mercoledì 4 maggio 2011

GLI STEREOTIPI COMINCIANO DA PICCOLI: UN INTERESSANTE DOCUMENTARIO

Come sono i maschi? Come sono le femmine? Sono solo alcune delle domande che una videomaker ha posto a bambini e bambine di una scuola elementare italiana per documentare la diffusione degli stereotipi di genere fra i più piccoli. Il trailer su youtube è un'istantanea che ho trovato piuttosto avvilente: gli alunni ci parlano con disarmante sincerità di una visione e di un percorso di vita già segnati dagli stereotipi.
Vita da streghe è andata a cercare l'autrice del documentario (“Ma il cielo è sempre più blu”) e l'ha intervistata: si chiama Alessandra Ghimenti, ha 29 anni, una laurea in cinema e collabora come videomaker per Elle Italia.

Blog: Alessandra, in cosa consiste il tuo documentario?

A. G: "Ma il cielo è sempre più blu" è un'intervista ai bambini e alle bambine della scuola elementare di Altopascio (Lucca). Ho intervistato un campione di 38 bambini e bambine, circa 5 per ogni fascia d'età (a parte le classi quarte), italiani, immigrati di prima o di seconda generazione, autoctoni e non. A tutti ho posto le stesse domande: "Che vuoi fare da grande?" "Che differenza c'è fra i maschi e le femmine?" "Chi si occuperà dei figli nella tua futura famiglia?" "C'è qualcosa che i maschi/le femmine non possono fare?".

Blog: Perché hai deciso di realizzarlo?

A. G: Tutto è partito quando ho letto "Ancora dalla parte delle bambine" di Loredana Lipperini. Mi sono chiesta "è veramente così?". Ho scritto una serie di domande ispirate a ciò che lei descrive, ho preso la mia videocamera e sono andata nella scuola, la stessa dove 20 anni prima avevo studiato anche io. Quello che volevo ottenere era una fotografia di uno spaccato di realtà senza alcun filtro, se non il mantenere più possibile la spontaneità dei bimbi. Il montaggio è molto semplice, lascia parlare loro. Le risposte, anche atroci, dette da quei faccini teneri, raccontano più di mille paroloni.

Blog: Quali sono le conclusioni che hai tratto dal tuo lavoro?

A. G: Quando proietto il video lascio sempre commentare gli spettatori. Ho fotografato una realtà preoccupante, per cui urge una presa di coscienza. Da parte di tutti. Perfino mia madre, che è una donna vecchio stampo, quando ha visto il video si è spaventata.
Credo fermamente che non si debba demonizzare qualcosa o qualcuno in particolare. I bambini sono semplicemente uno specchio, limpido, vero, spontaneo, senza sovrastrutture di forma. Non hanno certo colpa loro. Ma non l'hanno nemmeno i loro genitori, i media, o le maestre, almeno non in forma esclusiva.

Blog: Che ruolo giocano secondo te i messaggi veicolati dai media nella situazione descritta dal tuo video?

A. G: I media naturalmente sono importanti. Ti basti sapere che molti ragazzini citavano personaggi dei cartoni animati come marche, i prodotti del merchandising per cui i bambini e le bambine sono target. "Le femmine si mettono la felpa delle winx, i maschi quella di dragonball". Il messaggio che passano i media è stereotipato: le bambine della pubblicità si occupano di bellezza, di chincaglierie, aiutano la mamma in cucina, sono spesso ritratte in luoghi chiusi; i bambini fanno la lotta, giocano a fare l'esploratore, il pilota, sono quasi sempre ripresi all'aperto...Questo però, da solo, non comporta nulla. I bambini e le bambine non sono spugne, sanno riflettere e scegliere. Basta solo dare loro gli strumenti per uno sguardo critico autonomo. Io sono cresciuta negli anni 80, giocavo quasi esclusivamente con la Barbie, sognavo Lorella Cuccarini. Eppure non ho mai aspirato a diventare una modella biondissima in una casa rosa con un marito coi capelli plastificati...

Blog: Quali sono i tuoi prossimi passi?

A. G: Mi piacerebbe continuare a proiettare il corto, magari nelle scuole superiori o nelle associazioni e nelle sedi più o meno istituzionali. Inoltre insieme con Valentina D'Elia,  neo-laureata in semiotica e prima persona ad aver visto il video, abbiamo deciso di ampliare l'inchiesta con campioni di realtà diverse e diffuse. Vorrei porre le stesse domande ai bambini e alle bambine di contesti geografici diversi per poi confrontare i risultati: magari potrebbero sorprenderci! Stiamo contattando alcune scuole e nel frattempo cerchiamo fondi: solitamente al termine delle proiezioni chiediamo, a chi vuole, di partecipare con una cifra a sua discrezione. Presto metteremo anche un conto on-line.

Blog: Cosa vorresti dire ai genitori, agli insegnanti e a tutte le figure che si trovano ad avere un ruolo educativo nei confronti di bambini/e?

