venerdì 11 febbraio 2011

DONNE E TV: FRA IRONIA E STEREOTIPI

Ieri sera. Annozero. Verso la fine della puntata si parla del tema donne-tv e viene nominato, ancora, il noto programma degli anni '80 Drive In, per alcuni capostipite dei programmi trash pieni di donne svestite, per altri format altamente innovativo ed ironico. Ora, io non desidero esprimere un giudizio su Drive In come programma in sé ma concentrarmi piuttosto sul ruolo della donna al suo interno, in particolare su quello delle "Ragazze Fast Food".

Possiamo dire, come ieri sera ha asserito Marco Travaglio - per altro con un parere condiviso anche da Santoro, da quel che ho capito (qui il dibattito al minuto 1:58:00) - che quella di Drive In era solo "ironia sull'uso della donna"?  Ne siamo proprio sicuri? Sono andata a rispolverare su Youtube dei video sul programma. E' vero che le ragazze fast food non stavano solo zitte ma parlavano all'interno di sketch in cui recitavano lo stereotipo della bella e oca. Ma è pur vero che queste sono le immagini che andavano in onda:




Le domande che mi pongo a questo punto sono due:

E' possibile in un Paese fortemente pervaso da una mentalità ancora profondamente maschilista (74° posto per divario di genere nel mondo, meno della metà delle donne che lavorano, scarsissima rappresentanza femminile nelle Istituzioni e nella aziende, etc etc etc....) fare dell'ironia veicolando immagini di questo genere con donne svestite e procaci che rischiano di diffondere esse stesse proprio quello stereotipo che in teoria vorrebbero ridicolizzare?
Nel rispondere a questo quesito, teniamo anche conto della potenza delle immagini rispetto a quella delle parole in un contesto televisivo.
La "carta dell'ironia", mi ricordo, la giocò con noi anche il programma La Pupa e il Secchione in risposta alle nostre critiche sulla diffusione di svilenti stereotipi di genere in tv. 

La seconda domanda che mi pongo è: che cosa significa fare ironia sul ruolo della donna in tv? Io ho cercato degli esempi e ho trovato in Rete la parodia di Miss Italia del duo Katia e Valeria di Zelig, dove il messaggio ironico è decisamente palese:





Sempre dello stesso duo, interessante anche la parodia delle corteggiatrici del programma Uomini e Donne. Mi è poi venuta in mente anche l'imitazione della Guzzanti di Moana Pozzi. Magari voi avrete altri video più illuminanti dei miei. Ad ogni modo, credo che la differenza fra l'ironia di questi esempi e la presunta ironia delle ragazze Fast Food sia piuttosto evidente. 

26 commenti:

  1. i 18 secondi di televisione più brutti che abbia mai visto.

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  2. infatti Drive in nonfaceva l'ironia del ruolo dell adonnain tV ma era il nuovo ruolo della donna in TV. Drive in è degli anni Ottanta nasce in pieno riflusso e per reazione alle lotte femministe che, secondo alcuni maschi retrogradi , avevano trasformato la donna da angelo del focolare in feroce valchiria . Lo stesso è accaduto con i filmetti della commedia all'italiana tipo l'infermiera di notte; la supplente;la soldatessa alle grandi manovre... ecc. che rispolverano stereotipi rassicuranti e cari all'immaginario maschile. Lo hanno detto gli stessi attori in un'intervista, non a caso i protagonisti maschili erano bruttissimi o vecchi e le donne giovani e bellissime e disponibili .. altro che ironia!

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  3. hai perfettamente ragione, troppo facile minimizzare tutto, come al solito, con la scusa dell'"ironia"...noi, vista la situazione attuale in tv etc stiamo ancora pagando il prezzo di questa "ironia"!!

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  4. Indietro Tutta di Arbore del 1987 era la capostipite delle trasmissioni satiriche sulla tv trash. Si faceva ironia non solo sull'uso della donna in tv ( c'erano le ragazze coccodè) ma anche sull'uso dei bambini, infatti un attore vestito da bambino, Riccardino, mandava bacini ai telespettatori ecc.ecc.C'era pure un falso sponsor con ragazze sculettanti il "cacao mervigliao" e si prendeva in giro principalmetne i quiz scemi di allora ma anche i contenitori tipo Drive in

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  5. Questa scusa dell'ironia mi ricorda la scusa dell' "io stavo scherzando, era una battuta, i giornalisti mi hanno frainteso". L'editore è lo stesso, no?

