mercoledì 30 novembre 2011

"TOGLIETE I LIBRI ALLE DONNE E TORNERANNO A FAR FIGLI": LA PROVOCAZIONE DI "LIBERO"

"TOGLIETE I LIBRI ALLE DONNE E TORNERANNO A FAR FIGLI". Non è il titolo di un libello medievale, bensì quello di un articolo pubblicato in Italia nel 2011.
Va beh che la testata è Libero, va beh che compare sotto la scritta "Provocazione" e parrebbe all'interno di un dibattito, tuttavia leggere certe parole alle soglie del 2012 mi ha fatto davvero cadere le braccia. Anche perché nel testo dell'articolo il giornalista non sembra affatto prendere le distanze da questa tesi, anzi, pare proprio volerla confermare (con tanto di citazione di una ricerca della Harvard Kennedy School of Government, la quale affermerebbe che "le donne con più educazione e più competenze sono più facilmente nubili rispetto a donne che non dispongono di quella educazione e quelle competenze").

Chissà cosa ne pensano in Svezia, il Paese più evoluto in fatto di parità tra i generi secondo il rapporto "Sostenibilità ed equità: un futuro migliore per tutti” del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (nel quale l'indice di disuguaglianza di genere viene misurato anche analizzando gli anni di scolarizzazione), dove le nascite hanno raggiunto la quota di ben 2 figli per donna... Altro che l' 1,32 delle donne in Italia citato nel pezzo di Libero, a cui vorrei rispondere con l'analisi tratta da un articolo pubblicato sul sito del Dipartimento Politiche Europee:

"Gli studi più recenti degli organismi internazionali rilevano che i paesi caratterizzati da una minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro sono quelli che otterrebbero dall’aumento dell’occupazione femminile un maggior vantaggio in termini di crescita.  

Risulta che il lavoro femminile non è più un ostacolo alla natalità; anzi, si dimostra che oggi nei paesi avanzati, a differenza di quanto avveniva in passato,  se le donne hanno meno opportunità di occupazione fanno meno figli. Viceversa, la fecondità è maggiore nei paesi ad elevata occupazione femminile. 

Gli studi sottolineano che i paesi con i tassi d’occupazione più bassi e con un tasso di natalità inferiore sono quelli che hanno una copertura di servizi più bassa, che presentano una minore disponibilità dei padri a prendere congedi parentali, dove le donne hanno un maggior carico di lavoro domestico, dove è più bassa la condivisione del lavoro di cura tra uomini e donne".

(Da: "L'occupazione femminile: il ritardo dell'Italia rispetto all'Europa")

PS: mi raccomando cercate di non scrivere insulti nei commenti che poi mi tocca censurarvi, eh! :)

19 commenti:

  1. hai dimenticato di inserire nel discorso che a quanto pare siamo macchine sforna-figli al solo scopo di impedire l'immigrazione...una volta che arriviamo alla quota giusta di figli per donna mettiamo dei giganteschi cartelloni alle frontiere "ripassate quando le nostre donne torneranno a studiare" ovviamente e si risolverà in un baleno il fastidioso problema dei neri sui treni (non sia mai, ohibò!)...

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  2. Che sia una minchiata, lo dimostra inquivocabilmente il fatto che l'Italia, paese con più bassa natalità in Europa, ha anche il record negativo nel numero di libri letti

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  3. il titolo dell'articolo non lo voglio commentare. Dico solo che sono stufa di sentire le peggio cose salvo poi sentirmi spiegare che "era una provocazione". E se tornassimo alle buone vecchie abitudini di dire esattamente ciò che si intende e poi affrontarne le conseguenze???

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  4. A dire il vero, pur essendo una provocazione decisamente sessista, mi trovo d'accordo nel merito. Credo che più le donne studino e si emancipino a questo mondo, più finiscano col rifiutare ruoli imposti(madre; moglie-madre, figlia, tutrice di ogni parente vivente e morente). Chiedono inoltre parità e collaborazione anche all'interno della famiglia, cosa che, in Italia è impossibile ottenere. Penso sia un tristissimo dato reale ma la cura non è affatto quella di farci tornare analfabete, caso mai devono darci la possibilità di crescere figli, lavorare e contemporaneamente capire che sono responsabili anche loro dei figli e della casa, perché li hanno fatti e nel secondo caso ci vivono!!Io mi sento tristemente consapevole del fatto che a questa condizioni un figlio non lo voglio...forse ho studiato troppo :-)

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  5. Camillo Langone è notoriamente un cattolico ultra-tradizionalista che farebbe impallidire l'inquisitore Eymerich..questi articoli alla Massimo Fini sono la sua specialità, non c'era da aspettarsi nulla di diverso

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  6. Quanto alle "provocazioni" ho già detto più volte che per me dovrebbero rimanere confinate alla produzione artistica quando sconfinano negli articoli dei quotidiani non le gradisco anche perchè con la scusa di "provocare" nessuno si assume più la responsabilità di ciò che dice

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  7. "questi articoli alla Massimo Fini"
    Massimo Fini in salsa tradizionalista cattolica per la precisione

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  8. questi articoli fanno un danno immenso alla questione maschile ,la questione maschile NON è questa ,la questione maschile è ben altra cosa...