A. G: Quello che penso è che dobbiamo interrogarci a fondo, dentro di noi e fuori di noi, e smascherare tutti quei condizionamenti impliciti che abbiamo, che subiamo, di cui non ci rendiamo conto, ma che ci portano a pensare e ad agire in un certo modo.
Ti faccio un esempio. Un mio amico ha regalato dei piattini decorati ai figli dei suoi amici. Come soggetti ha scelto: mamma orsa col cucciolo per la femmina, un pirata per il maschio. "E perché?" gli ho chiesto, "Una femmina non può voler solcare i mari? E un maschio non può intenerirsi per le cure materne?". Ecco. Si comincia anche dal piccolo.
Un bambino e una bambina in "Ma il cielo è sempre più blu" dicono: "I maschi possono fare tutto, possono avere tutto quello che vogliono, le femmine invece..." Mi piacerebbe che pian piano queste idee si sgretolassero.





Chi fosse interessato ad organizzare proiezioni del video può contattare l’autrice attraverso il suo blog.

19 commenti:

  1. Sinceramente mi sembra davvero riduttivo partire da questo video per generalizzare, la realtà è molto più eterogenea di quello che i media vogliono far credere e crescendo i bambini se ne renderanno conto.Inoltre bisognerebbe vedere che tipo di famiglie hanno alle spalle perchè i genitori influenzano molto la vita dei figli dato che sono loro i primi modelli a cui un bimbo fa riferimento.Vi assicuro che un maschio crescendo se la deve vedere con stereotipi ben più violenti di quelli femminili che creano disagi notevoli, oltretutto avendo molte più difficoltà ad avere amicizie profonde e durature con gli altri maschi,perciò cerchiamo di combattere tutti gli stereotipi anche quelli al maschile.
    Andrea

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  2. @Andrea: difatti si parla sia di stereotipi maschili che femminili.

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  3. Bel progetto e grande donna :)

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  4. @Andrea

    Il video promuove una critica ad entrambi gli stereotipi, tanto maschili quanto femminili.
    La questione è proprio qui: ciò che nel video affermano i maschi - "da grande mi vedo gigante", "i maschi possono fare tutto o quasi, le femmine invece ..." - non è percepito come stereotipo, invece lo è, eccome! Si pensa che siano frasi volte a denigrare le femmine, organizzate dall'autrice per far emergere le ripercussioni delle affermazioni sulla vita delle femmine. In realtà, oltre a danneggiare loro, queste parole danneggiano i maschi prima ancora.

    @ Giorgia
    Sei d'accordo se posto sul blog? Sarebbe importante. :)

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  5. @Amedeo: il sito è in creative commons, non hai bisogno di chiedere il permesso :)))

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  6. "bambini e le bambine non sono spugne, sanno riflettere e scegliere. Basta solo dare loro gli strumenti per uno sguardo critico autonomo. Io sono cresciuta negli anni 80, giocavo quasi esclusivamente con la Barbie, sognavo Lorella Cuccarini. Eppure non ho mai aspirato a diventare una modella biondissima in una casa rosa con un marito coi capelli plastificati"

    Queste parole mi paiono particolarmente significative: anche se sei bambina e giochi con le Winx non è detto che diventerai una scema da grande. La Cuccarini poi era ed è bravissima, non c'è niente di male a sognarla. Comunque non ricordo come la pensavo a sei anni ma è probabile che anch'io avrei risposto più o meno come questi bambini (certo avendo due genitori lavoratori, lui operaio lei maestra, difficilmente avrei detto che solo la mamma deve occuparsi dei bambini)...poi sono cresciuto e ho ampliato un po'i miei orizzonti..ho fiducia che accadrà anche a loro.
    Poi come ho già detto, se avessi dei figli li farei giocare sia con giochi ritenuti legati al loro sesso sia con giochi ritenuti legati al sesso opposto, insomma più stimoli si danno meglio è.
    Andrea, anch'io credo che l'esempio dei genitori sia preponderante, ma eviterei di fare gare se sono peggio gli stereotipi maschili o femminili.
    Comunque Alessandra, complimenti anch'io sono toscano e laureato in storia del cinema.

    paolo1984

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  7. Complimenti. Mi piacerebbe tanto vedere l'intero documentario.
    In ogni caso per il momento ho inoltrato il link alla mamma dei miei due nipotini. Un maschio e una femmina.

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  8. @giorgia

    Mi sembrava una questione di carineria .. :)
    Posto, allora!

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  9. Per rispondere ancora ad Andrea riguardo gli stereotipi che subiscono i maschi - guardate soprattutto l'ultimo intervento di Stefano Ciccone.

    http://www.youtube.com/watch?v=4CXhncIC6pY

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  10. @amedeo: ti prego, fra di noi, ormai, amedeo...mi blog es tu blog ;).

