mercoledì 31 agosto 2011

IN SVIZZERA ANCHE IL PARTITO DELLE DONNE LE SPOGLIA!

di Erika F

In Svizzera nasce il FDP Donne, il partito delle donne liberali (già facenti parte del FDP svizzero) che si impegna a combattere la discriminazione femminile sul lavoro, facilitare la conciliazione di famiglia e carriera, sostenere le donne nell’ istruzione, inserire le quote rosa, eliminare le disparità salariali, garantire protezione e sicurezza nell’ ambito domestico, della prostituzione, pubblico, scolastico, su internet e tante altre belle cose.

Bene, ma cosa viene scelto come slogan, immagine per una così interessante campagna elettorale?

“Mai più senza niente sopra” da notare il gioco di parole, la segretaria di partito Claudine Esseiva si spoglia per incoraggiare l’aumento della percentuale femminile nei piani alti (che in Svizzera arriva al 2%).

La domanda: ce n’era veramente bisogno? Possibile che le donne non possano smettere di guardarsi continuamente con occhi maschili e di vedersi perennemente legate all’erotismo in ambiti con cui non ha niente a che fare?

Molti l’hanno definita coraggiosa per questa sua “provocazione”, ma è veramente una provocazione allinearsi all’immagine femminile già continuamente sfruttata e strumentalizzata dai media?

Non solo l’immagine svilisce l’immagine del partito ed il suo serio programma politico, ma non è neanche chiaro nel messaggio che trasmette, molte persone intervistate a Zurigo hanno chiaramente detto di non aver capito bene cosa pubblicizzasse l’immagine.

Nei commenti sulla loro pagina Facebook le donne del partito si dicono entusiaste della campagna pubblicitaria e rispondono alle persone contrarie descrivendola come un divertente gioco di parole.

Per lo più questo ci fa notare quanto il crescere in un ambiente sessista influisca profondamente in certe persone, anche quando cercano di fare qualcosa per migliorare la condizione femminile, involontariamente non fanno altro che continuare a danneggiarla. Il fatto che anche tra donne “emancipate” viga l’immaginario collettivo della donna sempre pronta a spogliarsi e ad essere disponibile sessualmente è veramente deprimente.

(Erika F per Vita da streghe)

NB: Questo articolo era stato scritto prima delle vacanze ma, causa pausa estiva, viene pubblicato adesso.

12 commenti:

  1. Purtroppo trovo che ci sia una diffusa difficoltà a percepire quanto il fatto che il corpo femminile sia percepito e rappresentato come un corpo "pubblico", continuamente a disposizione dello sguardo maschile non sia un segno di libertà, ma il suo contrario. Una donna libera si spoglia nel suo privato con chi desidera, né più né meno di quanto faccia un uomo. Perché invece negli ambiti più disparati le nudità femminili sono utilizzate come "mezzo pubblico" per vendere di più, per muovere l'attenzione verso alcune cause, ecc..? Non capisco come donne sensibili ai temi di genere possano cadere in un così grande errore. Scherzare con le armi del nemico? Non mi sembra molto perspicace, anche perché un messaggio arriva molto più attraverso le immagini che attraverso le parole.

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  2. Su Canale 5 sto guardando un film bellissimo, mentre sto pranzando. S'intitola "Sogni sul ghiaccio" Che bello il pattinaggio artistico e anche la trama è bella. Verso le 15:00 ci sono dei bei film.

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  3. Insomma questa Svizzera...paradiso di comportamenti tutti all'insegna del neoliberismo peggiore? legge che autorizza a sparare ai gatti, fisco come sappiamo, ora il solito equivoco fra libertà delle donne e quella sulla pelle delle donne...
    Donatella

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  4. Allora non è solo l'Italia sessista! Se quello slogan non l'hanno capito gli svizzeri, figuriamoci gli stranieri. Che vuol dire "Mai più senza niente sopra?"

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  5. @giorgia: Gli svizzeri mi sembrano di quelli che ti guardano dall'alto in basso, delicatini, tutti d'un pezzo. Almeno gli italiani sono più alla mano. Tanto se emigri puoi lavorare solo in gelateria. In America invece ti vogliono solo per sei mesi poi le porte sono chiuse.

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  6. cara Giorgia, leggo spesso il blog, ma non sono molto attiva con i commenti! Ma questa volta eccomi! Sono molto d'accordo con l'articolo, ma anche un po' sorpresa: io vivo in Svizzera e lavoro a Zurigo. Quello che in genere noto, guardandomi intorno, è che qui la pubblicità è molto meno sessista che in Italia e in generale compaiono sui manifesti pubblicitari donne - e uomini - di tutte le età, belli e meno belli, magri e meno magri e in genere tutti vestiti in modo normale. Questo mi pare rifletta anche il 'look' della gente comune: la maggior parte delle donne sembra vivere la sua età tranquillamente, senza voler a tutti i costi mettersi in mostra e /o sembrare più giovane. Molte donne nemmeno si tingono i capelli e questo spesso le rende molto più chic, eleganti e intriganti, almeno a mio parere.
    Quindi mi appare ancora più incomprensibile che un partito di stampo 'femminista' proponga proprio qui questo genere di pubblicità (non mi è ancora capitato di vederla).
    Grazie
    Silvia

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  7. Sarà pure stereotipata questa fiction ma mi piace molto! Ora hanno due gemelle e le due rivali hanno scoperto di volersi bene e di avere molte cose in comune!
    http://www.youtube.com/watch?v=Cw51tOOvpzQ

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  8. Io mi sono fatta un'idea della questione ma volevo confrontarla con voi. In realtà la politica, quasi ovunque è al maschile. Quindi, per quanto le donne in questione fossero armate delle migliori intensioni, sono inciampate nei luoghi comuni dovuti a troppa militanza in ambienti mediamente sessisti.

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  9. Il partito liberale svizzero è di destra e io come Svizzera non mi sento rappresentata quindi nemmeno il partito dell Donne liberali non mi puô rappresentare. Non tutte le svizzere e gli svizzeri si sentono superiori. Ricordo Che gli stereotipi nei confront dell Donne colpiscono a destra e a sinistra. Anche in Svizzera si cerca di combatted stereotipi e ingiustizie nei confronti dell donne, sul lavoro, in casa, in società. Ma la lotta care e cari è dura. Tutti dovremmo imparare dai paesi nordici!

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  10. Non so, le uscite delle ucraine senza reggiseno le spiego con la diversa significanza del seno nudo in quel contesto: da loro non c'è stato il femminismo, non c'è stata l'acquisita consapevolezza dello svilimento sessista del nudo femminile, non c'è stato il tettaculismo berluscoide italico. Dunque, mi argomento, togliersi il reggipetto forse avrà lo stesso segno che conferivano al gesto le donne che tra fine '800 e primi '900 i reggipetti li bruciavano. Forse. Ma in Svizzera? Pura acquiscenza al sessismo maschilista dominante l'immaginario collettivo. Triste.

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  11. "non c'è stata l'acquisita consapevolezza dello svilimento sessista del nudo femminile," paola

    Non sempre un nudo femminile è svilimento sessista, dipende dai contesti,come noti anche tu

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