lunedì 30 gennaio 2012

LA DONNA DEL FESTIVAL: SUL WEB SCATTA LA PROTESTA

Si chiama "La donna dell'Ariston"ed è il servizio che il TG1 delle ore 20 ha mandato in onda nei giorni scorsi su Sanremo e che ha già fatto il giro del Web. Protagonisti Morandi, Papaleo e la nuova valletta del Festival Ivana Mrazova.

Nel servizio, che su youtube ha già superato le 4000 visualizzazioni, i due artisti, entrambi over 50 e vestiti di tutto punto, fanno le moine alla giovane valletta indugiando sulle sue grazie e trattandola a tratti come una bambina (ma forse sarebbe meglio dire come una stupida?), a tratti come un suppellettile da spogliare e mettere in bella mostra. Un siparietto che ho trovato di una tristezza infinita, con battute squallide e vetuste. Ora, a parte il solito cliché dell'uomo conduttore e la donna valletta (altro che "New Era", qua stamo ancora agli anni 50), l'immagine della donna - ma anche dell'uomo - veicolata da questo servizio è a mio avviso assai svilente e superstereotipata. Insomma, nonostante tutto il gran parlare sull'immagine della donna in tv degli ultimi anni, un bel passo indietro sugli schermi del nostro servizio pubblico televisivo.

Buona parte della Rete delle donne non ha però accolto positivamente questo servizio e nei giorni scorsi è partita la protesta nei confronti sia del TG1, che di Sanremo e dei conduttori. Parimerito denuncia l'accaduto e invita tutti a protestare: "PROTESTATE - si legge nel loro post, ripreso anche inoltre sul sito di Senonoraquando - Protestate perchè ne avete il diritto, perchè avete il dovere morale di far capire ai cialtroni che ancora perpetuano questa immagine della donna che siete stanche, che siete stanchi. Protestate perchè siete voi i consumatori ultimi di un servizio che, nel caso della Rai, dovrebbe essere pubblico ed educativo".

"Quest'anno questo non sarebbe dovuto capitare" afferma una nota della famosa pagina fb "Facebook favorisce il cyberbullismo contro le donne", che invita a manifestare il proprio dissenso scrivendo sulle pagine facebook di Sanremo, di Morandi e Papaleo e al giornalista Mollica del TG1. Un altro genere di comunicazione lancia inoltre una mailbombing alla RAI e nel contempo denuncia la censura del proprio dissenso che sarebbe avvenuta sulla pagina Facebook della RAI. "Ho suggerito ai partecipanti di scrivere sulla pagina ufficiale della Rai, io ho cliccato su “mi piace” e non solo mi hanno bannata ma hanno cancellato la mia lettera!" scrive Mary sul suo blog.

Dopo tutto il dibattito sull'immagine della donna in tv che ha interessato l'Italia negli ultimi tre anni, dopo la sensibilizzazione e l'invio massiccio di segnalazioni allo IAP di pubblicità sessiste, dopo l'appello Donne e Media e i suoi sviluppi, dopo le raccomandazioni dell'ONU all'Italia in tema di rappresentazione della donna sui media e stereotipi di genere. Dopo l'incontro e la lettera alla commissione di vigilianza RAI di Lorella Zanardo, dopo l'incontro nella sede RAI di Milano di Donne in quota sulla rappresentazione delle donne nel servizio pubblico televisivo e la conseguente lettera inviata alla RAI, dopo il discorso di Napolitano sull'immagine della donna in occasione dello scorso 8 marzo...
Dopo tutto questo, fa male dover assistere, ancora, a servizi tv di questo tenore trasmessi dal servizio pubblico radiotelevisivo. 

Alla faccia dello Women Empowerment recentemente approvato dalla RAI...
E' proprio il caso di tornare a dirlo: IO NON CI STO!

Aggiornamenti in corso sulla protesta in Rete:
- Anche Il corpo delle donne parla del servizio del tg1 nel post "Tu quoque, Gianni?".
- L'associazione Pulitzer pubblica un appello al Direttore Generale della RAI Lorenza Lei da sottoscrivere.
- Loredana Lipperini scrive sulla vicenda e diffonde l'appello.
- Il post di Giovanna Cosenza
- La "TV di stato ci porga le sue scuse" di Un altro genere di comunicazione
- "Ci vediamo a Sanremo?" di Frequenze di genere
- Il post di Femminismo a sud
- "La donna del Festival di Sanremo indigna la Rete" di Associazione Pulitzer (Pagina Facebook "Donne e Media")
- Il post di Senonoraquando Bologna
- "Firmate!!!" di Laura Albano
- "L'immagine della donna a Sanremo: scatta l'appello al Direttore della RAI" di AgoraVox
- La segnalazione di Mentemiscellanea
- "Donne e media: appello alla Direttora Generale della RAI Lorenza Lei" di Women.it
- Il post e l'adesione di LSDI Libertà di Stampa Diritto all'Informazione
- Il post di Le Vocianti
- La donna dell'Ariston? Direttrice Lei, è uno schiaffo a tutte le donne! di GIULIA (Giornaliste Unite Libere Autonome)
- L'adesione all'appello di SENONORAQUANDO




Link di approfondimento:
Il servizio del TG1
L'appello al Direttore Generale della RAI
La mailbombing alla RAI 
La pagina Facebook Sanremo Social
La pagina Facebook della RAI 
La pagina Facebook Donne e Media
"Tg1: «La donna dell’Ariston». Il teatro ha un nome, la donna no"di Women must go on...

