giovedì 21 aprile 2011

IL BLOG "UN ALTRO GENERE DI COMUNICAZIONE" DIVENTA COLLETTIVO: INTERVISTA A MARIA GRAZIA VERDERAME


Un altro genere di comunicazione è un blog con cui Vita da streghe collabora in modo frequente (fra le tante cose, promuoviamo insieme la campagna IO NON CI STO agli stereotipi). E' di questi giorni la notizia che il blog, fondato e gestito da Maria Grazia Verderame, diventerà collettivo. Abbiamo fatto qualche domanda alla sua fondatrice in merito a questa scelta.

Blog: Maria Grazia, per cominciare, ci racconti qualcosa di te?

Maria Grazia: Mi chiamo Maria Grazia e sono una studentessa in scienze della comunicazione, aspirante giornalista di quasi 24 anni. Vivo con la mia famiglia (ho una sorella) in una delle regioni più belle d'Italia:  la Sardegna, ma vorrei trasferirmi a Milano non appena finirò gli studi per portare meglio avanti questa causa.

Blog: Quando e perché hai aperto il tuo blog?

Maria Grazia: Ho aperto il mio blog nel 2009. Mi sono avvicinata alle tematiche di genere dopo anni che non accendevo il televisore. Ho notato che in tre anni gli stereotipi di genere erano peggiorati.
In quel periodo nasceva il documentario di Lorella Zanardo ed ecco che ho deciso di aprire il mio blog perché non mi sentivo più sola. Il mio blog all'inizio dava molta priorità anche a come la pubblicità dipingeva i generi o meglio le donne.

Blog: Come mai la scelta di diventare un blog collettivo?

Maria Grazia: Ho scelto di rendere collettivo il mio blog perché sono convinta che solo unendo le forze si può fare veramente qualcosa per cambiare questo aspetto culturale del nostro Paese che tende a rappresentare la figura femminile in modo parziale e spesso offensivo. Sicuramente più voci sono meglio di una non solo perché così dimostriamo quanto è vario l'universo femminile e quanto si svincola da quello stereotipo che ci vorrebbe omologate all'interno di un unico clichè ma perché ormai i tempi sono maturi per uscire da quello stile autoreferenziale che spesso tende ad isolare le nostre voci e a rendere la nostra causa poco credibile. Collettivizzare il blog è un modo per dimostrare che siamo in tante a chiedere rispetto. Il mio blog cerca anche candidati di sesso maschile, perchè gli stereotipi di genere riguardano tutti, anche gli uomini.

Blog: Cosa si deve fare per candidarsi ad autore o autrice del tuo blog e come avverrà la selezione dei candidati?
 
Maria Grazia: Ho scelto un metodo semplicissimo e democratico. La candidata o il candidato dovrà contattarmi su Facebook o sul mio indirizzo di posta elettronica (comunicazionedigenere@email.it) e presentarsi così come farò io. Dopodichè chiederò a lei/lui di scrivermi un articolo analizzando uno spot scelto da me e salvarlo in formato pdf.
Non sarò io a valutare i candidati, ma saranno direttamente i lettori a votarli mediante un sondaggio che aprirò sul mio blog. Chi ottiene più voti (compreso il suo) sarà nominato admin.

Blog: Abbiamo letto della recente denuncia di Striscia la notizia nei confronti di una giornalista di Newsweek: secondo te, che cosa devono aspettarsi i blog come i nostri che trattano del tema donne e media/pubblicità in Italia? 

Maria Grazia: La querela alla giornalista di Newsweek mi ha sconvolta, non pensavo che Antonio Ricci fosse arrivato a tanto pur di difendere la trasmissione dalle accuse che in questo periodo la stanno travolgendo e quindi anche lui in prima persona. Non penso che noi potremmo correre lo stesso rischio della signora Nadeau, a cui esprimo la più grande solidarietà, e posso spiegare secondo la mia opinione anche il perché.
La signora Nadeau è stata denunciata perché scriveva in una testata straniera e tutti sappiamo benissimo che Berlusconi non può controllare la stampa estera perché non ne ha alcun monopolio.
Il fatto che Striscia non ha denunciato nessuna di noi è perchè da noi si può benissimo difendere con la "macchina del fango" e con la censura. Non dimentichiamoci che sono loro a controllare i mezzi di informazione e se vogliono farci tacere o metterci in minoranza lo possono fare tranquillamente. Con la Nadeau no perché lei opera in un Paese con maggiore libertà di informazione. E' bastato solo che collegasse la rappresentazione stereotipata della donna in Italia al monopolio mediatico di Silvio Berlusconi  che è scattato l'atto intimidatorio, classico di chi vuol mettere a tacere una persona scomoda. Le sue dichiarazioni si sono rivelate pericolose in quanto vere e in quanto denunciava un sistema utilizzando dei mezzi che il nostro Governo non può controllare.
E' per questo che dobbiamo essere uniti, i tempi sono maturi.

Mi unisco all'appello all'unione di Mary che ringrazio per le risposte e a cui faccio tanti complimenti per il suo blog!

2 commenti:

  1. Grazie mille carissima :)
    complimenti anche a te!
    Un abbraccio
    Mary

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  2. http://www.rai2.rai.it/dl/RaiDue/programma.html?ContentItem-1a2ea3cb-27da-41a3-885a-3ce02352973c

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