venerdì 4 novembre 2011

DOVE LA TROVI UNA COME ME?

Riceviamo e pubblichiamo di seguito una lettera della lettrice Silvia V. Si tratta di un'analisi-commento della fiction "Dove la trovi una come?" andata recentemente in onda su Raiuno,"grande" esempio di tv educativa :)...

"Streghe e stregoni, vi scrivo per portare alla vostra attenzione una fiction andata in onda su Raiuno (ecco il link per vedere le due puntate) che ho trovato offensiva per le donne e anche per tutti gli Italiani considerata la nostra situazione politica. Si potrebbe intitolare riabilitazione di un compratore di sesso..La trama è quella di un "pretty woman" rivisitato in chiave italiana: abbiamo un grande uomo d'affari, una escort anzi una aspirante giornalista che per fare carriera si finge escort.

La protagonista, rappresentata goffa e sfigata e ridotta a lavori "umili" con le difficoltà, che tutti hanno, per arrivare a fine mese, viene esortata da tutti a non fare la schizzinosa e prestarsi all'equivoco di essere stata scambiata dal grande uomo d'affari per una escort e accettare i suoi appuntamenti per far il gran colpo della sua carriera ottenendo attraverso l'intimità con l'uomo notizie esclusive. Si perde da subito la giusta inquadratura: lui è un cliente di escort, compra sesso eppure viene rappresentato come un principe azzurro, rispettoso, certo arrogante, ma sicuramente dipinto positivamente. Succo della storia i due si innamorano e lui diventa il buono della situazione.

Punto 1: emerge più volte nel film che una donna (la protagonista) trova lavoro per il suo aspetto fisico o comunque deve mercificarsi usare il suo corpo come un mezzo.
Punto 2: nel momento in cui la protagonista (finta escort) si innamora mette da parte ogni sogno carrieristico; anche il suo cliente è innamorato ma di mettere da parte la carriera non se ne parla, chissà perchè il copione riserva sempre alla donna il ruolo di rinunciataria: la donna o lavora o si innamora.
Punto 3: abbiamo allusioni alla nostra scena politica: per far aprire straordinariamente un museo per desiderio della escort lui chiama tale vittorio!
Punto 4: lui dice di andare a squillo perchè rimasto scottato dalle donne "normali"! figuriamoci se la responsabilità di ogni gesto di un uomo non deve ricadere sulle donne.

In conclusione una storia che ha come cornice compravendita di sesso si dipinge di toni pastello sembra di stare in una favola..quello che penso è che data la situazione italiana, i recenti scandali, la notevole pubblicità che ha avuto il modello donna escort, la rai poteva scegliere di promuovere qualche altro modello di donna meno in auge.

Se mi mettessi nei panni di una ragazzina e pensassi di voler fare qualcosa i diverso dalla escort mi troverei in imbarazzo perchè è l'unico modello che mi viene proposto..ora quello alla fine di tutto mi sento di dire è che se la RAI vuole offrirci uno spaccato della nostra società, ha cioè grandi esigenze di verità, lo faccia restando aderente allo stato delle cose perchè ostriche e champagne sono solo un lato della medaglia.

Non penso che una donna che si vende, che si riduce a oggetto e viene ritenuta tale da chi la compra riceva rispetto, dignità, comprensione e tanto meno amore. Se la tv ha una responsabilità (tanto più la tv nazionale) ce l'ha soprattutto verso le nuove generazioni e presentare certi modelli di donna e di uomo addirittura nobilitandoli e non lasciare spazio a tanti altri, a mio avviso molto più dignitosi, nei confronti delle nuove generazioni è una grande colpa".

(Silvia V.)

Clicca qui per vedere le due puntate di "Ma dove la trovi una come me?". 
Di seguito, il trailer della fiction:


35 commenti:

  1. Mi viene in mente che, mentre queste fiction riabilitano i compratori di sesso come dici tu, normalizzando allo stesso tempo l'inferiorità sociale delle donne - la cui più grande aspirazione ancora oggi nel 21esimo secolo dovrebbe essere fare la mantenuta di un uomo ricco - Hillary Clinton nel suo rapporto annuale sulla tratta di persone cita il nostro beneamato premier come complice della tratta in quanto cliente di una prostituta minorenne. Ne ho scritto un articolo sul mio blog: http://consumabili.blogspot.com/2011/10/ecco-come-il-governo-italiano-combatte.html
    La cosa sconvolgente è che non è ha parlato nessuno, tranne Il fatto quotidiano. In effetti è proprio della tratta che non si parla mai, meglio far vedere i lustrini (anche lì tutti apparenti) della prostituzione di lusso. Quello sì che fa tanto moda e glamour. Peccato che intanto decine di migliaia di donne e ragazzine minorenni, solo nel nostro paese, dal mercato della prostituzione sono stritolate in condizioni subumane di schiavitù.

