giovedì 6 ottobre 2011

LA BARBE: UNA NUOVA FORMA DI ATTIVISMO DELLE DONNE

Si chiama La Barbe, è un movimento attivista femminista nato in Francia ed è da poco "sbarcato" in forma sperimentale anche in Italia. Per capire di cosa si tratta abbiamo intervistato Valentina Vandilli, creatrice del blog larbarbeitaly:

Blog: Chi è Valentina Vandilli? Parlaci un po' di te.
Valentina: sono un'attivista per i diritti civili "freelance" nel senso che non sono associata/tesserata con nessuno, preferisco aiutare dall'esterno le realtà che ritengo più giuste per i miei obbietivi sociali.
Dimenticavo ..sono orgogliosamente femminista (non separatista) che crede che gli spazi separatisti soprattutto politici e sociali siano una parte del movimento femminsta da integrare con momenti aperti a tutte e tutti.

Blog: Che cos'è il movimento de La Barbe?
Valentina: La Barbe agisce nei luoghi di potere e di dominio separatista maschile, come per esempio i Consigli di amministrazione di grandi aziende, le conferenze a tematica femminile gestiti in larga parte da uomini che portano la loro non-esperienza diretta come scienza infusa, le presentazione di libri di personaggi non molto avvezzi al femminismo ed ai diritti delle donne, ed anche in tutti quei luoghi mediatici come tv, radio, eventi sportivi ed altro.
Con i loro grandi baffi e lunghe barbe passano da spettatrici fintamente passive ad attiviste avanguardiste, che con abile scatto si posizionano in piedi dietro a questi uomini imbellettati e pieni delle loro verità, dando un colpo d’occhio alla sala ed ai media sulla mancanza di presenza femminile, ridicolizzando inoltre il loro potere assoluto ed escludente, i loro simboli di potere ed i loro significati.
Il 2008 da alla luce questo movimento attivista femminista francese che ha nelle sue fila circa 400 persone di cui 40 più attive, organizzato in micro gruppi capitanati dalla “marescialla” di turno (che cambia ogni 3 mesi), cioè una responsabile delle azioni che si andranno a svolgere.
Sparse in tutta Francia hanno al loro attivo dei micro gruppi in altre parti del mondo, come in Messico ( le “Los Bigotonas” , letteralmente “I baffoni”) e prossimamente si sta attivando un gruppo in Italia ma ancora in fase sperimentale.
Queste donne sono il ponte tra la vecchia e la nuova generazione di femministe attiviste sensibili anche al mondo Queer (lesbiche,gay,trasessuali), che si distinguono per la loro modestia in quanto affermano di non voler dare una visione assoluta del problema ma una semplice interpretazione supportata da una grande volontà di agire per provare quella sensazione di cambiare un po’ la storia.

Blog: Perché avete deciso di portalo qui in Italia?
Valentina: sono venuta a conscenza di questo movimento da un'altra attivista ed una volta visto il loro sito (www.labarbelabarbe.org) ho capito che sarebbe potuto essere interessante sperimentare quasto tipo di azioni femministe in un paese dove le donne non hanno ruoli decisionali nei cda delle grandi aziende e sopratutto negli enti o nei grandi eventi pubblici.
Questo tipo di azione unisce la goliardia (mettere in ridicolo con grandi barbe i gruppi da sempre formati solo da uomini e chiusi alle realtà delle donne) all'impegno sociale dando visibilità all'azione femminista.

Blog: Quali sono i prossimi passi?
Valentina: il prossimo passo è trovare amiche per manifestare con le nostre lunghe barbe ad un evento dove la presenza degli uomini sia massiccia e non lasci spazio alle donne, oppure ad una presentazione di un libro/ documentario/ mostra, dove le donne siano completamente assenti o dove vengano fatti discorsi di chiaro intento maschilista.

Blog: Come si diventa una "barbe"?
Valentina: siamo tutte labarbe! Basta essere 5 o più donne che collaborino ad un'azione che rispecchi gli intenti del gruppo francese labarbe al quale ci ispiriamo, ed in maniera autonoma si può organizzare e documentare (video e foto) un azione.
Successivamente si può inviare il materiale al sito labarbe italy (http://labarbeitaly.noblogs.org) una mail a labarbeitaly@autistici.org.

6 commenti:

  1. La morte di alcune lavoratrici in nero a Barletta:
    http://www.video.mediaset.it/dirette-web/laversionedibanfi.shtml

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  2. Quando accadono disastri come quello di Barletta non ho voglia di ridere, purtroppo (ma non mi si fraintenda, non voglio banalizzare l'iniziativa, o non starei qui a commentare), ma mi passerà, e capisco che dobbiamo muoverci in molti modi, a tutti i livelli, e anche ottenere visibilità e colpire fa parte di questo. Certo, in Italia le occasioni non mancheranno... Posso suggerire di cominciare da Expo a Milano?

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  3. Posto immediatamente e mi accingo a scrivere direttamente a queste donne geniali! ;-)

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  4. @ilaria: il post di oggi è proprio un urlo di dolore!

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  5. Sono delle disturbatrici tipo Paolini?

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  6. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/09/donne-e-motori-tg1-e-dolori/162388/

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