giovedì 22 settembre 2011

PANE, UNOMATTINA E STEREOTIPI DI GENERE

Pubblichiamo di seguito il commento ad una recente puntata di Unomattina (RaiUno) dal titolo "In cucina meglio lui o lei?" inviatoci da Erika F. La puntata della trasmissione è visibile in versione integrale a questo link.

Si è sempre parlato della scarsa considerazione delle donne e della questione femminile da parte della Rai, della sua indifferenza riguardo alla drammatica situazione italiana e del suo continuo proporre programmi sessisti e chiaramente lesivi alla dignità femminile. Oltre a Miss Italia e alle numerose volgarità, la rai non si nega neanche le offese verbali, un chiaro esempio è quello di Uno Mattina, prendiamo in esame la puntata del 16/09 sulla cucina.

Tra squallidi stereotipi, pregiudizi campati in aria e presunte determinazioni biologiche, ospiti e presentatori dibattono sulla presenza di uomini e donne in cucina, la conclusione è semplice: La donna in cucina è una sicurezza, perché è sua, è nel suo regno.

Ma questo vale spesso solo per la casa.

“Cesare Marretti, tu hai una serie di ristoranti in Italia, a Bologna, a Torino, però in cucina... solo uomini.”

Il signor Marretti cerca di aggrapparsi ai motivi più svariati per giustificare l’assenza di personale femminile nelle sue cucine: sia per la presunta limitazione fisica delle donne, sia il fatto che il poveretto rischierebbe di cadere in tentazione ogni due minuti, sia l’incapacità (dichiarata da lui stesso) di comandare una donna.

Ma il signor Marretti continua:

“Nella pasticceria è diverso, siccome un dolce deve essere presentato molto bene, ho anche donne, perchè le donne di natura...si sa.. hanno una sensibilità maggiore…basta pensare che loro si truccano...quando c'è una donna in una sala si nota, perché è più bella...l'uomo è più proccione…”


Ma a quanto pare non è l’unico:

“Gerardo nella tua panetteria, chi riesce meglio nella preparazione?”

“Riesce meglio l'uomo. Ma lei lo sa che se lavora con le donne, oggi ne ha 5 e domani mattina non ne ha nessuna? Le donne non sono precise come gli uomini. Gli uomini lavorano 365 giorni all'anno, la donna no. Ad esempio quelle che ho io perdono tempo ad accompagnare i figli a scuola. Un uomo invece è una sicurezza.”

Oltre all’invettiva contro le madri lavoratrici, questo continuo ribadire teoriche differenze biologiche, questa presunta maggiore sensibilità e inaffidabilità femminile, (mai provata da alcuno studio scientifico affidabile, dato che il cervello umano è un campo ancora abbastanza sconosciuto o meglio conosciuto solo a livello anatomico), questo disperato tentativo di aggrapparsi a vecchi pregiudizi e luoghi comuni che non stanno più in piedi, da parte di un canale televisivo nazionale è veramente INACCETTABILE.

Sembra che siano rimasti indietro agli anni ’50, dove la questione femminile era ancora qualcosa di sconosciuto. Ma a quanto pare nel 2011, parlare di sessualizzazione delle bambine, stereotipi che influenzano la crescita, educazione sbagliata che danneggia i bambini e favorisce lo sviluppo di distinzioni nel comportamento e nell’affettività dei sessi, è per la tv nazionale ancora qualcosa di profondamente oscuro.

È ovvio che se a una bambina viene proposto come unico modello le veline e fin da piccola le vengono regalati trucchi e collanine, svilupperà una maggiore sensibilità estetica o si sentirà comunque costretta a svilupparla per essere apprezzata dall’altro sesso, dato che anche gli uomini sono influenzati da quest’immagine femminile e non riescono a vedere altro. Ma non c’è niente di puramente femminile e naturale in tutto questo, dipende tutto dall’educazione ricevuta, dall’influenza dell’ambiente in cui si cresce.

Ma no, si punta il dito contro le donne senza capire cosa c’è dietro a certi meccanismi, nel 2011, su un canale nazionale.
Invece di incoraggiare le donne sul lavoro, occupare quello spazio per abbattere i pregiudizi e cercare di far crescere quella misera percentuale di occupazione femminile, che tra l’altro è una delle più basse in Europa, la Rai impiega tempo e risorse per infierire su quelle poverette che ancora tentano di portare a casa qualche euro.

