martedì 22 marzo 2011

ALBERONI PER YAMAMAY: SPERIAMO CHE LA CAMPAGNA SIA MEGLIO DELLE SUE DICHIARAZIONI


Mary sul suo blog ci segnala un articolo comparso sul Corriere del mezzoggiorno sulla recente decisione di Yamamay di non usare modelle sexy nella sua prossima campagna pubblicitaria  ("Yamamay, basta modelle sexy. Sui manifesti le frasi di Alberoni").
Non è però sulla scelta dell'azienda che vorrei soffermarmi, quanto piuttosto sulle dichiarazioni di Alberoni che sono state pubblicate nel suddetto articolo, con le quali non concordo e che secondo me rischiano di veicolare dei contenuti distorti in relazione al nostro impegno per l'affermazione della dignità delle donne. Eccole:

«Oggi non è più sufficiente l’immagine, servono le parole» , teorizza il sociologo al MaGa, museo di Gallarate di cui Yamamay è sponsor. 

Beh, mi viene da dire, dipende dall'immagine e dipende dalle parole che vengono scelte. Oggi, semmai, non è più sufficiente basarsi solo sulla "gnocca che vende". Forse. 

Il professore nota però che siamo di fronte a una turbolenza emotiva ed erotica. Sono cadute le barriere che tenevano confinata la sessualità nel matrimonio. «Il risultato è una promiscuità diffusa e approvata dalla coscienza collettiva: basta vedere come viene vissuto il Grande Fratello. E la ragazza di cui parlano tutti?» . 

Ruby? «Ha fatto i soldi, è stata invitata al ballo delle debuttanti di Vienna. Ha usato il sesso ma oggi il sesso è libero, la donna può farlo quando vuole» .
 
Un conto è il sesso libero (a proposito dell'importanza delle parole, perché chiamarlo promiscuità?) un conto è la mercificazione del corpo che viene premiata e usata come modello di successo dai media e dalla società. Pur con tutti gli sforzi, Ruby non ce la vedo proprio come un'icona della nostra libertà sessuale, quanto piuttosto come il simbolo di una sistema che, sfruttando il proprio potere e i propri soldi, si approfitta delle difficoltà delle donne di emergere o semplicemente di essere economicamente indipendenti e le adopera per il proprio piacere sessuale. Altro che libertà sessuale, è un meccanismo vecchio come il mondo! Una modalità di relazione che per le donne è sempre esistita, soprattutto in mancanza di altri mezzi da usare per soddisfare i propri bisogni e sovente all'interno del matrimonio. Trovo quindi che con l'emancipazione sessuale e il sesso libero non ci sia un grande nesso. 

Per questo il sociologo non crede in nuovo movimento delle donne: «Dovesse cadere Berlusconi, finirebbe» .

Quest'affermazione è abbastanza in linea con quanti hanno creduto che la recente manifestazione delle donne fosse solo contro Berlusconi e non contro un intero sistema politico, mediatico ed economico che ha ridotto la voce delle donne al proprio corpo, che ha diffuso un'immagine di donna oggetto con la propria comunicazione e che, ad oggi, risulta ancora al 74° posto per divario di genere del mondo. Le donne sono scese in piazza e si battono ogni giorno per essere rappresentate politicamente ed economicamente, per avere le stesse opportunità (e retribuzioni) lavorative degli uomini, per non dover essere costrette a scegliere fra figli e lavoro, per non doversi accollare la maggior parte delle faccende di casa. Le donne si battono per l'autodeterminazione del proprio corpo e per la loro sicurezza, in un Paese percorso da un aumento di femminicidi, dove la violenza di genere è ancora a livelli intollerabili.
Il movimento delle donne non è un fronte antiberlusconiano ma una complessa realtà di iniziative, proteste e proposte per una società più democratica e rispettosa anche della popolazione femminile. 

E allora? «Viviamo in un mondo dominato dall’erotismo, ma ci sarà sempre gente che si innamorerà» 

Il punto è: che cosa intendiamo, oggi, per amore e che cosa per innamoramento? Perché a me pare che la strada per la violenza sulle donne sia purtroppo lastricata di tanti presunti "innamoramenti", in una società dove ancora si usa l'ambigua espressione di delitto "passionale" riferendosi all'omicidio nei confronti delle donne per mano dell'amante/compagno/ex/pretendente. Amore e sessualità sono oggi due concetti da prendere con le pinze, da mettere in discussione ed eventualmente da reinventare.

Intanto la pubblicità ricomincia dall’educazione sentimentale: «Perché quando le regole vengono a mancare serve il Logos, la presenza della ragione che fonda nel sapere».

E su questo sono anche d'accordo, soprattutto sull'educazione sentimentale che, mi pare purtroppo di notare anche da questo articolo, decisamente scarseggia. Ma poiché anche la parola è diventata la prostituta del potere, occorre ridarle una nuova dignità attraverso forme che ne limitino la sua manipolazione, come quelle artistiche per esempio.
Ci riuscirà Alberoni con le sue frasi per Yamamay? Lo vedremo. Nel frattempo, vi lascio con un assaggio di parole scritte da un poeta già circa un centinaio d'anni fa, che probabilmente all'epoca fecero davvero la differenza, come la fanno ancora adesso:

"Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, ma solo a vita reale: l'umanità femminile. Questo progresso trasformerà l'esperienza dell'amore, che ora è piena d'errore, la muterà dal fondo, la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano, non più da maschio a femmina."

(Rainer Maria Rilke)

5 commenti:

  1. Mah, Alberon degli Alberoni è il campione della banalità passatista quindi dubito che questa campagna sarà migliore.
    Le modelle stile Playboy erano molto meglio dell'Alberone..sul resto ho già risposto nel blog di Mary

    paolo1984

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  2. Cara Giorgia, niente da aggiungere a quanto hai scritto, tranne che, forse, possiamo scommettere sul contenuto degli slogan conoscendone, ahinoi, l'autore cui sono stati commissionati. Una sola domanda: ma, secondo voi, ce fa o c'è? Questa non la capivo già all'uscita del suo primo libro. Grazie per la bella citazone di Rilke.

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  3. bè che Alberoni non fosse un genio lo sapevamo già. in effetti, pur apprezzando lo sforzo della Yamamay per tentare una strada diversa da quella stereotipata delle aziende del suo stesso settore, potevano trovare un autore più intelligente e putnare su una campagna meno stereotipata anche nei contenuti, oltre che nelle immagini...

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  4. Come autore alternativo io avrei suggerito Annie Sprinkle e Eve Ensler (autrice de I monologhi della vagina)

    paolo1984

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  5. WWow ottimo articolo complimenti!!!
    mary

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