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  2. Ringrazio Silvia V. per l'analisi, che condivido appieno. Se la TV ha un ruolo di educazione, di formazione dell'immaginario - e ce l'ha, eccome - allora che proponga scenari femminili diversi. Di sicuro, nel tempo, se ripetuti nel tempo, questi scenari formeranno nuove menti, nuove forme mentis.
    Immaginiamo 10 anno di TV che presenta una donna in carriera, professionalmente realizzata e gratificata, mamma e moglie ma anche single, etero e lesbica: se dopo questi 10 anni la stessa TV tornasse a rappresentare le donne come fa oggi, credo che in molt* avremmo delle difficoltà ad accettare il regresso.

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  3. Ottima analisi, brava Silvia. E' vero che è normale per un giornalista o per le forze dell'ordine fare gli infiltrati e sarà capitato anche di fingersi prostitute ma qui il messaggio che si vuole veicolare è proprio quello che hai descritto tu.
    Mia mamma ha seguito la puntata e le è piaciuta molto (lei che mi dice sempre che guardo porcherie!). Io l'ho trovata stupida e per niente interessante e non l'ho guardata e non lo farò neppure adesso, non ce la faccio!!

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  4. non ho visto la fiction in questione e in generale le fiction italiane sono di qualità inferiore a quelle anglosassoni ed europee in genere quindi non posso entrare nel merito, faccio solo alcune considerazioni generali.
    Romanzi, film, telefilm fumetti, canzoni specie se indirizzati a persone adulte non devono "educare" ma raccontare storie attraverso il linguaggio che hanno scelto: letterario o cinematografico.
    A quanto ne so la fiction in questione è una commedia romantica per cui il tema escort è trattato in maniera abbastanza leggera..vogliamo dire che simili temi si devono trattare solo con il registro drammatico? Sputiamo su Julia Roberts/Pretty Woman? Si può fare ma non sono d'accordo..ogni autore ha il diritto di raccontare ciò che vuole con il registro che vuole (vorrei ricordare che grandi registi hanno ricavato commedie persino dalla Shoah)
    Comunque se volete un ritratto comico, ma non idiota e superficiale delle escort consiglio Nessuno mi può giudicare con Paola Cortellesi. Tra l'altro se c'è un settore della cultura pop dove troviamo personaggi maschili e femminili plurali: positivi, negativi, comici o seri, dove si sa decostruire con intelligenza e giocare abilmente e ironicamente con gli stereotipi maschili e femminili, è proprio la fiction (mi riferisco all'insieme delle fiction non solo italiane, non ad una in particolare)
    Mi ha colpito un passaggio: " Non penso che una donna che si vende, che si riduce a oggetto e viene ritenuta tale da chi la compra riceva rispetto, dignità, comprensione e tanto meno amore."..quindi si ritiene impossibile che ci si possa innamorare di una escort, volerle bene? Mah..chissà cosa ne avrebbe pensato De Andrè.
    Comunque evidentemente l'autrice della missiva ritiene che una fiction debba educare in maniera didattica ("Questo non si fa, questo sì")..io ho un'altra idea, e se passasse il messaggio che il (vero o presunto) "insegnamento" di una storia è più importante della storia stessa sarebbe deleterio. L'importante è avere delle storie avvincenti, appassionanti, divertenti..ogni considerazione morale o ideologica viene dopo. Così la penso io

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  5. "Se mi mettessi nei panni di una ragazzina e pensassi di voler fare qualcosa i diverso dalla escort mi troverei in imbarazzo perchè è l'unico modello che mi viene proposto"

    forse non hai mai visto tutti i telefilm (stranieri, ma non solo) comici e non comici con donne avvocato, donne poliziotto, studentesse, giornaliste, medici, donne soldato, comunque donne indipendenti, lavoratrici o non, personaggi complessi e sfaccettati..davvero ci sono solo escort nelle fiction? io non credo e poi perchè una fiction non può parlare di una cosa che non ci piace, ma che esiste?