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  11. @giorgia

    Che bella cosa, mi emozioni!
    Benissimo, dunque.
    :)

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  12. @Amedeo

    Sono contento che hai capito quello che ho voluto dire,ed è proprio questo il punto: gli stereotipi maschili spesso non vengono percepiti come tali ed è proprio x questo che sono così duri a morire.

    @Paolo

    non volevo fare una gara tra i vari stereotipi,però penso che quelli maschili siano molto più violenti e soprattutto molto sottovalutati, molti maschi non si rendono conto dei notevoli condizionamenti che subiscono e si limitano a subirli. Non vorrei essere pesante, ma ci tenevo a spiegarmi meglio :)
    Andrea

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  13. "Poi come ho già detto, se avessi dei figli li farei giocare sia con giochi ritenuti legati al loro sesso sia con giochi ritenuti legati al sesso opposto, insomma più stimoli si danno meglio è"
    L'importante è che alla fine siano loro a scegliere

    paolo1984

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  14. ho una nipote di sesso femminile (9 anni), la parola femminia scusatemi non riesco proprio a scriverla.... era convinta che una donna dovesse sposarsi per forza e mi chiedeva come mai non fossi ancora sposata.
    mi sono cadute le braccia, ma ho provato a spiegarle...chissà se poi avrà capito che si può vivere sole e felici o convivere senza sposarsi...
    c'è anche da dire che il paese italia non offre grandi opportunità lavorative alle donne, ultimamente poi abbiamo avuto degli orribili esempi dal capo del governo...un velo nero.
    molte mamme rinunciano ancora oggi a lavorare perché ciò che guadagnano andrebbe a pagare una baby sitter, quindi rinunciano alla loro indipendenza, rinunciano ad uscire di casa, di sentirsi anche donne oltre che mamme e compagne.

    in questa italia, le bambine e i bambini continuano a ricevere stereotipi di genere vecchi molto spesso dalla loro stessa casa, dai loro stessi genitori e non solo dalla tv o adv.
    chissà se un giorno ci sarà una tv ed annunci adv più nordeuropei...

    complimenti per il documentario, molto interessante, molto frustrante devo ammetterlo!
    spero serva a far riflettere...soprattutto i genitori.

    Francesca

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  15. @Francesca

    Posso chiederti perchè mai femmina non riesci a pronunciarlo?

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  16. ciao Giorgia, scovi sempre cose molto interessanti. Anche oggi ti abbiamo linkato: http://womanjournal.wordpress.com/2011/05/06/un-documentario-per-raccontare-gli-stereotipi-di-genere-diffusi-tra-i-bambini/

    :-)

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  17. brava laurap diffondi che abbiamo bisogno di fare vedere queste cose a più gente possibile.

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  18. Molto interessante questo trailer? Il documentario è già disponibile?

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  19. Ciao a tutti, sono Alessandra, l'autrice del documentario.
    Innanzitutto: il documentario integrale, da cui è estratto questo pezzettino, è già disponibile.
    Poi mi preme chiarire una questione vitale: io ADORO la Cuccarini. Tuttora.
    Era solo x rendere l'idea: ballerinomane=non necessariamente ballerina.
    Poi.
    Non esistono stereotipi maschili o femminili, esistono stereotipi di genere. Che inchiodano.
    Tendenzialmente trovo che sia più preoccupante l'immagine, che restituiscono gli stereotipi di genere, della donna. Sarà che sono femmina e femminista.
    Questo video non si presuppone di generalizzare, né di spiegare o fornire interpretazioni sociologiche/psichiche. Si limita a fotografare un pezzo di realtà, così come l'ho vista.
    Non ho organizzato niente, nessuna risposta. Ho registrato e riappiccicato. Chiaramente, il montaggio c'è, non m'inoltrerei in una discussione sul limite dell'imparzialita del mezzo perché non ne usciamo vivi. Nessun medium è imparziale. Nessuna ripresa, nessun documentario. Il tg1 ne è un valido esempio.
    Nella versione estesa ci sono domande meno "parziali", ma in un estratto di 5' sarebbe stato poco funzionale inserirle.
    L'analisi relativa ai genitori, all'educazione di ogni singolo bambino è un approfondimento molto interessante, in genere ne parlo durante le proiezioni, però qui mi preme di più restituire un quadro generale. E' questo che mi sembra + urgente.
    E' chiaro cmq che questo video va contestualizzato alla latitudine geografica in cui l'ho girato. Si parla della profonda provincia, la periferia del mondo, Cristo si è fermato a Lucca, non dell'emancipatissima Milano. E' per questo che ho deciso di ampliare l'inchiesta in posti diversi d'Italia.
    Per vedere la versione estesa bisogna assistere/organizzare delle proiezioni, purtroppo non si trova da nessuna parte, se mi contattate tramite FB o dal mio blog:

    http://life.style.it/community/AleGh

    https://www.facebook.com/alessandra.ghimenti

    ne parliamo!
    Grazie a tutti x il confronto! E grazie soprattutto a Giorgia x questo post!!!

    Alessandra

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