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  6. Io sono cresciuta con il drive in e con i filmetti trash degli anni '80 da cui non mi ricordo di essere stata particolarmente influenzata. Secondo me la differenza con la situazione attuale è che ai tempi era chiaro per tutti, anche per i ragazzini come me, che quella era la televisione, mentre la tua vita, la realtà erano un'altra cosa! Adesso la televisione è la realtà ed esisti solo se sei in televisione. Non c'è più una netta linea di demarcazione per questo i modelli della televisione sono molto più pericolosi di come erano un tempo. Proprio perchè adesso sono diventati modelli di vita!

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  7. Io quegli anni non li ho vissuti, sono cresciuta negli anni '90. Quindi, a parte questi 18', non so nulla di drive in (a quanto pare, per fortuna!) ma già rispetto agli anni '90 la TV è peggiorata. All'epoca il pomeriggio c'erano tanti programmi per bambini, oggi quasi non ce ne sono più. I bambini di oggi con cosa crescono? Inoltre, prima magari oltre a quelli di drive in venivano rappresentati anche altri modelli di donna, ma ora no. Oggi c'è un modello quasi unico e, secondo me, è questo che è sbagliato. E poi oggi la cosiddetta fascia protetta esiste solo sulla carta!

    Di Drive in in particolare non posso parlare perché non lo conosco, anche se questi pochi secondi esprimono solo volgarità a mio avviso. Mi chiedo quando questo tipo di televisione è stato considerato "normale" o meglio accettabile. Da subito?

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  8. Io di Drive In ho visto le repliche degli anni '90, ero piccolo, le ragazze fast food non mi dicevano molto, ricordo molto di più i comici (il Tenerone, l'asta tosta) e le mie fantasie masturbatorie certo non avevano le ragazze del Drive In come protagoniste, bensì quando mi masturbo pensavo e penso tutt'ora alle scene di sesso e seduzione di soap, telefilm e film (non porno) che mi sembravano e mi sembrano molto più "realistiche" delle ragazze fast food o delle veline.
    Quanto all'ironia sulla donna anch'io preferisco di gran lunga le parodie di Katia e Valeria, senza dubbio. Del resto le attrici comiche i Italia non mancano: da Paola Cortellesi a Luciana Littizzetto, e poi Lella Costa, Debora Villa, Lucia Ocone

    paolo1984

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  9. Comunque se uno pensa che le donne sono tutte oche e giudica una donna dai centimetri di pelle che mostra, non è colpa di Drive In nè delle ragazze fast food. E' colpa sua e solo sua

    paolo1984

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  10. "oggi quasi non ce ne sono più. I bambini di oggi con cosa crescono?"
    e dove sta scritto che devono crescere con la tv? ma un bel libro, no? Una passeggiata? Una corsa in bici, una partita di calcetto (che possono farla pure le bambine) non si usa più? Se i genitori sono impegnati col lavoro possono pensarci le baby sitter a trovare giochi alternativi alla tv. A me sta cosa della fascia protetta mi piace fino a un certo punto: la tv non è mica un asilo.

    paolo1984

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  11. "e dove sta scritto che devono crescere con la tv?"
    Hai ragione, ma così non fai un discorso che coinvolge la maggior parte della popolazione. Non tutti hanno i mezzi culturali per garantire un'alternativa alla TV ai propri figli e, del resto, i bambini di oggi sono figli di una generazione cresciuta quasi solo con la TV. La stragrande maggioranza di chi vede la TV, la usa come unico mezzo di informazione. Se fai questo discorso escludi tutta questa gente. E poi qui non si tratta di giudicare le donne che fanno TV. Ognuno fa quello che vuole. Il problema è che le donne in TV vengono rappresentate quasi solo in modo. Cioè alle donne non è chiesta competenza professionale, la maggior parte funge da decorazione, mentre per gli uomini questo non vale. E la minoranza di donne sopra i 40 è costretta a una gara estetica con le 20enni, dovendosi adeguare a modello estetico che nasconda a tutti i costi la loro età.
    E comunque io non intendo dire che la TV è diventata un porno, ma che la TV crea modelli e per le donne il modello è quasi unico. Un modello estetico e comportamentale che non valorizza le qualità di diversi tipi di donne.

