martedì 28 giugno 2011

DONNA MODERNA DICE ADDIO ALLE MODELLE DA COPERTINA

Donna Moderna cambia rotta e rinuncia alle modelle da copertina. "D'ora in poi le protagoniste dei servizi di moda e bellezza del nostro giornale saranno donne "vere", si legge sul sito del giornale.

"Donne piacevoli, di ogni età, origine e taglia diventeranno le protagoniste dei servizi moda e bellezza del settimanale. Studentesse, donne in carriera, gente comune - immortalate da fotografi di eccellenza".

Donna Moderna ha inoltre lanciato un casting per essere pubblicate nei prossimi numeri del settimanale "aperto alle donne “vere” di tutta Italia", al quale si può partecipare caricando la propria foto o video su www.casting.DonnaModerna.com a partire dal 30 giugno 2011.

Dopo quindi la (assai discussa, anche in questo blog) iniziativa di Vogue che ha recentemente pubblicato in copertina delle modelle un po' più in carne, anche un'altra testata sembrerebbe dunque voler imboccare un nuovo corso, direi notevole, verso la proposizione di modelli di donne più accessibili. Da ricordare anche il recente impegno di ELLE con il progetto Sorelle d'Italia.

Personalmente ritengo che l'iniziativa di Donna Moderna sia un segnale molto positivo, indice della presa di coscienza di un cambiamento di rotta richiesto da sempre più donne, stanche della dittatura del modello estetico unico imperante. Un cambiamento a cui credo sia il lavoro di Lorella, di noi blogger, delle associazioni e di tutte le persone impegnate sul tema della rappresentazione delle donne abbiano certamente dato un contributo fondamentale.

Mi pare che i primi mercati che stiano cogliendo questa tendenza siano proprio quelli a target femminile, non solo editoriali ma forse, soprattutto in futuro, anche produttivi. Ad ogni modo, speriamo che la tendenza abbia un effetto a cascata e che si concretizzi in un mutamento diffuso, non solo "di marketing" ma in primis etico nel modo di concepire oltre che rappresentare la donna. Rimando sempre al nostro decalogo per una comunicazione a zero stereotipi come contributo affinché il modo di comunicare le donne cambi davvero in ottica gender friendly. Non mi stancherò mai di diffonderlo.

E ora parliamone: come giudicate l'operazione di Donna Moderna? Chi sono, se esistono, le donne "vere"? Ci sarà, secondo voi, una pluralità di modelli femminili nei prossimi numeri di Donna Moderna oppure si finirà col privilegiare la solita bella presenza? Chi lo compra ci tenga aggiornate/i! :)

20 commenti:

  1. ...sono curiosa di vedere i prossimi numeri...magari fosse così davvero...secondo me si finirà con il privilegiare la bella presenza, ma già mettere in copertina donne "vere" e "normali" invece di solo modelle, è un passo avanti...e perché no...anche le nonne (anche loro sono donne, no?!)

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  2. In tutta sincerità, penso che anche le modelle siano "donne vere", più spesso ragazzine vere. La pluralità è quella alla quale aspirano i discorsi sulla rappresentazione del femminile, oltre al rispetto ovviamente.
    E' un'iniziativa interessante, migliore di quella di Vogue, che ha proposto donne in carne, patinate ed erotizzate. Una scelta certo, non è che le donne in carne siano asessuate, ma il discorso è più complesso, come sappiamo e l'immagine femminile sembra comunque "costretta", no? Qui abbiamo, mi pare un'operazione più ampia, mi ricorda la pubblicità di un negozio di abiti eleganti e da cerimonia che c'è a Napoli, le protagoniste sono le acquirenti stesse del negozio, grandi cartelloni con le foto delle donne che hanno comprato i vestiti e li indossano veramente, belle e normali. Quindi mi sembra una buona iniziativa, bisognerà vedere anche i contenuti, non solo le immagini, ma è un punto di partenza.

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  3. ahahah, fantastiche le nonne in copertina!!! sarebbero troppo avanti!

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  4. ^_^ Ecco le nonne in copertina sarebbe meraviglioso!

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  5. secondo me è un palliativo creato ad arte. vogliono avere un pubblico femminile + ampio, dato che ormai il malcontento delle donne sugli stereotipi femminili si è palesato e sta prendendo piede. In questo modo possono sfruttare la vanità di tutte le donne, a quando la fine di queste rappresentazioni? la semplicità e la realtà di una donna non si misura attraverso la copertina di una rivista.Basta con le immagini, vogliamo pensieri e parole,un'immagine più o meno vera resta sempre un'immagine che non rende i pensieri e il carattere:sarebbe bella e innovativa una copertina senza immagini.
    ma si sa...la vanità è difficile da curare...
    Chiara

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  6. Io spero proprio che le mettano le nonne in copertina, trovo preoccupante la scomparsa (come fa rilevare Lorella zanardo) del volto delle donne mature. Come ci riconosceranno e ci riconosceremo fra 10 o 15 anni? Chi ci assumerà a 45 anni se gli unici volti visibili e riconoscibili sono solo quelli delle 20enni di bella presenza? La trovo una grande ingiustizia. Comunque un Brave a Donna Moderna. Arianna

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  7. adesso tutte a fare casting!!!!!
    però attenzione alla competizione:se viene scelta una al posto di un'altra, dopo non dite"quella è meno vera di me"o"io sono molto + naturale".
    certo che se le inventano tutte x far rimanere il sistema com'è dando l'illusione di un cambiamento!!
    Marco

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  8. Intanto non condivido l'iconoclastia...le immagini non solo il male in sé o simbolo di vanità come dice Chiara, hanno altrettanta dignità di pensieri e parole se sono prodotte in modo intelligente.
    Aggiungo che non si può paragonare Donna Moderna a Vogue, che sono due prodotti editoriali diversissimi tra loro per linguaggio e target. Donna Moderna è già di suo più "normale".
    Detto questo io ho sfogliato questo numero ma ho visto solo un breve servizio con una donna "normale". Insomma sì, è chiaro ed è un bene che le riviste hanno capito che il vento è cambiato: però non fidiamoci delle sole dichiarazioni d'intenti, anche da Elle dopo la copertina con le attrici al naturale ci saremmo aspettate qualcosa che proseguisse su questa linea ma l'ultimo numero era molto convenzionale.

