lunedì 14 marzo 2011

OCCHIO ALLO SPOT: NE AVEVAMO BISOGNO?

Ecco due spot recenti che non mi piacciono ma che non segnalerò allo IAP in quanto non ritengo sussistano gli estremi di violazione del codice (dunque sarebbe probabilmente tempo perso):

Il primo è l'arci noto nuovo spot del push up di Intimissimi: un colpo di originalità che vede ancora una volta per protagonista la donna ammiccante e seducente, che questa volta secondo me occhieggia e si muove di fronte alla telecamera manco fossimo in uno streap tease/night club (niente di male, senonché le immagini vengono trasmesse dalla tv pubblica e generalista). Da sfondo la canzone che dice Be Italian (in caso vi foste dimenticate cosa significhi esserlo, care donne  italiane ;). Va bene la sensualità,  va bene che è una pubblicità di Intimo, ma...Ce n'era proprio bisogno?

Il secondo è lo spot della nuova campagna governativa contro la droga che ha per protagonista un ragazzo in bilico fra la scelta di una vita senza droga (insieme alla ragazza coetanea) e quella con la droga (e indovinate un po' che cosa rappresenta la droga? Una donna!). Ammaliante e seduttiva, la bella donna-droga tentatrice si trasformerà in un mostro rivelando tutta la sua recondita crudeltà.
Ora, a parte la solita divisione fra donna per bene e donna per male che secondo me è presente nello spot, soprattutto mi chiedo: perché questo infelice accostamente donna-droga? Ne avevamo proprio bisogno?

Lascio a voi la risposta a queste domande e a me la speranza di poter presto "recensire" per la rubrica Occhio allo spot (che ci piace!) qualche pubblicità virtuosa in tema di stereotipi...Non vedo l'ora!

38 commenti:

  1. Mi sto ponendo il problema di dove andare a comprare i miei indumenti intimi: no, non se ne sentiva il bisogno, ma il lancio dello spot è stato un'evidente provocazione, dato che è uscito immediatamnte a ridosso della manifestazione delle donne italiane, appunto, del 13 febbraio. Insomma, una cosa tipo la pubblicità cartellonistica col culo scoperto. A proposito, sto pensando di farti avere un postino che confronta l'immagine iappata e ritirata con il tipo statuario della Venere retrospicente che si solleva leziosamente il lembo della veste, per controllare il didietro, quasi nello stesso gesto dell'immagine pubblicitaria: sarebbe utile a spiegare la differenza tra la sensualità in una creazione d'arte e la pornografia nella pubblicità.
    Per il secondo spot, come ho già scritto a Mary, penso che sia stato utilizzato un riferimento letterario che non è più alla nostra portata, e che quindi è destinato a non essere colto: si tratta dello schema bimba buona-maliarda cattiva de "La Regina delle Nevi", fiaba di H. Ch. Andersen, http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=10&sqi=2&ved=0CDgQFjAJ&url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLa_regina_delle_nevi&ei=Xvh9TdrGHIv3sgbLzpCGCg&usg=AFQjCNFOVXP5Bo-UBNj6LzPxvH7CcVb_JQ, quello che se ne può dire è che anche nella fiaba agiscono degli stereotipi. Trovo invece più stomachevole il contesto da "settimana bianca" alle scuole medie, ma la mia è invidia sociale, dato che i miei spartani genitori non me l'hanno mai permessa, ed evidentemente ancora non mi va giù ;)

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  2. Giorgia, ho appena segnalato lo spot GOVERNATIVO (!) sulla droga a diverse persone. A me sembra uno spot contro le donne e basta, anche perché davvero non credo che contro la droga funzioni. Ma c'è da stupirsi? Una mail di protesta al Ministero competente ho voglia di scriverla, lascerà il tempo che trova ma io ne ho bisogno.
    Di belle pubblicità ne ho una gran voglia anch'io!

