venerdì 13 gennaio 2012

FACEBOOK E LE MUTILAZIONI GENITALI: STORIA DI UN POST

L'altro giorno su Facebook ha girato moltissimo un post scritto da Mary sul blog Un altro genere di comunicazione in merito alla piaga delle mutilazioni digitali. "La privazione del piacere", così si chiamava l'articolo, è apparso su tantissime bacheche degli utenti di Facebook in una sorta di tam tam digitale provocando corposi dibattiti. Oggetto della discussione sono state più che altro le immagini presenti nel post che ritraevano in primo piano le diverse modalità di mutilazione degli organi genitali femminili spiegate poi nel testo in modo abbastanza dettagliato (qui il link al post che, vi avverto, contiene foto che potrebbero urtare la vostra sensibilità).

Ammetto che sulle prime anch'io ho provato fastidio e un forte disagio nel vedere l'orrore sbattuto in faccia di queste parti del corpo mutilate.
Ammetto di essermi chiesta anch'io se fosse necessario farle vedere.
Ma soprattutto ammetto che, nonostante l'argomento fosse a me piuttosto noto, prima di aver visto e letto la spiegazione di quelle foto (per altro asettiche e private dei volti delle persone un po' come le foto dei libri di medicina), non avevo capito fino in fondo cosa davvero volesse dire, nel concreto, la pratica della mutilazione genitale sulle donne. E, come me, credo diverse altre persone.

Pertanto anch'io ho scelto come molti di condividere il post nella mia bacheca personale ma Facebook, dopo un po', me l'ha rimosso. Nonostante le numerosissime condivisioni (il blog "Un altro genere di comunicazione" sostiene di aver ricevuto più di 200.000 visite nella sola giornata di mercoledì) volte a diffondere la notizia e anche a far capire al Social Network che non si trattava di un'immagine pornografica ma di una denuncia sociale, la cosa è successa anche agli altri miei contatti. Addirittura, a detta di alcuni di essi, Facebook avrebbe censurato anche i post che non presentavano nell'anteprima le foto incriminate. 

Non sempre è necessario far vedere nei particolari l'orrore, è vero. Io, che uso spesso la parola e le immagini evocative, lo so bene. Tuttavia, sono convinta che vi siano casi in cui possa essere una cosa utile al fine di consapevolizzare davvero su un problema altrimenti sottovalutato. L'orrore non è mai un bello spettacolo, ma spesso nasconderlo aiuta solo il suo omertoso perpetrarsi mentre se la sua visione viene debitamente e opportunamente contestualizzata, esso talvolta può essere in grado di suscitare quel mix di consapevolezza, empatia e indignazione umana che genera poi la volontà collettiva di superarlo.

Certo, avremmo preferito non vedere quelle immagini. Ma penso che anche molte donne mutilate preferirebbero non doversi vedere in quello stato tutti i giorni e che il vero scandalo non stia nel mostrare la realtà nella propria crudezza ma nella crudezza della realtà stessa, che andrebbe sì denunciata a gran voce. 
Mi aspetto a questo punto da parte di Facebook e dei suoi frequentatori la medesima solerzia nella segnalazione di immagini davvero gratuite e offensive presenti sul social net, di gruppi e pagine clonate, razziste, sessiste, offensive e di chi insulta seriamente la dignità delle persone. 
Il dibattito (e ben venga un dibattito su questo tema) è aperto.

PS. La mutilazione genitale femminile è una piaga che colpisce ben 8.000 giovani vittime ogni giorno, come afferma la petizione on line contro questa pratica, che una lettrice mi ha giustamente segnalato.

10 commenti:

  1. non sono rimasta offesa dalle immagini, sono rimasta scioccata dal fatto che OGNI ANNO, ALMENO 4.000 BAMBINE IN ITALIA vengono sottoposte a questa mutilazione.
    E firmo subito la petizione on line.
    Rachele (Erre Bie on Facebook)

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  2. sono d'accordo con te. Ci sono orrori e orrori. Per esempio l'immagine di ieri in parlamento dove tutti si baciavano e applaudivano per Cosentino, è una pagina da cancellare o da archiviare come oscena
    elda

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  3. Anche Vittorio Zambardino sul blog di Repubblica "Scene digitali" ha parlato della notizia citandoci: http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2012/01/13/e-un-mondo-che-non-vuol-vedere-lorrore-microcensura-su-facebook/

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  4. Ciao Giorgia grazie per il post!Volevo aggiungere che le visite che abbiamo avuto sono state più di 300.000 ed è una vergogna che il sistema abbia fatto censurare un post di informazione su un atto così barbaro. Facebook è un pullulare di immagini, pagine ,video che offendono persone, religioni, donne, uomini ...roba sessista,razzista...ecc ecc...ma quella viene etichettata come ironia! è una vergogna!!!
    Pina

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  5. Bravissima! Tutto il mondo deve sapere.

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  6. Mi accordo solo ora, andando a controllare grazie alla tua segnalazione, che facebook ha censurato il link anche dalla mia bacheca, nonostante avessi disabilitato l'anteprima e scritto un avvertimento sulla crudezza delle immagini.
    E' sbalorditivo lo zelo usato verso questo post, che offre un servizio, a fronte del "lasciar fare" che si riscontra verso tutte le pagine misogine, omofobe, razziste e sessiste che abbondano su facebook, alcune delle quali insegnalabili perchè manomesse.

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  7. In tutta sincerità non sono rimasto scioccato, almeno non più di tanto, visto che conoscevo ed avevo già visto la meccanica di quel tipo di "operazione" ma, al di là dell'orrore, quello che sconcerta è la mancanza di informazione "v isiva" sul tema, al quale, sono convinto, la maggior parte degli occidentali (e dei media) offre poca attenzione visiva". per questo motivo, sono convin to che l'aver pubblicato le foto, per quanto crude esse siano, è servito riportare il problema in primo piano, offrendo una spiegazione più esauriente di mille discorsi che, apputo, hanno il brutto vizio di restare tali, almeno finché quanche ragazza o bambina, muore per un'infezione. Vorrei sapere chi sono i soliti sessisti che hanno avuto il coraggio di far censursre le foto. magari sono gli stessi che, a parole, condannano l'operazione soltanto per dare visibilità a se stessi.

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  8. Non sul tema della censura, ma su quello delle mutilazioni genitalli femminili e sul modo in cui affrontare il problema nelle società italiane, c'è un bel post di Suddegenere http://suddegenere.wordpress.com/2012/01/19/primo-seminario-regionale-sulle-mgf-tra-sexwar-e-buone-pratiche/ che ne pensate?

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  9. questa notizia della censura di facebook mi fa veramente arrabbiare.
    non sopporto la censura, specie quando impedisce di prendere coscienza su temi importanti come questo.
    quindi, sono doppiamente lieto di riprenderlo e ripubblicarlo interamente sul mio profilo. possibilmente, sino allo sfinimento dei censori.

    grazie

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