giovedì 6 gennaio 2011

Femminismo, la parola sconcia

Riceviamo e pubblichiamo un bella riflessione su cosa vuol dire oggi essere femminista di Marika Borrelli, giornalista, ex dirigente sindacale ed ora funzionaria di un Ministero (di cui preferisce tacere). Potete leggere la sua presentazione alla fine del pezzo:

"Ho traccheggiato alquanto prima di mettermi a scrivere questo post. L’argomento mi è molto caro e mi appassiona, ma i termini che devo usare mi imbarazzano. Come hanno imbarazzato la giornalista – Barbara Hannah Grufferman – da cui ho preso spunto per queste mie riflessioni.
 
Femminismo. Ecco la parola ‘sconcia’. Femminismo, come quando erano gli anni ’70 (praticamente in fasce, io), come quando le donne facevano un po’ paura con la loro determinazione, che, però, ha fatto conquistare tanti diritti: il primo e fondamentale, quello di scegliere. Un po’ come l’autodeterminazione dei popoli.
 
Femminismo, ora è una parola eccessiva, arrabbiata, difficile da usare. “Non sarai mica una femminista?!?” è una domanda – retorica – che mette a tacere ogni rivendicazione, in questa nostra arretrante Italia. Se vieni tacciata come femminista le tue opinioni puzzeranno di eccesso e non sarai ascoltata. Sembrerai antica, sprucida (come a dire zitella acida) ed anche brutta e piena di rughe.
 
‘Femminismo’ è oggi come dire ‘comunismo’, altra parola sconcissima. Dire a qualcuno che è un comunista è dargli del disadattato, dell’estremista (a prescindere), uno fuori dal tempo e della mode, nonché uno che odia il Grande Fratello e Uomini&Donne. Un comunista – come pure una femminista – sono persone da tenere alla larga, semmai da segnalare ad un nuovo tipo di Polizia Militare che ha agenti nel cosiddetto buonsenso comune. Non solo in Italia. Anche negli USA la parola ‘comunista’ fa paura. I tempi del maccartismo non sono morti, tant’è che ad Obama tutt’al più gli dicono ‘socialista’, ma mai comunista, che equivarrebbe a sputargli in faccia una cosa tipo ‘sporco muso negro’. (Però, negli USA non sanno cosa significhi ‘socialista’ nell’accezione italica, almeno da Tangentopoli in poi).
 
Torniamo al femminismo. Al giorno d’oggi, scrive Barbara (ah, siamo diventate amiche con la Grufferman. Fèisbuk è una mano santa!), molte donne arrabbiate e/o scontente non si definiscono femministe perché la parola non affascina, non è sexy, fa allontanare gli uomini, in questa epoca di ‘piacioneria’ a tutti i costi. Perché, per sopraggiunta, il femminismo è contro gli uomini, dice sempre la famosa opinione comune. Ma come si fa a far comprendere che non è contro gli uomini, bensì è una questione di crescita globale?
 
Come si potrebbe chiamare quel movimento che:
 
Vorrebbe urlare che le donne fanno i due terzi di tutta la fatica del mondo (in casa, fuori, per la famiglia, nei campi, gratis, costrette, schiavizzate…), mentre possiede solo l’un percento dei beni del mondo?
Vorrebbe denunciare che le ragazze sono ancora vendute per obbligarle a prostituirsi o costrette a matrimoni combinati o prematuri?
Vorrebbe raccontare che le donne (assieme ai loro piccoli figli) sono le prime e più numerose vittime in tempi di guerra, conflitto, povertà, fondamentalismo?
Vorrebbe dire al mondo della piaga dei femminicidi in Italia?
 
No, non si può chiamare femminismo, perché gli uomini – anche quelli occidentali – ne hanno paura e ne hanno paura anche quelle donne che hanno spesso conquistato il potere con le modalità maschili o – all’altro estremo – soggiacendo a sottomissioni indecenti, immorali ed indignitose per una donna.
Il vero femminismo si fonda sui concetti di eguaglianza, tolleranza, compassione, tutta roba che scarseggia oggigiorno in giro.
 
La faccenda, secondo me e la Grufferman (Barbara in amicizia), è che non basterebbe neanche più essere femministe, bensì femministe coraggiose.”
 
Marika Borrelli*

*Sono Marika. Giornalista per passione, mamma di Dario (ventenne chitarrista rock studente di psicologia e di draghi da videogames). Ex dirigente sindacale, ora funzionaria di un Ministero (meglio tacerne!). Over-forty, meridionale, impegnata nel sociale ed appassionatissima di questioni di genere. Con la mia amica Januaria Piromallo gestiamo (in modo mooolto naif) un blog schizofrenico: www.bellaedannata.splinder.com (linkato da Dagospia. Ma non so se è una buona cosa). Scrivo per un quotidiano locale in Irpinia (dove vivo), e per altre testate qua e là, ospite gradita (www.behablog.it , www.italiopoli.it) e mai pagata, comme d'habitude.

13 commenti:

  1. Ho sempre pensato che fossi una donna bella e affascinante prestata al sindacato.....ma poi ho scoperto, con grande piacere, che sei una penna di qualità...una scrittrice moderna e capace che sa fondere insieme emozioni e sentimenti ad un'analisi mai banale...
    ciao Marika
    gianni

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  2. io sono femminista! :) grazie...

