevaricazione? (qualunque forma acquisisca, maschi verso donne/donne verso maschi).
    Non riesco a immaginare che per loro affermare di “essere femminista” significherebbe definirsi persona che contrasta i maschi tout court o roba del genere?. Mi pare che allontanare l’idea del femminismo non faccia che continuare ad alimentare quella contrapposizione (falsante) tra sessi che vogliamo superare. Femminismo non è sinonimo di misandria, né di subordinazione al genere femminile. Non è l’equivalente di “maschilismo” nel percorso storico che ha affrontato.
    Noi uomini abbiamo appena iniziato a dibattere sulla nostra persona, le nostre antiche radici culturali, etiche e morali, a guardare dentro gli spazi delle nostre coscienze collettive cercando di trovare, partendo dall’autoanalisi, il giusto sentiero e credo proprio che fare tesoro di alcuni pensieri e riflessioni di certe femministe sarebbe molto costruttivo.
    Suggerisco un libro letto da poco che aiuta a comprendere, a mio parere, le radici di questo astio di cui parlavo. “La nascita del piacere” di Carol Gilligan.
    P.S: mi sento in dovere di avvertire che si tratta di donna che credo essere femminista.

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    1. Si vabbè.Dire che il femminismo non è sinonimo di misandria e come dire che Hitler e Mussolini erano due bravi ragazzi.
      Ma che dici?
      Se avessi subito i danni del femminismo sulla tua pelle non parleresti così.

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    2. L'astio che trovi contro le donne, a mio parere ha un'origine molto semplice: alcuni uomini pensano che l'eros sia un loro diritto inalienabile perciò se una donna rifiuta la loro compagnia lo prendono come un affronto personale. Non sopportano di sentirsi dire no, non capiscono che l'amore e l'eros non sono diritti, sono dei doni e il dono implica il consenso.
      Per il resto, penso che un uomo e una donna abbia tutto il diritto di definirsi o no un/una femminista senza problemi
      Quanto agli stupratori personalmente penso che parte, buona parte delle cause vada ricercata nella situazione familiare (quindi non solo nella madre, i genitori influenzano sempre con ciò che fanno e anche con ciò che non fanno)

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  21. X TUTTI:
    Invito a stare sui temi del post. non stiamo parlando di femminismo e femministe vs maschilismo e maschilisti. Stiamo parlando di violenza sulle donne.
    Le accuse reciproce da pollaio non verranno più moderate.
    @Anonimo: La prossima offesa nei confronti delle femministe o del movimento femminista non verrà pubblicata.

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  22. Ogni questione di mentalità e di "malacultura" è sempre sacrosanta. Per me è giustissimo il tono di polemica verso la cultura maschile, anche perché c'è un dato di fatto terribile: non esiste l'aggressione sessuale femminile verso l'uomo (e non tiriamo in ballo le questioni "anatomiche": lo stupro è una specie di omicidio, non è una forzatura dell'atto sessuale). L'unica questione (enorme) da approfondire riguarda l'origine della cultura e delle mentalità maschile: la madre del maschio è femmina e la logica del "quella là se l'è cercata" oppure "quella là è poco seria" deriva da stereotipi culturali mediati, purtroppo, anche da donne e madri dei signori maschietti. Ma, ripeto, è una questione psicoanalitica e antropologica enorme che va molto oltre una discussione come questa. Qui si deve sottolineare e propagandare la assoluta parità dei sessi, il diritto alla libera sessualità senza connotazioni moralistiche e la presa di coscienza e di responsabilità di noi maschi: dove c'è imbarazzo o paura di aggressione o di molestia sessuale, noi maschi dobbiamo mostrare il volto protettivo e intransigente e dire "sei mia sorella chiunque tua sia, sei mia amante chiunque tu sia, non devi avere niente da temere. MAI"