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  9. @laura a.
    Forse non mi sono espressa bene, non intendo dire che le immagini sono sbagliate in sè stesse o simbolo di vanità, dico solo che in un mondo dominato dalle immagini sfruttare la vanità delle donne 'comuni' x vendere non mi sembra una grande innovazione,ma solo una furbata editoriale che vuole arrivare ad un pubblico + ampio.una copertina con un pensiero di donne 'comuni' sarebbe davvero innovativo,perchè darebbe modo alle donne di esprimere quello che pensano e non quello che appaiono.
    Chiara

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  10. qualcosa è cambiata e le riviste femminili lo hanno capito, a me sembra una mossa un po' paracula da perte di Donna Moderna ma lo cosnidero comunque un segnale positivo. Io ho 42 anni e adesso comincia apiacermi il mio nuovo viso da donna matura, con i segni agli angoli della bocca. Mi ha molto colpito il video della Zanardo quando dice (cito a mente): la faccia la faccio io con le abitudine che ho contratto, con le ambizioni che ho inseguito e gli amori che ho incontrato... Ha ragione! Tutto lascia un segno sul viso, chi ne vuole uno da bambola, senza espressione e senza il potere dello sguardo di chi ha vissuto qualche avventura?? Nascondere il volto con la chirurgia è' come cancellare la storia della tua vita.
    Io,poi, mi chiedo sempre una cosa: perchè persone salutiste, che non mangerebbero mai la carne guasta, che si battono contro gli OGM, che vivono di cibo biologico accettano di farsi iniettare in faccia la più letale delle tossine alimentari? Quanto male si vogliono? Il botulino cancella le rughe e l' espressione del viso perchè è così che agisce quel veleno: paralizzando i muscoli. Che orrore!

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  11. Io sono curiosa, sarebbe già un passo avanti l'utilizzo di donne normali, che possono essere magre, in carne, di tutte le età, come modelle. Però io poi voglio coerenza nei contenuti e nelle pubblicità. Perché se poi mi metti pubblicità sessiste, pubblicità in cui le donne devono essere perfette, e fai articoli sul dramma della prova costume per me vanifichi tutto. (e comunque io sarei contraria a prescindere a questi giornali che già discriminano tra i sessi)

    b.

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  12. E' una meravigliosa conquista...anche perchè si parla di donne moderne..il vento sta cambiando...
    Mary

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  13. Concordo in pieno con il post di laura a. se siamo una società dell'immagine non per questo dobbiamo demonizzarle o rinunciare ad esse. Le immagini non sono di per sè inferiori ai pensieri come il corpo non è inferiore alla mente ma ad essa legato.
    Interessante l'iniziativa di Donna Moderna, penso anch'io che ci saranno donne di età diverse ma tutte di bell'aspetto ma non lo trovo un male, già mostrare che la bellezza è qualcosa di plurale (bellezze giovani, vecchie, magre in carne ecc.), che possiamo trovare la bellezza anche dove non ci aspetteremmo, che la bellezza non è fissa in un modello unico è positivo.
    chiara, la vanità se non diventa eccessiva non è una malattia, ma una cosa comune a chiunque o a molti di noi, uomini e donne.
    quanto al fatto che una rivista voglia vendere più copie, bè non è certo un crimine, è normalissimo dato che è così che si tengono in piedi. che abbiano fiutato il cambiamento (diversamente dal PD) è un fatto positivo, va riconosciuto.

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  14. Chiara hai pienamente ragione. Ma i pensieri farebbero vendere qualcosa? In fondo le riviste non sono delle Onlus, come è già stato detto.

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  15. Finalmente! Almeno su Donna Moderna il vento cambia!

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  16. Mando o non mando una foto? Cosa avrà la meglio su di me?
    La COERENZA, per cui ad una rivista femminile (che tra l'altro non compro mai, né compro riviste femminili in genere)del Gruppo Mondadori non mando nemmeno un saluto, oppure
    la VANITÀ?

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  17. Per me le donne vere non sono soltanto fotomodelle quindi sono d'accordo con il casting.Qualsiasi donna può essere bella se valorizzata con un bel trucco e dei vestiti adatti al suo fisico.

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  18. La mossa in sè ottima, i buoni propositi...forse un po' orientate al compiacimento dei "nuovi gusti" del pubblico. L'indifferenza verso ciò che si offre purchè suddisfi e faccia profitto è un classico del capitalismo per cui tutto è uguale a tutto. Per cui, bene, ma tenere presente che potrebbe (dico potrebbe) essere un'operazione strumentale e/o poco convinta e potrebbe non significare che la rivista condivida le idee sull'abolizione dello stereotipo, potrebbe darsi perfino che la rivista non condivida (nè non condivida) alcunchè, il chè se ci pensate è un abominio senza fine

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  19. "forse un po' orientate al compiacimento dei "nuovi gusti" del pubblico."

    soddisfare il proprio pubblico è quello che ogni rivista cerca di fare anche perchè se nessuno la compra la rivista fallisce

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  20. secondo me non è giusto che le ragazze sotto i 18 anni non possano partecipare perchè anche loro possono essere belle come quelle di 18 anni!

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