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  6. e troviamo anche nelle fiction poliziesche vi possono essere anche donne criminali o in ruoli negativi oltre che positivi come è per gli uomini..siamo moralmente e intellettualmente pari nel bene come nel male. Scusate ora ho finito

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  7. non voglio dire che una fiction non deve avere una morale, dico che ciò che conta è la storia, i personaggi e che sia raccontata bene
    Chiedo scusa per l'ennesimo commento, è che ho tante cose da dire.. se è possibile accorparli chiedo a Giorgia di farlo

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  8. @Paolo1984: purtroppo non so come si fa ad accorpare i tuoi commenti, pazienza!
    cmq per rimanere in tema, il punto è che una fiction deve intrattenere ma di certo non deve diseducare soprattutto se messa in onda dal servizio pubblico televisivo che dovrebbe avere fra le sue funzioni anche quella educativa perché la tv, che ci piaccia o no, educa, forma la mentalità, crea la realtà conosciuta e dunque magari la sua mission non sarà educativa però nei fatti finisce con l'educare le persone ed è bene che si assuma la responsabilità dei suoi effetti. Esattamente come tutti gli strumenti mediatici e di comunicazione, che non sono negativi in sè, dovrebbe a mio avviso essere usata in modo etico anche in questo senso.
    Sulla fiction in questione: io l'ho vista tutta e ti assicuro che qui non è un problema di trattare in modo leggero o drammatico il tema della prostituzione quanto piuttosto di affrontare il tema in modo realistico o irrealistico. a mio avviso la fiction lo fa nel secondo modo edulcorando e distorcendo una realtà che non è affatto così come appare.

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  9. Stupenda analisi!!!
    Mary (un altro genere di comunicazione)

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  10. mi risulta che la protagonista s'innamori dell'uomo e non certo perchè è ricco, non mi pare che la sua ambizione sia "farsi mantenere" ma io non l'ho vista questa fiction per cui mi astengo da ogni commento (e dovrebbe farlo anche Francesca dato che ha detto di non averla guardata)..posso solo ribadire quanto ho detto: parlare di fiction "educativa" o "etica" mi fa venire i brividi..pensate questo criterio applicato al cinema: sputiamo sul Padrino perchè attraverso don Vito Corleone ha rappresentato la mafia in maniera volutamente "romantica"? e gli esempi potrebbero continuare...e per inciso penso che la fiction abbia tutto il diritto di essere realistica o irrealistica oppure sputiamo su un bellissimo fumetto come Diabolik perchè ha come protagonista un delinquente spietato che la fa sempre franca? Una fiction deve divertire, far riflettere, appassionare, spaventare a seconda del registro scelto..la sua mission è raccontare belle storie, drammatiche, comiche, spaventose, realistiche, irrealistiche, impegnate o leggere non è impartire lezioni morali (il che non significa che una morale non possa o non debba esserci all'interno della storia).
    Amedeo, di fiction con protagoniste donne come quelle che descrivi è pieno, basta cercarle (ma cavolo, tutte le poliziotte, tutte le avvocatesse, le giornaliste, i militari donna di NCIS e JAG e l'ufficiale donna di Army Wives, le dottoresse e le infermiere me le sono sognate? e poi serie tv di qualità come The L.World, Will & Grace, Glee, Sex & the city How i met your mother, Dr. House) ovviamente si devono raccontare delle storie quindi gli uomini e le donne per quanto possano essere più o meno realizzati professionalmente qualche problema devono averlo sennò che noia! Valentina, non sono le fiction a causare la tratta e non saranno le fiction, neanche quelle migliori o più impegnate, a risolvere il problema: non è loro compito
    Io la penso così

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  11. e ci può essere anche una "leggerezza" che però fa passare dei temi importanti: nella sitcom Friends si parlava di coppie lesbiche, padri transgender..con leggerezza ma non con superficialità

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  12. mi viene in mente il romanzo che sto leggendo in questi giorni: l'ombra dello scorpione di Stephen King, è pieno zeppo di implicazioni e riflessioni morali e sociali, persino religiose ma queste non si mangiano mai la trama. Scusate, ora ho finito

