mercoledì 3 agosto 2011

BREAKING NEWS: LE RACCOMANDAZIONI DELL'ONU ALL'ITALIA IN TEMA DI STEREOTIPI E QUESTIONI DI GENERE

Breaking News - In Italia le donne sono rappresentate come oggetti sessuali. Questa volta non si tratta di un'affermazione di noi blogger o di altre realtà che trattano questioni di genere, ma bensì della preoccupazione delle Nazioni Unite, come si legge sul blog Campagna Lavori in Corsa – 30 anni CEDAW.

Vi ricordate che il 14 luglio scorso, a New York, si era riunito il Comitato per l’applicazione della CEDAW (Convenzione ONU per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne) con l'obiettivo di esaminare il VI Rapporto del Governo italiano sull'implementazione della convenzione? Bene, la Campagna Lavori in Corsa – 30 anni CEDAW, presente anch'essa a New York per presentare il Rapporto Ombra sull'attuazione della CEDAW in Italia, ci fa sapere che sono state rese note le raccomandazioni dell'ONU per il nostro Paese.

Copincollo di seguito il post pubblicato oggi sul blog della campagna che ne fa un riassunto, mentre a questo link potete leggere il testo integrale delle valutazioni e delle raccomandazioni dell'ONU: 

"In Italia le donne sono rappresentate come oggetti sessuali. Questa una delle principali critiche sollevate all’Italia dal Comitato delle Nazioni Unite che ha il compito di monitorare l’attuazione della Convenzione ONU per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) negli Stati che l’hanno ratificata.

“Ci auguriamo che il Governo ascolti le raccomandazioni del Comitato ONU”, affermano le attiviste della piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”, che hanno presentato alle Nazioni Unite un ‘Rapporto ombra’ sullo stato di attuazione della Convenzione in Italia. “La nostra Piattaforma si impegna fin d’ora a monitorare l’operato del Governo nel dare seguito alle raccomandazioni che gli sono state rivolte”.

Secondo le Nazioni Unite, in Italia persistono profondi stereotipi che hanno un impatto schiacciante sul ruolo della donna e sulle responsabilità che essa ha nella società e in famiglia. Complici le dichiarazioni pubbliche dei politici, che non fanno altro che incrementare tale profondo dislivello tra i sessi.

Tali stereotipi pongono le donne in una situazione di svantaggio, incidendo negativamente sulle scelte degli studi e della professione che esse vogliono intraprendere e diminuendo le possibilità di accesso ai “piani alti” del mercato del lavoro, della vita politica e del ‘decision-making’.

Altro capitolo è quello delle violenza contro le donne. Nonostante la nota positiva per l’adozione della legge 11/2009 che introduce il crimine di stalking, il Comitato esprime la propria preoccupazione per l’alto numero di violenze perpetrate su donne e bambine, per la mancanza di dati sulle violenze contro immigrate, Rom e Sinti e per la persistenza di attitudini socio-culturali che “condonano” la violenza domestica. In particolare, stupisce e preoccupa l’alto numero di donne uccise da partner o ex-partner, indice del fallimento dell’autorità nel suo fondamentale compito di protezione delle donne.

Ecco perché il Comitato ONU chiede al Governo di presentare entro due anni un rapporto sulle misure intraprese contro stereotipi e violenza di genere e raccomanda al nostro paese di adottare tutte le misure legali, amministrative, politiche ed educative necessarie a ridurre tali stereotipi. In particolare, le Nazioni Unite chiedono che lo Stato intervenga sulle immagini sessiste divulgate dall’industria della pubblicità e dai media, nelle quali donne e uomini sono spesso raffigurati in modo stereotipato.

Sul piano del mercato del lavoro, il Comitato rileva la costante disparità di salario e di trattamento tra uomini e donne e le scarse misure introdotte dallo Stato per conciliare vita e lavoro. In particolare, colpisce l’alto numero di madri che abbandonano il posto di lavoro dopo la nascita del figlio e la bassissima fruizione da parte dei padri italiani del congedo parentale (solo il 10%). Per questi motivi, tra le raccomandazioni fatte al Governo, si chiede che vengano introdotte urgentemente misure che incrementino il numero di donne impiegate e che portino all’abolizione sostanziale della pratica dei “dimissioni in bianco”.

Infine, il Comitato raccomanda di valorizzare e coinvolgere la società civile - e in particolare le associazioni di donne - nel cammino verso un’effettiva uguaglianza di genere nel nostro paese, attraverso consultazioni periodiche e trasparenti e la promozione di un dialogo costruttivo".

(Da Lavori in corsa: 30 anni CEDAW).

Link di approfondimento:
Valutazioni e raccomandazioni dell'ONU per l'Italia
Rapporto Ombra sull'attuazione della CEDAW in Italia
Il post dei Giuristi Democratici per la CEDAW
La campagna Lavori in corsa - 30 anni CEDAW

7 commenti:

  1. adesso proprio non si può dire che siamo le solite femministe bacchettone...

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  2. http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com/

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  3. Sono appena tornata dal inghilterra, e credemi, e stato veramente duro di rientrare qui. Essendo straniera, conosco la differenza fra questo paese e altri.Non vedo l'ora di andare via per sempre da qui.Sono fortunata che posso permetermi.Mi dispiace per tutti ( donne e uomini) che devono sempre combattere contro il male in questo paese.Spero che non ho offeso nessuno.
    Dolores

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  4. @Dolores: tranquilla, io ti capisco.

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  5. Sbaglio o nessun media mainstream ha dato questa notizia?

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  6. @Giorgia: è vero, nessuno ha riportato questa notizia e questo mi indigna. Mi fa piacere comunque averla appresa. Se deve intervenire l'ONU siamo proprio messi male! Ma alla fine faranno davvero qualcosa di concreto per aiutare il nostro Paese?

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  7. @Francesca: non so cosa potranno fare, dovremmo chiederlo alla campagna lavori in corsa - 30 anni CEDAW!

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