venerdì 22 luglio 2011

MA UN/A PASTAFARIANO/A NEI CONSULTORI, NO?

Ieri su Zeroviolenzadonne.it ho letto questa notizia: "IN PIEMONTE RIAPPROVATA LA DELIBERA PRO-VITA". Si tratta di un articolo di Laura Landolfi pubblicato su il Riformista dove si dice che "Roberto Cota ha fatto sì che martedì scorso la giunta piemontese riadottasse una delibera sull'ingresso delle associazioni pro-vita nei consultori".

Ora, io ammetto di non saperne molto di associazioni pro-vita (a cominciare dal nome, che non ho mai capito bene, come se chi abortisse o avesse un parere discordante sul concetto di formazione dell'esistenza fosse una persona pro-morte...Insomma, pesantino). Tuttavia, penso che se le associazioni pro-vita vengano ammesse nei consultori, allora dovrebbero essere accolti anche tutti gli altri movimenti spirituali e religiosi che abbiano una loro specifica concezione sul tema della vita, giusto? Perché, dunque, non accettare anche le associazioni, che ne so, pastafariane?

Ho deciso: voglio un/a volontario/a del Pastafarianesimo nei consultori! E' un mio diritto! :)))

21 commenti:

  1. Mi unisco al tuo appello!

    Ramen

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  2. Ecco, @Paolo1984, se avessi fatto una petizione avrei già raccolto centinaia di firme! Cmq anche dirlo simbolicamente a commento di un post è già qualcosa :)

    (Vita da streghe)

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  3. Anche io lo voglio un consultorio così in Veneto!
    Arianna

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  4. Vengo ad apporre la mia firma... da piemontese non posso esimermi :)

    Antonella

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  5. Anch'io voglio un pastafariano!
    Si sa, un pastafariano è per sempre... ;)

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  6. Mi unisco anche io all appello! Viva i pastafariani!

    Chiara

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  7. Adorabile Sua Pastosità! Mi associo!

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  8. sono d'accordo anche io voglio una Pastafariana decisamente

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  9. Un pastafariano di quelli tosti lo vorrei anch'io, sottoscrivo la geniale trovata.

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  10. Bene, bene, sottoscrivete pure, anzi passateparola! Nel mentre penso che mi convertitò al Pastafarianesimo così potrò candidarmi anch'io x entrare in un consultorio. Mi convertirò, sì, e poi darò origine alla corrente ortodossa vegetariana che adora il mostro degli spaghetti con polpette di soia. :D

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  11. Una testimonianza interessante e toccante:
    http://www.uaar.it/news/2011/07/22/interruzione-terapeutica-gravidanza-nostra-esperienza/

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  12. http://www.youtube.com/watch?v=qeIMwLL0bpU&ob=av2e

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  13. Non conoscevo questa nuova "religione", ah!ah! Io sono comunque a favore della creazione, contro l'aborto ma anche contro il Vaticano e se volete lo posso gridare in tutte le piazze perché ne sono orgogliosa. E' vero comunque che non posso obbligare gli altri a pensarla come me. A me invece mi urta se un ginecologo da per scontato che se ho un ritardo vuol dire che sono incinta o si meraviglia che non uso la pillola. Questo è conformismo, e chi è diverso da te è strano. Mi è successo una cosa del genere con la ginecologa del mio paese. Solo perché avevo un ritardo, diceva con insistenza che ero incinta, che stupida. Sicuramente non vedeva l'ora di dirlo a tutti.

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  14. ddl uxoricidi:
    http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/11/07/22/schirru.html

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  15. La ragazza col cognome nuovo:
    http://edicola.unionesarda.it/Corrente/Articolo.aspx?Data=20110724&Categ=2&Voce=3&IdArticolo=2604821

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  16. voto pastafariano, of course :)

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  17. Poi c' è chi dice che un consumo eccessivo di carboidrati mina la fertilità della donna, quindi questi qui nel consultorio ci stanno tutti.