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  13. @Paolo1984 Questa fiction salta agli occhi anche perché non è un caso isolato, sembra invece far parte di una strategia ben precisa. Sui giornali per studenti ad esempio si assiste a un trattamento per nulla neutrale, ma anzi incoraggiante, della prostituzione delle studentesse. Ne ho visto esempi anche nella pubblicistica per teenagers. Se ne fa immancabilmente un ritratto edulcorato, come qualcosa di "figo" e che permette di far soldi rapidamente e far fruttare "ciò che si ha tra le gambe". E' normale chiedersi, anche di fronte a questa crisi economica, se vogliamo per le nostre ragazze un futuro di autonomia, indipendenza, in cui possano avere ciò che spetta loro di diritto,oppure un futuro in cui escano dal mercato del lavoro per entrare nel mercato del sesso o per sposare il figlio di Berlusconi (tanto per ricordare una delle tante battute del nostro premier).Sotto i nostri occhi stiamo tornando indietro di più di cinquant'anni. Il mercato del lavoro è saturo e fa più comodo spedire di nuovo le donne ai fornelli o meglio ancora a far guadagnare qualche impresario del sesso. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi!

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  14. @Paolo84: La fiction è indirizzata ad un pubblico adulto ma in prima serata quindi accessibile ad un pubblico più ampio. Non critico il registro comico ma credo che per fare commedia su temi non comici si debba saperlo fare perché il rischio è di banalizzare e falsificare, come, a mio avviso, è avvenuto in questo caso." Per ottenere un esito finale garantito i format riducono la complessità della vita in una serie di trappole emotive in grado di produrre effetti emozionalmente universali.."(Paolo Taggi in Morfologia dei format televisivi). In un'Italia in cui difficilmente le donne trovano lavoro (vedi la giornalista della fiction), in cui il nostro premier è citato nel rapporto annuale della Clinton sulla tratta di persone in quanto cliente di una prostituta(escort)minorenne, era apprezzabile essere più realistici e non far vedere soltanto i lustrini della prostituzione di lusso. Certo che può succedere che un cliente si innamori della escort ma essere comprata non è una delle migliori premesse per ottenere rispetto e affetto perchè solitamente il cliente cerca altro.
    Scrivo riferendomi alla tv italiana e il ritratto di donna che ne passa non mi sembra in generale così lusinghiero: non critico i ruoli negativi ma il fatto che nel bene e nel male il ruolo affidato alla donna è troppo spesso subalterno a quello maschile e se non lo è lo sono i moventi delle azioni femminili: troppo spesso spinte dall'amore che siano escort, giudici, avvocatesse, parrucchiere, insegnanti. La decostruzione di genere non mi sembra una tappa raggiunta ma è una tappa che deve essere perseguita soprattutto fra le nuove generazioni. Ora le statistiche parlano di 31 ore settimanali spese dai teenager americani davanti alla tv (quelli italiani non ne spenderanno meno)la tv è un cassa di risonanza amplifica i modelli della società e come dice Taggi li semplifica. Non tutte le storie possono prescindere dal contenuto(e comunque nessuno è uscito ridendo da "La Vita è bella"). La nostra società ha bisogno di parità di genere: che senso ha dare ulteriore spazio a un modello come quello della escort, così molto in auge nella società italiana? La storia della donna premio, tangente è in quanto emblema della sessualizzazione femminile un grave schiaffo alla parità di genere(nel bene e nel male)a cui dovremmo aspirare. Parere tutto personale ma questa storia o la si raccontava bene o se ne raccontava un altra meno difficile.

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  15. Grazie Giorgia per la segnalazione, di certo la fiction non l'avrei mai notata perché non guardo più niente su rai 1 da parecchi anni. Ti segnalo che, sulla stessa linea, in una puntata del tanto carino "ispettore Coliandro" che non mi ricordo più dove vada in onda, c'e stato il personaggio della escort, che così dichiarava: "facendo questo lavoro guadagno xxxxx al giorno, mi sono laureata in archeologia, sai quanto guadagna un archeologo?" Ne abbiamo discusso per giorni sulla nostra pagina "archeologhe che (r)esistono" tra chi sosteneva che i media comunicano un messaggio che non può essere confinato all'innocuità dell'intrattenimento e si indignava di brutto per il messaggio subdolamente o meno imposto. E chi diceva massì è una storia, "famose 'na risata" .... Vedo quindi che i programmatori dei cervelli insistono.