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  3. Signora Vezzoli, un reggiseno push up non serve solo a coprire il seno serve a tenerlo su, ha una precisa valenza seduttiva ed erotica, chi lo acquista lo sa e lo compra anche per quello. Un pubblicitario non può ignorare questo aspetto
    Ci sono tanti modi per pubblicizzare un reggiseno (magari avrebbero potuto mostrare la modella che legge un libro oppure farle dire quanto si sente bella e attraente con indosso il push up, ma affermare che mostrare una donna erotica e sensuale (anche con movenze da strip-tease, perchè mai una donna italiana non dovrebbe farle magari per divertirsi e divertire il proprio uomo o la propria donna se è lesbica?) non va bene neanche per un push up, non ha senso perchè il push up è erotico! quindi lo IAP farebbe benissimo ad archiviare una segnalazione contro questo spot, tutt'al più si può chiedere di trasmetterlo fuori dalla fascia protetta.
    La canzone Be Italian è presa dal musical Nine ispirato ad Otto e mezzo di Fellini.
    Lo spot sulla droga è sbagliato perchè moralistioo, rappresentare la droga come una tentazione demoniaca è vetusto.
    Comunque la ragazzina "buona" non è stereotipata è una ragazza normale, la donna-mostro è una metafora della droga magari ingenua, ma è una metafora: se la protagonista fosse stata una ragazza tentata da un bell'uomo che diventava mostro nessuno si sarebbe lamentato.
    Forse per essere equilibrati avrebbero dovuto realizzare uno spot con protagonisti lui e lei entrambi tentati uno da una bella donna e l'altro da un bell'uomo...e ma così i gay si sarebbero sentiti forse esclusi...
    In conclusioni lei ha ragione su una cosa: la denuncia allo IAP in questo caso sarebbe sprecata..e meno male!

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  4. fermo restando che uno ha il diritto di offendersi per ciò che vuole però c'è gente che si sentirebbe offesa dal solo fatto che si pubblicizza un push up...quindi è impossibile accontentare tutti/e

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  5. Aggiungo che di certo la metafora della donna tentatrice usata dallo spot sulla droga è ingenua e rimanda a stereotipi, ma per prima cosa lo spot non si rivolge a bimbi piccoli, si rivolge a gente che (si presume) sa benissimo riconoscere uno stereotipo e poi allora per coerenza dovremmo vietare tutte le fiabe dove compaiono brave ragazze e streghe cattive, e pretendere il politically correct dalle fiabe non mi sembra sensato.
    Un animalista ad esempio potrebbe lamentarsi perchè Cappuccetto Rosso parla di un lupo cattivo e di un cacciatore buono, poi se vogliamo scrivere una nuova versione più politically correct delle fiabe si può fare (sarebbe piuttosto ridicola a mio avviso, ma pazienza!) a patto di non cancellare o demonizzare le fiabe vere.
    Ora mi taccio perchè sono OT e chiedo scusa per i miei numerosi post. Sono argomenti che mi appassionano.

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  6. Segnalo però che Roberto Vecchioni nel suo "Diario di un gatto con gli stivali" si è dilettato a scrivere versioni non convenzionali (ma non so se politically correct, non credo) di fiabe e leggende famose. Ve lo consiglio!

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  7. Tra l'altro più che dalle fiabe lo stereotipo della donna tentarice affonda le sue radici nella Bibbia quindi più che lo spot dovremmo attaccare la fonte!
    Tanto più che secondo me Eva ha fatto benissimo a mangiare il frutto dell'albero della conoscenza ed offrirlo ad Adamo!
    Il serpente è stato un benefattore!
    Scusate ancora, adesso giuro che sto zitto sul serio!

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  8. Mi rendo conto che mettere sullo stesso piano uno spot con le fiabe che sono ormai patrimonio culturale di tutti noi e hanno un importante valore artistico sia stato azzardato e discutibile. Chiedo scusa

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  9. Hai fatto bene a non perdere tempo con lo spot della campagna antidroga. L'avevo segnalato è questa è stata la risposta:

    Facendo seguito alla Sua segnalazione, desideriamo informarLa che il Comitato di Controllo, esaminato il filmato non ha ritenuto il messaggio in contrasto con le norme del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

    Ad avviso del Comitato infatti il ricorso ad immagini di un certo impatto è giustificato dalla volontà di trasmettere con decisione un messaggio di condanna verso qualsiasi forma di uso di sostanze stupefacenti, che risponde all’obiettivo sociale perseguito dall’inserzionista.
    Eventuali interpretazioni secondarie delle immagini non sono, ad avviso del Comitato di Controllo, in grado di incidere negativamente sulla decodifica principale del messaggio.

    Il filmato peraltro non viene diffuso nella fascia di protezione specifica per i bambini, dalle 16 alle 19, e all’interno dei programmi direttamente rivolti ai minori, quindi in quelle situazioni in cui si presume che l’ascolto da parte del pubblico in età minore non sia supportato dalla presenza di un adulto.