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  3. Molti pensano che il femminismo sia come il maschilismo. Sono ocnvinti che sia la supremazia della donna sull'uomo. A parte il fatto che dovrebbero studiare storia, peccato che la storia non parla mai di femminismo proprio per gli stessi motivi :(
    La sdonna occidentale viene convinta di essere libera e che a liberarla sono stati gli uomini...allucinante!!
    Non mi sorprende xo che in un paese come l'italia dove l'unico modello vincente è la Velina (il classico modello antifemminista della donna oggetto) il femminismo sia bandito. Non mi sorprende in un Paese dove regna la destra (e la destra è antifemminista).
    Siamo arretrati proprio perchè le donne si vergognano a rivendicare i proprio diritti per paura di essere definite femministe..

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  4. Ciao MARIKA , condivido in pieno questa tua riflessione, siamo donne di coraggio nella vita che quotidianamente ci mette alla prova, siamo li pronte come il buono dei videogams dei draghi a cattturarne uno.
    Bacio Barbara

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  5. "Meditterranea" di M. Giovanna Cherchi:
    http://www.youtube.com/watch?v=vZsz5ed9Gp4

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  6. Grazie a Voi tutti per i bei commenti!
    Grazie a Giorgia per l'opportunità di scrivere un post in questo blog.
    Marika

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  7. bellissimo post!!!!!!! grazie per aver spiegato quello che, è vero, viene troppo spesso frainteso:)

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  8. Mi chiamo domenica, ma tutti mi chiamano con il mio secondo nome, Tiziana.Sono alle soglie dei sessant'anni, quindi ho vissuto il periodo del femminismo degli anni settanta.Mi sono sposata giovanissima e giovanissima ho avuto i miei due primi figli.Forse era inevitabile, ma il mio matrimonio dopo qualche anno è naufragato, nonostante io credessi all'amore eterno. D'altra parte io venivo da una famiglia splendidamente tradizionale, dove amore e rispetto regnavano sovrani.Io provenivo dalla lontana Val di Non e tutto questo mi stava succedendo nella grande Roma, ero sola ed erano gli anni settanta.In quel periodo ho frequentato ambienti femministi ed ho avuto anche l'onore di conoscere Adele Cambria. Mi sono ritrovata sola e senza lavoro a reinventare il mio futuro, ci sono riuscita,con grande fatica mi sono diplomata e ho iniziato a lavorare. Tutto questo però l'ho pagato a caro prezzo, il mio ex marito mi ha tenuto i figli lontano per anni, ora con la più grande ho un buonissimo rapporto ma col secondo non ho rapporti, grazie al lavaggio di cervello (plagio) che ha subito dal padre. Ho costruito una nuova famiglia e mi devo fare le congratulazioni, perchè è veramente bella e come la volevo.Io da quegli anni e quelle esperienze ho tratto molto sostegno e molta forza. Ho imparato a non avere paura nel perseguire le mie aspirazioni, nell'acquisire fiducia in me. Quello che vedo ora mi lascia un po' di amaro, sembra quasi che nominare il femminismo sia un cosa desueta che sei una nostalgica. Oggi, a guardare bene, le ragazze si vendono per un nonnulla, vogliono apparire a tutti costi, non danno più valore a se stesse. Pensano di essere autosufficienti, ma in realtà sono state comprate, dalla pubblicità e dalla televisione. La loro è una finta libertà, in realtà sono in balia di loro stesse. Ma le loro mamme ( quelle che uscivano dal periodo femminista) dove sono? Come possono permettere questo? Forse ci hanno drogato tutti? No, speriamo di no! Personalmente sto abbastanza male nel vedere tutto ciò e, con i miei modesti mezzi, quotidianamente cerco di smentire i pensieri standard dilaganti. E' proprio per questo che la violenza sulle donne è così pesante, bisogna squotersi e squotere, non vedo altre vie d'uscita. Siamo tante, ci confrontiamo, ma non basta bisogna fare di più.Non bisogna più ignorare o far finta di non vedere, il macigno ci è già caduto addosso! Pensate, tra la famiglia, il lavoro, i vecchi da accudire, e non da ultimo far quadrare il bilancio familiare perchè i soldi sono pochi, rimane molto poco tempo per pensare, e questo non lo chiamate macigno? Ho scritto di getto, sicuramente sarò stata confusionaria e pesante, ma credetemi... vi voglio un gran bene. Tiziana

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  9. @Tiziana, grazie per averci raccontato la tua storia e grazie per le tue riflessioni. Bisogna fare di più, è vero. Ciò che facciamo è ancora troppo poco.

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  10. Femminista anch'io. Naturalmente.

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  11. Correva l'anno 1970/'71, ed io facevo la prima media, quando la mia professoressa di lettere, spiegando la costituzione della repubblica italiana e la conquista dei diritti da parte delle donne, dichiarò: "Io sono femminista!". Allora decisi che anch'io ero femminista, e da quel momento non ho mai smesso di esserlo. La perdita della memoria femminista nella società italiana è stato un processo disgraziato, agevolato e accompagnato dalla diffusione della nostra attuale sottocultura di massa, di impronta genetica mediatica e di destinazione finale socio-giuridica (v. recenti vicende). La rete invertirà la tendenza?

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  12. sono donna e mamma di un maschietto e noto che il femminismo dilagante sta esagerando .
    in altri pesi dove le donne non hanno diritti e sono vessate è doveroso ma in Italia oggi no .
    le quote rosa sono una vergona e non sono meritocratiche.
    io vorrei essere assunta perchè me lo merito non perchè sono donna.
    un giorno mio figlio potrebbe tornare a casa senza lavoro perchè maschio non perchè è incapace .
    potrebbe non ottenere il lavoro perchè devono assumere una donna a prescindere dalle sue capacità è assurdo .
    siamo arrivata a pretendere privilegi siamo arrivate a vendicarci degli anni in cui eravamo vessate cercando di accantonare gli uomini che però dimentichiamo sono anche loro esseri umani .
    auguro a tutte le femministe estremiste di avere figli maschi

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