    Leonardo Asso

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  23. "CARI UOMINI, ASSUMETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITA"
    ma chi risponde/legge sono adulti con le loro idee già radicate..., inoltre credo che ai veri "violenti" importi poco di questi post... a me (scusatemi se insisto...) interessa soprattutto "che fare"... Iniziando dalle cause: che responsabilità hanno i cosiddetti "esperti" (sociologi, educatori, sessuologi, psicologi ecc)? Questo post (e quello di Lorella) può anche servire, qualche uomo risponde, ma poi cosa cambia?... Sono gli "esperti" che prima di tutto si devono assumere le loro responsabilità (molti sono fermi a 100 anni fa... a Freud al suo maschilismo, e lo chiamano ancora maestro...) e ogni volta che parlano nei mass-media/ scuole/ libri/ articoli/ecc DEVONO cominciare da subito a considerare le donne "PERSONE" come gli uomini, ecc... mentre le persone "normali" (non "esperte") il "che fare" per me sarebbe organizzare anche incontri/discussioni/gruppi/ecc in qualsiasi luogo possibile, importante con i genitori (la prevenzione è importantissima, anche perché cercare di avere "tutto" e subito è impossibile)..., e non importa se il "tempo" qualcuno ne ha poco, l'importante è la "qualità" e la disponibilità e impegno e passione ecc., in scuole/ biblioteche/ circoli/ piazze/parchi/ecc (ovunque, non solo su internet)...

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  24. Ho letto con attenzione il post. Manco a dire che condivido a pieno: Il tema della “presa di responsabilità” è un liet motiv del mio blog!
    Seguo il tuo lavoro con attenzione ed interesse e ne condivido idee e iniziative!
    Come te, insieme ad un nutrito numero di donne, sento di avere avuto la fortuna di ”superare l’orizzonte” culturale per accedere ad una visione del mondo delle donne scevra, per quanto possibile, da condizionamenti o almeno consapevole della loro esistenza e del loro effetto su di me. Percorso difficile, perché ha comportato di mettere in discussione me stessa, per prima, e tutto quello con cui entravo in contatto, poi, dal lavoro alle relazioni, passando dall’analisi dei banali eventi di tutti i giorni.
    Ad un certo punto ho percepito lo stereotipo ed il luogo comune come dei contenitori, all’interno dei quali ci si aspetta dobbiamo rientrare (vale per uomini e donne sia chiaro!), per poter essere catalogati e misurati con certi standard. Altrimenti sei “fuori schema” e questo fa scattare il meccanismo di “difesa” che porta a fare pressione con condizionamenti e sensi di vergogna, con minacce di emarginazione, etichettature discriminatorie, fino anche a vera e propria violenza psicologica e/o fisica, affinché si rientri nel limite stabilito. Ma stabilito da chi?
    Capiti certi meccanismi, sono rimasta sorpresa, nello scoprire a quante storture siamo sottoposti. Quale lavaggio del cervello subiamo costantemente. Ma la cosa più assurda è che, mediamente, nell’opinione corrente, quelle cerebralmente lavate, risultiamo noi! Questo perché ci prendiamo la libertà di mettere in discussione lo status quo! Il fatto che una situazione sia accettata da molti, non significa che sia “verità”!
    Perciò non mi è sembrata strana, per quanto banale, la risposta segnalata te, al tuo post, da un manipolo di “difensori degli standard”. Quando leggo queste risposte, a parte la prima reazione di sconforto per l’ottusità che trasmettono, mi rendo conto che invece il post ha colpito nel segno! Perché anche l’attacco è una forma di difesa!!!
    Infondo ritengo che il sessismo, diffusa branca del razzismo, pianti radici profonde nella scarsa cultura, nella mancanza di consapevolezza e nell’assenza di presa di responsabilità da parte di molti, uomini e donne che siano. Ovvio che dal proliferare di questi deficit, c’è chi ne trae beneficio, almeno apparentemente, ovvero gli uomini, c’è chi ne subisce gli effetti, ovvero le donne, pur accettandoli e, troppo spesso avvalorando l’esistenza di stereotipi, squilibri e discriminazioni di genere.
    Ma cosa succederà quando i numeri cambieranno? Quando il cammino di consapevolezza sarà percorso da un numero sempre maggiore di uomini e donne? Quando i reazionari sostenitori dell’esistenza degli squilibri di genere saranno una risicata minoranza?
    Il club “esclusivo” delle streghe moralizzatrici è una fortunata elite in rapida espansione!