    Il caso pertanto è stato archiviato.

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  10. Quella sulla droga è orribile, spero non la trasmettano mai in fascia protetta! Sarà che la droga è femmina.

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  11. Sono comunque d'accordo con te e con Ilaria: non servono allo scopo e sono eccessivi ma non gravi. La pubblicità virtuosa ritengo sia quella della Telecom che parla dell'evolversi della comunicazione dagli anni '40 ai giorni nostri: mi piace molto.

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  12. Sdolcinata e banalina (del resto è un ragù in scatola!), ma almeno rema un pochino contro agli stereotipi italiani
    http://www.youtube.com/watch?v=P_9Z3b4dYSM
    Un'altro spot che ho trovato carino è quello di un'auto, non ricordo quale, che gioca su affermazioni tipo: imparare è noioso e si vedono bambini/e che si divertono, o l'inverno è freddo e in piscina mentre nevica nuotano e giocano a scacchi... l'avete visto?

    Lo spot di intimissimi è noiosissimo e indefinibile e rimanda ad un erotismo artificiale e banale, da vetrina televisiva... Scusate eh, ma se devono convincermi accattivandosi la mia eccitazione devono assolutamente impegnarsi di più che così mi vien da ridere!
    Lo spot contro la droga è assurdo in tutti i sensi e assolutamente inefficace vista anche la passione dei giovani per i vampiri e horror... lo definirei con lo sguardo trasgressivo dei ragazzi/e assolutamente accattivante!
    Dire "Se l'avessero fatto con un uomo" non serve: non l'hanno fatto, non è una riflessione che guarda la realtà ma un "presunto" che non esiste nella costruzione narrativa dello spot. (Anche se non escludo che, viste le proteste, potrebbero anche arrivare a farlo, i furboni governativi!)
    Grazie Giorgia, che bel lavoro che fai!

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  13. Ascoltate poi la pubblicità alla radio: sarà che non le vedi e devi spremere di più le meningi, ne trovi alcune veramente simpatiche!

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  14. @Emanuela C: qual è lo spot dell'auto? ti ricordi altre info?

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  15. Lo spot della campagna antidroga non utilizza stereotipi sessisti, perché le 2 opposte rappresentazioni della donna mancano di connotazioni marcatamente riferite a modelli di comportamento: il problema di opporre una donna-bene a una donna-male sorgerebbe se i comportamenti incarnati dalla donna-bene risultassero improntati all'auto-umiliazione o subordinazione, cosa che nello spot non c'è.
    Umiliante e sessista è invece lo spot di Intimissimi, che punta su un immaginario evocato anche dalle osservazioni difensive di Paolo1984... La funzione secondaria di un reggiseno non può giustificare la rappresentazione di una donna-oggetto ammiccante, perché altrimenti torneremmo a giustificare ogni diffusione di modelli sessisti con l'argomentazione delle diverse attitudini: come dire, la femmina è naturalmente portata a curare la casa e la prole, a volersi rendere bella e seducente in modo passivo per il suo uomo, il quale invece è naturalmente più portato al lavoro, alla conquista attiva ecc. (fateci caso, gli spot e foto pubblicitarie di intimo maschile non sono quasi mai ammiccanti ma tendono ad esprimere libertà e narcisismo, insomma valori autodiretti). Che questi modelli caratterizzino alcune persone da non condannare e un patrimonio culturale da non distruggere, come quello delle fiabe, non ne elimina il carattere nocivo; il politically correct è il principio che ha indotto a vietare anche la pubblicità delle sigarette, quindi non vedo perché considerarlo un'ipocrisia, non è questione di vietare tout court le pubblicite allusive al sesso, ma devono essere spot che non esprimano un'immagine umiliante per le persone e i generi (ce ne sono state e ce ne sono anche di umilianti per gli uomini, che però non si lamentano perché la cultura dominante abitua i maschi a subire umiliazioni come una cosa normale, forse ancor più delle donne, senza dubbio umiliazioni di tipo differente).