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  12. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/12/tutte-le-donne-del-presidente/91678/comment-page-2/#comment-1741753

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  13. http://www.youtube.com/watch?v=hHl4dDTNtmA
    http://www.youtube.com/watch?v=1OIgs864g6s&feature=related
    Sono la tua fish, gettami (che tristezza!):
    http://www.youtube.com/watch?v=VCk9z8IK8x0&feature=related

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  14. http://www.youtube.com/watch?v=TZ-M0vgonLk&feature=related
    http://www.youtube.com/watch?v=4vDPNksuYl8&feature=fvw
    http://www.youtube.com/watch?v=qhKRChTfvgU&feature=related
    http://www.youtube.com/watch?v=sBDQ37Hkk18&feature=related

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  15. http://www.youtube.com/watch?v=hDWUY-bxWfk&feature=related
    http://www.youtube.com/watch?v=NtglEHuWHcA&feature=related
    http://www.youtube.com/watch?v=QgaoXGw4fqE&feature=related

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  16. Anch'io sono cresciuta con il Drive In e pure con i filmini stupidi ed erotici di Edwige Fenech, Lando Buzzanca, Pippo Franco, Lino Banfi ecc. Il Drive l'ho odiato e l'ho amato ma non per come veniva rappresentata la donna, era una cosa istintiva. Sono d'accordo che sono molto più brave Katia e Valeria o Anna Marchesini. Le ragazze fast food forse non imitavano nessuno K. e V. s: gli attuali programmi trash. Negli anni 80 programmi trash non c'è n'erano ancora tanti come ora.

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  17. simonsiren, quando parlo di passeggiate, corse in bici, partite di calcetto non penso di escludere gran parte degli italiani (e poi piantiamola con sta storia che saremmo tutti lobotomizzati dalla tv)..certo ci vorrebbero più spazi verdi ma penso che se la scuola e la famiglia non hanno saputo reinventare il loro ruolo educativo (ma ci sono tutt'ora ottimi insegnanti) dopo le conquiste degli anni 70 non credo sia colpa della tv.
    Quanto all'immagine della donna, sì se guardi solo certa tv generalista magari vedi solo la donna "decorativa", ma ci sono anche le brave attrici che ho nominato, ci sono le fiction tv che rappresentano donne non streotipate oppure reinventano e decostruiscono gli stereotipi maschili e femminili con ironia e intelligenza (penso a un telefilm come the big bang theory)..insomma non è solo tette e culi.

    paolo1984

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  18. Vabbè ma all'estero la TV non è come in Italia... Comunque, per quanto riguarda le fiction, sì sono quelle più equilibrate (anzi, SONO equilibrate). Ma nel complesso (cioè programmi, pubblicità, ecc...) secondo me non c'è equilibrio. Le donne e gli uomini sono usati allo stesso modo in TV? Secondo me no... Opinioni... Ma io, come donna, spesso mi sento avvilita a vedere certe cose...

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  19. Un po' di donne di talento:
    http://www.youtube.com/watch?v=Uco-tTwzvx8
    http://www.youtube.com/watch?v=r43KVEMkuZo
    http://www.youtube.com/watch?v=yIwQ0Iu_kL0
    http://www.youtube.com/watch?v=6shyUD2ETSQ
    http://www.youtube.com/watch?v=MzTRfw3RTi4&feature=fvst
    http://www.youtube.com/watch?v=bXIJwGO5lOw&feature=related

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  20. http://www.youtube.com/watch?v=F8JS4Aopi94&feature=related

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  21. http://www.youtube.com/watch?v=NqxwGyJdv7g&feature=related

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  22. Si è suicidata Maria Luisa Mangini!!
    http://www.leggonline.it/articolo.php?id=106912#commenti

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  23. @ paolo 1984
    "Comunque se uno pensa che le donne sono tutte oche e giudica una donna dai centimetri di pelle che mostra, non è colpa di Drive In nè delle ragazze fast food. E' colpa sua e solo sua"

