mercoledì 3 agosto 2011

OCCHIO ALLO SPOT: UNA LUNGA ESTATE CALDA

Mi sembra che l'estate abbia portato con sè un'inarrestabile ventata di pubblicità svilenti, come quest'ultima ad esempio.

Mary di Un altro genere di comunicazione, che di segnalazioni di campagne sessiste se ne intende, mi diceva che sono già circa 100 le pubblicità recensite dal suo blog dall'inizio dell'anno ad oggi. Non oso quindi pensare quante siano quelle di cui non siamo venute a conoscenza.

I casi secondo me sono due: o le pubblicità sessiste sono effettivamente aumentate - e questo probabilmente perché alcuni committenti stanno cercando di creare polemica per ottenere visibilità - oppure la sensibilizzazione sui temi di genere è cresciuta facendo aumentare le segnalazioni degli utenti.

Io credo che sia un mix di entrambe le ipotesi. Mi pare infatti che mentre alcune aziende, di solito le più grandi, abbiano cominciato a modificare i propri messaggi in senso (un po') più gender friendly, altri committenti, soprattutto a livello locale, stiano invece tentando la strada della polemica sessista per ottenere visibilità, alla stregua del "purché se ne parli".

Per questo motivo, sono sempre più convinta che, in un simile far west di incompetenza, malafede e scarsa deontologia professionale (che penalizza i veri professionisti della comunicazione), lasciare alle segnalazioni dei singoli cittadini e delle imprese l'onere di vegliare sulla comunicazione commerciale non credo sia giusto né sufficiente. Forse un'analisi "a monte", che valuti le comunicazioni commerciali prima che vengano pubblicate, potrebbe essere una valida soluzione, tanto più che spesso una campagna viene ritirata dopo essere ormai stata vista da molte persone.

Credo che la pubblicità sessista non dovrebbe essere una questione di scelte dei singoli o di coscienza individuale ma di leggi da rispettare, che garantiscano la tutela dell'immagine delle persone appartenenti non solo al genere femminile ma anche a quello maschile. Perché considerare gli uomini alla stregua di esseri umani perennemente eccitati, incapaci di dedicarsi alle faccende domestiche o la cui mascolinità si misura in relazione alla propria attività sessuale è altrettanto svilente e pericoloso che diffondere l'immagine delle donne come oggetti di desiderio sessuale, regine della casa o angeli del focolare.

In una situazione come quella italiana, a questo punto mi aspetterei qualcosa di più di un protocollo fra il Ministero delle Pari Opportunità e lo IAP.

PS: Un hurrà per Repubblica.it che nel mitico "colonnino di destra" riesce a piazzare contemporaneamente la notizia della rimozione del manifesto sessista di Bari e poco più sopra la gallery di Rhianna che da spettacolo alle Barbados con una mise che è tutta un programma. Perché dove finisce la pubblicità, in Italia comincia il giornalismo.

6 commenti:

  1. Bè la gallery di Repubblica mi pare consacrata ormai alle notizie stupide (ma a qualcuno interessano, evidentemente), Rihanna però è una pop star che partecipa ad una festa nella sua terra natale..non è una pubblicità sessista, è qualcosa che mi sembra possa rientrare nelle scelte personali (di Rihanna, in questo caso), certamente è criticabile il fatto che Repubblica almeno su internet si comporti come un giornale scandalistico

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  2. Personalmente ti voglio segnalare una pubblicità che non mi sembra svilente ma strana: è la nua di Intimissimi. C'è come sempre una bella ragazza distesa, non provocante che però ha una canottiera e delle mutande da uomo! A fianco infatti c'è scritto: "Intimissimi uomo". Ma noi donne non abbiamo diritto a vedere un bell'omo? Possibilmente vestito sexy!

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  3. Poi vogliamo aggiungere che se una ragazza vestita in biancheria da uomo è sexy, un uomo in tanga e reggiseno (o reggicalze, voglio essere clemente) no lo è? O lo è e non me ne sono accorta?

    (Sto scherzando, meglio specificare)

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  4. @Francesca: l'ho vista e Un altro genere di comunicazione l'ha appena recensita. Secondo me è svilente che pure quando si debbano promuovere prodotti x uomo si finisca ancora per usare il corpo di una donna. Non sarebbe mai accaduto il contrario.

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  5. @Giorgia: oggi l'ho rivista e ho pensato quello che hai detto tu (la mattina presto si ha ancora sonno!) e in effetti è anche in atteggiamenti sexy. Ho visto un altro manifesto dove la modella è in piedi: la canottiera è sollevata il più in alto possibile per vedersi l'ombelico e ha una spallina abbassata così si vedono le spalle. Le gambe sono leggermente divaricate come quelle di un uomo. Dobbiamo fare tutto noi! Non ci sono più uomini sulla terra? Bisogna segnalarla allo IAP. Voglio proprio leggere la recensione di U.G.C.

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  6. Io questo Ballardini proprio non lo capisco: scrive un articolo che è un capolavoro e me lo rovina parlando di "molto rumore per nulla", "moralismo" e "ipocrisia" se le donne le ritengono offensive per la loro dignità!
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/03/quel-che-resta-della-pubblicita/149362/

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