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  16. Sarà un mio difetto ma proprio non riesco a vedere che c'è di umiliante in una donna o anche un uomo sessualmente ammiccante specie nello spot di un prodotto che con l'eros ha molto a che fare. Sarà certo una mia limitazione, ma non vedo cosa ci sia di "passivo" nella seduzione della modella di Intimissimi: la seduzione non ha mai nulla di passivo anzi! Anche chi è sedotto è comunque libero poichè io se non voglio fami sedurre c'è poco da fare.
    Per me Irina non rappresenta una donna-oggetto, rappresenta una donna seduttiva, se per voi una donna seduttiva è "passiva" o un oggetto bè è un problema vostro. A me è stato insegnato a rispettare le persone a prescindere dai centimetri di pelle che mostrano e da come si atteggiano.
    E ripeto per l'ennesima volta: il reggiseno push up è un indumento erotico, seduttivo e questo NON è secondario. Difendere un tale spot non c'entra nulla con l'immagine della femmina "angelo del focolare" e del maschio lavoratore evocata a sproposito da Enzo C. Nel voler sedurre il proprio partner (uomo o donna che sia) non c'è proprio niente di umiliante. Lei dice che gli uomini che pubblicizzano l'intimo non sono ammiccanti o seducenti? Mah..non ne sono così sicuro, comunque per ognuno seduzione è una cosa diversa. Sappia poi che vedo il politically correct come il fumo negli occhi quando supera una certa soglia.
    X Emanuela C. : che lo spot di intimissimi sia noioso è un'opinione sua, ciò non implica che sia offensivo o da cancellare. Almeno qua si vede una donna intera e non i pezzi di corpo che si vedono sui manifesti.
    Ripeto: dire che l'eros non va usato neanche per pubblicizzare un push up è privo di senso.

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  17. Vorrei segnalarvi che lo spot antidroga è stato mandato in onda su Rai2 domenica 13 marzo alle 14.10. Ditemi, per favore, se quella è una fascia oraria da proibire ai bambini, specialmente in un canale della tv pubblica. Il video è diffuso anche tramite Youtube, visibile e aperto a tutti.
    Non dobbiamo dimenticare che le immagini diffuse dai mass media hanno un effetto profondo e intimo, il principio di precauzione non va trascurato.
    Con quello spot non si sporca solo l'immagine femminile, ma si rischia anche di banalizzare il problema della droga solo perché, forse, si teme di far vedere i veri effetti distruttivi. Questo spot non è accettabile neanche metaforicamente, neanche se a diventare mostro fosse un uomo. La difesa della dignità delle persone, tutte, uomini e donne, deve essere posta al di sopra di qualsiasi altra motivazione, anche se socialmente utile.

    Per quanto riguarda lo spot Intimissimi, detesto vedere uno spogliarello in tv, più o meno lungo ma in tutte le fasce orarie. Si tratta di una questione di rispetto nei confronti di bambine/i e preadolescenti, e di rispetto nei confronti della sensibilità degli adulti, sì, anche degli adulti.
    Dal punto di vista pubblicitario, mostrare una donna già dotata che teoricamente non ha bisogno del super push-up mi sembra falso e ingannevole. Lo Iap dovrebbe prendere in considerazione anche questo elemento. Con il sottofondo "Be Italian" si fa riferimento inoltre allo stereotipo di donna italiana che deve essere formosa.
    Viviamo in un preciso contesto storico, abbiamo tutti delle responsabilità nei confronti della società, combattere gli stereotipi è un dovere. Grazie a Giorgia e a tutte le blogger che ce lo ricordano.

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  18. La donna formosa non va bene?? Si preferisce quella anoressica?
    Se alla signora Concita danno fastidio gli striptease anche fuori dalla fascia protetta..bè il suo senso del pudore non può diventare regola per tutti/e! per una questione di democrazia erotica sarebbe bene pure strip maschili in tv qualche volta!
    Se lo spot sulla droga fosse stato più crudo mostrando gli effetti reali della droga, vi sareste lamentati lo stesso! Sono pronto a scommetterlo!
    Mi dispiace, ma in post come quello di Concita io leggo un intento censorio nei confronti non degli spot ma del sesso in generale e di tutto ciò che urta la sua personale sensibilità, come se la sua sensibilità dovesse diventare regola valida per chiunque. Spero di sbagliarmi.
    Comunque invito a vedere lo spot di Christian Dior con Natalie Portman diretto da Sofia Coppola, non mi dite che questo è sessista!
    C'è un eros molto meno "esagerato" di quello di Intimissimi, delicato e poetico sulle note di Jane Birkin e Serge Gainsbourg (Je t'aime):
    http://dailymotion.virgilio.it/video/xh9hlh_pub-christian-dior-miss-dior-cherie-portman-2011_creation