12 commenti:

  1. Grazie Giorgia!
    Avanti con le mail...

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  2. adonella.fiorito@libero.it31 gennaio 2012 13:07

    La RAI si è fermata all'età della pietra.!!!! MAI+SOLE centroantiviolenza donna si indigna difronte a certi spetacoli e dice NO anche a Celentano, che non si muove che per un compenso fuori da ogni ragione, quando l'Italia sta morendo !!!!!!!!!
    Adonella

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  3. Vi ricordo l'appello da firmare: http://www.associazionepulitzer.it/appello-al-direttore-generale-della-rai-lorenza-lei

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  4. Io sono ovviamente daccordo con voi e infatti firmo subito, ma dopo aver visto il filmato penso che la figura da damenti la fanno i maschietti più che le donne.....Ma li avete visti? 0_0

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  5. Il modo migliore di protestare contro queste cose, oltre che su compensi che non stanno ne in cielo ne in terra è sabotare i programmi evitando accuratamente di seguirli. D'altronde personalmente ritengo che Sanremo sia ormai da tantissimi anni un programma ampiamente sopravvalutato e raramente permette di ascoltare musica decente.

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    1. Il problema è che possiamo non seguire quanto vogliamo, ma se non siamo una famiglia auditel il nostro boicottaggio non viene rilevato.

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    2. la vera protesta è non guardare quello schifo di sanremo!!!!!! quando non avra' piu' ascolti ( a meno che non se li inventino..sarebbero capaci anche di questo pur di rubarci i soldi del canone) finalmente lo toglieranno di mezzo assieme ai compensi stratosferici che danno a sti quattro asini che presentano e cantano!!!!

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    3. Li vorresti tu quei compensi amico?
      INVIDIOSOOOOO

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  6. Sinceramente non ci vedo nulla di offensivo nel servizio; penso che si voleva fre un servizio leggero giocando sul fatto che essendo straniera non capisce bene l'italiano (cosa che lei stessa disse qualche settimana fa in un'intervista al Corriere della Sera). Inoltre non spogliano la ragazza, se sentite bene il filmato è lei che dice "ho caldo" e si apre il giubbotto.
    Sul discorso che l'uomo conduce e la donna è valletta non è mica solo San Remo! E' tutta la televisione italiana ad essere improntata su questo schema, e qui vi do ragione, sarebbe ora di superare questa prassi senza alcun fondamento visto che esistono bravissime conduttrici (o giornaliste) in grado di reggere una trasmissione.

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  7. egregi signore e signori, il caso rappresenta purtroppo l'intelligenza dell'italiano medio; non staremmo in queste condizioni altrimenti, finquando, ci compiaciamo dei grandi fratelli, delle isole dei minorati, dei sanremo abbattuti e soprattutto di personaggi demenziali, che solo perchè sanno strillare una canzonetta o tirare un calcetto, li facciamo quasi santi, è quello che ci meritiamo!

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  8. Milly Carlucci, Maria de Filippi, Serena Dandini, Lorena Bianchetti, Barbara d'Urso, Lilli Gruber, Paola Ferrari, altre ed eventuali. Ma queste signore intelligenti sono forse lo stereotipo della donna oggetto? Eppure in televisione appaiono continuamente e fanno pure ascolti di prima fascia, tanto che spesso finiscono in prima serata! Possibile che le donne piangano sempre lacrime di coccodrillo? La Fornero che non mi sembra proprio sia un uomo ha rivoluzionato in un attimo il sistema pensionistico italiano; dove sta allora tutta questa idea della donna oggetto? Sì, lo so che c'è pure Sara Tommasi, Belen Rodriguez, Ruby rubacuori, Aida Yespica e varie ed eventuali, ma credo sia molto spesso la donna stessa furbescamente a sfruttare l'occasione; è troppo facile poi brandire l'arma e prendere parte alla battaglia per difendere un'intera categoria sociale! No, non condivido quello che qui riporti, perchè Sanremo è solo una parte della vita e della società e non rappresenta certo il definitivo stereotipo comune. Provate qualche volta a fare un sereno esame di coscienza, giusto magari per capire se la colpa non sia proprio di quelle donne che cercano volutamente di presentarsi in quel modo sulla pubblica scena. Anni fa, la bella Claudia Koll prese parte a Sanremo senza dubbio per conquistare quella stessa visibilità che molte donne prima di lei avevano a lungo cercato: è un desiderio forte quello femminile di conquistare il mondo maschile, è inutile negarlo; in più se a questo desiderio aggiungiamo la possibilità di guadagnare pure molti soldi nel fare questo, allora si può ben capire come la strada diventi semplice e diretta. Poi, però, lei stessa prese coscienza del misfatto e decise di cambiare completamente direzione perchè come donna aveva ben compreso quanto fosse importante distinguere e difendere la dignità dal fuoco violento della vanità. Ecco, molte donne dovrebbero capire questo prima di incolpare il sistema, la vita, gli uomini, le ingiustizie e tutto il resto: insomma prima di incolpare il mondo intero. Prima di essere mogli, madri, sorelle, figlie, suocere, nuore, amanti e litiganti, siete sempre e soprattutto donne, ma dovete essere voi a capirlo totalmente.
    L'augurio di una buona giornata.

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  9. La Rai, al contrario dell´opinione di altri, e´ al passo con i tempi!!! Si´, il tempo immanente del bunga bunga per cui siamo famosi nel mondo! ... E siccome Sanremo viene visto anche all´estero, come potremmo voler sfatare la nostra immagine?!

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