martedì 27 settembre 2011

LA LISTA DEI BUONI PROPOSITI DEI "DISERTORI" DEL PATRIARCATO

Io l'ho scoperta da poco ma è già stata pubblicata in gennaio.  E' una lista di buoni propositi  (e a noi piacciono molto le liste, come il sondaggio qui a destra della homepage del blog :) ed è il frutto di un lavoro collettivo da parte di alcuni uomini che partecipano alla mailing list di Femminismo a sud e che si sono definiti "disertori" del patriarcato. Per chi non conoscesse i disertori, credo che questa lista sia un buon modo per avvicinarsi ad un altro modo di essere uomo, lontano anni luce dalle gabbie degli stereotipi di genere.
La copincollo interamente di seguito perché non solo è ben fatta ma perché secondo me dovrebbe essere diffusa e fatta leggere a più uomini - ma anche donne - possibile. Qui trovate il post originale: 

Buoni propositi per il 2011

1. Per troppo tempo, molti di noi hanno trascurato la salute fisica, mentale e spirituale. Prendiamoci cura di noi stessi, senza demandare la responsabilità della nostra cura ad altre/i.

2. Prendiamoci la responsabilità di mantenere e preservare le nostre relazioni sociali. Inviare biglietti di auguri, acquistare i regali per i nipoti, ricordare i compleanni, o anche solo organizzare cene per stare in compagnia, sono attività che ci mantengono vivi ed in relazione con altre/i. Smettiamola di lasciare ad altre/i la gestione della nostra rete sociale! Ricordiamo in prima persona a chi ci sta vicino che teniamo alle loro parole e alla loro presenza.

3. Ascoltiamo le donne, senza interrompere, senza smentire immediatamente, senza criticare o deridere solo perché sono donne. Ascoltare, comprendere, rispondere in modo pertinente sull’argomento e non in base al genere dell’interlocutrice/ore. E tenendo la bocca chiusa abbastanza a lungo, potremmo imparare qualcosa!
4. Facciamo attenzione, nelle nostre attività e/o discussioni, a quanto diamo peso alle opinioni, alla parola ed alla presenza di altre soggettività. La mancata partecipazione di donne, trans e persone di diverse provenienze e/o vissuti ci vincola al paradigma patriarcale, eteronormativo (*) e razzista.

5. Impariamo anche i gesti e le attività che lasciamo fare sempre e solo alle donne. Fare il bucato in modo corretto, ad esempio. Tu ed io sappiamo come fare il bucato. E’ facile quanto cambiare l’olio tenendo in mano una birra, riparare lo scarico, o agganciare un nuovo televisore al plasma. E’ ora di smettere di fingere d’essere ignoranti. Capiremo molto di più di noi stessi e guadagneremo strumenti e possibilità di comprensione reciproca.

6. Eliminiamo le parole misogine e sessiste dal nostro vocabolario – e dal nostro dialogo interiore pure. Quando una donna fa qualcosa che non ci piace, non la chiamiamo “troia” – nemmeno nella nostra testa! E’ un’atteggiamento mentale stupido e funzionale alla violenza. Evitiamo la complicità silenziosa con altri/e  esprimendo chiaramente dissenso quando ascoltiamo linguaggi e/o assistiamo ad atteggiamenti misogini e omo/transfobici.

7. Dobbiamo sempre essere forniti di profilattico e metterlo prima che lei sia costretta a chiedercelo. Basta indossarlo. E’ un atto di rispetto e responsabilità che dobbiamo a noi stessi e a chiunque faccia sesso con noi.

8. Evitiamo qualsiasi attività sessuale che oggettivizza, sfrutta, ferisce o umilia le donne. Evitiamola anche perché è umiliante e degradante  per noi stessi.

9. Scegliamo di avere rapporti sessuali esclusivamente con persone che siamo certi siano consapevoli e consenzienti. Ciò significa che non siano ubriache, confuse, o impaurite. Che non siano state manipolate o la situazione non sia frutto di un atto di bullismo, molestia e/o pressione psicologica o abuso di potere.

10. Risolviamo eventuali conflitti in modo non violento, senza abusi, senza ritorsioni o vendette e senza coinvolgere chi non c’entra – soprattutto se si tratta delle figlie e dei figli.

11. Troviamo un altro uomo da amare, in qualunque modo. Amico, padre, collega: proviamo a sentire, anche per scherzo, anche in una battuta, il rumore della parola “amore” detta a un altro uomo. Facciamola uscire fuori e vediamo che effetto fa.  Mettiamoci alla prova, in questa come in altre situazioni.