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  19. "La difesa della dignità delle persone, tutte, uomini e donne, deve essere posta al di sopra di qualsiasi altra motivazione, anche se socialmente utile." Concita

    Finchè si rimane nell'ambito della pubblicità posso essere d'accordo (anche se lo spot sulla droga non offende la dignità proprio di nessuno) ma tremo al pensiero di vedere applicato questo principio ad opere d'arte e fiction tv dato che teoricamente qualsiasi cosa può essere ritenuta offensiva da qualcuno. Sono convinto che l'arte abbia il diritto di offendere la sensibilità altrui altrimenti sarebbe la censura e la fine della libertà di espressione. Se ciascuno (uomo donna cattolico gay, ebreo, musulmano ecc..) chiedesse e ottenesse di vietare quella tal opera perchè si sente offeso..sarebbe terribile

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  20. Aggiungo comunque che anch'io trovo banale lo spot sulla droga perchè è banale ridurre la droga ad una tentazione demoniaca.
    Scusate se come al solito mi dilungo.

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  21. "per una questione di democrazia erotica sarebbe bene vedere pure strip maschili in tv qualche volta"
    Ecco così si capisce meglio

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  22. Lo spot dell'auto di cui parla Emanuela C. è questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=bk3evdP9Ipk&feature=player_embedded
    Questa è la versione originale in inglese. Manco a farlo apposta non è uno spot italiano.
    Qualcuno ha avuto da ridire perchè alla fine l'auto è guidata dall'uomo, ma io lo trovo un peccato veniale. Lo spot è bello, poetico, di alto livello..è il braccio di lei fuori dal finestrino è di grande poesia!

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  23. Oggi il Corriere della Sera pubblica il messaggio "Non ti fare fatti la tua vita" a pagina 35, guardate la foto se potete,vorrei sapere cosa ne pensate.
    @paolo1984, non sono certo contro la sensualità, le donne formose e l'arte, anzi. Sono contraria allo spot Intimissimi, allo spot antidroga, a tutti gli stereotipi e modelli preconfezionati. Perché divagare?

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  24. Allora Concita, divagare è un mio difetto, ti chiedo scusa, è solo che ci tengo che si distingua tra la pubblicità e programmi tv, e opere artistiche come fiction, film, spettacoli teatrali, libri, sculture, fumetti che per quanto alcuni possano essere grossolani e non piacerci sono un'altra cosa rispetto alla pubblicità. Io studio lo spettacolo e l'arte quindi sono distinzioni a cui tengo in maniera particolare. E crdo che tali opere abbiano anche il diritto di fare ricorso a stereotipi che tra l'altro possono essere decostruiti con intelligenza e ironia (penso a certi ottimi telefilm americani come The big bang theory)
    La pubblicità è un'altra cosa, è comunicazione commerciale, non è arte quindi può essere oggetto anche di valutazioni morali ed etiche che esulano dall'estetica ed eventualmente cancellata..ma deve valere solo per la pubblicità e programmi tv..guai se si allungasse ad altri ambiti.
    Sui due spot in esame ho già detto come la penso.

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  25. In quanto a pubblicità ricche di stereotipi inserirei tutta la gamma Barilla che propone una famiglia idilliaca, a volte con una voce fuori campo in cui si sente una voce di donna matura che fa pensare alla nonna

    Tutti i prodotti swiffer della polvere che se ne va da casa sotto la minaccia di una casalinga furente o di una menager che fa il discorso da donna di comando.

    Al maschile: I prodotti per la cura del corpo maschile o schiume da barba sono pubblicità piene di belle ragazze e bei giovanotti tutti come li vuole società lui forzuto e muscoloso lei corpo statuario.

    Pubblicità della macchina Alfa Giulietta: bella donna che guida.