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  9. Aberrante.
    1. Quest'uomo si è reso mai conto che i figli noi italiani e italiane non ne facciamo anche perchè se con uno si tira la cinghia con due si muore di fame tutti?
    2. Culle vuote?! Barconi pieni?! Ma è consapevole che sta parlando di individui, in entrambi i casi?
    3. E' un incubo sentirsi circondato da stranieri?! Ma ... ma ...
    Basta, sto per infartare.

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  10. Non ho parole!
    Mi fa solo tenero ribrezzo un uomo così stolto...
    Quand'è che lo internano?

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  11. Sarà anche una provocazione, sarà anche un modo per far parlare di sé, ma intanto si fa passare un'idea che definire retrograda è un complimento. Per me è grave che un giornalista scriva cose del genere, peraltro inesatte, visto il caso dell'esempio svedese. Per non parlare della gravità delle affermazioni razziste. Continuo a pensare che le parole abbiano un peso, specialmente quando provengono dai mezzi di informazione, e che chi fa questo mestiere debba usarle in modo responsabile.

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  12. Mah, la relazione tra numero di figli e grado di istruzione femminile pero' e' ancora largamente valida, se non in Europa, all'interno dell'Italia e nel resto del mondo (USA, paesi in via di sviluppo). Le possibilita' occupazionali e l'accesso equo al mercato del lavoro sono un altro fattore importantissimo. L'eccezione nordica la leggo in termini di enormi agevolazioni economiche pubbliche (disponibilita' di servizi per l'infanzia, assegni familiari, congedi, leggi ferree sulla discriminazione occupazionale femminile).

    Ma quello che non capisco in tutto questo dibattito e', se anche fosse vero che c'e' una relazione inversa tra istruzione e numero di figli (come peraltro almeno una parte dell'evidenza empirica sembra mostrare), qual e' il problema? Perche' si devono per forza fare figli nel 2011 quando siamo 7 miliardi di esseri umani ad occupare questo piccolo pianeta?? Dov'e' l'obbligo morale di procreare?

    E anche a parlare di diritto a procreare, non vuol dire imporre la vita a un essere che non ha chiesto di vivere? Perche' non riusciamo a distaccarci da questo valore della "vita a tutti costi"??

    E la mia risposta e' che fare figli e' profondamente radicato nella nostra cultura e non viene mai messo in discussione, anche se non ha molto senso.

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  13. Personalmente, solo per aver fatto gli auguri ad un mio vicino di casa che è diventato papà per la terza volta, mi sono sentita dire: "Sposati, così ne fai subito uno!" Per evitare di litigare e per non fargli sapere i fatti miei, mi sono stata zitta; con certe persone non si può ragionare! La situazione italiana e maschile è peggio di quanto pensiamo!

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  14. Sarebbe facile insultare quel giornaletto invece io dico che più si leggono libri, più si studia più si fanno figli.(io ho letto anche in sale parto e ho partorito senza dolore).

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  15. X barbara
    andiamoci piano, io nel diritto di mettere al mondo o non mettere al mondo un figlio ci credo, l'importante è che non diventi un obbligo, ma chi lo desidera ha il pieno diritto di far figli, su questo non transigo
    E' proprio per questo che a suo tempo votai per cambiare la legge sulla fecondazione assistita che rendeva assurdamente difficoltoso realizzare un legittimo desiderio di genitorialità e a chi dice che le coppie sterili possono sempre adottare rispondo che non sta a noi decidere

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  16. e beninteso non transigo neanche sul diritto di non essere genitori, ogni scelta merita rispetto

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  17. stiamo parlando di libero è un giornale reazionario e berlusconiano, quindi non c' è da stupirsi.

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  18. Riguardo gli stereotipi volevo segnalare la mia lettera aperta a Michela Marzano (con post interni alla lettera che invito a visionare per capire meglio il mio essere femminista):

    http://iosonoincazzatonero.blogspot.com/2011/12/lettera-aperta-michela-marzano.html

    e vorrei segnalare questo titolo e sottotitolo obbrobriosi de La Stampa, dove la donna è raffigurata come un'incubatrice e l'uomo come una macchina da inseminazione, lo trovo molto svilente e discriminatorio per ambedue i sessi:

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=561&ID_sezione=243&sezione

    Grazie della cortese attenzione, buon proseguimento e buon lavoro.

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  19. Fossi stata sua madre, mi sarei vergognata tantissimo per aver messo al mondo un figlio così povero intellettualmente...certi individui non si rendono proprio conto che fomentare odio, discriminazioni, violenza porta ad altra violenza e che spesso questa si ritorce contro...che schifo di gente!!!

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