12. Lavoriamo per eliminare la nostra omofobia e/o transfobia. L’eteronormatività (*) distrugge la nostra connessione con tutti gli altri esseri umani. E ci impedisce di amare. Dobbiamo essere in grado di amarci profondamente. Come uomini siamo capaci di dare e ricevere tanto amore – e non solo dalle donne.  Informiamoci, leggiamo, parliamo, conosciamo altre esperienze. Ne guadagneremo sicuramente in qualcosa.

13. Informiamoci sul femminismo. Ci sono tante storie e correnti femministe quanti movimenti letterari e avanguardie artistiche. E’ una storia enormemente complessa sulla quale è doveroso saperne di più, soprattutto perché interessa noi, che eravamo siamo e saremo lì, insieme a chi ha una sua storia che pochi conoscono. Di nuovo e ancora: conosceremo in tal modo molto di più anche noi stessi.

(*): Per eteronormato, eteronormativo, eteronorma si intendono tutte quelle regole/norme comportamentali/psicologiche/linguistiche etc che si basano sul “binarismo sessuale”  e sull’idea che la sessualità ”normale”,  possibile e/o obbligatoria sia quella etero.

12 commenti:

  1. A parte il tono zuccheroso di questo decalogo che a volte rischia di farti venire il diabete,a parte il politically correct(se saltiamo su ogni volta che sentiamo una volgarità non so quanti film dovremmo censurare, impariamo a scegliere le nostre battaglie!) e il buonismo talmente esasperato, talmente esibito da suonare falso (e lo dico con tutto il rispetto per le buone intenzioni di chi l'ha scritto) io invece diffido enormemente di liste, decaloghi e "buoni propositi" che ti dicono come dovresti comportarti, non ho bisogno di una stupida lista per rispettare le persone omosessuali, per voler bene ad un altro uomo o per sapere che il sesso deve essere consensuale (e comunque nessuna pratica erotica è degradante se è consensuale) o per ricordarmi compleanni dei miei amici..mamma mia che sdolcinatezza! Per riprendermi dovrò rivedermi la Famiglia Addams e non so quante puntate di South Park e dei Griffin.
    Scusa la durezza, ma mi è stato insegnato a capire con la mia testa cosa è giusto e a diffidare di cose tipo "la lista delle regole giuste e buone" e questo decalogo non mi sembra per niente diverso da quello della perfetta Miss Italia (anche quello pieno di tante buone intenzioni) giustamente criticato su questo blog

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  2. @Paolo1984: l'elenco è un mezzo come un altro per esprimere un concetto. tengo a specificare che non ho criticato il decalogo per la perfetta miss in quanto tale, ma per i contenuti che esso esprimeva. il decalogo in sè, non è qualcosa di negativo se usato come spunto di riflessione. lo sanno bene a Vieni via con me, lo sanno alcuni poeti che l'hanno reso in versi (io stessa ho composto testi poetici a mo' di lista) e lo sa questo blog che ha addirittura contribuito alla scrittura del decalogo per una comunicazione a zero stereotipi (link in alto a sx).
    detto questo, rispetto la tua opinione sulla presente lista dei disertori anche se ovviamente non la condivido. non credo che questi semplici gesti possano essere definitivi zuccherosi né politically correct. credo invece che molti vadano al cuore del problema e, proprio per questo, possano spesso suscitare un senso di fastidio.

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  3. @giorgia v.
    infatti non vado pazzo neanche per gli elenchi di Vieni via con me nè per il buonismo di Fazio anche se preferisco Chetempochefa rispetto a robaccia di finta satira tipo Striscia.
    Comunque questa non è una poesia, la forma che hanno scelto è quella della lavagna con le regolette, è una modalità prescrittiva che considero adatta più ai bimbi piccoli che ad individui adulti.
    Sul concetto ad esempio dell'amare un altro uomo come amico una sitcom come il mio amatissimo Scrubs (dove per l'appunto J.D. e Turk sono due ragazzi etero legati da una amicizia così forte che a volte li fa sembrare due innamorati) è molto più convincente
    http://www.youtube.com/watch?v=sxbROMQTjKg

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  4. Lo so Giorgia infastidisce molto...però non comprendo il fastidio per il politiamente corretto che non è affatto una questione di forma ma anche di sostanza come sempre avviene nelle questioni di forma e viceversa...
    Nadia

