lunedì 11 aprile 2011

OCCHIO ALLO SPOT...IN STAZIONE CENTRALE

Oggi voglio soffermarmi su due pubblicità esterne che ho visto recentemente a Milano, in Stazione Centrale.

La prima è una vera e propria installazione, anche di una certa imponenza (si tratta in effetti di una mostra più che di una pubblicità) suppongo per promuovere il prodotto SERUM7 (accanto infatti c'è il cartellone del prodotto). Segnalo questa iniziativa promozionale perché secondo me è indicativa del cambiamento in corso sul tema del corpo delle donne, che tenta anche in modo apprezzabile di cavalcare il trend della bellezza naturale ma che secondo me in questo caso ci riesce un po' male.

Da una parte, l'installazione/mostra non espone foto di modelle perfette ma di donne normali, anche di una certa età, affermando così l'autenticità della bellezza naturale delle donne contro quella artefatta. Tanti i volti di donne al naturale (farmaciste, ricercatrici, etc etc), intervallate dalle frasi di alcune di loro, fra cui c'è anche una citazione di Daria Bignardi sul tema della bellezza. Insomma, l'intento di promuovere la naturalità delle donne è evidente.
Senonché i buoni propositi a mio avviso si contraddicono poi con i messaggi pubblicitari presenti a poca distanza da altre parti: "Sembrerò più giovane?" dice un cartello. "Sembrero più giovane!" dice l'altro. "Le mie rughe si vedranno di meno?", "Le mie rughe si vedranno di meno!"...

Che senso ha veicolare un messaggio di autenticità e naturalezza e nel contempo, a distanza di pochi metri, quello che sembrare più giovani e avere meno rughe sia altrettanto importante? Lo ammetto, questa comunicazione mi ha un po' disorientato.

L'altra pubblicità che volevo segnalarvi è invece quella di promozione della Stazione Centrale stessa, da qualche tempo  oggetto di una rivitalizzazione sempre più intensa, che ha visto l'apertura di tantissimi esercizi commerciali (fra cui la Feltrinelli più grande d'Italia) e l'organizzazione di alcuni eventi culturali.

Segnalo questi cartelloni non tanto perché siano offensivi, ma perché a mio avviso sono una profusione di stereotipi di genere piuttosto indicativa della comunicazione che ci investe tutti i giorni: su un cartellone si legge che mentre lui si fa uno spuntino, lei si rifà il guardaroba (perché mentre gli uomini pensano a nutrire il proprio corpo, noi giustamente siamo impegnate ad infiocchettarlo); lei sceglie la lingerie, lui il soprabito (perché l'uomo pensa a vestiti seri per uscire, mentre la donna si assicura di essere sensuale), lui le regala il cellulare, lei fa regali a tutti (qui secondo me è invece presente non tanto lo stereotipo di donna=bellezza ma di donna=dispendiosità, generosità un po' senza misura)...Ammetto che questi messaggi un po' mi abbiano dato fastidio. Perché è anche attraverso la riproposizione più o meno sottile di questi stereotipi che probabilmente la società non evolve. E il fatto che a noi le situazioni descritte possano sembrare decisamente "normali" la dice lunga sul nostro grado di assuefazione ai ruoli stereotipati nella società.

Ecco di seguito una fotogallery con un po' di immagini scattate ad entrambe le promozioni rimettendo come sempre a voi il giudizio delle stesse:

12 commenti:

  1. In effetti non è una grande campagna, dice tutto ed il contrario, probabilmente non la capirà nessuno, sempre che vada capita.

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  2. Siamo alle solite...non ci vedo molto di positivo...soliti stereotipi e condizionamento sociale, non ci si può permettere le rughe nemmeno a cinquant'anni...
    Arriveremo a dover sconfiggere la morte...si sa che le donne hanno una marcia in più!!!HUahuhahau che schifo di paese, tenuto insieme da stereotipi di genere a cui sembrano credere le donne stesse!!!!

