lunedì 29 agosto 2011

IL MOVIMENTO DELLE DONNE: LETTERA A VITA DA STREGHE

Klimt - Donne in conversazione
Riceviamo e pubblichiamo un commento di Donatella Proietti (le evidenziature sono mie) inviatoci appena prima di partire per le vacanze, che fa un bilancio sul lavoro svolto in tema di genere, dai percorsi avviati da Lorella fino ad oggi passando per la Rete e Snoq, con una dedica alle giovani blogger. Mi è sembrato un buon modo per riprendere le fila del discorso e ricominciare una nuova storia.

Carissima Giorgia,

ti auguro anch'io delle buonissime vacanze e approfitto per ringraziarti del tuo sapiente lavoro.

Noi ci siamo incontrate, per il momento virtualmente, nei percorsi avviati da Lorella Zanardo alla quale tributiamo il continuo riconoscimento del merito di aver, appunto, inaugurato la possibilità di ridare voce alla nostra comune consapevolezza della gravità con cui si tratta e si offende l'immagine femminile nella società italiana in pressoché tutte le sue manifestazioni.

Scelgo il tuo spazio, spero non ti dispiaccia, per fare a mia volta una sorta di bilancio-considerazione sul lavoro fin qui svolto anche perché ho qualcosa da dire a te e alle giovani amiche, tue colleghe, ma anche a coloro che ti leggono o leggono i blog amici e che di sicuro transitano dall'uno all'altro con attenzione.Qualche tempo fa solevo postare lo stesso commento nel blog di Lorella e in quello di Marina Terragni per via della profonda sintonia stabilitasi tra le loro battaglie. Ma questa volta vengo e resto qui da te per dare conto della stima che nutro profondamente verso di te e verso il tuo lavoro, perché è giusto che noi più adulte, oltre a confrontarci tra di noi, riconosciamo concretamente il vostro impegno e lo testimoniamo partecipando anche ai vostri spazi. Scrivo oggi da te anche per porti degli stimoli che potrai raccogliere se lo vorrai.

Come sai io appartengo alla generazione precedente alla tua, non solo anagraficamente ma anche politicamente. Sono una femminista della cosiddetta prima ondata e faccio riferimento principalmente al pensiero della differenza, a Luisa Muraro, Alessandra Bocchetti, alla compianta Angela Putino, ad Altre, grandi del pensiero femminista italiano che non sono più in questa terra e Altre che ci sono ancora e stanno sostenendo questa lotta per ottenere una vera civiltà nel conflitto fra i sessi, come, cito una per tutte, Lea Melandri. Conflitto agito con grandissima slealtà da parte di un maschile violento e arrogante, lo stesso che spesso vediamo imperversare nei blog delle donne e che dall’interno del nostro discutere, cerca di disgregare i nostri ragionamenti, il troll. I troll che frequentano i nostri blog non sono troll qualsiasi, sono degli esseri inqualificabili, probabilmente pagati allo scopo di schiacciare il nostro sforzo, gentaglia che si presenta con maschere oramai identificabili che vanno dal bravo e colto ragazzo femminista, all’uomo brutto che si vittimizza, allo psicopatico che allude alla sofferenza imposta dalla madre, eterno bersaglio della mentalità patriarcale. Molte di voi (noi) hanno inserito la moderazione per salvare le discussioni rinunciando così ad una parte della libertà di espressione, la stessa che la cultura neoliberista sbandiera come proprio valore e che invece tende soltanto a limitare quella femminile nella società. Aggiungendo in ogni dove la sua ideologia del consumo, sostituendo l’ingiunzione al godimento al libero insorgere del desiderio (come infatti ci disegna l’ISTAT di recente: incapaci di desiderare).

Ecco, io sono qui per dirti e dirvi che se abbiamo scontato un’assenza (il silenzio delle donne)negli ultimi quindici anni e se di quest’assenza veniamo accusate al punto che all’evento di Snoq di Siena si è arrivate addirittura a celebrare la nascita (sic) del Movimento delle donne, ci sono ragioni che non vanno più taciute e che non possono più costituire elemento di divisione fra di noi. C’è una possibile “arte dell’amicizia tra donne”, un’arte “della guerra e del conflitto che possiamo fare nostra e con quella procedere. Io ho molto apprezzato e l’ho anche postato sul Paese delle donne il tuo stile nell’aver atteso lo svolgimento dell’evento di Siena prima di porre le tue critiche. Lo trovo un segno di grandissimo rispetto, pregno di quegli elementi dell’arte di condurre il conflitto fra di noi. Arte definita e teorizzata dalla grandissima filosofa femminista Angela Putino. Siete troppo giovani per sapere che Angela progettò e condusse, negli anni 90, dei seminari per “giovani guerriere” selezionando secondo la sua intuizione, alcune femministe italiane per realizzare delle giornate indimenticabili di pratica di quell’amicizia possibile fra di noi. In presenza delle più grandi teoriche che sostenevano filosoficamente e politicamente il nostro lavoro, ci cimentammo in meditazioni guidate dalla maestra Angela, in attività sportive, in giochi all’aperto e al chiuso, in manifestazioni poetiche di alcune di noi (la magnifica Patrizia Cavalli) mettendo tutto a disposizione di una sperimentazione che vedeva coinvolto tutto il nostro essere, anche il corpo, quindi e il corpo in esercizio, il corpo in relazione (politica, tra donne) allo scopo di dire che l’amicizia fra di noi è possibile, che il conflitto è una ricchezza, che la guerra è una possibile arte non violenta, che il maschile può essere contrastato, contenuto se non riusciamo a persuaderlo del vantaggio di porsi in relazione con noi, rendendo prevalente e fecondo il momento della nostra comune forza.