    Non si tratta di esprimere un giudizio morale o individuale su una donna che sceglie di apparire svestita in televisione. Si tratta di prendere atto del tipo di modello di donna che si voleva imporre: quasi nuda, procace, oggetto della propria sessualità e non soggetto (in quanto le pose, gli ammiccamenti, gli abiti sono palesamente ad uso e consumo di un immaginario erotico maschile fortemente stereotipato), silenziosa, e sciocchina quando le si concede l'uso della parola.
    Accanto a uomini spesso di aspetto sgradevole (di nuovo nessuna concessione al piacere femminile di guardare un bell' uomo), ma simpatici e arguti.
    Lo scenario era palesemente questo.



    "e dove sta scritto che devono crescere con la tv? ma un bel libro, no? Una passeggiata? Una corsa in bici, una partita di calcetto (che possono farla pure le bambine) non si usa più?"


    Di nuovo, non è questo il punto. I genitori che hanno gli strumenti culturali per poter spegnere la tv al momento giusto, per dedicarsi insieme ai propri figli ad una lettura interessante, per proporre qualcosa di alternativo e un poco più pedagogico, sono purtroppo una minoranza.
    E spesso, a questioni di carenze di tipo culturale, si affiancano problemi assai pratici, come la mancanza di tempo (genitori che lavorano entrambi e che stanno fuori casa 10 ore al giorno), di strutture adeguate (asili aziendali, asili comunali, scuole a tempo pieno) che possano sopperire all'assenza dei genitori,
    di spazi (compresi giardini pubblici, palestre comunali, luoghi ricreativi laici e gratuiti) in cui i bambini possano trascorrere il loro tempo libero.
    Proprio in questo contesto si inserisce la televisione, che diventa surrogato momentaneo del genitore e che quindi viene investita, volenti o nolenti, di una funzione educativa.
    Come vedi il discorso è molto complesso e tocca temi nevralgici per donne e la società tutta, non è possibile semplificare tutto ad un "basta spegnere la tv".

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  24. Sì, Elisabetta comprendo. Ma ti dico anche che se uno scambia quel modello per la realtà concreta allora è un cretino oppure famiglia e scuola (perchè non ci sono solo mamma e papà) non hanno saputo o voluto stimolare il suo intelletto e fornirlo di senso critico.
    io sono figlio di due genitori entrambi lavoratori (lui operaio, lei maestra), ho avuto baby sitter, sono stato alla materna, ho guardato la Tv, anche quella Tv, ma non solo quella TV e non ho guardato solo la TV..insomma io sarò troppo ottimista, ma non credo che i genitori e gli insegnanti privi di adeguati strumenti culturali siano una minoranza come tu dici. Fermo restando che ci sono tutti i problemi cui fai riferimento sulla mancanza di spazi verdi, di asili nido, e poi ci sono anche i tagli del governo alla scuola e alla cultura.
    Poi sai quando sento dire "noi non critichiamo le veline, critichiamo un modello" mi vengono in mente gli antiabortisti che dicono "noi non ce l'abbiamo con le donne che decidono di abortire, nè coi medici che praticano gli aborti ma l'aborto è omicidio". Ammetterai che è difficile criticare un dato modello senza esprimere un giudizio sulla persona che decide di aderire a quel modello (e anche ritenerla "vittima" o incapace di scegliere è un modo di giudicarla, bisogna tener conto che nessuna scelta, nè quella di abortire nè quella di far la velina, nè quella di studiare biologia, è mai astrattamente libera perchè tutti viviamo in un dato contesto socio-culturale, tutti siamo condizionati dall'educazione ricevuta, anche il nostro ribellarci è causato in alcuni casi, per contrasto, dall'educazione ricevuta, tutti abbiamo fatto esperienze diverse, e tutti siamo soggetti alla nostra condizione economica) e questo è particolarmente difficile quando si parla del corpo femminile (perciò ho messo insieme cose diverse come l'aborto e il corpo femminile in tv), perchè il corpo delle donne è al centro ormai da millenni di questioni morali e religiose che si svolgono nel mondo islamico e in forme diverse, più sfumate anche in Occidente.
    Questo ovviamente non vuol dire che non bisogna criticare, c'è un modello televisivo dominante di donna (almeno nella tv generalista, perchè nella fiction straniera, ma anche italica è già diverso) che non ci piace, che riteniamo umiliante? Allora ci si batta per una pluralità di modelli non solo, ma anche erotici (e pure per una pluralità nel mondo della pornografia, perchè no?), una pluralità di soggetti "desideranti" e desiderati.
    Per conto mio, l'importante è insegnare ai propri figli il rispetto verso ogni persona a prescindere da come decide di "raccontarsi" attraverso il suo corpo, e a prescindere da come decide di servirsi o non servirsi della sua seduttività e dell'eros.