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    1. Grazie per queste parole e grazie per il post che hai pubblicato oggi.

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  25. Molti casi sono stati riportati fra i mammiferi marini, inclusi odontoceti e misticeti. Particolarmente strani, frutto di non perfettamente compresa devianza sono i casi di "stupro" interspecifico, di cui sono autori quasi sempre ad animali giovani, che non hanno avuto accesso alle femmine del gruppo e non hanno avuto sufficiente educazione sociale per varie cause. Fra i casi più noti ed emblematici è lo stupro di rinoceronti da parte di elefanti (!) e di un pinguino da parte di una foca, riportato in Journal of ethology da N.de Bruyn et al., gennaio 2008 (libero accesso http://www.springerlink.com/content/a384… ).

    sottolineando questo "sempre ad animali giovani, che non hanno avuto accesso alle femmine del gruppo e non hanno avuto sufficiente educazione sociale per varie cause"

    e' un fenomeno che esiste in natura, come l'omosessualita. fa parte della "devianza" dei comportamenti sociali rivolti alla riproduzione della specie. purtroppo statisticamente parlando e' la legge dei grandi numeri, per quanto ci si sforzi di rinnegare le radici naturali in favore di modelli sociali piu' e voluti e distanti dal regno animale qualcuno ci scappa sempre.la natura non e' romantica non si pone il dubbio se consenziente o no. non si puo' andare contro natura. allo stesso modo minigonne pushup makeup etc etc...potete dire quello che volete ma senza scadere nelle volgarita' di quelle che mostrano la mercanzia in maniera evidente, sono tutti "espedienti" per valorizzare la femminilita' e attrarre il maschio, come succede nel mondo naturale. c'e' sempre un atavico e innegabile richiamo sessuale. certo e' facile dire: se non si trucca, non veste provocante (e puo' essere provocante una tutina da ginnastica come un completo di victoria's secrets) se non beve, se non cammina al buio da sola, non accadrebbe nulla.
    anche io come uomo se non uscissi di casa avrei meno possibilita' di morire investito o in un incidente automobilistico. pero' nonostante credo incidano maggiormente le statistiche stradali la donna non puo stare in casa per paura di uno stupro e l'uomo non puo' rinchiudersi per paura di fare un incidente. si possono prendere accorgimenti per ridurre opportunita' e danni, ma in entrambi i casi come la gazzella che scappa dal leone.e' solo questione del caso, si puo' solo sperare che non succeda.

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    1. Quello che dici è molto discutibile, me ne dissocio totalmente e spero di aver capito male, ma mi auguro che tu non consideri anche l'omosessualità una devianza.
      In ogni caso trovare attenuanti sulla base di presunti istinti naturali del mondo animale mi sembra un atteggiamento pericoloso e, in un certo senso, arrendevole, del tipo "è così, che ci vuoi fare". Ci puoi fare un sacco di cose, invece. La sessualità, così come la personalità, si definiscono dalla cultura, dall'educazione e dall'ambiente.

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    2. ale, prima di affermare che lo stupro esiste in natura, leggiti questo post: http://femminileplurale.wordpress.com/2012/02/10/stupro-natura-o-cultura/

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  26. GiorgioAndPiero18 febbraio 2012 11:54

    Ragazzi, la natura STESSA è pericolosa.

    L'uomo non può dissociarsi da essa solo in quanto essere intelligente:
    l'esperienza quotidiana ci informa su molteplici casi di persone idiote, o peggio, DEVIATE.
    Prova ne sia che di questi soggetti, che non son certo pochi, non ci si fida..

    Fa purtroppo parte della natura il gusto per la SOFFERENZA altrui, o anche per il POTERE (perchè no?).
    Ci sono proprio persone che non stanno bene se non impongono quotidianamente la propria presunta supremazia sugli altri. Che sia a livello di violenza sessuale, o altro tipo di violenza, o umiliazione di qualsiasi tipo.
    All'aggressività rispondiamo con i fiori? Peace and love?
    Ma per favore.