Ricordo in particolare un concetto delle meditazioni di Angela e lo voglio condividere qui. La capacità di riconoscere che l’energia è dentro e fuori di noi, anche questo un possibile esercizio che consiste nella volontà di coglierla, di non darla per scontata (è quella che ci permette tutti i multitasking del mondo e tutto il genio femminile, artistico, scientifico), di osservarne, attraverso la meditazione, il suo manifestarsi in purezza e poi sapere che non dobbiamo più pensare di produrre tutto ciò che facciamo nella più perfetta e abissale solitudine. Sapere che l’energia è fuori di noi, è nelle altre ma è nella terra, negli alberi, nei suoi frutti e che ad essa dobbiamo imparare ad appoggiarci. Appoggiarsi alle altre come ci si può appoggiare alla forza stabile e piena di vita e di calore di un albero. Cos’è, dunque, che non ci rende fiduciose le une verso le altre? Al punto di non riuscire ad appoggiarci o almeno non tanto a lungo quanto servirebbe a ristorarci?

Sia chiaro, Giorgia, io vedo nell’amicizia che scorre tra i vostri meravigliosi blog, nelle collaborazioni che riuscite a stabilire, tutte manifestazioni concretissime di questi principi e di questo vi ammiro molto. Ma c’è che il nodo complessivo non è stato sciolto e così si creano le fazioni, tutti frutti amari dell’antica divisione che il patriarcato produce a partire dalla relazione primaria, quella tra madre e figlia, la stessa che voi giovani madri probabilmente non vivete già più nella lacerazione che invece ancora la mia generazione ha patito e patisce. Perché dire che a Siena nasce il Movimento delle donne vuol dire occultare che è nato da un pezzo e richiamare, implicitamente escludere, a sé tutto ciò che invece vuole vivere con uno stile diverso e con argomenti diversi da quelli Snoq. O con approcci diversi da quelli di Snoq. Io ad esempio dico che non tutto si risolve mettendo in relazione al lavoro (a quello che c’è e a quello che manca) la sola maternità (quella che c’è e quella che non riesce ad essere), dico che c’è molto altro che sfugge e se dessi retta all’antica divisione femminile, insorgerei contro Snoq con argomenti anche più ampi di quelli che giustamente voi avete reso noti. Direi che mi sentirei profondamente offesa dalla dichiarazione della nascita, nel 2011, in Italia del Movimento femminista. Non l’ho detto così, come saprai, nel blog di Lorella, ma so che andrà, con calma e con molta attenzione e sapienza, ribadito e ribadito fino a farlo profondamente capire. Fino a fa capire che non è il supporto dei partiti quello che dobbiamo inseguire, che tutto ciò a cui noi diamo vita, i partiti uccidono. I partiti uccidono, subito. Infatti le donne di Snoq stanno conducendo uno sforzo immane per far restare vivo ciò che hanno messo in campo. E si incontreranno con Lorella fra qualche giorno, che bellezza! Se potessi andrei ma ancora non so.

Giorgia, sto diventando, come mio solito, lunghissima e concludo dicendo che se un silenzio c’è stato è stato quello delle donne dei partiti e che a tutte le altre, che cercavano di parlare e di dire, non è stato concesso un rigo sulla stampa e sui media, oppure è stato concesso di dire troppo poco e che la responsabilità di quel silenzio è del potere politico economico, lo stesso che usa i SUOI mezzi per circoscrivere la libertà femminile a quella che intende il patriarcato: una sua concessione. Ma Lorella ha detto molto di più di quello che ci è potuto arrivare, con il suo gesto ha detto: forza! Marina Terragni, dal blog e dalla stampa ha fatto altrettanto e da anni. Altre donne hanno parlato come e dove hanno potuto, dai libri e da quei due o tre mezzi di comunicazione non totalmente asserviti. Lo hanno fatto cercando tutta la libertà possibile ( la libertà si paga e si paga anche con l’accusa di “silenzio delle donne”, purtroppo) e che ora è miracolosamente moltiplicata dalla rete. E allora, davvero: forza!