Si, accendiamo la televisione per sentire discorsi privi di alcuna base razionale, la Rai ci propone dibattiti sul livello culturale della piazza del pesce, contadini e ristoratori senza una particolare istruzione devono convincere mezza Italia a suon di pregiudizi e battutacce che le donne sono incapaci sul lavoro.

Del tipo:

“C'è una mia amica che si chiama Carmen, lei è imbranata poverina, se mi sbuccia una patata la metà la butta.”

“Quella è un mezzo uomo secondo me!”

Quindi il nascere femmina comporta immediatamente il saper cucinare? I ragazzi che sanno cucinare allora non sono veri “maschi” etero, sono omosessuali? Tutti i vostri cuochi forti e vigorosi, che fanno un lavoro troppo pesante per le donne, sono omosessuali?

Ed oltre a questo abbiamo una chiara confusione sulla terminologia e la storia femminile:

“Quando c'è da lavorare nella trattoria preferisco che lavorino le donne.”

“E che sei femminista?”

Non è possibile che un canale televisivo pubblico divulghi tanta ignoranza e confusione su temi che ormai dovrebbero essere alla portata di tutti.

Il dibattito continua scoraggiando e sminuendo una povera cuoca che cerca di farsi valere in un ambito, che tra l’altro, apparterrebbe teoricamente al suo sesso, solo che, come lei stessa dice, le donne vengono messe da parte in ogni ambito lavorativo, senza alcuna distinzione.

Le donne non hanno polso, non hanno capacità di comando, sono troppo buone e materne e non sarebbero capaci di mandare avanti manco una cucina, queste le motivazioni.

Basta leggere un giornale per sapere che la Danimarca sta per avere la sua prima premier donna, cosi come c’è in Germania ed anche in altri paesi più “arretrati” (per modo di dire) come il Kosovo e il Malì, e tante altre sono in posizioni importanti e di comando. Ma chiudersi mentalmente nel proprio paesino e vivere di pregiudizi e fisse mentali sembra essere molto più comodo.

Un anziano spettatore ci ricorda, sottolineando nuovamente un presunto fattore biologico, che bisogna ripristinare i vecchi ruoli familiari, far tornare la donna ad essere la “Regina della casa”, perché una divisione dei ruoli andrebbe a scapito della crescita dei bambini : “il bambino deve guardare il padre per certe cose e la madre per altre cose” certo, perché se il bambino vede il padre cucinare potrebbe esserci il rischio che venga confuso sulla sua sessualità e diventi gay!

Ci rendiamo conto che contenuti così sessisti ed omofobici che in altri paesi sarebbero stati censurati qua vengono mandati in onda tutte le mattine?

Erika F.

Link correlati:
La puntata di Unomattina
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12 commenti:

  1. Sono d'accordo su tutto, e ringrazio Erika.
    Tuttavia, una cosa mi è poco chiara: il suo uso del termine "omosessuali". O meglio: il modo e l'ordine in cui lo usa.
    Sono un paio i passaggi in cui lo ripete, e in entrambi lo utilizza come per dire "mezzi maschi". Stona un po', mi pare.
    Faccio fatica a pensare che una persona che nota tutte queste difformità del sistema sia omofoba, ecco, ma forse è semplicemente caduta in qualche uso stereotipico. Succede a tutt*, no?
    Lo dico perchè in quei passaggi non leggo ironia, ma una gaffe spontanea.
    Volevo farlo notare, tutto qui.
    Ditemi che ne pensate.

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  2. @Amedeo: beh, a me è parso abbastanza chiaro che Erika stesse proprio facendo il verso alle opinioni e ai luoghi comuni (anche nel modo di dirlo). :)

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  3. No, forse mi sono espressa male, volevo solo sottolineare i richiami omofobi della trasmissione (ed il modo assurdo e confuso con cui vengono esposti).

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  4. Non so, era stata un'impressione, ma visto che non so argomentarla troppo la lascio cadere. E' stata più che altro una sensazione di scivolamento, ecco.
    Ma mi fido. ;-)
    Grazie ancora, Erika!

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  5. In questo amomento va in onda un'altra scandalosa puntata dell'Italia sul due!si parla di aborto, intervistando una donna che fu salvata da un'infermiera (!). é una roba scandalosa!!!

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  6. Non ho proprio più parole per descrivere la tragica situazione italiana...
    Recentemente ho fatto un viaggio in treno durato svariate ore con compagne/i di scompartimento con idee a questo livello di sessismo e ignoranza e non ci volevo credere..("Un uomo che lava i piatti non si può vedere perché dev'essere uomo e QUINDI rispettato", "la donna è più portata a certe cose", "la donna nasce zoccola" e,tenetevi forte, "al giorno d'oggi c'è troppa parità di sessi"!! E tutto questo detto per la maggior parte da donne stesse)..
    Ma pensare che tutte le mattine persone che non hanno altri mezzi di informazione oltre alla tv vedano queste cose ogni mattina mi fa davvero rabbrividire...