    paolo1984

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  25. Paolo, anche se fosse una minoranza quella che rimane per motivi strutturali o contingenti "ostaggio" della televisione e del suo immaginario, dovremmo ugualmente occuparcene.
    Io e te probabilmente abbiamo visto un certo tipo di televisione, ma parallelamente ci sono arrivati dall'esterno anche gli stimoli adeguati per elaborarlo. Quelli stessi stimoli, o quanto meno una certa diversificazione dei contenuti dovrebbe essere connaturata alla proposta televisiva, altrimenti si tratta di una televisione democraticamente deficitaria.

    Per quanto riguarda le donne che assumono ruoli marginali e decorativi, posso dirti che non mi sento di fare nei loro confronti alcuna considerazione di natura individuale.
    Non le stigmatizzo e al tempo stesso non le considero tutte pedine di un sistema. Alcune sicuramente non sono così libere quanto possa sembrare, nel senso che se hanno fatto parte di quella schiera di ragazzine carenti di pensiero critico e che non hanno trovato dei modelli di riferimento alternativi, di certo non si può parlare di scelte pienamente consapevoli.
    E non credo che si possa minimizzare il problema parlando di una mancanza diffusa di libertà, che ci riguarda tutti in un modo o nell'altro, anche perchè sappiamo bene che su questo tipo di condizionamenti molto si può fare e si è fatto nel resto d'Europa, sappiamo che non si tratta di qualcosa di ineluttabile e immutabile.
    Per inciso, vorrei precisare che gli antiabortisti si accaniscono spesso contro le donne e i medici: le aggressioni, verbali e non solo, nei reparti degli ospedali o nelle adiacenze degli stessi non sono così rare.

    Concordo sulla necessità, anche se forse non è prioritaria rispetto al resto (almeno qui in Italia e in questo momento), di trovare desideri e immaginari erotici alternativi; sono entusiasta del post-porno (es. Erika Lust) e del suo tentativo di riappropriarsi della pornografia e di reinventarla, abbattendo stereotipi e consunti ruoli femminili in cui poco ci riconosciamo.

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  26. Sì quando parlavo degli antiabortisti pensavo a Giuliano Ferrara che quando fece la sua lista anti-aborto cercava di farsi passare per uno che non ce l'aveva con le donne, anche le antiabortiste donne come Olimpia Tarzia insistono con grande ipocrisia su questa cosa che loro sono "contro l'aborto ma non contro le donne". Contro i condizionamenti economici molto si può fare tramite il welfare, peccato che con la scusa della crisi lo vogliano abbattere. Comunque qualsiasi educazione, anche la più aperta, è una forma di condizionamento, l'importante è che si ricevano gli input e gli stimoli intellettuali più diversi e che s'impari ad avere spirito critico.
    Secondo me un immaginario erotico e porno alternativo (non per censurare quello precedente, ma per l'appunto aggiungere qualcosa di nuovo come fa Erika Lust) è necessario dato che viviamo in un Paese in cui una donna che non nasconde la propria sensualità e seduttività, una donna che non si vergogna di fare e di parlare di sesso è ancora vista come una "puttana" e una "puttana" viene vista come una donna senza dignità a cui si può fare "di tutto". E' questa mentalità sessuofoba millenaria che deve cambiare, il tutto sta come ho già detto nell'insegnare ad avere rispetto di chiunque a prescindere da come si racconta col suo corpo e da come vive la sensualità e l'eros

    paolo1984

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