    Vedete un po', è difficile scegliere da quante ce ne sono mannaggia!

    ciao

    Cristina

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  26. @Paolo 1984, non la prendere come un'aggressione personale, ma come un suggerimento: scrivere un intervento troppo lungo espone al rischio che le lettrici ed i lettori non arrivino alla fine del testo. Replicare agli interventi successivi non con una, ma con due o tre risposte, a loro volta lunghe, espone al rischio addizionale che le lettrici ed i lettori, dopo aver controllato la firma dell'autore dicano "va bbe'" e passino oltre. Io mi regolo così: se ho scritto un intervento piuttosto lungo, non torno a replicare ai singoli interventi successivi che possono aver chiamato in causa uno o più aspetti contenuti nel mio intervento. Insomma, damose 'na regolate col numero di battute, se no, facciamoci un blog tutto nostro. ;)

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  27. Lo spot governativo (quindi realizzato con fondi pubblici) firmato da Giovanardi mi sembra un bigotto coacervo di stereotipi; il ragazzo di buona famiglia che va a fare la settimana bianca con la ragazza acqua e sapone - la santa, la donna perbene identificata con la vita, - e l'incontro con la droga, in apparenza una donna bella e disponibile (vedi trucco appariscente e movimento di lei verso lui) - la puttana - che si trasforma in essere mostruoso, ossia la morte.
    Da parecchio tempo credo sia conto che il connubio droga/morte, soprattutto se rivolto agli adoloscenti, funziona ben poco come deterrente. E vabbè, male che vada ciò si traduce nel riconoscimento dell'inutilità dello spot.
    Ma ciò che disturba di più è che in un Paese dove la violenza maschile sulle donne è un problema gravissimo e per cui poco o nulla si sta facendo, in un Paese che è al 74esimo posto nel Gender Gap Index del WEF, in un luogo dove l'immaginario collettivo è permeato di denigrazione e oggettivazione delle donne, forse sarebbe stato auspicabile uno spot contro la droga che evitasse di riproporre lo stereotipo donna santa/donna puttana e soprattutto la personificazione della morte in fattezze femminili. Ci saremmo evitati l'ennesimo tassello di un mosaico complesso in cui si tratteggia e si sottolinea un clima di odio verso le donne.

    Per non parlare del fatto che lo spot è rivolto al giovane maschio etero presumibilmente benestante, e che sembra uscito da un amarcord di pubblicità degli anni '60 (vedi inquadrature, scenografia, claim, ecc.).
    Di una pochezza imbarazzante.

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  28. Se il reggiseno push-up è un indumento erotico, non deve essere pubblicizzato in fasce orarie protette e sulle reti generaliste, perché sarebbe come pubblicizzare un vibratore o qualsiasi oggetto da sexy-shop; i limiti in tal senso sono stati raggiunti già da quel gel lubrificante che Durex pubblicizza come utile anzitutto per i massaggi, con spot trasmessi su Canale 5 alle ore 22:31, durante i break di "Dr. House" nel periodo in cui veniva seguito da 6 milioni e mezzo di telespettatori.
    La seduzione a questi livelli è un modello che io abolirei dalla comunicazione pubblicitaria perché contiene codici troppo delicati (è umiliante anche quando è attiva, figuriamoci quella passiva) e quindi a rischio di venire assimilati in maniera acritica.

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  29. Io ho segnalato allo IAP due spot: Il primo quello di Lancia Musa dove una donna elegantissima in abito lungo si perde un pezzo dell'abito scoprendo il sedere....Il secondo è quello di Tim con la Belen nazionale che ammiccando e ondeggiando improvvisa uno streep in ascensore per cambiarsi di abito in entrambi i casi mi hanno risposto che il comitato di controllo non ritiene che vi siano immagini lesive o offensive.......probabilmente il comitato di controllo è composto da uomini quindi è una guerra persa in partenza.

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  30. Caro Enzo C., sul fatto di vietare spot di reggiseni in fascia protetta sono d'accordo. Su tutto il resto no, e mi fa orrore sentir dire che la seduzione (dove nessuno è davvero passivo) sarebbe "umiliante"..se lei vuol vietare tutti gli spot di prodotti erotici lo ammetta, tra l'altro lo spot della Durex era simpatico e non aveva nulla di umiliante. Dal canto mio non capisco neanche perchè ci sia bisogno di indumenti erotici dato che per fare sesso ci si spoglia di solito, ma se uno/a li vuol comprare faccia pure.
    @ rosi: nello spot Tim con Belen c'è una donna che si fa beffe dei suoi inseguitori maschi quindi non c'è umiliazione della donna in apparenza anche se io eviterei di mostrare donne o uomini spogliati ed erotizzanti in pubblicità che non riguardano prodotti per il corpo o che hanno valenze sexy (profumi, indumenti intimi, preservativi, contraccettivi).
    Peciò trovo ridicolo prendersela con le pubblicità della schiuma da barba o perchè si vede una bella donna al volante in uno spot di auto: anzi evviva che finalmente mostrano una donna che guida!
    @paola: è veramente difficile non rispondere per me ma cercherò di contenermi,poi per ora non sento il bisogno di un blog tutto mio

    paolo1984

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  31. "forse sarebbe stato auspicabile uno spot contro la droga che evitasse di riproporre lo stereotipo donna santa/donna puttana e soprattutto la personificazione della morte in fattezze femminili." Elisabetta