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  16. giorgia_v allora sei pure contro pretty woman?

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  17. E come la mettiamo con questo?
    http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=8253
    L’emendamento recita: “la Rai si impegni a promuovere
    l’acquisizione di poteri e di responsabilita’ da parte delle donne
    (empowerment) con azioni antidiscriminatorie mirate, per il reale
    accesso delle donne alle posizioni dirigenziali nel sistema
    radiotelevisivo pubblico, al fine di favorire la presenza femminile
    nelle posizioni apicali delle testate giornalistiche televisive
    pubbliche, e, piu’ in generale, del sistema radiotelevisivo pubblico,
    in modo da incidere sulle scelte editoriali e di palinsesto e quindi
    sull’immagine complessiva delle donne offerta dalla tv pubblica”.

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  18. Emanuela C. non si parla del contenuto delle fiction perché se no tantissimi film sarebbero censurati.

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  19. Allora, ok, parliamo pure di contenuti artistici in generale (che si fiction, cinema, teatro, un'opera lettaria etc etc) e non di servizio pubblico televisivo nazionale.
    L'arte può parlare di tutto. Sempre. Qui non si tratta di censurare una tematica, si piuttosto tratta di COME venga trattata una tematica. L'arte permette di parlare delle cose peggiori e più infime però - ed è questa la differenza e il discrimine con la sottocultura - facendo nascere una riflessione sul tema in oggetto e dunque provocando in qualche modo un'evoluzione in chi ne fruisce. Ora, mi spiegate dove sta in questa fitcion la riflessione, la presa di distanza letteraria, la profondità artistica del prodotto d'intrattenimento culturale?

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  20. Il problema centrale a mio parere è proprio la scelta del palinsensto da parte del servizio pubblico televisivo nazionale. Le fiction poi sono spesso prodotte con finanziamenti diretti da parte della RAI. Non so se è il caso anche di questa, bisognerebbe informarsi. E' chiaro che nello scegliere cosa mandare in onda o cosa finanziare c'è sempre una selezione.Quindi il paragone col cinema o l'arte in genere in questo caso a mio parere non regge. Qui val la pena interrogarsi su perché in RAI promuovano certi contenuti e magari non altri, visto anche l'allarme europeo e quello espresso dalle Nazioni Unite sul problema della rappresentazione delle donne come oggetti sessuali nel nostro paese. Mi pare poi, per rispondere a Paolo 1984, che qui non stiamo parlando di chiedere la sospensione della fiction. Stiamo solo analizzando con preoccupazione una deriva socio-culturale di cui anche questa fiction è un segnale.

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  21. Sul frontone della facciata del Teatro Massimo di Palermo si può leggere:
    "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita.
    Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire"
    Allora basta domandarsi in merito a questo prodotto (che in quanto tale mi vien la pelle d'oca solo a pensare di accostarlo ad un intento artistico): che vita rivela, cosa rinnova nel popolo? che avvenire propone?
    Vano, ma propio vano, di queste scene il diletto!
    Non è un prodotto artistico, suvvia, non scherziamo! La maggior parte dei prodotti televisivi sono creati per riempire spazi cercando un buon dato di ascolto (che poi potrebbe anche essere che il dato di ascolto lo si voglia far calare, parlando di televisione pubblica) per vendere a buon prezzo spazi pubblicitari, il costo è altissimo, non degli spazi in vendita, ma delle coscienze!

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  22. X Giorgia, io la fiction in questione non l'ho vista perciò faccio discorsi generali
    X Silvia V.
    non vedo niente ma proprio niente di umiliante o avvilente o "subalterno" nell'agire spinti dall'amore che è credo una delle esperienze più importanti che possano capitare ad un essere umano, anche gli uomini s'innamorano e anche loro in molte fiction e commedie romantiche (parlo di quelle americane che conosco meglio) agiscono spinti dall'amore, per fortuna l'amore esiste, ma purtroppo esistono anche ragionamenti bassamente "utilitaristici" come quelli rappresentati dalla frase della escort di Coliandro: il fatto che una escort guadagni più di un archeologo..ma i mali della società non sono causati da chi li racconta o li mette in forma drammatica, che poi certo questo può avvenire in forma più o meno banale, più o meno riuscita: sono contento che nessuno parli di censura, ma affermare che chi racconta il male o le storture della vita e della società ne è responsabile quando avvengono nella realtà, è assurdo (è come dire che guardando i film horror si diventa assassini, se questo fosse vero io dovrei essere un serial-killer). E comunque l'ispettore Coliandro è una delle poche fiction italiane che riuscivo a guardare..là la qualità artistica c'era eccome e anche le riflessioni.

