lunedì 14 novembre 2011

CARO POLITICO, TI SCRIVO

Sono due le lettere/appello ai politici che mi sono giunte in posta in questi giorni da parte del mondo delle donne.
La prima è del Comitato Promotore Senonoraquando ed è rivolta al Presidente Giorgio Napolitano, la seconda è indirizzata al premier incaricato Mario Monti ed è di Pari o Dispare. Entrambe, in sostanza, chiedono la stessa cosa: ricordatevi delle donne.

"Ci eviti, per favore, una foto di insediamento del nuovo Consiglio dei Ministri di tipo medievale-sessista, composta da soli uomini - scrive l'ass. Pari o Dispare a Mario Monti- Uomini che dovrebbero, tra l'altro, avere come priorità quella di liberare il più vasto giacimento di energia sottoutilizzata presente in Italia: le cittadine italiane".

Chiede a Napolitano Senonoraquando: "Le donne, protagoniste di un grande moto di risveglio civile e morale della società italiana, si rivolgono a Lei signor Presidente, impegnato come non mai nella difficile opera di salvaguardia della coesione e delle speranze del popolo italiano – perché si faccia interprete della urgente necessità di dare pieno valore alle grandi energie e competenze femminili nella nuova stagione politica che si apre".

Non che ci speri più di tanto (anche se leggo che Monti avrebbe affermato di voler incontrare le associazioni delle donne e i giovani), ad ogni modo penso che, con il cambio di governo, sarebbe magari ora di dare un segnale di mutamento verso una maggiore civilizzazione anche dal punto di vista del gender gap, che ci vede attualmente al 74° posto nel mondo.

Ricordo infine che esiste da tempo, sul tema, una campagna di UDI che si chiama 50 e 50...Ovunque si decide, la quale parla proprio di "democrazia duale". "Noi non vogliamo che le donne rappresentino le donne - scrive UDI - ma che le donne esercitino un diritto costituzionale: la possibilità di essere candidate ed eventualmente di farsi eleggere per rappresentare uomini e donne".

Approfondimenti:
Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di Senonoraquando
Lettera aperta di Pari o Dispare a Mario Monti di Pari o Dispare
Mi vorrei occupare di questo di Il Corpo delle donne
Monti e le "arcaiche rivendicazioni" di studenti e operai di Femminismo a sud
La campagna 50 e 50 di UDI

5 commenti:

  1. stiamo a vedere, peggio di prima difficilmente potrà essere, adesso dovremo farci sentire e contrattare, ma almeno avremo lo spazio per farlo, se saremo tempestive ed efficaci, tutte.

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  2. E' da sempre che lo ripeto, appena c'è l'occasione, che io sono per il 50% di rappresentanza femminile a tutti i livelli. Tocca fare una legge, perchè pare proprio che non ci si fa a fare ciò. Non la sento come una concessione, semplicemente perchè ci spetta, visto che siamo il 50% della popolazione, e anche di più. Tiziana

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  3. una cosa sulla rappresentanza in parlamento , c' è una cosa che vi sfugge(considerando di cambiare la legge elettorale )ogni partito mette il 50% dei candidati donne , ok ma poi bisogna vedere come si esprimono gli elettori , e quindi nel parlamento ci potrebbe essere una parità , una leggera maggioranza che sia maschile o femminile , oppure un altissima differenza fra uomini e donne ,questo lo capite?

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  4. @alessio
    credo che considerando di cambiare la legge elettorale si possa facilmente risolvere il problema che sottoponi riservando in parlamento il 50% degli incarichi agli uomini e il 50% alle donne eleggendo poi tra i candidati e le candidate quelli che hanno preso più voti... tanto per fare un esempio velocissimo e senza pensarci troppo su che io lavoro l'argilla e non ho fatto la Bocconi :-)! Ad ogni modo son convinta che non ci sfugga proprio nulla perché non c'è nulla che non possa essere cambiato, e siamo preparatissime occorre solo che ci si desse ascolto una buona volta, anche se...
    Appelli vari a parte, per quanto mi riguarda capisco che i tempi del cambiamento son lunghi eccetera eccetera, ma non mi piace l'incarico a Monti, a prescindere da quante ministre metterà (pare 3 su 17), ma credo che le donne della politica avrebbero anche potuto svegliarsi un pochino prima e chiedere prima, invece di lasciar fare salvo poi appellarsi "alla clemenza di Vossignoria"...
    Son troppo radicale secondo voi?
    Ma a quando un filone politico (che ce n'è una ventina, tutti maschili) di una donna politica che avesse voglia di mettere in pratiche la politica del femminile (non per il femminile eh, per tutt@)?

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  5. emanuela c. , ascoltami qui stiamo parlando del parlamento , non dei consigli di amministrazioni , quindi tornando , con le preferenze , ci va chi prende più voti, i politici possono fare liste 50/50, ma poi deve essere il popolo sovrano ad eleggere le persone, sia esse uomini o donne, per farti un esempio al contrario, in uno di quei paesi nordici ovvero la Finlandia, la percentuale di donne nel parlamento e del 61%.

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