lunedì 20 giugno 2011

LETTERA A PETER GOMEZ DA PARTE DI UN UOMO

Immagine di Enrica Beccalli
L'11 giugno scorso è stato pubblicato un articolo a firma di Massimo Fini su Il Fatto Quotidiano dal titolo ironicamente (?) eloquente: "Stupratori di tutto il mondo unitevi".
Non so se vi ricordate, ma questo blog l'anno scorso si mobilitò parecchio nei contronfi de Il Fatto per via di alcuni articoli decisamente misogini pubblicati sul giornale sempre a firma di Massimo Fini (Donne, guaio senza soluzione e Donne, due al prezzo di una). Per il riassunto della vicenda potete leggere qui. Mentre qui trovate la lettera che Il Fatto mi pubblicò.

Questa volta è un uomo (sì, un uomo), Lorenzo Gasparrini, ad esprimere il suo dissenso nei confronti della redazione. Ecco la lettera che ha recentemente pubblicato sul suo blog indirizzata a Peter Gomez (e poi mandata anche ad Antonio Padellaro) e che io desidero condividere con voi:

Gent.mo Direttore Peter Gomez,

 posso arrivare a comprendere che un sincero sentimento di amicizia la leghi a Massimo Fini, ma non riesco ad evitare di esprimerle il mio schifo per quanto Fini è riuscito a scrivere nel suo ultimo pezzo datato 11 Giugno scorso.

   Al di là di tutti gli altri argomenti usati - robaccia vecchia e inflazionata anche per Massimo Fini -, trovo che far passare come cosa risibile il prendersi a forza in bocca il cazzo di qualcuno sia un pochino sopra le righe anche per un raffinato umorista. Figuriamoci per un volgare misogino come Massimo Fini, che a immagini del genere ci aveva abituati da tempo ma che non pone limiti alla sua fantasia alimentata dai più banali luoghi comuni; evidentemente ama sorprendersi del suono delle sue stesse parole.

  Se proprio ci tiene alla sua amicizia, gli spieghi che può limitarsi a tutto il restante campionario della sua cultura - se avrà voglia di mostrarla, prima o poi, ché finora né da libri né da articoli s’è molto palesata - e lasciare perdere le cose di cui non capisce niente e sulle quali non mostra più competenza di un volgare anzianotto pipparolo pornodipendente. Ne va del giornale Lei che dirige, cosa alla quale Lei spero tenga, e della reputazione di tutti gli altri che ci scrivono. Perché io, da quando Massimo Fini ci scrive le sue cretinerie violente e misogine, a “il Fatto Quotidiano” non ci tengo più. Ma io, al contrario di Lei, non lo dirigo, non ci metto la faccia e la reputazione, né ho tra i miei colleghi un esempio di ignoranza, violenza e stupida misoginia paragonabile a Massimo Fini.

Ancora un barlume di stima in Lei ce l’ho. Le ho già lette in precedenza le sue ipocrite giustificazioni di circostanza per Massimo Fini, me le risparmi se non ha altro. Invece, mi stupisca e dissoci una volta per tutte il giornale che dirige da quella robaccia e da chi si vanta di scriverla.

Lorenzo Gasparrini, uomo, Roma.

19 commenti:

  1. Grazie Giorgia. Non bisogna essere donne per indignarsi delle schifezze misogine che pubblica Fini a intervalli regolari. Questa però m'era sfuggita...

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  2. Grazie di cuore a Lorenzo Gasparrini, per aver saputo esprimere, in poche righe un sentimento che anch'io ho provato nel leggere le porcherie che riesce a scrivere Massimo Fini.
    Faccio mie le sue parole: "al Fatto quotidiano non ci tengo più.
    Patrizia Onorante

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  3. Massimo Fini, per carità! Se pensasse all'educazione di suo figlio, poverino! La sua biografia infatti dice che è divorziato. Non è più possibile leggere quell'articolo. Vedo se lo rendono di nuovo disponibile.

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  4. Purtroppo per Gomez questa è libertà d'espressione e come tale non va censurata. Non si rende conto che anche le donne hanno dei diritti.

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  5. Ho cercato sul suo blog ma non c'era nulla evidentemnte si trova solo sul giornale cartaceo. Allora bisogna la lettera va indirizzata ad Antonio Padellaro. In compenso ho trovato quest'altro edificante articolo!
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/colpa-di-eva/97129/

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  6. Francesca, l'articolo è linkato nel post (primo link). Puoi leggerlo qui: http://ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=39140

    (Vita da streghe)

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  7. Grazie del suggerimento, Francesca. E' che Gomez è il direttore dell'".it" ed è, diciamo così, "recidivo" in questa faccenda. Un email in più non fa male a nessuno.