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  23. @paolo

    Io non ho detto che non ci sono fiction. HO detto, però, che c'è una CERTA televisione, di cui le fiction non sono che una piccola parte - e in ogni caso, a fronte delle produzione da te segnalate ci sono il triplo di produzioni pessime, cioè su una line opposta.

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  24. @ Paolo1984 Una donna sa fare anche altro oltre che innamorarsi, non è avvilente l'amore, lo diventa se viene dipinto come l'unico motivo della vita di una donna perchè alimenta uno stereotipo. Gli uomini delle fiction si innamoreranno anche, ma quello resta sempre un aspetto della loro vita non il movente primo e ultimo delle loro azioni. E non dico che la tv sia la causa di certi stereotipi. La tv li coglie dalla realtà ma riproponendoli e amplificandoli li mantiene: questa è la sua responsabilità. Comunque mi sono già spiegata riguardo alla leggerezza, al racconto di tematiche brutte, scomode ecc. non è il tema il problema è l'edulcorazione cui è andato incontro. Nel padrino c'erano dei morti, mi pare, perchè per quanto si fosse scelto di narrare in chiave romantica non si falsificava la realtà mafiosa.

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  25. "non vedo niente ma proprio niente di umiliante o avvilente o "subalterno" nell'agire spinti dall'amore "

    certo..a patto che l'amore sa ricambiato, nella vita purtroppo capita anche il contrario e pure questo va raccontato

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  26. Mah, silvia..io di sitcom (Scrubs tra le mie preferite!) e commedie romantiche ne guardo parecchie e non mi pare che "s'innamorino e basta"..e ovviamente l'amore con tutte le sue difficoltà, insicurezze ecc.. è la tematica centrale ma lo è per i personaggi femminili e maschili (anche quelli/e che all'inizio di innamorarsi non ne vogliono sapere)
    comunque ripeto, l'amore esiste nella realtà, e viene raccontato nei suoi aspetti belli e meno belli..del resto è un tema drammaturgicamente importante e "potente" non a caso è al centro di poesie, canzoni e chi più ne ha più ne metta..poi ovviamente la qualità delle opere può variare (e ad un certo punto diviene anche questione di gusti, se non ti piace l'horror tutto ciò che ha a che fare con esso ti sembrerà "sbagliato" idem per le commedie romantiche).
    Comunque penso che tra noi ci sia una divergenza di fondo: voi ponete l'accento sull'etica io lo pongo sulla narrazione, sulla storia che prima ancora che "etica e responsabile" deve essere ben scritta e appassionante.
    Comunque prendiamo una fiction seria come Er-medici in prima linea, là certo i medici non s'innamoravano e basta, e pure in Grey's anatomy dove si da' più spazio al sentimento e alle relazioni personali non è che ci s'innamori e basta e comunque l'amore coinvolge gli uomini come le donne. Mi sa che o non guardiamo le stesse cose o le interpretiamo in maniera diversa, niente di strano prendiamone atto

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  27. detto in altri termini: che me ne faccio di una fiction "corretta" dal punto di vista etico se la storia è noiosa, i dialoghi involontariamente ridicoli e i personaggi non coinvolgono?