    Questi son casi patologici e non c'è discorso che tenga, neanche uno.
    Come diceva qualcuno più sopra, puoi fargli leggere tutti i blog del mondo ma scommetto che continueranno per la loro strada.

    A mio personale avviso, proporre soluzioni moralistiche contro questo problema è ipocrita tanto quanto i giudizi contro la violenza consensuale di cui sopra. :)

    Questo post serve più a darvi coraggio tra voi donne, che a cambiare qualcosa di concreto nella mente malata di certa gente.

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  27. vabbè, ma siamo un tale intreccio di natura e cultura che tentare di separarle con l'accetta mi pare molto difficile e anche inutile. Dico in generale che stabilire un'etica partendo da ciò che accade nel regno animale mi pare molto discutibile (nel regno animale ci sono anche casi di cuccioli divorati dagli adulti o atti di cannibalismo durante l'accoppiamento) ma non so, non credo che fosse l'intendimento di ale 8==D

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    1. infatti...
      non lo affermo io, io riporto solo l'articolo

      preciso che l'omosessualita' inteso come atto sessuale e' NATURALE.
      "Deviato" perche' non e' quello socialmente accettato (da definizione di devianza). nessuna polemica pro o contro gay.la mantide religiosa si mangia il compagno per loro e' naturale e normale, sarebbe deviato se lo lasciasse in vita suppongo.

      solo era mia premura far notare che certi comportamenti esistono anche nel mondo naturale, che forse ci sono radici piu' profonde e complesse del solo machismo o femminismo.

      Capisco lo sfogo e la frustrazione, ma mi sembra pura demagogia e istigazione all'odio per cui saremmo "conniventi" dando della "troia"...
      testa di cazzo ad un uomo...e' sessismo?? suvvia...

      Vivo tra states e america latina, le donne sono molto piu' dirette e "maschili" negli approcci sessuali qua eppure per quanto molto piu' "disponibili" gli stupri non cessano.che siano "fighe di legno o zoccole" non cambia assolutamente nulla.
      non e' allora nel commentare certi atteggiamenti che si alimenta lo stupro.

      Dico solo che e' un fenomeno estremamente complesso, che implica la parte piu' "animale" di noi che e' la sessualita'...anche trovandone le esatte cause, e applicando i correttivi adeguati trovo molto difficile credere che il problema sarebbe risolto. perche' c'e' sempre quella parte naturale (brutale, insensibile, violenta se fanno piu sensazione come aggettivi) a cui siamo indissolubilmente legati. e non la puoi "programmare" secondo etica.

      Grazie dell'opportunita'
      Saluti :)

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    2. @ale 8==D: assolutamente, totalmente in DISACCORDO CON TE. La sessualità è culturale ed è profondamente influenzata dall0educazione, dalla cultura, dall'ambiente, dagli stimoli cui siamo sottoposti. Non è un caso che ciò che è sessualmente appetibile per un popolo non sia per un altro e che i canoni di ciò che definiamo attraente siano così variabili. Affermare che ci sia una natura delle pulsioni contro cui non possiamo andare quando parliamo di VIOLENZA è pericolosissimo e a mio avviso giustificante di un atteggiamento che non si deve tollerare con la scusa della natura. Il modo in cui ci si relazione alle donne è specchio di una cultura, dunque si, c'entra anche con la violenza perché la violenza di genere, ripeto, è un fenomeno culturale.

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  28. Sono pienamente d'accordo con il tuo post, anch'io spesso ho discusso con persone che cercavano giustificazioni simili a quelle da te scritte "eh ma vestite così se le va a cercare"... no, che razza di ragionamento eh? Chi è alla ricerca di uno stupro? Sai cosa mi fa arrabbiare? Alcune volte ho sentito questa frase da donne!!!

    Se non ti dispiace, vorrei fare un copia-incolla del tuo intervento sul mio blog (ovviamente inserendo il link).

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