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  8. X Giorgia: grazie, stamattina non mi permetteva di vederlo, non so perché. Ora sì e lo sto leggendo. Fin quando mi dice che in America c'è ipocrisia e forse la pena e la gogna erano esagerate rispetto alle prove che abbiamo noi comuni mortali, potrei anche essere d'accordo (Fini non è stupido) ora finisco di leggere il resto... Lorenzo complimenti per il tuo blog, abbiamo proprio bisogno di uomini che ci difendano dalla BRUTALITA' dei maschilisti!

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  9. Ho finito di leggere l'articolo. Non è come pensate, almeno stavolta. Si concentra, appunto, sul puritanesimo ipocrita degli americani e dei cattolici italiani. Le altre sono le solite battute cretine ma in realtà non odia le donne: non avrebbe difeso Mara Carfagna né tantomeno avrebbe definito brava e bella Ilaria d'Amico, citando l'argomento del suo programma.

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  10. Scusa Francesca, e la "battuta" sul costo di un pompino, ancorché estorto? Ultima di una serie infinita che dimostra la sua misoginia? Non serve mettere argomenti validi per poter calare in mezzo sessismo a piacere. Io ho citato solo quella parte più sessista di altre.
    Per quanto riguarda l'argomento della libertà di espressione, è pura ipocrisia. Io non dico che Fini deve tacere; dovrebbe solo dimostrare che è capace di esprimersi senza essere offensivo e sessista. E non c'è mai riuscito, sulle pagine de IFQ.
    Viviamo in un mondo nel quale sono state massacrate milioni di persone di colore; non ironizzare pubblicamente su "i negri" non è limitare la libertà d'espressione, è rispetto. Viviamo in un mondo che ha visto la Shoah; non fare battutacce sugli "ebrei tirchi e col nasone" non è limitare la libertà d'espressione, è rispetto. Viviamo in un mondo dove le donne sono discriminate economicamente, socialmente, sono negati loro dei diritti elementari, il loro corpo è mercificato e ne viene distrutta la sessualità con assurdi pregiudizi e con la violenza della prostituzione coatta. Io non farei battute sui "pompini estorti": non è limitare la libertà d'espressione, è rispetto.
    Se sei pagato per quello che scrivi, sei pregato di farlo senza offendere. Se no, allora non sei capace e cerchi consensi con la violenza delle parole.

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  11. @Lorenzo: Ti do pienamente ragione sul fatto che lui debba moderare le parole. Io infatti non solo non amo il sessismo ma neanche la volgarità in sé. Fossi Iddio non farei dire quasi nessuna parolaccia.Fcosì tanta attenzione a non discriminare gli immigrati ma delle donne non gliene importa null L'ho criticato tante volte sul suo blog, anche perché è estremista in tutte le cose e vuole sicuramente fare un dispetto all'ex moglie. Gomez dice che è un provocatore quindi vorrà dire che non pensa esattamente tutto quello che dice.

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  12. Francesca ma per favore...
    Ma come si fa a prendere per buona la scusa del puritanesimo quando - guarda caso - viene tirata fuori sempre in concomitanza di stupri? Ma ferrara che lo stesso parla di puritanesimo ed è contro i preservativi tu come lo vedi?
    Qui vogliono far passare lo stupro come un'espressione di libertà sessuale. E chi si dichiara contro o fa rispettare la legge è un puritano.

    "e vuole sicuramente fare un dispetto all'ex moglie."

    Scusa ma come fai a dirlo? E poi siccome ce l'ha ancora con l'ex moglie - che poi già questo rivelerebbe la sua mentalità da troglodita - allora è logico che se la prenda con le donne tutte?

    "Gomez dice che è un provocatore quindi vorrà dire che non pensa esattamente tutto quello che dice."

    Se ti va bene consolarti così...



    Imma

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  13. Schifo e stuidità sono le parole chiave della lettera di Lorenzo Gasparrini, che ringrazierei per come dimostra che l'essere maschi non è una condanna alla stupidità. Ma il direttore Gomez, perché fa certe scelte editoriali? qual'è il suo scopo? Di primo acchitto il giornalista misogino mi sembra una personalità con gravi disturbi, ma tant'è che certi profili analogamente disturbati sono socialmente ammessi, sennò non avremmo in giro certi rappresentanti politici. Ma perché dare una cassa di risonanza mediatica ad una simile personalità disturbata? Su un giornale che, rivolgendosi ad un pubblico "progressisa" non esclude tra le lettrici donne, e uomini, sicuramente infastiditi da certe scelte?