    Sullo spot sulla droga penso di essere d'accordo con quanto scritto da Enzo C. (su intimissimi,, invece dissento come si è visto), non ho visto nessuna santa nè umiliazione, la ragazza che prende per mano lui alla fine, è una ragazza normale non una santa (tra l'altro all'inizio dello spot la droga gliela passa un altro ragazzo).
    E la violenza contro le donne esiste anche dove questi spot e altri non si vedono.
    Poi una donna può essere pericolosa quanto un uomo quindi una donna "malvagia" come metafora della droga non è in sè scandalosa anche se è una trovata decisamente poco originale
    Poi vabbè, lungi da me difendere Giovanardi ed uno spot che pure io considero banale, sdolcinato e inefficace
    Quanto alla violenza sulle donne, esiste anche dove questi spot non si vedono

    paolo1984

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  32. Cosa ne pensi invece delle canzoni come questa?
    http://www.youtube.com/watch?v=HwWOQ9xwvYU

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  33. A me pare una divertente canzone napoletana

    paolo1984

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  34. @Paolo1984
    "non ho visto nessuna santa nè umiliazione"
    Mai parlato di umiliazione; leggi i commenti con la dovuta attenzione o sei troppo concentrato sulle risposte-monologo?


    Lo stereotipo della donna perbene e della donna poco perbene nello spot c'è, e non è neanche troppo latente; basta avere un minimo di sensibilità riguardo le tematiche di genere e qualche nozione basilare delle tecniche di comunicazione utilizzate in pubblicità.


    "E la violenza contro le donne esiste anche dove questi spot e altri non si vedono"

    Mi sembra una frase piuttosto qualunquista. Anche in questo caso, non sono necessari studi approfonditi per capire che un immaginario nutrito da modelli stereotipati, che sviliscono la donna da una parte, e la identificano con la colpa e la dannazione dall'altra, può contribuire a produrre e giustificare anche comportamenti violenti o sentimenti di odio di genere.
    Basta gettare uno sguardo sul resto d'Europa per accorgersi che tutte le politiche (efficaci) contro la violenza sulle donne si realizzano attraverso sinergie complesse che necessariamente investono anche le modalità di rappresentazione delle donne nei media, pubblicità compresa.

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  35. Elisabetta, a me basta che ve la prendiate con la pubblicità e lasciate in pace l'arte (musica film, fiction tv, romanzi, quadri) che hanno il diritto di far ricorso a stereotipi e anche di offendere.
    Io su questi spot ho detto come la penso e non mi ripeto per non fare altri monologhi.
    Ribadisco che la responsabilità della violenza contro le donne va a chi la commette e basta, ognuno di noi se è capace di intendere e di volere deve assumersi la responsabilità delle sue scelte e delle sue decisioni

    paolo1984

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  36. Elisabetta: antichi Greci (mito di Pandora) e sopratutto Vecchio Testamento, sono loro che hanno reso la donna simbolo di dannazione e colpa. Se vuoi fare le cose per bene devi risalire alla fonte.
    E la mia frase sarà qualunquista, ma è vera.

    paolo1984

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  37. Ancora una cosa e poi mi taccio, per chiarire che intendo quando parlo di diritto di offendere da parte dell'arte: io tremo al pensiero di un film o un libro o una canzone, un quadro messo al bando, vietato perchè offenderebbe questo o quel gruppo umano (gli uomini, le donne, i gay, i cristiani, gli ebrei, i neri, i musulmani ecc..). Sarebbe la fine della libertà

    paolo1984

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  38. Caro Paolo, arte, film, libri e canzoni sono sempre stati censurati, da che mondo è mondo, proprio da chi poi ci propina tette sode a tutte l'ore!!! Questa è la censura, quella del potere che diffonde bestialità in cambio dell'anima dei propri telespettatori sempre e comunque paganti ma assolutamente zittiti e il più possibile non pensanti.
    E.

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