venerdì 29 luglio 2011

COME VORREBBERO ESSERE RAPPRESENTATE LE DONNE NEL SERVIZIO PUBBLICO

Il 27 giugno scorso si è tenuto in Rai a Milano il primo meeting sulla rappresentazione delle donne nel servizio pubblico, realizzato dall’associazione DonneInQuota insieme alla referente RAI delle Pari Opportunità di Milano D.ssa Fabrizia Boiardi. Anche Vita da streghe ha partecipato all'incontro con un intervento ricordando il lavoro della Rete in merito alla denuncia di immagini svilenti e sessiste e proponendo come spunto il Decalogo per una comunicazione a zero stereotipi (che, se fosse rispettato tutto, probabilmente le rappresentazioni femminili svilenti in televisione non le vedremmo neanche più). Un bel resoconto della giornata lo trovate su Femminismo a Sud.

Di seguito invece copincollo alcuni stralci della lettera alla RAI che è stata redatta al termine dei lavori del convegno e che anche Vita da streghe ha sottoscritto. Se anche voi volete aderire alla lettera, leggetela per intero e compilate il modulo di adesione sulla pagina di Donne in quota.

Noi condividiamo il presupposto che alla qualità dell’offerta RAI siano indissolubilmente legati due fattori strategici: il primo consistente in una corretta rappresentazione della donna, in termini passivi, di immagine e contenuti, e in termini attivi di conduzione e creazione; il secondo volto al necessario allineamento dell’emittente di servizio nazionale ai migliori standard europei, in termini di qualità.

Riteniamo altresì che la preponderanza di stereotipi che affollano non solo l’advertising ma anche i programmi radiotelevisivi, costituisca fattore di grave impedimento alla qualità, sia in termini culturali che di intrattenimento e informazione.

Consideriamo indispensabile, per ottenere processi efficaci di vigilanza sul palinsesto e sulla produzione, che la composizione del CdA sia paritaria, donne e uomini, e che occorra l’individuazione di una componente del CdA delegata a  valutare i prodotti secondo una visione rispettosa e paritaria per quanto riguarda il gender, capace di rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di opere di qualita’, e promuovere azioni di garanzia qualitativa per la tutela dell’immagine femminile.

Convinte che sia necessaria una effettiva apertura della struttura RAI alle istanze propositive per avviare processi efficaci per una nuova produzione di qualità, che soddisfi l’utenza femminile, proponiamo un laboratorio di sperimentazione, ricerca e realizzazione di nuovi format, spaziando a tutto tondo, in ogni ambito d’attualita’ e di cultura, usufruendo di spazi certi nei vari palinsesti di Reti e testate.

Leggi e aderisci al testo integrale della lettera qui.

1 commento:

  1. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/29/felici-come-calciatrici-giapponesi/148644/

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