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  14. Penso che questa lettera non abbia bisogno di commenti, sono felice di sapere che ci sono uomini che si indignano.. probabilmente la risposta di una persona becera sarà che "non è abbastanza uomo" per aver scritto cose di quel tipo...

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  15. X Imma: non hai capito cosa voglio dire. Fini non mi è per nulla simpatico ma non voleva dire quello che pensi tu, leggi meglio il suo articolo.

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  16. "Viviamo in un mondo nel quale sono state massacrate milioni di persone di colore; non ironizzare pubblicamente su "i negri" non è limitare la libertà d'espressione, è rispetto. Viviamo in un mondo che ha visto la Shoah; non fare battutacce sugli "ebrei tirchi e col nasone" non è limitare la libertà d'espressione, è rispetto." lorenzo gasparrini

    è il contesto che cambia: la parola "negro" detta uno del Ku Klux Klan non è come il "negro" detto da un delinquente in un film di Tarantino, e non è come il "negro" che si può sentire nel cartoon The Boondocks del cartoonist afroamericano Aaron McGruder.
    Gli ebrei poi sono maestri nell'ironizzare su se stessi, sulla loro cultura, sull'antisemitismo anche in maniera 2estrema" vedi Mel Brooks, Borat, Woody Allen.
    io amo molto la comicità "politicamente scorretta": I Griffin, South Park, Bill Hicks, Elio e le Storie Tese ma appunto va saputa fare.
    Comunque Massimo Fini non è un comico e non stava ironizzando proprio per niente, quello che dice è in linea con la sua visione anti-moderna e reazionaria..quando si occupa di altri temi riesce a dire pure qualcosa di interessante, ma quando parla di donne è da evitare.

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  17. Anch'io avevo scritto alla redazione del Fatto Quotidiano e... il mio desiderio è stato realizzato (anche se nessuno ha letto la mia mail) Ma lo sapevo che prima o poi anche gli uomini avrebbero espresso la loro indignazione nei confronti di quel verme. Copio e incollo quello che avevo spedito alla redazione.

    Vi scrivo in merito a questa cosa orribile scritta da Massimo Fini: "Stupratori di tutto il mondo, unitevi!".

    Allora, dico, è vero che ognuno è libero di dire, di pensare, scrive e anche urlare se necessario tutto quello che vuole, ma in questo caso è un'istigazione alla violenza, alla discriminazione, quindi all'odio. Non è giustificabile un pensiero del genere e poi scusate ma... mi chiedo come può una persona fondamentalmente intollerante, dunque razzista, scrivere in un giornale che rivendica tanto l'onestà, la libertà, l'uguaglianza, il rispetto reciproco... e tanti altri buoni propositi come questi? E' incoerente, un ipocrita. Come donna sono inorridita leggendo le sue parole (e non è di certo la prima volta), traspare tanta frustrazione da parte sua e tanto odio, un profondo ribrezzo nei confronti di un genere. Se fossi un uomo mi sentirei indignato perché non tutti fortunatamente ragionano con i testicoli e spero che qualcuno (uomini intendo) esprima il proprio dissenso a riguardo. Vorrei continuare a scrivere, ma non mi fermerei più. Sono certa che questo messaggio
    verrà
    ignorato e cestinato all'istante. Ma spero che, anche se lo dimenticherete dopo un nanosecondo, prima di buttare le mie parole nel cesso, lo leggiate.

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  18. E' già qualcosa!
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/23/pd-polemica-sulla-festa-dellunitale-donne-quel-manifesto-ci-offende/123113/

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  19. Liberta'e' tutto cio' che leggo o decido di non
    leggere.Capisco il disgusto ma anche i "presunti" maiali vanno ben interpretati e hanno diritto a dire la loro.A mio parere non esiste parola piu'ondivaga,indecifrabile e vagamente ipocrita del"soggettivo" "progressismo",che teoricamente dovrebbe alludere a una libera e democratica circolazione delle idee.Il mio discorso non vuol essere "di parte",ma tali sono i"danni collaterali" della liberta',e poi,se non si approva, la rete e' vasta.

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