mercoledì 27 luglio 2011

CARA REPUBBLICA.IT, PER UN'ORA QUANTO?

Ecco di seguito il testo della mail che abbiamo inviato alla redazione del quotidiano on line Repubblica.it ed in calce gli indirizzi email a cui è stata spedita:

PER UN'ORA QUANTO?

Cara redazione di Repubblica.it, quanto guadagni con la pubblicazione on line di articoli softporno come quelli sovente presenti nella tua "mitica" gallery di destra dell'homepage?

Di sicuro non abbastanza da sacrificare la tua coerenza editoriale: da una parte sembri dare visibilità e sostegno alla mobilitazione delle donne (come le iniziative di Se non ora quando), mentre dall'altra proponi gallery di donne seminude, in costume, etc etc... E soprattutto non abbastanza da sacrificare il lavoro di sensibilizzazione e di crescita culturale che molte donne con tanta fatica stanno costruendo nonostante il bombardamento mediatico di infinite rappresentazioni della donna come un oggetto sessuale. Bombardamento a cui anche tu, Repubblica.it, purtroppo dobbiamo constatare ancora contribuisci.

Cara Repubblica.it, noi abbiamo deciso di stare dalla parte della cultura del rispetto dei generi. Tu? Deciditi: o de qua, o de là. Se non ora quando? 

Giorgia Vezzoli (Vita da streghe)
Francesca Sanzo (Donne Pensanti)
Maria Grazia Verderame (Un altro genere di comunicazione)

Clicca x ingrandire la vignetta di Val.

Se anche tu vuoi mandare questa mail a Repubblica.it per chiedere coerenza editoriale alla redazione, puoi scrivere a v.zucconi@gmail.com e repubblicawww@repubblica.it

13 commenti:

  1. D'accordo su tutto. Ne ho parlato anche sul mio blog:

    http://pazzoperrepubblica.blogspot.com/2011/07/il-colonnino-infame.html

    che ha il 20% delle visite in arrivo direttamente da Repubblica.

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  2. @Enrico Maria Porro: grazie!! il colonnino infame è degradante e svilente per tutti i lettori del quotidiano on line :)

    Vita da streghe

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  3. Invece di mordere il dito, puntiamo alla luna: protestiamo/boicottiamo le aziende che creano e mettono in circolo quelle pubblicità.

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  4. @GiuSci: il punto però è che qui non si tratta di pubblicità ma di servizi editoriali. Sulle pubblicità e le aziende committenti facciamo già un lavoro di denuncia piuttosto intenso.

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  5. Questa pubblicità l'ho trovata sull'FQ e sul blog Pazzo per Repubblica: cosa ne pensate?
    http://www.andreafavaretto.it/corso/?utm_source=Adwords&utm_medium=Adwords&utm_campaign=Adwords_Content

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  6. ma perché non chiediamo che la colonna di destra continui a parlare di donne... (perché nel 90% dei casi, di donne, nude, si parla) donne che di solito non hanno spazio, ma si impegnano, lottano contro la violenza, le disparità, gli stereotipi, promuovendo il rispetto, l'uguaglianza, una nuova immagine... di donne...
    alessandra

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  7. @alessandra: giusto! ovviamente tu puoi personalizzare la mail come vuoi :)

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  8. http://www.imille.org/2011/08/il-sessismo-della-stampa-italiana/

    Un mio piccolo contributo. Il microcosmo dei commenti è, come al solito, molto istruttivo.

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  9. Quello che avete chiamato "colonnino infame", e che io ho invece soprannominato "Repubblica Tope" e che potremmo anche definire "Repubblica Donne Nude" è qualcosa di imbarazzante e vergognoso per un giornale che si pretende serio e autorevole. Faccio notare che anche il Corriere ha la sua sezione Tope che non ha niente da invidiare a Repubblica.
    La credibilità e l'autorevolezza di questi siti sono ormai due spanne sotto quelle di altri quotidiani come il Fatto, il Sole24ore, e soprattutto di giornali stranieri a cui si paragonano: guardate sui siti di El País, El Mundo, Le Monde, Guardian, Independent, ecc ecc. Non troverete assolutamente NIENTE di tutto ciò.
    Credo che le uniche cose che si possono fare, oltre che cambiare siti, siano parlarne con altri lettori, e scrivere quante più mail alla redazione per fare sentire la voce dei lettori (ex lettori?)

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  10. Questa non l'avevo vista ancora. Un semi-strip mascherato da esperimento di riciclo abbigliamento.

    http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/la-camicia-dell-ex-si-trasforma-in-un-abito/74917/73279

    Ma d'altronde, "C'est La République"....

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  11. A volte mi chiedo se abbiamo qualche minima speranza di parità in questo paese... i ragazzi crescono ascoltando "essere donna oggi"di ELio e lestorie tese, vedono immagini soft porno ed accedono ai porno in internet, meretrici in televisione, in parlamento, le respirano maschilismo da quando nascono e fanno comunella nell'adolescenza proprio su queste cose... Nell'immaginario maschile siamo tutte puttane(o suorine da sposare:-) e poi cornificare).
    Combatto con loro, attraverso il dialogo, da quando ho quindici anni, ora ne ho ventinove e le cose non fanno che peggiorare, sono stanca e non ho nemmeno voglia di uscire ormai, per fare cosa?Andare al bar a farmi deridere, palpeggiare mentre ti salutano e ti sbaciucchiano, farmi coinvolgere in inutili discussioni, non ho più quindici anni e la speranza di cambiarli, mi sento sconfitta...pensare che sarei così solare e gioiosa di mio...

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  12. E' come se questo Paese, come altri, non ci riconoscesse. E' come se la Bibbia e la Chiesa avessero creato la donna solamente per essere una prostituta di Dio o come una mamma che soffre come un cane per sputare fuori il frutto del diavolo (bambino). Io mi chiedo, quando finirà questa storia della donna puttana, suora, cornicetta, mamma, casalinga ignorante? La colpa sarà anche di noi donne che accettiamo questo stereotipo, ma la maggior parte è di quegli uomini che non capiscono che noi non siamo come pensano loro, anche se sono stati educati a pensarla così, e che soprattutto non siamo dei forni o delle schiave sessuali che devono fare quello che vogliono. Quindi cari miei è ora di cambiare disco, cambiare idea e cercare di aprire la mente verso nuovi orizzonti che sono sempre esistiti. Cambiate idea, modi di parlare e di comportarvi, alla fine siamo tutti uguali. :)

    Gloria

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