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  18. Erica Gazzoldi26 luglio 2011 11:38

    "Pro-vita" è un termine generico; in ogni caso, non designa un movimento spiritual-religioso. E' un'espressione che designa associazioni e progetti (come l'arcinoto "Progetto Gemma")mirati ad evitare la solitudine delle future neo-madri in difficoltà, fornendo aiuto materiale e psicologico. Sostanzialmente, sono "pro-vita" tutti/e coloro che favoriscono l'accoglimento di un nuovo nato attraverso il superamento degli ostacoli psicologici o socio-economici. Essere "pro-vita" significa offrire alternative concrete a chi decide di abortire per via dei suddetti ostacoli. E' un atteggiamento complementare a quello di chi propone soluzioni puramente individualistiche ("la gestante deve decidere da sola"), mettendo in ombra il background in cui prende forma la decisione dell'individuo. Dato che i consultori, spesso, rinunciano alla propria funzione di sostegno alle future neo-madri per diventare un mero passaggio burocratico verso l'aborto, l'apertura all'atteggiamento "pro-vita" non guasterebbe. Tanto più che tende a prevalere il provvedimento contrapposto, ossia il divieto di lavorare nei consultori a chi è dichiaratamente obiettore. Non c'è motivo di fare del sarcasmo, né di chiamare in gioco il Pastafarianesimo. Qui non si tratta di difendere gli interessi di questa o quella ideologia, di questa o quella religione, ma dell'inizio della vita di ognuno. Senza differenze di parte.
    P.S.Il "Movimento per la Vita" conta, fra i membri, molte donne di ogni età, proprio come questo blog.

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  19. @Erica Gazzoldi: ti ringrazio per essere intervenuta. Tengo a precisare che il mio non era sarcasmo ma ironia. Detto questo, perdonami, ma nei consultori credo occorrano figure professionali e psicologiche competenti indipendentemente dalle loro convinzioni e da ciò che loro ritengano sia bene difendere, affinché lo scopo non sia "la difesa dell'inizio della vita" ma "il sostegno alla persona" affinché possa compiere una scelta serena e consapevole (che potrebbe anche non piacerci). Perché vedi in una visione laica dell'esistenza (laica non vuol dire individualista, vuol dire laica) la consapevolezza delle scelte di un individuo e non la scelta che noi riteniamo più giusta dovrebbe essere il fine ultimo. Ora, affinché una persona sia consapevole, secondo me occorrono aiuti da professionisti e personale qualificato per fornire il supporto psicologico. Se si ritiene che questo personale non basti o non sia sufficientemente qualificato, allora lo si potenzi, lo si valuti scientificamente, si attui un diverso criterio di selezione ma sempre attraverso concorsi e metodi di valutazione oggettivi e il più possibile scientifici. Capisci che selezionare le persone sulla base del loro "atteggiamento", "convinzione" o "predisposizione" significa compiere una scelta ideologica? Tu dici che le convinzioni spirituali non c'entrano, e tuttavia è proprio porre la questione come uno scontro fra indivualismo vs difesa della vita che fa rientrare il problema sul piano ideologico. Se proprio volete anche voi - giustamente - sostenere l'inizio della vita fatelo quando la donna ha già fatto questa scelta e necessita di aiuto per portarla avanti. Allora lì si che potreste assumere un grande ruolo di servizio. Questa è la mia ipinione.

    Vita da streghe

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  20. Non abbiamo bisogno di un movimento per sapere se vogliamo abortire oppure no. Non è possibile trovare soluzioni concrete ed esterne, ad una scelta che può essere fatta solo davanti a noi stesse. Pagando sul nostro corpo. sempre. Il sostegno psicologico ed eventualmente quello economico e sociale, va dato alla donna che ha già deciso. qualunque sia la sua scelta. Invece mi sembra che anche in questo caso valga la regola dei buoni e cattivi. le future madri con un sostegno, le altre chiuse in bagno.
    alessandra

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