E con questo augurio passiamo la nostra estate e a prestissimo, appoggiate le une alle altre. FORZA!

E grazie.

(Donatella Proietti)

12 commenti:

  1. E cmq ben ritrovate/i streghe e stregoni! :)

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  2. Hai anticipato il rientro! Poi mi leggerò la lettera. Ti dò il bentornata con una pubblicità virtuosa che adoro! Non l'ho trovata in italiano ma in TV c'è:
    http://www.youtube.com/watch?v=mWE3fxmu9Ro

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  3. Erica Gazzoldi30 agosto 2011 10:57

    Molte Grazie, gentile Giorgia. Spero che le tue vacanze siano state gradevoli. :-)

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  4. @Francesca: carino lo spot, sicura che non c'è in italiano?

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  5. @Giorgia: volevo dire che non c'è in italiano su You Tube ma in TV sì.

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  6. Molto bella la lettera. Fa piacere vedere questo spirito di collaborazione senza invidia né competizione.

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  7. beh evidentemente il Movimento delle Donne non è nato oggi, ma è stato poco diffuso allora. Rinchiuso in un elité. Oggi con internet può diventare veramente Movimento!

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  8. Grazie dell'apprezzamento Francesca.
    Emy, sono molte le ragioni per cui il femminismo non è conosciuto come si dovrebbe in Italia, qualcuna l'ho detta nella lettera ma non è tutto qui. Io però direi che un approfondimento andrebbe fatto sul ruolo che hanno avuto i media.Negli anni 90 le femministe (ricordo Luce Irigaray, ad esempio, fondatrice del Pensiero della differenza) erano spesso ospitate nel Maurizio Costanzo show, fino a quando Costanzo disse: e basta con questa Differenza, siamo tutti uguali! Non è così e credo che questo stop fosse altamente strategico per ciò che poi è venuto avanti anche per mezzo delle tv nelle quali lui lavorava passando poi, questa visione, anche nelle reti televisive pubbliche, come è accaduto per l'immagine femminile stereotipata e offensiva.
    Mi piacerebbe parlare a fondo di questo problema, so che Luisa Muraro sta affrontando l'aspetto legato alla difficoltà di accesso al linguaggio delle filosofe femministe ma anche da parte nostra si potrebbe dare un contributo.
    Donatella

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  9. Care amiche, ho appena ricevuto la newsletter di Micromega con indice e abstract dei contenuti del numero in edicola. Leggo di una intervista a Cristina Comencini definita animatrice di snoq "che ha risvegliato il torpore delle donne (e non solo) italiane". Sta entrando dunque nel senso comune, quello che si diffonde anche attraverso le riviste di media/buona cultura, l'idea di donne intorpidite. Noi sappiamo che l'appellativo è implicitamente, o almeno prioritariamente rivolto alle femministe, così come sapete cosa io penso al riguardo e che non ripeto dato che il mio pensiero è contenuto nella lettera qui pubblicata. Aggiungo soltanto ciò che non manco mai di sottolineare riguardo il ruolo svolto da Lorella come primo e rilevante contrasto a ciò che in Italia accadeva e, mi sembra, però, continui ad accadere malgrado tutte le nostre iniziative. Vi faccio una domanda chiara: cosa pensate della responsabilità che si tende ad attribuire ad una scarsa reattività del femminismo e non a quella di chi ha preso ad offendere le donne e persiste come se nulla fosse al riparo del suo strapotere politico-economico-finanziario mediante il quale offende e umilia tutti divertendosi un mondo, pare, a bersagliare l'immagine femminile?
    Donatella

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  10. Amiche, andate sul blog di Lorella: si discute stamattina di cose interessanti dopo la mia lettera ma si sta anche dicendo che abbiamo bisogno e desiderio di trovare un modo di collegare i blog delle donne. Io ho citato femminileplurale ma anche da Marina Terragni si sta parlando di questioni che ci interessano molto e qui, negli altri post di Giorgia. Questo io vedo, ma sicuramente anche altrove si sta lavorando di buona lena. Penso che non basti linkarsi, c'è già Twitter che opera cos', penso che sarebbe necessario un lavoro che metta in collegamento i concetti, i nodi problematici e i modi di svolgerli.

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  11. @Donatella: al Feminist Blog Camp si discuterà anche di questo. E' un'esigenza comune e sempre più pressante, a mio avviso.

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  12. @Donatella: è un'ottima idea quella di collegare i tanti blog sulle donne. Gli interessi sono gli stessi e non si perde nessuna notizia interessante. Un po' lo si fa già.

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