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  3. Sono pienamente d'accordo con questo post!

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  4. L'aspetto più allarmante (dove io sono la prima!) è l'assuefazione a un livello tale che certi comportamenti differenziati ci sembrano normali (mentre per esempio le statistiche dicono che gli uomini hanno sorpassato le donne nell'acquisto dei cosmetici). La realtà semmai vedrebbe lui che compra la gazzetta dello sport e lei il pane, ma vabbè, diamoci una mano di lucido ... Sul discorso delle rughe si potrebbe parlare per decenni: io che ormai ne ho molte so che non è facile accettarle, so anche però che ancora non esiste la crema che ti fa magicamente ringiovanire, e sarebbe molto bello e utile lavorare su di noi e su tutti in assoluto per demonizzarle un po' meno. Colette diceva Le coeur n'a pas de rides ...

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  5. La seconda è disgustosa!!!veramente sessista!
    Mary

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  6. la seconda e' disgustosa oltre che per i luoghi comuni anche perche' la faccia della donna e' coperta..... cosa conta in fondo il suo viso? ha un corpo attraente? e tanto basta..... oggetti oggetti oggetti sempre piu' oggetti......

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  7. http://www.youtube.com/watch?v=F3t87nZeg0M&playnext=1&list=PL37CE81B07DD1AD36

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  8. Scusate, ma perché mai uno dovrebbe comprare questo SERUM se non per eliminare le rughe e sembrare più giovane?

    Il messaggio che DEVE passare è comunque questo, se non ci fossero gli stereotipi di genere non ci sarebbe più nessuna ragione di comprare - e produrre - un articolo come questo. No?

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  9. @Margherita: mah, in parte è vero, in parte credo che si possa pubblicizzare un prodotto che distende la pelle senza enfatizzare l'ansia di avere le rughe e di dover apparire più giovane. "DOVE" insegna. Si potrebbe puntare su messaggi più legati alla valorizzazione personale che al raggiungimento di obiettivi un po' innaturali. Come al solito la creatività in questo campo a mio avviso potrebbe fare miracoli. Però al fondo c'è verità in quello che dici: in un ipotetico percorso di evoluzione di una società a zero stereotipi, non solo la comunicazione ma anche i prodotti e il mercato finiranno probabilmente per evolversi. Almeno, ce lo auguriamo. Ma una cosa alla volta :)

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  10. @Giorgia

    Sì, sicuramente è già un miglioramento che le facce proposte siano normali, uguali a quelle che si vedono ogni giorno per strada, rispetto a modelli assurdi e inarrivabili, tipo signora con aspetto da ventenne che dichiara di avere settant'anni...

    A presto :-)

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  11. Comunque se una signora o anche un signore vuole sembrare più giovane meglio che ricorra ad una crema che ad un intervento chirurgico.
    Quanto alla società a zero stereotipi..bè credo sia difficile da raggiungere..se esistono le culture (e non possono non esistere) è ovvio che ogni cultura produrrà i suoi stereotipi sugli uomini e sulle donne (anche l'uomo italiano che legge la gazzetta dello sport e pensa solo al calcio è uno stereotipo) certo si può lavorare su questi stereotipi, ci si può giocare, ci si può ridere su, li si può ribaltare (fiction USA come Ugly Betty o The big bang theory o il film Legally Blonde sono bravissimi in questo,ma anche la fiction italiana RIS marcatamente ispirata a CSI, non mostra donne che pensano solo allo shopping),si può produrne altri..insomma io credo che degli stereotipi non si possa fare a meno fosse anche solo per criticarli.
    E' anche vero che la pubblicità li utilizza un po' troppo gli stereotipi...e talvolta risulta offensiva.

    paolo1984

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  12. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/17/vieni-fuori-a-picchiarci-tutti-se-hai-il-coraggio/105130/

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