giovedì 12 gennaio 2012

NOT IN MY NAME

Citazioni tratte da notizie pubblicate on line nella sola giornata di martedì 10 gennaio 2012:

"Quanti anni aveva quando la situazione è precipitata? «Rapporto completo, vuol dire? Quattordici o quindici anni. Nel lettino della mia camera. Ha accompagnato mia mamma da parenti a Santadi, poi è tornato a casa con una scusa perché sapeva che ero sola. Non me l'aspettavo. Era mattino, questo lo ricordo bene. Da quel momento non ha mai finito». Cioè? «In camera, in macchina, nel locale che abbiamo in campagna. Dovunque ci fosse la possibilità, mi ha violentato. Nei mesi freddi, meno; d'estate, di più».
Con chi ne ha parlato? «Con le sorelle, prima di tutto. Dicevano che era colpa mia. Ricordo che una volta mi sono rifiutata e allora papà ci ha punito tutti: niente televisione, niente film per un paio di giorni. Sa come hanno reagito le mie sorelline? Non mi rivolgevano la parola. Offese. Come mamma: ho sempre pensato che ce l'avesse con me, che fossi io la vera colpevole»."


(Stralcio di un'intervista pubblica su l'Unione Sarda tratta dal sito Giulia)

"Farsi prescrivere e acquistare la pillola del giorno dopo in meno di 72 ore: una sorta di mission impossible che molte donne e coppie, a Roma e in tutta Italia, sono costrette ad affrontare. Perché, tra rifiuti vaghi e più esplicite obiezioni di coscienza, è concreto il rischio che trascorrano i 3 giorni dal rapporto sessuale entro i quali la pillola ha effetto. L'ultima piccola odissea è quella affrontata da una ragazza romana di 30 anni che ha raccontato ai Radicali italiani ciò che le è capitato"

(Da Repubblica.it)

"Una donna di 45 anni, Fabiola Speranza, è stata uccisa in serata con sette colpi di pistola, mentre si trovava nella propria abitazione in contrada Pettirosso ad Atripalda , nell’Avellinese. Sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Avellino che hanno fermato per omicidio il 47enne Michele Naccarelli, marito della vittima, che in pratica si è consegnato ai militari del comando provinciale irpino"

(Da Il Mattino, pubblicata su Bollettino di Guerra)

"I gay come malati da curare, individui "non normali", assimilabili alle persone disabili. Francesco Bruno, criminologo, psichiatra e docente universitario (a Salerno e alla Sapienza di Roma), torna ad offendere le persone omosessuali. A nulla è valsa una denuncia all'Ordine dei Medici, due anni fa, da parte di Arcigay, relativamente ad alcune affermazioni in cui contestava la depatologizzazione dell'omosessualità decisa, nel 1990, dall'Organizzazione mondiale della Sanità".

(Da Repubblica.it)

"Il 2012 era iniziato da pochi giorni quando l’Emilia-Romagna ha dovuto assistere a una nuova violenza: le uccisioni di donne in regione sono raddoppiate in sei anni: da 7 nel 2005 a 14 nel 2011. Nel corso dell’anno appena chiuso, i dieci Centri antiviolenza della regione hanno accolto 2.256 donne, tra le quali le vittime di violenza sono quasi 2 mila. Il 40% delle donne che hanno chiesto aiuto è di origine straniera, alcune di loro si trovano in situazione di fragilità sociale. Nei rifugi antiviolenza sono state ospitate 86 donne, accompagnate da 68 bambini".

(Da L'informazione.com)

Il 2012, l'anno del cambiamento, è cominciato. Per favore, però, facciamolo in fretta questo cambiamento.
Perché anche se non ci sarà nessuna fine del mondo, noi stiamo già morendo. Moriamo tutte un po' ogni giorno, fra corpi uccisi, corpi privati di un'esistenza che si possa definire tale e corpi silenti che assistono alla morte della propria coscienza.
Dovremmo dirlo tutt*: non nel mio nome. Mai più. Dovremmo dirlo ogni giorno per tutti i giorni dell'anno dissociandoci e rigettando tutti i comportamenti che noi - una volta tanto soggetti e non oggetti di scomunica - riteniamo blasfemi e inaccettabili per la dignità umana.

#notinmyname

PS: La pillola del giorno dopo è un diritto. Su Lipperatura trovate la pagina con recapiti per la contraccezione d'emergenza e moduli di denuncia per medici e farmacisti che la negano.

5 commenti:

  1. Io ho dovuto prenderla tempo fa! Abbiamo fatto i salti mortali per averla! Tante porte sbattute in faccia! Allora avevo 19 anni...ora ne ho 28 e la situazione è pressocché identica, se non peggio! Che tristezza!

    RispondiElimina
  2. Rimango basita da come tanta ignoranza possa ancora dominare i giorni nostri. Troppa, troppo non sapere, troppa omertà, e finto moralismo. Bisogna lottare duro, e riprenderci tutti, e dico tutti, i diritti che ci spettano!

    RispondiElimina
  3. Si, troppa omertà. E' ora di denunciare anche questo atteggiamento.

    RispondiElimina
  4. E anche oggi comincia male:
    http://bollettino-di-guerra.noblogs.org/post/2012/01/14/9-ragazza-diciottenne-strangolata/

    RispondiElimina
  5. avete ragione, non bisogna arrendersi, è il momento di lottare. e soprattutto, è l'ora di non farsi scoraggiare dalle solite frasi liquidatorie di chi ci etichetta chiamandoci "femministe" (come se fosse un insulto!), "vittimiste" ecc...
    non vergognamoci di dire ciò che pensiamo per paura di essere insabbiate, pechè siamo dalla parte del giusto.

    RispondiElimina