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  7. Standing ov(ul)ation! Grande Erika! :)

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  8. Ciao!!
    Mi è piaciuta molto la tua riflessione e concordo sull'assurdità di tali contenuti, tra l'altro spiattellati in faccia a mezza Italia come fossero pura verità (invece sono punti di vista arretrati, soggettivi, sessisti). Tra l'altro, se non l'hai ancora notata, voglio segnalarti una pubblicità affissa di recente su alcuni muri e cartelli milanesi (ma forse anche in altre città) che io trovo discriminatoria e diseducativa al massimo, si tratta dell'advertising del brand d'abbigliamento Relish. Purtroppo non sono riuscita a fotografarla ma la trovi nella sezione advertising della suddetta marca, scorrendo un po' le immagini: http://www.relish.it/#/adv ad un certo punto vedrai una donna, vestita in modo discinto, circondata da 5 uomini che la bloccano e le mettono le mani addosso (una vs cinque, sottomissione e passività pura). Non contenti di questo oltraggio hanno fatto indossare ai modelli maschi delle maschere da maiale. L'associazione al maiale parla da sola, secondo me. e' orribile! In altre foto ci sono altre maschere, rappresentanti cavalli o animali da cortile, però il messaggio implicito secondo me è lo stesso: sulle donne si può anche agire in massa con bestialità e supremazia, seguendo l'istinti animale, tanto loro ci aspettano mezze nude, disponibili e sorridenti... :( che trisitezza.

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  9. Accade sovente di udire discorsi come quelli segnalati nel post e nei commenti: ossia, chiacchiere su quali sarebbero i ruoli "maschili" e quelli "femminili". L'individuazione delle identità e delle peculiarità psicologiche dei due sessi è un argomento affascinante, che non andrebbe banalizzato con questioni quali "Chi cucina meglio?", "Chi deve occuparsi del ménage?" ecc. Erika, perciò, ha fatto bene a sottolineare come discorsi così insipidi ritornino anche sulla TV pubblica. Personalmente, penso che in campo professionale il fatto di essere uomo o donna non debba essere posto tanto in rilievo: dovrebbero valere di più il curriculum e le capacità dimostrate sul campo. Quanto all'occuparsi dei figli, è veramente di cattivo gusto classificarlo come "perdita di tempo". Oltre che offensiva verso le madri lavoratrici, questa frase è ingrata verso chi svolge le importantissime funzioni di allevare e educare esseri umani.

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  10. Che tristezza questi programmi! Ma la conduttrice stava muta ad ascoltare? Ci sono tantissimi uomini che sono cuochi o hanno la passione della cucina e cucinano più che bene. Non voglio credere che queste persone pensino veramente queste cose ma che lo facciano solo per riempire gli spazi che altrimenti sarebbero vuoti, dato che non possono parlare di argomenti scomodi.

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  11. Che schifo, che disgusto! Non ci voglio credere. Avevo già letto di questa puntata nel blog di Mary (è che sto rispolverando vecchi articoli dei giorni passati nei vari blog XD), ma resto sempre più scioccata. Le donne non sono affidabili? Gli uomini lavorano 365 giorni l'anno e le donne no? Oddio, se conoscessero gli uomini con cui lavora mia madre (sempre a casa "malati") non lo direbbero. Ma forse li conoscono e vogliono comunque fingere, bah. Che stupidaggini.

    Con questo mica voglio dire che gli uomini siano pigri, ma che la pigrizia e l'inaffidabilità non ha sesso, come la diligenza e la costanza. u.u No? Ma tanto qui lo sappiamo, è in tv che non lo capiscono XD

    E poi... la storia dei figli a scuola... una perdita di tempo? D: E poi dovrebbero anche chiedersi perchè gli uomini che lavorano con loro, invece, non li portano MAI i figli a scuola, lasciando tutto alle mogli.

    Gli uomini che conosco io non sono come li dipingono, e neanche le donne. Sono davvero stufa di sentire queste cose in tv, ma ormai non credo cambierà niente per magia, cambierà solo se continuiamo così come stiamo facendo, cambierà solo col lavoro di tutt* noi. :D

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  12. B. e le "veline":
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/24/mi-manda-valterino/159685

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