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  28. e oltretutto credo che con una bella storia appassionante, avvincente, divertente (se vuoi far ridere) sia più facile far passare determinate cose, anche determinati principi etici, sociali, politici, se proprio vogliamo metterla su questo piano (anche se io diffido sempre degli approcci ideologici militanti davanti a film romanzi, fumetti, musica, serie tv e pop culture in generale)...anche perchè noi ragioniamo in forma narrativa, siamo affamati di storie

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  29. "Che me ne faccio di una fiction "corretta" dal punto di vista etico se la storia è noiosa" Paolo, non credo proprio che alla RAI interessi la qualità del prodotto mandato in onda e neanche lo share, visto che i programmi di maggior successo (Santoro, Dandini, ecc..) sono stati soppressi. Penso che la maggior divergenza tra noi sia che tu continui parlare di cinema e prodotti artistici, mentre noi ci interroghiamo sulle scelte del palinsesto televisivo. Non penso si possa far finta che questo aspetto non esista, che in RAI promuovano l'arte per se stessa, che non si preoccupino dei messaggi che i vari format veicolano. Se ne preoccupano eccome, visto che in alcuni casi hanno evitato o soppresso la messa in onda di film "scomodi" (come il Caimano ad esempio). La RAI sempre più si è modellata al ribasso verso il modello Mediaset e non è un caso. Non dimentichiamo che dietro un certo tipo di TV spazzatura c'è un progetto preciso di assoggettamento della popolazione. Non si tratta di etica, ma dell'abdicazione da parte del servizio pubblico da qualsiasi ambizione di veicolare contenuti di qualità, culturali, ecc.. per una pericolosa deriva verso una TV che faccia pensare il meno possibile, che incoraggi la formazione di una massa di consumatori beoti. Val la pensa ricordare che una TV pubblica così "bassa" dal punto di vista culturale, che mette reality in prima serata e vallette seminude come il prezzemolo nella minestra, è un caso pressocché isolato in Europa. Noi ci siamo assuefatti al fatto che "la TV fa schifo", ma non è così dappertutto.

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  30. Ho controllato e come volevasi dimostrare la fiction è prodotta direttamente da RAI fiction, in collaborazione con la Leone cinematografica. In altre parole, è stata fatta con soldi pubblici..

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  31. Per favore, vogliamo continuare a polemizzare all'infinito con chi considera la programmazione televisiva "libera creazione artistica"? Come è stato già detto e ripetuto, il palinsesto televisivo non ha niente a che vedere con la libera creazione artistica, ma con la veicolazione di immaginari funzionali all'esecuzione di un programma culturale. Gli autori tv non sono "liberi", sono scelti da chi decide che cosa devono pensare i telespettatori. Citerei, anche se non testualmente, P.P. Pasolini, che in una delle sue ultime interviste in studio televisivo, asseriva essere la televisione un medium autoritario, che comunicava un messaggio univoco e predisposto, senza possibilità di replica, aggiungendo che lui stesso non diceva in televisione ciò che pensava, autocensurandosi. E infatti, quanto tettaculismo e quanto splatter avete visto in tv, e quanta melma stereotipica? e quanti film del defunto Pasolini avete visto? Ah, certo, perché quelli erano osceni, mentre la escort di Colianndro che sputa l'ennesimo stereotipo sulla professione che viene propoagandata come senza futuro e per povere illuse, invece quella non è oscena. Ebbasta per favore.

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  32. paola ci mancava il commento complottista.

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  33. @alessio, complottismo? Stiamo parlando da anni del fatto evidente che le programmazioni televisive rispondono a linee culturali, che senso avrebbero libri come quello di Zanardo o Lipperini, altrimenti, oppure tutte le campagne contro gli stereotipi? E del fatto altrettanto evidente che chi ha accesso al mezzo televisivo detiene un potere che non detiene chi al mezzo televisivo ci sta davanti: chi parla dalla televisione, o chi manda in altri modi i suoi messaggi attraverso lo stesso mezzo, raggiunge con efficacia milioni di persone, e né io né te possiamo fare altrettanto per veicolare risposte o messaggi alternativi.

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  34. @paola ma qui parliamo di semplici fiction , non di tg o altri programmi , una fiction che si ispira ad un film americano ovvero pretty woman nulla di più nulla di meno.

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  35. @Alessio Non so se hai letto "Papi" . Proprio sulle fiction ci fu lo scandalo delle intercettazioni tra Berlusconi e Saccà in cui si discutevano nel merito le fiction da fare e le attrici. Ora ho trovato questo link: http://www.televisionando.it/articolo/berlusconi-sacca-nuove-intercettazioni-telefoniche-audio/7048/ Questo solo per dire che RAI fiction non è affatto un luogo di libera produzione artistica come qui andate affermando. E il palinsesto televisivo non si sceglie affatto ingenuamente.

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