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  5. Addio a Wangari Maathai!
    http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/11/09/26/maathai-nobel-morta.html

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  6. Grazie Paolo, c'è proprio bisogno di chi si oppone con forza alla forma e lascia stare la sostanza. Non capisco proprio come fai a confondere qualche consiglio tratto dall'esperienza (tra l'altro il testo è tradotto in gran parte da un documento precedente) con una lista di prescrizioni. Mi spiace molto ma il tuo è un pregiudizio bello e buono, che per fortuna non influenzerà il fatto che concordo con te su Scrubs. Sono forme diverse di linguaggio, e il fatto che a te una non piaccia non significa che a qualcun altro non serva o che non venga invece preferita così.
    Tra l'altro, come dice Giorgia, il testo è stato fatto a gennaio sulla scia di tante altre "liste di buoni propositi" molto più ipocrite; si voleva, in questo modo, anche rispondere a quelle. Aggiungo che il giudizio di sdolcinatezza è proprio sbagliato: in fase di traduzione abbiamo tolto molte forme anche più "zuccherose" (il testo viene dal paese di Scrubs, sai?) e aggiunto cose decisamente più inerenti la difficile realtà machista italiana. Sempre che tu abbia voglia di impegnarti a capire, dopo avere solo letto il testo.

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  7. Aggiungo che "a me è stato insegnato a capire con la mia testa" è una sciocchezza adolescenziale tra le più evidenti. La frase dice da sola che almeno una volta qualcuno lo sei stato a sentire, quindi oltre che della tua testa c'è bisogno anche di quella di molti altri. Se tu non hai bisogno di questa lista, lasciala perdere senza troppe chiacchiere e permetti ad altri di arrivare là dove sei già tu; non tutti sanno capire la vita attraverso i telefilm. Grazie.

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  8. giustissimo il consiglio di mettersi il preservativo specie nei rapporti occasionali, solo quello protegge te e la partner da malattie sessualmente trasmissibili, poi va da sè che ogni coppia decide autonomamente sul metodo anticoncezionale da usare e se usarlo

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  9. leggo che questo decalogo e del paese di scrubs , quindi gli USA , strano venga proprio da li,paese in cui la questione femminile non mi sembra cosi grave, paese dove non si può dire che le donne non abbiano potere, nelle stanze dei bottoni ci sono molte donne, poi esaminiamo questo decalogo,riguardo al punto 8 vorrei veramente sapere a cosa vi riferite ,perché il sesso si fa in due e bisogna essere consenzienti , poi sul 9 poniamo un ipotesi che una ragazza da ubriaca ci prova insistentemente con un suo amico , perché ricordate l' alcool toglie le inibizioni , ma non cambia la persona, e poi chissa perche questo punto e riferito solo agli uomini mah ,passiamo al punto 11 , questa me la dovete spiegare, se una donna chiamo amore , il propio/a figlio/a o il propio padre , non ci trovo nulla di strano, ma chiamare amore il propio collega difronte al compagno non è una bella cosa , a voi piacerebbe se il vostro compagno chiamerebbe amore una sua collega?

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  10. Lorenzo Gasparrini5 ottobre 2011 16:50

    Ecco le risposte:
    8: si riferisce alla violenza carnale, in tutte le sue forme (e sono tante, calmati e pensaci); 9: l'alcool toglie sia le inibizioni che la lucidità; sta a te decidere che partner vuoi. Secondo me l'assenza di lucidità la persona la cambia eccome. Sta a te assumerti la responsabilità (spero) di fare sesso con una persona rincoglionita dall'alcool. Contento tu... 11: Sì, mi piacerebbe, perché significa che quella parola non è ad uso esclusivo di un sesso rispetto ad un altro, e significa che non è niente di "sporco" o "poco virile" provarlo - né indice di "tradimento". Mai provato? Mi dispiace per te.

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  11. Lorenzo Gasperrini sul punto 8 vedi che o scritto che in fatti tutti e due devono essere completamente consenzienti prima di avere un rapporto sessuale, sul punto 9 per esperienza personale l' alcool influisce in due punti del cervello quello sul equilibrio e quello sulle inibizioni , quindi toglie le inibizioni questo si, ma un si è un si ed un no è un no punto, sul 11 il termine amore lo concepisco solo fra parenti ,ed amici dello stesso sesso, ma non fra amici di sesso diverso, e questo vale anche al contrario, cioè un uomo che chiama la collega amore di fronte alla sua compagna, troverei normale che lei si arrabbiasse.

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